Ciao Fabrizio!
Ieri discutevo con un'amica circa l'uso di candeggina e prodotti tipo napisan x il bucato.Assodato che hanno un forte impatto ambientale e andrebbero ridotti al massimo,la discussione era sulla sporcizia che regna sovrana in ambienti tipo treni,metropolitane e pullman di città.Come si fa a fare un bucato ecologico quando si sta tutti i giorni in tale sporcizia?Basterà il solo detersivo?Se alzo la temperatura dell'acqua da 40 a 60 gradi ma evito i disinfettanti,a livello d'impatto ecologico faccio peggio o meglio?Grazie x l'attenzione Fabrizio,forse vado leggermente ot ma credimi è un problema molto sentito x molte persone..
Candeggina e disinfettanti
Moderatore: Erica Congiu
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Fabrizio Zago
Cara marcella,
molte domande, molte risposte.
La mia opinione è che una mania per l'igiene è, alla fine, controproducente nel senso che vivendo in un ambiente asettico poi il primo battero che passa ce lo prendiamo al 100%. Verrebbe da dire che meno male che ci sono i treni che riequilibrano l'habitat.
In realtà la ricerca spasmodica del "disinfettato" oltre che essere a fortissimo impatto ambientale è poco perseguibile dato che se è vero che con opportuni adittivi si riesce ad abbattere la carica batterica è anche vero che dopo pochi minuti i batteri rioccupano le superfici, gli indumenti eccetera da cui noi li abiamo scacciati. E' una battaglia persa se volgiamo la "disinfezione" se invece ci accontentiamo dell'igiene allora le cose cambiano ed anche un normale lavaggio con un buon detersivo allontana il 99% dei batteri (lo so che vorresti che io dicessi il 100% ma statisticamente non lo posso dire).
Maggiore è la temperatura del bagno di lavaggio maggiore è il grado di pulizia miscobiologica che si ottiene ma credimo a 40 gradi non uccidi un granché di batteri per andare sul sicuro si dovrebbe salire a 89 - 90 gradi. Ed allora torna la domanda di cui sopra e cioè ma siamo sicuri che sperperare energia elettrica, adittivi, inquinare eccetera sia veramente indispensabile? A mio avviso la risposta è no!
molte domande, molte risposte.
La mia opinione è che una mania per l'igiene è, alla fine, controproducente nel senso che vivendo in un ambiente asettico poi il primo battero che passa ce lo prendiamo al 100%. Verrebbe da dire che meno male che ci sono i treni che riequilibrano l'habitat.
In realtà la ricerca spasmodica del "disinfettato" oltre che essere a fortissimo impatto ambientale è poco perseguibile dato che se è vero che con opportuni adittivi si riesce ad abbattere la carica batterica è anche vero che dopo pochi minuti i batteri rioccupano le superfici, gli indumenti eccetera da cui noi li abiamo scacciati. E' una battaglia persa se volgiamo la "disinfezione" se invece ci accontentiamo dell'igiene allora le cose cambiano ed anche un normale lavaggio con un buon detersivo allontana il 99% dei batteri (lo so che vorresti che io dicessi il 100% ma statisticamente non lo posso dire).
Maggiore è la temperatura del bagno di lavaggio maggiore è il grado di pulizia miscobiologica che si ottiene ma credimo a 40 gradi non uccidi un granché di batteri per andare sul sicuro si dovrebbe salire a 89 - 90 gradi. Ed allora torna la domanda di cui sopra e cioè ma siamo sicuri che sperperare energia elettrica, adittivi, inquinare eccetera sia veramente indispensabile? A mio avviso la risposta è no!
Ciao Fabrizio!
Perdonami l'ignoranza colossale..Volevo chiederti se la carica microbiologica che si può trovare su un treno è la stessa che si può trovare in ambienti tipo casa o simili..O se chi frequenta treni ha necessità di prestare più attenzione al lavaggio..Per esempio..Se resto in casa non ho problemi a lavare una maglia con l'intimo,ma non lavo mai indumenti con cui ho viaggiato in treno con l'intimo..Questo mi porta a fare più lavatrici,con conseguente maggiore uso di detersivo e corrente..È una mia fissazione o c'è qualche briciolo di sensatezza in questo?
Perdonami l'ignoranza colossale..Volevo chiederti se la carica microbiologica che si può trovare su un treno è la stessa che si può trovare in ambienti tipo casa o simili..O se chi frequenta treni ha necessità di prestare più attenzione al lavaggio..Per esempio..Se resto in casa non ho problemi a lavare una maglia con l'intimo,ma non lavo mai indumenti con cui ho viaggiato in treno con l'intimo..Questo mi porta a fare più lavatrici,con conseguente maggiore uso di detersivo e corrente..È una mia fissazione o c'è qualche briciolo di sensatezza in questo?
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Fabrizio Zago
Cara Marcella,
domanda difficilissima. Occorrerebbe fare un bel monitoraggio microbiologico in un vagone ferroviario per conoscere la natura della popolazione batterica residente, ma credo che nessuno la abbia mai fatto.
Io credo che la sporcizia sia di tipo inorganico o anche organico ma non necessariamente microbiologico ed intendendo con questo patogeno, io mi preoccuperei di più della disinfezione se lavorassi in un ospedale, in una clinica o in altro luogo in cui la possibilità di essere raggiunto da batteri di tipo patogeno sia elevata.
Un vagone ferroviario è infinitamente meno pericoloso che una visita pazienti.
domanda difficilissima. Occorrerebbe fare un bel monitoraggio microbiologico in un vagone ferroviario per conoscere la natura della popolazione batterica residente, ma credo che nessuno la abbia mai fatto.
Io credo che la sporcizia sia di tipo inorganico o anche organico ma non necessariamente microbiologico ed intendendo con questo patogeno, io mi preoccuperei di più della disinfezione se lavorassi in un ospedale, in una clinica o in altro luogo in cui la possibilità di essere raggiunto da batteri di tipo patogeno sia elevata.
Un vagone ferroviario è infinitamente meno pericoloso che una visita pazienti.