Giro un appelo che spero sia l'inizio di una nuova e necessaria presa di coscienza...
Appello antinuclearista. Si riparte da Bologna. Le amministrazioni di questa regione si esprimano chiaramente sull'argomento. I cittadini devono essere in grado di decidere in vista delle prossime tornate elettorali anche in base al loro futuro economico-energetico.
Un patto Antiatomo è stato firmato venerdì in uno dei luoghi simbolo delle battaglie antinucleariste, Montalto di Castro, davanti alla mega centrale. Oggi turbogas, ma progettata per essere nucleare e riconvertita, quando stava per essere ultimata, pochi anni dopo il referendum del 1987. Al raduno ambientalisti e paesaggisti, premi Nobel e professori, attori e cantautori, ex ministri. E pure decine di piccoli medi imprenditori ed industriali, politicamente trasversali, contro la stupidità di un mondo all'uranio. L'iniziativa è partita da Firenze, dai Verdi toscani ed ha subito trovato adesioni eccellenti:
Dario e Iacopo Fo, Franca Rame, Alberto Asor Rosa, Grazia Francescato, Vittorio Emiliani, Gianni Mattioli, il presidente della provincia di Ascoli, Massimo Rossi, il climatologo Vincenzo Ferrara e Tommaso Campanile, responsabile ambiente della Cna, solo per fare alcuni nomi.
Ora più che mai, anche sul nostro territorio ancora caldo dei segni lasciati della centrale di Caorso, bisogna dimostrare alla gente che non sarà il nucleare a renderci liberi dalla dipendenza dai combustibili fossili il cui costo (fosse anche solo per questo) non è già più accessibile ai più, ma le energie rinnovabili verdi, le uniche in grado di rilanciare la nostra economia e di tutelare l'ambiente in cui viviamo e la nostra salute. L'alternativa ai combustibili fossili non è il nucleare, ma risparmio, progettazione e fonti rinnovabili, come è scritto nel piano energetico dell'Ue. Anche se le centrali nucleari del futuro fossero davvero sicure (e su questo ci permettiamo di dubitare) potremmo permetterci di attendere 10 anni per vedere funzionante la prima? Il 2020 è troppo lontano, l'emergenza è reale ed è ora, con il costo del petrolio a 120 $ al barile! Quanto ci metterà
il gas a raggiungere anch'esso il suo picco? Crediamo meno del previsto, con la richiesta incessante proveniente ormai non più dal solo Occidente ma anche e soprattutto dalle energeticamente voracissime Cina e India. Non dimentichiamo poi che oltre ai rischi di fughe radioattive (che mi pare oggi, dopo l'allarme giunto dalla vicinissima Slovenia sia più attuale che mai) e al problema non secondario delle scorie, c'è quello della finitezza dell'uranio che come petrolio e gas è una risorsa a tempo determinato, a differenza del sole, della terra, del vento. Pensare di investire centinaia di milioni di euro in centrali che in 25 anni potrebbero non avere più combustibile per funzionare è una follia economica prima che ecologica.
Ci sentiamo vicini alla netta presa di posizione della Provincia Autonoma di Bolzano contro la "promessa" del Governo
Berlusconi di far ripartire il nucleare entro cinque anni, chiedendo che le istituzioni locali facciano la stessa cosa. Michl Laimer, assessore all'ambiente ed energia della Provincia autonoma di Bolzano respinge con fermezza il proposito del Governo -"L'energia atomica - sostiene Laimer - è un concetto che appartiene al passato e non al futuro". Il governo
dovrebbe invece puntare sul potenziamento dell'impiego dell'energia solare e delle energie rinnovabili combinate a strategie di risparmio energetico. A parte il fatto - sottolinea ancora Laimer - che il popolo italiano si è a suo tempo pronunciato contro la scelta nucleare, c'è il rischio che vengano distratte risorse in una ricerca ormai superata perdendo così tempo prezioso per risolvere le reali questioni di rilievo in campo energetico.
Ci rifiutiamo per questo di aspirare a percentuali vergognose come quelle ipotizzate per la crescita in Italia delle energie rinnovabili, previste per i prossimi 10-20 anni. Vogliamo che si punti in alto, prendendo ad esempio la vicina Spagna che in soli tre anni ha portato l'incremento dell'uso delle energie pulite al 300% e si prepara ad essere il secondo Paese, dopo la Svezia a diventare energeticamente autosufficiente entro il 2050! Attualmente il mercato fotovoltaico della Spagna è secondo soltanto a quello tedesco, leader indiscusso in Europa nella produzione e nella commercializzazione dei pannelli solari, riuscendo nell'intento di tutelare la salute e le finanze dei cittadini ed incentivando produttività delle aziende locali e creando nuovi posti di lavoro.
Come Ecologisti lanciamo oggi questo appello a tutti coloro che come cittadini, associazioni, partiti, artisti, intellettuali sentono in questo tema l'emergenza vera del decennio avvenire.
Promuoviamo contestualmente una grande campagna di contro-informazione sul territorio, che partirà sul nostro Blog, a cui ognuno di noi può e deve coscientemente collaborare, lanciando per l'autunno a venire una grande manifestazione sul Clima e l'Energia.
Chiediamo anche a tutte le forze politiche attualmente al governo in questa città, provincia, regione di esprimersi su questo tema, anche in vista dei prossimi appuntamenti elettorali.
I cittadini devono essere in grado di decidere anche in base al loro futuro energetico.
Roberta Rendina
Presidente di Ecologisti SPA Socialità per Azioni di Ecologia Attiva
http://www.ecologistispa.it
[email protected]
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quando scienza e fede trovano interessi comuni...
S.Sede benedice la scelta sul nucleare
CITTA' DEL VATICANO - Trova plausi in Vaticano la scelta del governo Berlusconi di tornare al nucleare. A benedirla, con una punta di soddisfazione, è il card. Renato Raffele Martino, presidente del pontificio consiglio Giustizia e Pace. "Parlando da cittadino italiano - ha affermato all'ANSA il porporato - dico che la decisione del governo di tornare al nucleare è quanto mai conveniente. Parlando da cardinale ricordo che la Santa Sede è uno dei membri fondatori dell'Aiea, l'agenzia internazionale dell'energia atomica, che si propone di promuovere l'uso pacifico dell'energia nucleare". Spiega Martino, uno degli uomini di curia dalla più ampia esperienza internazionale, ex osservatore permanente della Santa Sede presso l'Onu, che la decisione del governo è conveniente perché "l'Italia compra a caro prezzo l'energia elettrica prodotta con centrali nucleari dai Paesi confinanti con il nostro". Vanno poi superati, "quei timori nei confronti delle centrali atomiche originati dal disastro di Chernobyl e alla base del referendum del 1987" alla luce delle "nuove e molteplici ragioni" di oggi. Le attuali centrali nucleari sono, infatti, "molto più perfezionate e moderne di quelle dell'epoca di Chernobyl, la cui esplosione - ricorda Martino - fu comunque causata da un errore umano". E poi, si chiede il porporato -facente funzioni anche di 'ministro' dell'Ambiente vaticano - "gli italiani vanno costruendo centrali nucleari per il mondo. Perché non dovrebbero mettere le loro capacità a servizio del proprio Paese?". Tanto più che "le centrali italiane, dopo il referendum, non sono state del tutto dismesse e c'é ancora del qualificato personale che le mantiene e che ora potrà tornare a lavorarvi. Certo, è necessario senz'altro ammodernarle prima". Il Vaticano ha sempre apprezzato l'uso della "tecnologia nucleare per un autentico sviluppo, rispettoso dell'ambiente e sempre attento alle popolazioni più svantaggiate". Benedetto XVI lo ha ricordato il luglio scorso proprio in occasione dell'anniversario dell'entrata in vigore, cinquanta anni fa, dello statuto dell'Aiea. Organizzazione istituita, secondo le parole del Papa, "con il mandato di sollecitare ed accrescere il contributo dell'energia atomica alle cause della pace, della salute e della prosperità in tutto il mondo", e di cui la Santa Sede quale "membro fondatore", "ne approva pienamente le finalità e ne sostiene l'attività". Una posizione , quella sul nucleare per scopi civili, che ha consentito alla Santa Sede di tendere una mano anche all'Iran, le cui ambizioni di sviluppo del programma atomico allertano il mondo. "Sì all'uso pacifico del nucleare certamente anche per l'Iran", aveva dichiarato Martino nell'ottobre scorso, spiegando che l'energia atomica "é qualcosa che può fare del bene all'umanità" e se da un lato c'é la necessità di "difendere la pace e la sicurezza", dall'altro "va promosso lo sviluppo dei popoli".
Fonte Ansa
Appello antinucleare - Santa sede nucleare
- Gianluca Ricciato
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