Il cibo bilogico è una truffa?

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Davide'80
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Il cibo bilogico è una truffa?

Messaggio da Davide'80 » lun nov 03, 2008 9:08 pm

Come commentereste queste frasi?

1. Il prodotto biologico è una truffa.
2. Il cibo biologico è più dannoso rispetto a quello prodotto con l'aiuto di prodotti chimici.
3. Prima delle grandi scoperte della chimica e della medicina, quando tutto era "biologico" e si produceva in quantità molto limitate, si moriva molto giovani.
4. Il biologico dà rendimenti molto minori dei prodotti che usufruiscono di vantaggi della chimica e, probabilmente, i prodotti sono meno sani, perché più esposti agli agenti patogeni.
5. I costi proibitivi ne fanno un cibo antieconomico e di élite. Da sconsigliare.

Ricordiamo l'articolo di Franco Battaglia (http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=264453&START=1&2col=) e la risposta a quell'articolo (http://equazioni.wordpress.com/2008/05/ ... la-salute/)

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Teo
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Re: Il cibo bilogico è una truffa?

Messaggio da Teo » lun nov 03, 2008 10:05 pm

Queste cose le ho strasentite e stralette, da...decenni! Letteralmente! Quella più stupida secondo me è quella al punto 2! Nessuno capisce le "teorie" di Ames! Persino chi è nel biologico. Non c'è niente di strano a dire che le piante contengano pesticidi naturali, è verissimo, ma conosco gente che lavora nel biologico che non ci vuole credere! Ciò non toglie che quelli di sintesi siano peggio per l'ambiente e poi probabilmente anche per l'uomo, senza contare il fatto che le piante che producono più pesticidi sono quelle danneggiate, per esempio da malattie varie delle piante. Si dice anche che la pianta produca meno pesticidi "suoi" se sono stati usati pesticidi chimici...se fosse anche vero, la pianta ha sicuramente molte sostanze che servono a farci star bene e che servono a neutralizzare anche i pesticidi naturali di cui essa è dotata, fatto di cui dubito fortemente se si parla di pesticidi chimici. Inoltre credo sia difficile affermare che il contenuto di sostanze nutritive di un frutto o ortaggio bio sia proprio uguale a quello di uno coltivato chimicamente, anche se molti sostengono anche questo. Le piante sono dotate di sinergismi di cui noi poveri, mortali esseri umani, non riusciamo neanche lontanamente a sospettare l'esistenza, ogni tanto ne scopriamo uno, ma chissà quanti altri ce ne sono, la natura è di una potenza insospettata, meglio sempre seguirla, si sa! non per niente si "vendica" sempre, quando non la seguiamo!
Vedi per esempio:
http://74.125.39.104/search?q=cache:oXh ... cd=3&gl=it
http://beta.vita.it/news/viewprint/2800

http://www.vency.com/pesticidi.html

eccetera eccetera eccetera
http://www.google.it/search?source=ig&h ... ogle&meta=

Davide'80
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Re: Il cibo bilogico è una truffa?

Messaggio da Davide'80 » lun nov 03, 2008 10:35 pm

http://www.brunoleoni.it/nextpage.aspx?codice=5408

L’allarmante impatto ambientale del perverso allarmismo ecologico. Il caso di Napoli
di Carlo Stagnaro

L’ecologia cattiva scaccia la buona economia. Raramente gli allarmi verdi passano come tempeste estive: più spesso, fondati o no che siano, hanno delle ricadute importanti. Soprattutto politiche: il Parlamento legifera cercando di ottenere l’approvazione dei guru ambientalisti. Questi provvedimenti restano, si sedimentano, imprimono una direzione alle scelte economiche e spesso impongono un costo alla società. Una recente indagine di Angela Logomasini per il Competitive Enterprise Institute ha rilevato che, tra il 1973 e il 2004, l’86 per cento delle leggi ambientali approvate dal Congresso hanno avuto un impatto significativo, il 10 per cento, il 3 per cento di vasta portata: solo l’1 per cento avevano significato simbolico. Uno studio Unice/Federchimica ha fotografato l’escalation dei provvedimenti ambientali nell’Unione europea: tra il 2000 e il luglio 2003 ne sono stati adottati tanti quanti nei dieci anni precedenti. A che pro? Esemplare il caso dell’elettrosmog (un al lupo al lupo tutto italiano): per gli scienziati non esiste, ma fornisce un pretesto per pagare persone il cui mestiere è misurare i campi elettromagnetici. L’interramento dei cavi – invocato dai guerriglieri anti-inquinamento elettromagnetico – costerebbe, secondo stime di alcuni anni fa, oltre 25 miliardi di euro.

L’esempio più drammatico degli effetti perversi della regolamentazione ambientale è il bando del Ddt, il miglior insetticida contro la zanzara anofele, portatrice della malaria. Il suo abbandono da parte di molti paesi africani a causa delle pressioni occidentali è una delle cause del violento ritorno della malaria: secondo John Luke Gallup e Jeffrey Sachs, se questa malattia fosse stata debellata nel 1965 il Pil africano sarebbe oggi più alto del 40 per cento. La lotta al Ddt fa parte della crociata contro le sostanze chimiche. La direttiva europea Reach, che richiede la registrazione, valutazione e autorizzazione di tutte le sostanze chimiche (comprese quelle che sono in commercio da decenni), potrebbe costare (secondo il Mercatus Center della George Mason University) tra 85 e 250 mila euro per ciascuna sostanza, col rischio di mettere fuori mercato molte piccole e medie industrie chimiche.

Anche la chimica in agricoltura catalizza gli odi verdi. Senza l’uso di fertilizzanti e antiparassitari, però, a parità di produzione bisognerebbe coltivare molta più terra. Il tossicologo Bruce Ames mette in guardia: poiché frutta e verdura sono un valido aiuto contro il cancro, “se diventano più care per colpa del minore uso dei pesticidi sintetici, il loro consumo può scendere e il cancro aumenterà”. Recentemente la Corte europea di prima istanza ha ritirato l’autorizzazione al paraquat, un erbicida utilizzato nella coltura dell’olivo in Italia e Spagna, sebbene tale sostanza sia utilizzata da 40 anni e non vi sia evidenza di danni ai consumatori o ai lavoratori. In generale, i rischi vanno messi nella giusta prospettiva: “il consumo medio di caffè – scrive Bjørn Lomborg – risulta 50 volte più rischioso della dose di Ddt cui eravamo esposti prima del bando, e oltre 1200 volte più pericoloso di quella cui siamo esposti oggi, senza scordare che rappresenta un rischio 66 volte maggiore dell’etilentiourea, il più pericoloso pesticida oggi in circolazione” (non è un invito a bandire il caffè, beninteso).

“Qualche volta – dice Gianni Fochi, chimico alla Normale di Pisa – gli allarmi sono fondati: a Marghera, per esempio, forse sarebbe stato opportuno prestarvi maggiore attenzione. Ma spesso si tratta di esagerazioni o invenzioni”. Senza allontanarsi da Marghera, dunque, un conto è denunciare i rischi delle vecchie pratiche utilizzate per produrre il Pvc: altra cosa è prendersela col Pvc in quanto tale. “Il Pvc – aggiunge Fochi – è il grande Satana dei talebani ambientalisti, pur essendo utile, economico, e generalmente privo di rischi”. Uno dei problemi del Pvc, secondo gli ecologisti, è la produzione di diossina negli inceneritori. Ma davvero la diossina è una minaccia? La diossina è ovunque: deriva dalla combustione del cloro e tra le sue fonti vi sono anche incendi boschivi ed eruzioni vulcaniche. Gli studi epidemiologici mostrano che può essere nociva solo ad altissime concentrazioni. I moderni termovalorizzatori ne prevengono la dispersione nell’ambiente. Possono anche contribuire a risolvere il problema dei rifiuti. Anche la guerra agli inceneritori è un prodotto del peggiore ambientalismo. I risultati? Leggere, su qualunque quotidiano, un articolo a caso siglato Napoli.

Da Il Foglio, 28 luglio 2007

http://www.brunoleoni.it/nextpage.aspx?codice=5408

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Teo
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Re: Il cibo bilogico è una truffa?

Messaggio da Teo » mar nov 04, 2008 2:23 pm

Mi astengo dal commentare l'ultimo punto perchè sono totalmente ignorante in merito. Per quanto riguarda il resto, per esempi l'elettrosmog, si parla di studi scientifici: beh, secondo me si parla sempre di studi scientifici, non se ne può più di studi scientifici, peccato che ogni "studio" cosiddetto dica sempre il contrario di un altro "studio"! Va a capire quale è veramente uno studio scientifico e dove sta la verità! Chissà che anche Ames abbia torto quando parla di pesticidi naturali nelle piante...non credo comunque. In quanto alla quantità di terra coltivata che diminuirebbe, primo: se fossimo tutti vegetariani o vegan, di terra ce ne sarebbe fin troppa, secondo, se ne intende Ames di agricoltura bio? Davvero occorreerebbe più terra per coltivare bio? Mah!

Davide'80
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Re: Il cibo bilogico è una truffa?

Messaggio da Davide'80 » mar nov 04, 2008 7:51 pm

Sarei curioso di sapere se chi si scaglia così violentemente contro il cibo biologico fa la stessa cosa contro la carne, che richiede grandi estensioni di terra, grandi quantità d'acqua e costa un sacco.

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Teo
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Re: Il cibo bilogico è una truffa?

Messaggio da Teo » mar nov 04, 2008 8:18 pm

Proprio, sarebbe interessante, anche se tempo di sapere già la risposta

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