arrivano i bambini se ne vanno gli amici

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silviasco
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Re: arrivano i bambini se ne vanno gli amici

Messaggio da silviasco » sab apr 04, 2009 11:16 pm

Eccomi qui, anche io a frequentazioni ridotte da quando c'è la piccola... Ma è vero che anche io ho "scremato" con due trasferimenti dopo l'università, ed ora che sono tornata a vivere qui le amicizie "vere" si contano su una mano, e per le conoscenze a volte non c'è il tempo di coltivarle... Per me il problema principale con le amicizie è la distanza, le persone a me più care non vivono nella mia città.
Il punto interessante in questo dibattito credo sia il "razzismo" nei confronti dei bambini. E' vero. Io prima di diventare mamma non capivo quasi niente di bambini (ed ho pure fatto per un po' la baby sitter, lavorando con una amica puericultrice che mi ha anche formato un po'). La nostra cultura non capisce un ciùfolo di bambini, siamo intolleranti verso la loro naturale esuberanza. Anche io "prima" pensavo subito male del bambino che piange, pensavo è viziato, è maleducato, che rottura, ecc., ora sono molto più consapevole del semplice fatto che è un bambino. Non sappiamo più stare ai loro tempi, che sono molto più vicini ai tempi "naturali" dell'uomo. Noi andiamo sempre di corsa, loro non conoscono il concetto di "fretta", e questo genera conflitti molto irritanti, perché la società ci vuole "efficienti" e quindi sempre "di fretta".
Da quando sono mamma sto imparando a rallentare, a non pensare "sto perdendo tempo, dovrei fare questo e quello" quando sono con mia figlia, se posso. E' una delle molte cose belle che sto acquistando con la maternità. Nelle società meno industrializzate (o del tutto naturali) stare ai tempi di un bambino è normale, e questo riduce anche le occasioni di conflitto familiare; è uno stile di vita che hanno un po' tutti, genitori e non. Nella nostra invece lo stile di vita abituale è frenetico, e non c'è spazio per accompagnare il trotterello di un bimbo esploratore, o per sedersi in terra con lui a ri-scoprire quanto è bella una macchia di sole sul pavimento, o un oggetto strano da rigirare e mettere in bocca. Quante cose ho ri-scoperto grazie agli occhietti curiosi di Irene!
La frenesia genera pressione sulle persone. I single rispondono solo a se stessi, si adeguano e filano dritto, e hanno anche una vita molto piena e spesso molto interessante, e a loro la vita pare normale così (me inclusa, "prima"). Alle famiglie invece questa pressione fa male: i genitori sotto pressione cercano di "insegnare" ai figli a stare al passo quanto prima, dall'allattamento a orario fino alla nanna nel lettino costi quel che costi, questo inevitabilmente genera un MARE di frustrazioni nei bimbi, e quindi appena questi ne hanno la capacità arrivano i "capricci" (naturale manifestazione di frustrazione che è ancora più irritante perché per risolversi necessita di CALMA e TEMPO, due beni assai rari per un genitore sotto pressione), ai quali si risponde in media con repressione e ulteriore pressione, e così via. E ci si trova di fronte al dilemma se perdere gli amici o perdere un rapporto sereno coi figli o entrambe le cose, perché in certe case per mantenere il punto della "buona educazione" è un continuo scontro ed anche quella non è una scena piacevole (per un single, e tantomeno per un genitore "consapevole"! :( ).
Poi secondo me le mamme hanno una gran paura del confronto. Forse inconsciamente, tutte queste giovani donne che spingono la loro carrozzina da sole, temono di sentirsi dire dall'ennesimo esperto di turno "Dagli il ciuccio, sei matta a non darlo!?!", oppure "Nooo, ma gli dai il ciuccio?!?" e così via su tutto il resto. Magari non è vero, sento di molte mamme che fanno amicizia al parco, ecc., ma la mia impressione è più questa, di insicurezza e solitudine: mi allevo il mio piccolo secondo quanto letto nelle ultime X riviste (o secondo quanto dice la pediatra, o la suocera...), e siccome non è esattamente quello che per istinto farei (ma non ne sono cosciente, e questo crea insicurezza di fondo), evito il confronto perché magari quest'altra ha letto una rivista diversa e mi viene a dire che ho sbagliato tutto. Ma è solo la mia impressione personale del contesto che vivo, mi pare che questo sia un altro fattore che limita lo scambio anche fra mamme.
E poi i bambini sono una presenza sempre più rara nella nostra società, e ci si è dimenticati di come son fatti, in genere. E questo contribuisce a diminuire la soglia di tolleranza nei loro confronti, perché i molti che non ne hanno esperienza diretta tendono a pensarli come quelli delle pubblicità di pannolini, e quando ne vedono uno vero possono restarci molto delusi.
Non so, sono solo un po' di pensieri in libertà, ma io attraverso mia figlia sto davvero capendo che uno stile di vita "a misura di bambino" è in realtà davvero "a misura d'uomo", sarebbe tanto più salutare per tutti... Solo che è difficile, il solo fatto di lavorare ti impone dei tempi che son quelli, non li puoi cambiare. Difficile, ma non impossibile. Si può sempre tentare di fare quel che si può, sarà sempre meglio che niente. Spesso ho la sensazione che siamo noi "grandi" ad essere sbagliati... :roll:

Silvia + Irene 12/05/08

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