Suvvia, un po' di cortesia non guasta, anche quando ci si trova di fronte a richieste "particolari".
Epiteti e cose simili non dovrebbero far parte del nostro linguaggio.
Dotting, capisco che ti sei arrabbiato e che quando fa caldo si perde la pazienza, ma i termini che hai usato sono davvero poco consoni.
Per cortesia non fate diventare questo interessante forum l'ennesima osteria in cui volano insulti e altre amenità.
Parliamo invece dell'opportunità o meno di utilizzare l'energia elettrica per riscaldare.
A primo acchito, cara Simona, direi che usare resistenze elettriche per scaldare non sembra essere propriamente il mezzo migliore in termini di efficienza, lasciando poi stare eventuali problemi legati al campo magnetico e ai consumi.
Esiste un altro modo di usare l'energia elettrica per scaldare: mi riferisco alle Pompe di calore, sulle quali tuttavia non ho ancora maturato idee molto chiare. Costano parecchio, ma la loro efficienzadi è molto elevata, soprattutto se affiancate da un buon impianto a pavimento.
Per chi non ha il metano a portata di mano, non vuole usare il Gpl o altri combustibili fossili potrebbe essere un'alternativa.
A parte qualsiasi discorso sull'economicità della scelta, una casa che produce una certa quantità d'energia con i pannelli fotovoltaici e che poi ne consuma per riscaldarsi potrebbe essere comunque una scelta verosimile se si ragiona in termini di bilancio energetico.
Che ne pensate? Lo chiedo in particolare a Dotting che di suggerimenti da dare ne ha sempre parecchi.
E, per favore, nessuna rispostaccia.
Grazie e cordiali saluti.
Riscaldamento...vorrei provarci!
Moderatore: michele ricci
Un sistema con resistenze elettriche è un sistema 1 a 1.
Consuma 1 kWh elettrico e produce 1 kWh termico.
In giro ci sono diverse ditte che in modo più o meno subdolo millantano prodotti e sistemi che usano esclusivamente resistenze all'infrarosso, radianti e chi più ne ha più ne metta, propagandando prestazioni miracolose.
"Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma", questa affermazione è stata formulata, nella forma in cui la conosciamo, da Lavoisier nel 1789, il quale riprese un concetto espresso già nel V secolo a.C. da Anassagora.
Quindi ribadisco se io ho un pannello elettrico che assorbe 1 kWh elettrico , questo mi potrà rendere massimo 1 kWh termico.
L’unico sistema che pur assorbendo tot kWh di energia elettrica è in grado di fornire più energia elettrica di quella consumata è la pompa di calore, che non crea energia ma la trasferisce, la pompa nel vero senso della parola, dall’esterno all’interno con dei rendimenti che dipendono da un parametro che si chiama COP.
Il COP di una pompa di calore dipende da tanti fattori (T aria esterna, tipologia della pompa, ecc.).
Supponiamo per un momento che il COP sia uguale a 3, significa che io consumo per esempio 1 kWh elettrico e produco 3 kWh termici.
Per chi vuole fare un po’ di conti sui costi di esercizio di varie tipologie di riscaldamento, inserisco un link ad un foglio di calcolo che ho elaborato relativo alla produzione di 10000 kWh:
http://web.tiscali.it/risparmio_energet ... fronto.xls
Poi se abbiamo una casa che è in grado di sfruttare al meglio questa quantità di calore perché magari è ben coibentata o perché sfrutta pannelli radianti a pavimento, stiamo realmente risparmiando tanta energia.
Se poi produciamo noi questa energia con pannelli FV che alimentano la pompa di calore, stiamo facendo effettivamente un bene al nostro ambiente.
Rimane il problema degli alti costi di acquisto dell'attuale FV al silicio, che non verranno mai ammortizzati.
Speriamo che nel prossimo futuro siano messe in produzione pannelli ai polimeri o FV a concentrazione, che hanno dei costi decisamente più bassi.
Consuma 1 kWh elettrico e produce 1 kWh termico.
In giro ci sono diverse ditte che in modo più o meno subdolo millantano prodotti e sistemi che usano esclusivamente resistenze all'infrarosso, radianti e chi più ne ha più ne metta, propagandando prestazioni miracolose.
"Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma", questa affermazione è stata formulata, nella forma in cui la conosciamo, da Lavoisier nel 1789, il quale riprese un concetto espresso già nel V secolo a.C. da Anassagora.
Quindi ribadisco se io ho un pannello elettrico che assorbe 1 kWh elettrico , questo mi potrà rendere massimo 1 kWh termico.
L’unico sistema che pur assorbendo tot kWh di energia elettrica è in grado di fornire più energia elettrica di quella consumata è la pompa di calore, che non crea energia ma la trasferisce, la pompa nel vero senso della parola, dall’esterno all’interno con dei rendimenti che dipendono da un parametro che si chiama COP.
Il COP di una pompa di calore dipende da tanti fattori (T aria esterna, tipologia della pompa, ecc.).
Supponiamo per un momento che il COP sia uguale a 3, significa che io consumo per esempio 1 kWh elettrico e produco 3 kWh termici.
Per chi vuole fare un po’ di conti sui costi di esercizio di varie tipologie di riscaldamento, inserisco un link ad un foglio di calcolo che ho elaborato relativo alla produzione di 10000 kWh:
http://web.tiscali.it/risparmio_energet ... fronto.xls
Poi se abbiamo una casa che è in grado di sfruttare al meglio questa quantità di calore perché magari è ben coibentata o perché sfrutta pannelli radianti a pavimento, stiamo realmente risparmiando tanta energia.
Se poi produciamo noi questa energia con pannelli FV che alimentano la pompa di calore, stiamo facendo effettivamente un bene al nostro ambiente.
Rimane il problema degli alti costi di acquisto dell'attuale FV al silicio, che non verranno mai ammortizzati.
Speriamo che nel prossimo futuro siano messe in produzione pannelli ai polimeri o FV a concentrazione, che hanno dei costi decisamente più bassi.