Operatori turistici greci, turchi e olandesi organizzano escursioni per omosessuali nella città israeliana durante i fine settimana. Un movimento turistico stimato in 70 milioni di persone.
GERUSALEMME - Tel Aviv vorrebbe diventare la capitale del mondo gayo per cercare di catturare il movimento turistico omosessuale stimato in 70 milioni di persone. Shai Deutsh, portavoce dell'Associazione israeliana degli omosessuali, lesbiche, transessuali e bisessuali ha detto al quotidiano «Yedioth Ahronoth» che «il turismo omolesbico è in forte espansione e noi abbiamo grande assistenza dall'associazione degli albergatori di Tel Aviv, dagli enti turistici locali e dal ministero del Turismo».
UN VASTO MERCATO - Secondo Deutsh operatori turistici grecia, turchi e olandesi hanno già cominciato a organizzare escursioni per omosessuali a Tel Aviv durante i fine settimana. Tra breve inoltre apparirà un sito internet israeliano (Gay-map) contenente i nomi e gli indirizzi di tutti i luoghi di ritrovo e turistici a Tel Aviv particolarmente indirizzati a omosessuali e lesbiche di tutto il mondo. Secondo il giornale, negli Usa il giro d'affari del turismo gay è stimato in 45 miliardi di euro all'anno. Il turista omosessuale è considerato persona di alto livello di reddito e con sviluppati gusti culturali e di viaggio. A giudizio degli operatori turistici locali, Israele per la sua vicinanza georgrafica, per le sue condizioni climatiche e per le sue attrattive potrebbe divenire una meta di richiamo per il turismo omolesbico europeo. In quest'ottica la locale associazione degli omosessuali e delle lesbiche ha presentato la candidatura di Tel Aviv come sede dell'Europarade 2009, la più grande manifestazione gay di tutto il mondo.
Da: Corriere della sera - aprile 2006
Tel Aviv vuole essere capitale del mondo gay
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danieladaniela
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A fronte di una tolleranza della societa' israeliana nei confronti dei GLTB che non ha uguali in Europa, nel bacino del Mediterraneo, e forse nel mondo intero, dispiace vedere l'insensibilita' e l'intolleranza degli organizzatori di World Pride 2006 http://www.worldpride.net/ che insistono per organizzare l'evento in una citta' consacrata per i credenti di almeno due religioni (Ebraismo e Islam) i cui fedeli costituiscono la quasi totalita' dei suoi abitanti, nonche' centrale per i credenti di una terza ben nota religione (Cristianesimo). Infatti l'87% dei residenti si oppone a quella che non e' altro che una provocazione e un tentativo di ottenere un pochino di spazio nei massmedia, stante la gia' ricordata amplissima tolleranza della societa' israeliana nei confronti della comunita' GLTB. Ne' la comunita' GLTB ne' chicchessia ha diritto di esporre il proprio punto di vista, quale che sia, con striscioni e manifestazioni in una chiesa, o in un tempio induista, o alla Mecca, o a Gerusalemme. Per dirla tutta, nessuno ha il diritto di offendere le convinzioni altrui, neanche la comunita' GLBT. Spero che i molti GLTB che forse non erano finora consapevoli del problema, ritenendo ad esempio che Gerusalemme fosse una citta' formalmente "sacra" ma nei fatti completamente laica come Roma, si prendano un attimo per riflettere e domandarsi se organizzare l'evento a Gerusalemme - e non, ad esempio, a Tel Aviv che ospita gay pride nazionali ogni anno, e ne ha ospitati di internazionali piu' volte - sia davvero la scelta migliore.