La nuova ecologia di Franco Carlini

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Gianluca Ricciato
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La nuova ecologia di Franco Carlini

Messaggio da Gianluca Ricciato » gio ago 30, 2007 6:18 pm

E' morto Franco Carlini.

Nel nuovo medioevo postmoderno, tra sindaci che vorrebbero decapitare i lavavetri, prelati che vorrebbero leggi antisodomia, capi di stato neofascisti che propongono castrazioni chimiche e altre torture...
e intorno a tutti loro la guerra santa per il petrolio e una massa informe di persone che si dicono libertarie ed ecologiste a parole ma che nei fatti sono sudditi del consumismo sfrenato e delle vecchie morali...

...in tutto questo, leggere gli articoli di Franco Carlini è stato spesso per me un'ancora di salvezza, per il taglio ecologico e lucido con cui sapeva trattare gli argomenti riguardanti l'ambiente, l'informazione e le nuove tecnologie.


"Ricercatore per 19 anni all'istituto di Cibernetica e Biofisica del
Cnr, nel 1989 aveva deciso di dedicarsi al giornalismo e alla
scrittura di libri. Collaborava con l'Espresso, dove teneva la
rubrica Cyber e dintorni, con il Manifesto (rubrica Chips and Salsa),
con il Corriere della Sera, sul quale si occupava di web economy, e
con la Rai. Aveva fondato la società Totem di web contents e web design."
(http://www.repubblica.it/2007/08/sezion ... rlini.html)


I suoi articoli si possono trovare qui:

http://chipsandsalsa.wordpress.com/

A proposito di medioevo, questo che segue è uno dei suoi ultimi articoli, uscito il 28 agosto in prima pagina sul Manifesto.


>>>>



Le sinistre frontières di quel reporter
Franco Carlini


«Se avessero preso in ostaggio mia figlia, non ci sarebbe limite alcuno, ve lo dico e ve lo ripeto, all'uso della tortura». Per salvarla ovviamente. D'altra parte, aggiunge, è quello che fece la polizia del Pakistan, in occasione del rapimento del giornalista Daniel Pearl del Wall Street Journal. Per cercare di liberarlo in tempo, arrestarono e torturarono i familiari dei rapitori , anche se a nulla servì e il giornalista venne non solo ucciso ma letteralmente fatto a pezzi. A sostenere la possibilità della tortura, persino di innocenti familiari non coinvolti, è stato di recente Robert Ménard, fondatore e segretario generale di Reporters San Frontières, la ong internazionale che si batte per la libertà di stampa e di espressione, contro i regimi censori e autoritari. Quelle cose Ménard le ha dette nel canale radiofonico France Culture il 16 agosto scorso, all'interno di un dibattito sulla gestione trasparente dei rapimenti, insieme ad altri giornalisti. Il registrato è stato riproposto ieri dal giornale online Rue89.com, sempre attento e combattivo. Nell'occasione Ménard sosteneva che a quel punto non è più una questione di idee o di principi, ma di guerra. Dice di averne parlato con la moglie di Pearl (in occasione del lancio del film «A Mighty Heart» di Whinterbottom, su di lei e suo marito) e che «bisognava assolutamente salvarlo e se era necessario prendere un certo numero di persone, prenderle fisicamente, avete capito, minacciandoli e torturandoli». Ménard ha espresso la sua opinione in maniera problematica, ma senza dubbio una frontiera l'ha voluta passare, che non è quella della libertà, ma quella della disumanità. E non basta a giustificarlo l'orrore del terrorismo sanguinario, né il nobile scopo di salvare delle vite. A prezzo di quali vite e di quali altre disumanità? Più sensati di lui, gli americani contro la tortura sono invece riusciti a far dimettere il ministro della giustizia Alberto Gonzales, mentitore e reticente su Guantanamo e Abu Ghraib.

http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-ar ... /art4.html

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