Riporto questo articolo come spunto per dialogare e riflettere su questo argomento.
Buone cose
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L'anima di Eluana
Finalmente la sentenza è stata emessa. Eluana Englaro puo' "morire".
Il paese si è spaccato in due, com'era prevedibile. E come era prevedibile il ciarlare su questa vicenda ha riempito e riempie le pagine di rotocalchi, quotidiani, radio e televisioni. Perchè di ciarlare si tratta quando invece, una vicenda come questa richiederebbe invece, a mio modesto parere, una buona dose di dignitoso e rispettoso silenzio.
Non voglio però parlare di un problema che è evidentemente sentito nelle varie anime del paese. Il testamento biologico, la dolce morte non sono certo realtà lontane da noi. E non credo nemmeno siano eventi eccezionali.
Vicende come quella di Eluana e della sua famiglia hanno il pregio di renderle visibili, e credo che alla tenacia, alla dignità ed alla perseveranza di quell'uomo, il padre di Eluana, vadano resi onori e meriti al pari di quelli che si rendono agli eroi.
Ma al di là di tutto questo, voglio concentrarmi un'attimo su un'altro aspetto di questa e di chissà quante altre vicende simili.
Voglio parlare dell'anima.
Molti insigni uomini di medicina hanno sostenuto e ribadito che Eluana in realtà è morta 17 anni fa. E credo abbiano ragione. Anche se io posso affermarlo solo a livello percettivo, come la maggior parte di tutti noi. E se è vero, dov'è stata e cos'ha fatto, visto o percepito l'anima di Eluana? E' morta anche lei 17 anni fa oppure è ancora viva e presente? Non ho sentito nemmeno una parola su questo, in tutto questo "ciarlare" non ho sentito nessuno accennare, nemmeno per sbaglio, all'anima di Eluana. Se ci fermiamo alle percezioni sensoriali corporali, forse è lecito pensare che non ha avuto in tutti questi anni la percezione di quel che le stava accadendo, gli occhi non hanno visto, le orecchie non hanno sentito... Ma cosa puo' aver visto e sentito la sua anima?
Perchè nessuno si è fatto questa domanda?
Me la sarei aspettata, ad esempio, dai tanti uomini di chiesa che da secoli fanno dell'anima la loro piu pregiata mercanzia, ed invece nulla.
Io non so bene se l'anima, per la concezione comune che abbiamo tutti noi esista davvero oppure no, ma il problema me lo sono posto. Mi sono chiesto diverse volte se Eluana in qualche modo, con energie a noi ancora semisconosciute avesse percezione di quanto le stava accadendo. E mi sono anche chiesto se quel corpo non rappresentasse una prigione forzata per un'anima che invece aveva tutto il diritto di volare via, libera. E se cosi fosse, in base a quali leggi, umane o divine, quell'anima è stata condannata a 17 anni di reclusione?
Di quali gravi colpe poteva essersi macchiata l'anima di una ragazza poco più che adolescente? Per quale assurdo motivo l'abbiamo condannata ad una pena cosi severa?
Ma forse sto farneticando. L'anima non ha una personalità giuridica. L'anima non è tangibile, non è misurabile, non è....
E siccome non è, quali diritti puo' mai accampare? E davanti a chi puo' farli valere? Non certo davanti alla giustizia degli uomini, forse davanti al tribunale di Dio? Il tribunale di Dio probabilmente la sua sentenza l'aveva già emessa quel tragico giorno di 17 anni fa. Sono stati gli interventi umani a condannare quell'anima alla sua prigionia. L'evoluzione della scienza e della medicina, i trattamenti terapeutici e chirurgici, il mantenimento in vita attraverso l'alimentazione e l'idratazione forzata. Tutte pratiche utilissime per il corpo, certo, ma non per l'anima. E perchè gli uomini di chiesa continuano a pronunciarsi sul "diritto alla vita" pensando solo ai corpi portatori di quella vita? Ma l'anima non era quel soffio vitale soffiato nel fango? E' dunque l'anima la vita non il fango.
Sto vaneggiando, sicuramente sto vaneggiando. Il mio irrazionale sta prendendo il sopravvento sul mio razionale, lo sento. O forse no...
No, perchè se io fossi al posto di Eluana vorrei volare via libero. Non vorrei mai restare imprigionato in un corpo che non puo' piu muoversi, che si riempie di piaghe da decubito, sicuramente imbottito di antibiotici e di altri farmaci per evitare le inevitabili infezioni ospedaliere aiutate nel loro lavoro da un'immuno-depressione inevitabile. Un corpo che deve essere alimentato e dissetato con tubi di plastica cuciti nello stomaco.
Un corpo che non mi serve piu..
Vorrei vedere le persone che mi vogliono bene libere di vivere la loro vita anche senza di me. Non vorrei che fossero condannate a visitare quel corpo che mi tiene prigioniero e che non mi da nemmeno la possibilità di rivolgere loro la parola, di dirgli quanto gli voglio bene, di sorridergli. Mi rattristerebbe troppo il pensiero della loro vita scandita dalla periodicità di visite troppo simili a quelle che si fanno nel parlatorio di una prigione, morirei se sapessi che la prigione in cui sono stato incarcerato sono io, il mio stesso corpo, morirei...
Morirei appunto, ma non potrei farlo, perchè insigni scienziati, illustri uomini di chiesa, giornalisti straparlanti ignoranti e pettegoli, bigotti di ogni razza e specie, politicanti prezzolati e detestabili mi terrebbero inchiodato e prigioniero in nome della VITA, parola di cui hanno da tempo dimenticato il significato.
Non vorrei mai tutto questo, MAI.
Per questo sono contento Eluana, sono contento che finalmente quel corpo che ti tiene prigioniera da cosi tanto si spegnerà lasciandoti finalmente libera di volare, di ricominciare davvero a vivere. La tua anima, il tuo soffio vitale liberato dal fango, tu, finalmente, ritornerai a sorridere.
Gianluca Miano
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IL Cavallo Bianco
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