Guerra agli imballaggi e guerra dei rifiuti

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Gianluca Ricciato
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Guerra agli imballaggi e guerra dei rifiuti

Messaggio da Gianluca Ricciato » gio gen 29, 2009 1:00 am

Scusate la deriva campanilista.
Ma il fatto è che all'inizio di quest'anno (ero ancora a casa dei miei per le vacanze di Natale) i paesi del Salento, compreso il mio, hanno iniziato a riempirsi di spazzatura non raccolta. La vicenda è salita alla ribalta nazionale. Si temeva il peggio, poi è stato trovato un accordo prima del dramma, ma l'allarme rimane e il disagio è stato notevole.
Una discarica, quella di Ugento (Le), ha rifiutato di accogliere la monnezza di tre quarti di Salento dopo una sommossa popolare, in quanto la popolazione dei paesi circostanti la discarica era esasperata dai veleni seminati in diciotto anni nel sottosuolo, e dagli intrecci sotterranei politico-mafiosi che hanno reso ingestibile la situazione. Intrecci che continuano a far rimanere il Salento e la Puglia ai minimi nazionali di raccolta differenziata e che hanno con molta probabilità (giusto per non sbilanciarsi) decretato la morte di Peppino Basile, consigliere comunale di Ugento che da anni cercava di alzare la voce sui presunti veleni radioattivi che sono stati illegalmente versati nella nostra terra negli ultimi decenni. Freddato a colpi di pistola, nel giugno scorso sotto il portone di casa sua.
Come in tanti altri Sud del mondo dove succedono ogni giorno cose del genere, dove persone e territori diventano le vittime di uno sviluppo insensato e distruttivo.
Come nel napoletano, Pianura e Chiaiano, dove la situazione è precipitata già da un anno, e la situazione rimane allarmante anche se i telegiornali non ne parlano più.
Come in Somalia, dove quindici anni fa furono uccisi Ilaria Alpi e Miran Hrovatin perchè stavano per scoprire il traffico clandestino di scorie radioattive dai paesi occidentali alla Somalia, traffico in cui sembra fosse implicato anche l'esercito italiano. Magari se fossero ancora vivi ne sapremmo di più e in modo più documentato, ma qualcosa si può rinvenire se si ha la voglia di capire e di informarsi
(ad esempio, http://www.ilariaalpi.it/index.php?id_sezione=2).

Dato che però come sempre niente cambia se prima non cambiamo noi, sono felice di segnalare qui di seguito il primo progetto di riduzione degli imballi in Salento, che del resto riprende abitudini antiche della nostra popolazione. Speriamo che sia di buon auspicio per il futuro.

Dal sito: http://www.salentosostenibile.it


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GUERRA AGLI IMBALLAGGI / Dal passato, una soluzione per combattere la crisi

Stop al packaging e sì alla “eco-spesa”
di Dario Tricarico

Comprare un po’ per volta, senza inutili sprechi cioè comprare sfuso. Può sembrare un retaggio di un passato mai dimenticato, in cui il lento incedere delle ore non era scandito dal ticchettio dell’orologio ma dal sordo fragore delle bombe.
Un modo di fare la spesa che ai più giovani potrebbe sembrare strano, inusuale ma basterebbe fare un salto a casa dei nonni per farsi spiegare meglio di cosa si parla. Pasta, detersivi, caffè, spezie, latte, sale e zucchero venduti alla spina cioè secondo le proprie necessità, secondo i propri bisogni e a seconda delle proprie disponibilità economiche.
Acquistare un prodotto che non ha imballaggio, servendosi di contenitori usati e portati direttamente da casa come il vecchio vuoto a rendere attraverso una specie di organo a canne trasparenti che eroga la merce in base ai secondi in cui si tiene premuta una levetta. Può sembrare un gioco? Di certo non sono un gioco i 12 milioni di tonnellate di spazzatura derivanti da imballaggi creati ogni anno in Italia. Se non bastasse questa considerazione, sui prodotti senza confezione si può ricavare un risparmio che parte da una base del 25% a salire.
In un periodo di grossa crisi economica e di guerre all’immondizia e agli sprechi, questo vecchio-nuovo metodo del comprare sfuso sembra la via migliore per cercare di fare qualcosa di concreto.
Un’iniziativa partita dal Piemonte che man mano si sta espandendo in tutta la penisola.
A Lecce, attualmente, la si può trovare all’Iper Coop e le impressioni che abbiamo raccolto sono state decisamente positive.
Casalinghe, lavoratori e studenti ne stanno lentamente cominciando ad apprezzare i vantaggi. Addirittura un’anziana signora intervistata, si è detta entusiasta dell’iniziativa, sia per il netto risparmio sia per l’aver ripreso un’abitudine che credeva ormai riposta nel baule di un antico passato.
Ciò che emerge è un secco no al packaging e un benvenuto alla “eco-spesa” soprattutto, ora che il consumatore medio è meno attirato dalle grandi marche ed è maggiormente disposto a passare più tempo tra gli scaffali, anche perché le merci sfuse non avranno più il loro vestito sgargiante, ma saranno comunque garantite dalle grandi catene che le distribuiscono.

tratto dal periodico "LoScirocco"

http://www.salentosostenibile.it/?q=node/649

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