immunostimolanti

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Moderatore: Erica Congiu

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denver
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immunostimolanti

Messaggio da denver » sab nov 11, 2006 11:42 am

Grazie per questo forum. Sono nuova e avrei una domanda da porre: se una persona fosse predisposta (non sapendolo) a qualche malattia autoimmune, l'uso di prodotti per aumentare le difese immunitarie (es. echinacea) potrebbe essere dannoso? Andando a sollecitare le difese potrebbe ridurre i tempi di comparsa di una malattia autoimmune? Qualcuno mi ha messo questo dubbio.
Di nuovo grazie

7xpensie
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Messaggio da 7xpensie » sab nov 11, 2006 11:51 am

Ciao, se vai sul sito Infoerbe nella scheda dell'echinacea viene in parte smentita questa ipotesi; alcuni autori invece hanno osservato un miglioramento delle patologie autoimmuni; ma aspettiamo Marco per una conferma

_Inoltre vorrei fare la domanda inversa: chi ha patologie autoimmuni (ipotiroidismo, lupus, diabete insulino dip, celiachia) può limitare con la fitoterapia gli effetti dannosi del sistema immunitario, correggendone l'azione? In altri termini, ad esempio in presenza di una patologia autoimmune è possibile con piante, dieta e stile di vita prevenire la comparsa di altre patologie autoimmuni?

_Ultima domanda: è vero che la metodologia più efficace per rinforzare il sistema immunitario (sia in presenza di autoimmunità che in assenza) è il digiuno?

Grazie, Silvia

Marco Valussi
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Messaggio da Marco Valussi » sab nov 11, 2006 3:54 pm

Come dice Silvia, se vai a fare un giretto sul sito leggerai una quanto meno prolissa spiegazione del perchè ritengo che un il giudizio della Commissione E (non usare in caso di malattie autoimmuni) sia infondato: sia per la mancanza di dati clinici (anzi, per l apresenza di dati clinici falsificanti) sia per il trattamento semplicistico del sistema immunitario, manco fosse un sistema tutto/niente, attivo/passivo, e non un sistema complesso, intrinsecamente storicizzato (cioè che mantiene memoria del passato), di gestione delel informazioni.

Naturalmente lo stesso vale per una risposta a Silvia, ci sono certamente delle piante ad attività immunosoppresiva, ma non è detto che esse siano sempre indicate nelle patologie autoimmuni, in realtà di solito si opera con varie piante ad attività anche contraddittoria (contraddittorie solo prò in un'ottica bianco/nero). Va però detto che a differenza dele piante immunomodulanti/stimolanti, le piante ad attività immunomodulante/soppressiva sono molto più delicate, e potenzialmente tossiche.
Un esempio è la tilofora, di cui qui sotto riporto una minidescrizione. Quanto al digiuno terapeutico, mentre è indubbia la sua utilità in molti casi, e se è chiaro che una riduzione del carico allergenico insito in ogni cibo è utile, non saprei dare un'opinione informata sul fatto se sia il modo migliore di rinforzare ilsistema immunitario, anche perchè esistono infinite varianti del problema.
ciao
marco

• Tylophora indica (Tylophora asthmatica)
Una pianta della tradizione indiana, molto efficace ma che presenta un profilo tossicologico da non sottovalutare. La pianta ha attività antiasmatica, antinfiammatoria, immunosoppressiva e antiallergica. La pianta ha un'attività farmacologica estremamente elevata con effetti marcati. Il suo utilizzo è limitato a chi abbia conseguito fondata esperienza nel suo utilizzo, e solo in casi di evidente necessità (depressione Th2). L'utilizzo in bambini di età inferiore ai 12 anni deve essere valutata con estrema cautela.

Gli usi più supportati dai dati sono:
• Asma
• Protezione dagli allergeni respiratori
• Rinite allergica


Dati farmacologici relativi all'azione sulle allergie
L'estratto di Tylophora, somministrato per via endovenosa, ha ridotto il conteggio totale di leucociti in vivo, una riduzione che è perdurata per 21 giorni dopo la somministrazione (per linfociti ed eosinofili)
La somministrazione orale ha inibito, in modelli animali, la risposta immunitaria cellulo-mediata.
L'estratto, somministrato prima della sensibilizzazione, ha mostrato attività antiallergica su animali, migliorando il flusso di aria polmonare in maniera comparabile al disodio cromoglicato. La pianta è stata anche più attiva negli animali presensibilizzati, forse per la sua attività immunosoppressiva.
Un pretrattamento con iniezione di Tylophora inibisce l'anafilassi sistemica, più potentemente del farmaco dexametasone. La pianta inibisce alcuni tipi di degranulazione mastocitaria

Dati clinici relativi all'azione sulle allergie
Uno studio clinico aperto preliminare del 1968 ha mostrato che masticare una foglia fresca al giorno per 6 giorni riduce i sintomi di asma e rinite allergica
Uno studio randomizzato in doppio cieco e cross-over dell'anno successivo ha mostrato gli stessi effetti su pazienti asmatici
Risultati comparabili in un ulteriore studio randomizzato in doppio cieco con parziale cross-over, nel quale sono stati somministrati 40 mg/die di estratto etanolico non specificato della foglia.
La dose di una foglia secca al giorno per sei giorni è risultata efficace nel proteggere i pazienti asmatici da challenge con allergeni inalatoria (effettuata 55 ore dopo il trattamento). La protezione è durata 7-9 giorni dopo il trattamento
In uno studio aperto e controllato, la foglia di Tylophora (200 mg/die per sei giorni) ha depresso il conteggio totale degli eosinofili ed ha aumentato il rilascio di ormoni steroidei surrenalici, rilascio che può essere responsabile della riduzione di sensibilità agli antigeni esogeni


Controindicazioni
Gravidanza, allattamento ed uso a lungo termine.

Effetti collaterali
Nausea e vomito (la pianta è considerata un emetico) anche a dosi basse. L'utilizzo della foglia fresca ha causato in alcuni individui dolore nella cavità orale e perdita del gusto per il salato; l'utilizzo di un estratto etanolico della foglia secca ha ridotto questi effetti collaterali.

Utilizzo
Data la sua elevata attività farmacologica, questa pianta dovrebbe essere usata a breve termine e ad intermittenza piuttosto che in maniera continuativa. Non utilizzare a dosaggi superiori da quelli consigliati.

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