enzimi e piante

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7xpensie
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enzimi e piante

Messaggio da 7xpensie » mar mar 06, 2007 11:24 am

Marco ci sono piante usate in fitoterapia che contengono enzimi utili per la digestione di proteine e amidi? Gli enzimi presenti in queste piante riescono ad arrivare attivi nelle sedi in cui avvengono i processi digestivi?
Dipende dalla forma fitoterapica in cui sono somministrate?

Te lo chiedo perchè alcuni nutrizionisti sostengono che pur mangiando germogli crudi che contengono enzimi vivi, gli stessi enzimi vivi non saranno utili per l'organismo perchè verranno distrutti dai succhi gastrici
Se fosse vero, consumare germogli sarebbe inutile, anche perchè i valori nutrizionali sono quasi identici ai semi non germogliati, inoltre i germogli presentano la difficoltà di mantenere condizioni igieniche per evitare le muffe

Grazie Silvia

Marco Valussi
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Re: enzimi e piante

Messaggio da Marco Valussi » gio mar 08, 2007 12:52 pm

7xpensie ha scritto:Marco ci sono piante usate in fitoterapia che contengono enzimi utili per la digestione di proteine e amidi? Gli enzimi presenti in queste piante riescono ad arrivare attivi nelle sedi in cui avvengono i processi digestivi?
Dipende dalla forma fitoterapica in cui sono somministrate?

Te lo chiedo perchè alcuni nutrizionisti sostengono che pur mangiando germogli crudi che contengono enzimi vivi, gli stessi enzimi vivi non saranno utili per l'organismo perchè verranno distrutti dai succhi gastrici
Se fosse vero, consumare germogli sarebbe inutile, anche perchè i valori nutrizionali sono quasi identici ai semi non germogliati, inoltre i germogli presentano la difficoltà di mantenere condizioni igieniche per evitare le muffe

Grazie Silvia
Ciao,
non sono un nutrizionista per cui prendi le mie affermazioni con spirito critico. Dal mio punto di vista la fitoterapia può coadiuvare la digestione tramite la somministrazione di piante contenenti enzimi simil-pancreatici, come la bromelina e la papaina ecc. che devono però essere protetti dagli acidi gastrici tramite compresse gastroresistenti.
Secondo me l'utilità dei germogli sta nel fatto che sono mediamente più ricchi in vitamine, e nel caso dei germogli dei legumi, possono essere mangiati senza il rischio di assumere sostanze antinutrizionali, ma dubito che siano una fonte utile di enzimi, se assunti nell'alimentazione.
ciao
marco

7xpensie
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Messaggio da 7xpensie » sab mar 10, 2007 7:50 pm

Ciao, grazie per aver risposto
la fitoterapia può coadiuvare la digestione tramite la somministrazione di piante contenenti enzimi simil-pancreatici, come la bromelina e la papaina ecc.
bromelina e papaina non agiscono tutte e due solo come enzimi ad azione proteolitica? Per la digestione degli amidi ci sono piante che svolgono un'azione simile all'amilasi?
In biotecnologia alimentare per ottenere l'amilasi fanno germogliare l'orzo, oppure fanno fermentare l'amido di riso attraverso microorganismi della specie Aspergillus (anche se l'aspergillus sembra essere un microorganismo dannoso per il nostro organismo http://www.aspergillus.org.uk/italiantrans.htm)
che devono però essere protetti dagli acidi gastrici tramite compresse gastroresistenti
ad esempio capsule vegetali di idrossipropilmetilcellulosa?
Ma la papaina oltre ad essere attiva in ambiente alcalino, non è attiva anche in ambiente acido?
ma dubito che siano una fonte utile di enzimi, se assunti nell'alimentazione
Arrivi a questa conclusione perchè gli enzimi presenti nei germogli non sono gastroprotetti ??

Come te sono dubbiosa, sto indagando; chi difende un'alimentazione cruda a base di germogli sostiene in sintesi:

"Una dieta a base di cibi cotti o trattati o comunque poveri di enzimi contribuisce ad una eccessiva ipertrofia della ghiandola pituitaria, la quale, come si sa, svolge un’azione di regolazione nei confronti di tutte le altre ghiandole.
Ugualmente, il pancreas umano risulta abbondantemente ipertrofizzato se confrontato con quello degli animali che si nutrono solo di vegetali crudi.Basti pensare che mentre il pancreas di un uomo di circa 63 Kg pesa tra gli 85 e i 90 grammi, quello di una pecora di circa 38 Kg pesa appena 18 grammi; il pancreas di un cavallo di circa 545 Kg pesa solo 330 grammi.
Risulta evidente cioè quanto poco pesi l’uomo se confrontato al cavallo e di nuovo, se messo a confronto, quanto più grande risulti il suo pancreas.
Un interessante esperimento a riguardo, è stato condotto nelle Filippine dalla Scuola di Igene della Salute Pubblica (1933). La Scuola ha effettuato 768 esami post-mortem, giungendo alla conclusione che il pancreas dei Filippini era dal 25 al 50% più pesante di quello di Europei ed Americani, probabilmente a causa della dieta principalmente a base di riso cotto, consumato tre volte al giorno, che costringeva il pancreas ad un iperlavoro di secrezione enzimatica, in particolare di Amilasi.
Va rimarcato che un organo ipertrofizzato indica spesso una condizione patologica con implicazioni degenerative.
Anche il Dr. Edward Howell è giunto alla conclusione che l’ipertrofia del pancreas è il risultato di un adattamento patologico ad una dieta principalmente a base di cibo cotto.
Una ricerca condotta presso l’Università del Minnesota ha mostrato cambiamenti significativi nel peso degli organi dei topi nutriti con cibo cotto: sia il pancreas che le ghiandole submascellari aumentavano il loro peso dal 20 al 30%. Ulteriori ricerche condotte da Grossman hanno evidenziato il ruolo di adattamento che la dieta gioca nella secrezione pancreatica."

Silvia pensierosa :-)

7xpensie
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Messaggio da 7xpensie » lun mar 19, 2007 11:03 am

_Ho trovato anche un lavoro su AJCN è in full text, prima delle conclusioni c'è un paragrafo sugli enzimi (enzimi alimentari e supplementazioni enzimatiche) anche se non è molto approfondito
http://www.nutritionj.com/content/3/1/19#IDAZX4CM

_Ma anche tu hai scritto nella discussione "programma dieta disintossicante" di consumare kiwi, ananas, papaia perchè contengono tutti enzimi digestivi

Silvia pensierosa due

Marco Valussi
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Messaggio da Marco Valussi » lun mar 19, 2007 11:23 am

7xpensie ha scritto:_Ho trovato anche un lavoro su AJCN è in full text, prima delle conclusioni c'è un paragrafo sugli enzimi (enzimi alimentari e supplementazioni enzimatiche) anche se non è molto approfondito
http://www.nutritionj.com/content/3/1/19#IDAZX4CM

_Ma anche tu hai scritto nella discussione "programma dieta disintossicante" di consumare kiwi, ananas, papaia perchè contengono tutti enzimi digestivi

Silvia pensierosa due
Si, perchè comunque una parte delle attività rimane, anche se molta viene degradata, ed in genere io penso che se non c'è un problema specifico, ovvero una specifica deficienza di enzimi digestivi, oppure una chiara necessità di aumentare molto l'attività enzimatica, sia sempre meglio cercare di assumere i nutrienti con il cibo, a lungo termine, piuttosto che molto concentrati a breve termine. Poi non è che abbia la risposta a tutto :-), diciamo che nonostante si sappia che la gastroprotezione è importante penso che comunque scegliere quella frutta che ha anche quell'arttività male non faccia.

ciao
marco

7xpensie
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Messaggio da 7xpensie » mar mar 20, 2007 6:09 pm

Non hai la risposta a tutto? Mi mandi in crisi

Come puoi sapere se una persona ha delle carenze di enzimi digestivi, esistono esami specifici direti e/o indiretti? Oppure lo presumi da una diagnosi sintomatica?
In generale quali sono le cause di una carenza di enzimi digestivi? Esistono solo carenze temporanee o anche definitive?

Papaina / bromelina / enzimi fungali da aspergillus
Abbiamo detto che gli enzimi esterni (introdotti con i vegetali crudi e frutti esotici) vengono distrutti dalle secrezioni gastriche nello stomaco (per la secrezione di acido cloridico e di altri enzimi). In un articolo un nutrizionista dell'INRAN sosteneva che era un bene che gli enzimi provenienti dall'esterno venissero inattivati.. (non ha spiegato il perchè)
Mi chiedo, dunque gastroproteggere enzimi esterni come papaina, bromelina ed enzimi fungali non è pericoloso per il nostro organismo? Se questi enzimi esterni superano la barriera gastrica rimanendo attivi non possono essere pericolosi attaccando cellule interne?
Ad esempio nello stomaco ci sono cellule che hanno la funzione di secernere nel lume i pepsinogeni, ovvero enzimi (pepsine) allo stadio inattivo che digeriscono le proteine. La secrezione in forma inattiva serve a impedire che l'enzima attacchi le cellule che l'hanno prodotto

Inoltre gli enzimi fungali contengono non solo proteasi, ma anche lipasi (grassi), lattasi (latticini), amilasi e glicoamilasi (carboidrati e zuccheri), e perfino endofitasi, che scompone quell’acido fitico, il potenziale pericolo non si moltiplica?

Scusami ancora per le tante domande, nelle prossime settimane dilaziono i miei interventi, ciao

Marco Valussi
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Messaggio da Marco Valussi » lun mar 26, 2007 9:08 am

7xpensie ha scritto: Come puoi sapere se una persona ha delle carenze di enzimi digestivi, esistono esami specifici direti e/o indiretti? Oppure lo presumi da una diagnosi sintomatica?
In generale quali sono le cause di una carenza di enzimi digestivi? Esistono solo carenze temporanee o anche definitive?
Analisi possibili per la determinazione delle insufficienze enzimatiche (a parte l'osservazione dei sintomi tipici)
Trigliceridi nelle feci = insufficienza pancreatica
Steatorrea (eccesso di acidi grassi a catena lunga) = possibile insuff. pancreatica
Chimotripsina fecale ridotta = insuff. pancreatica o gastrica (proteasi ridotte) (o fibrosi cistica)
isobutirrato, isovalerato e n-valerato nelle feci superiore al 10% dei grassi a catena corta totali = fermentazioine batterica di proteine non digerite = insuff. pancreatica (proteasi ridotte) o malattie gastrintestinali
Fibre della carne o vegetali nelle feci = possibile indicatore dii cattiva digestione in genere (ipo- o a-cloridria o insuff. pancreatica)

La determinazione del pH gastrico con capsula di Heidelberg è un buon metodo di misurazione della capacità secretoria dello stomaco

Esistono sia carenze temporanee (funzionali) sia perenni (determinate di solito da malattie ereditarie, oppure dalla semplice vecchiaia)
7xpensie ha scritto:Papaina / bromelina / enzimi fungali da aspergillus
Abbiamo detto che gli enzimi esterni (introdotti con i vegetali crudi e frutti esotici) vengono distrutti dalle secrezioni gastriche nello stomaco (per la secrezione di acido cloridico e di altri enzimi). In un articolo un nutrizionista dell'INRAN sosteneva che era un bene che gli enzimi provenienti dall'esterno venissero inattivati.. (non ha spiegato il perchè)
Mi chiedo, dunque gastroproteggere enzimi esterni come papaina, bromelina ed enzimi fungali non è pericoloso per il nostro organismo? Se questi enzimi esterni superano la barriera gastrica rimanendo attivi non possono essere pericolosi attaccando cellule interne?
Ad esempio nello stomaco ci sono cellule che hanno la funzione di secernere nel lume i pepsinogeni, ovvero enzimi (pepsine) allo stadio inattivo che digeriscono le proteine. La secrezione in forma inattiva serve a impedire che l'enzima attacchi le cellule che l'hanno prodotto

Inoltre gli enzimi fungali contengono non solo proteasi, ma anche lipasi (grassi), lattasi (latticini), amilasi e glicoamilasi (carboidrati e zuccheri), e perfino endofitasi, che scompone quell’acido fitico, il potenziale pericolo non si moltiplica?

Scusami ancora per le tante domande, nelle prossime settimane dilaziono i miei interventi, ciao
Non so perchè il nutrizionista dicesse questo, a meno che non facesse riferimento ad enzimi pancreatici (pancreatina ecc.) di origine animale introdotti come supplementi, che forse potrebbero dare adito a dubbi sulla salubrità. Ma se parliamo di papaina e bromelina in nessuno degli studi clinici si sono notate reazioni avverse particolari, nè quando le sostanze erano protette nè quando erano non protette, e si escludono i casi di infiammazione del cavo orale nelle persone che hanno tenuto la papaina in bocca troppo tempo prima di ingoiarla. La gastroprotezione serve a preservare la potenza delle sostanze nell’entrata nell’intestino, anche se riguardando la letteratura ho notato degli studi con bromelina non protetta che hanno mostrato maggior efficacia rispetto alla bromelina protetta. Non vedo come un organismo già adattato a sostenere l’impatto di quantità di enzimi molto elevata e molto più aggressivi di papaina e bromelina potrebbe soffrire dell’introduzione di qualche supplemento.

ciao
marco

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