PER CASO ...

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agnese pignataro
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Messaggio da agnese pignataro » mar giu 27, 2006 7:54 pm

goccia ha scritto:Mi spiace ma non sono d'accordo.

La massimizzazione secondo me si ottiene attraverso l'osservazione di casi clinici reali e non diventando bravi a maneggiare un arnese apposto su di un animale.
E'certamente parte importante e utile ma non serve nel momento in cui sopraggiunge un problema inaspettato.

Il problema del tempo poi é ininfluente.
Per imparare ci vuole tempo, non é colpa di nessuno.

Avrà capito, che a differenza di lei io non me ne intendo per niente ma, parlando della mia esperienza normale di lavoro, io ho imparato di più con l'osservazione da chi mi ha insegnato e aveva più pratica ed esperienza di me.

Saluti.

Ciao,

neanche io me ne intendo, infatti ho precisato che la mia è un'opinione profana... però anche da profani possiamo cercare di essere precisi e capire le cose...

Se ho capito bene, in questo caso specifico i gatti vengono usati per fare pratica chirurgica e quindi mi sembra che l'osservazione non basti: bisogna acquisire una manualità. E' come se uno dovesse imparare a guidare la macchina e pensasse di riuscirci soltanto guardando come guidano gli altri... e poi guidando lui una decina di minuti di tanto in tanto quando capita... mi sembra che un programma didattico desl genere, affidato al caso, non possa essere tanto efficace... ripeto, questa è una mia valutazione grossolana, non posso parlare con competenza.

In ogni modo, non penso che l'argomento dell'inutilità sia sempre pertinente - nel caso della sperimentazione animale come in altri casi - perché non sempre tutto ciò che è ingiusto è anche inutile. Ci sono cose inutili che non fanno male a nessuno. E cose utili ma che fanno male a qualcuno, utili ed ingiuste allo stesso tempo. Pensiamo per ipotesi ad un programma didattico analogo che facesse esercitare gli studenti di chirurgia su individui in stato di coma irreversibile: sarebbe utile? penso di sì. Sarebbe giusto? Mah... Usare gli embrioni in sovrannumero per la ricerca sarebbe utile? gli "esperti" dicono di sì. Malgrado ciò, molti lo trovano ingiusto, e non è parlando di utilità che argomentano la propria posizione.

(Personalmente non trovo ingiusto l'uso degli embrioni perché non li riconosco come esseri senzienti e penso che prima di preoccuparsi del destino degli embrioni, il cui status è incerto e difficilmente definibile, occorrerebbe per coerenza abolire tutta la ricerca che fa uso di esseri senzienti e coscienti, umani e non.. ma la coerenza non è di questo mondo... e questa è un'altra storia...)

Buona serata,

Agnese

abc*
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Messaggio da abc* » mar giu 27, 2006 8:40 pm

avevo leggiucchiato 2 libri 3 anni fa :
"Bioetica e scelta terapeutica" ( fa parte dei Quaderni di bioetica , collana diretta da R. Marchesini ) - Macroedizioni .
e " Mors tua vita mea " ( sull'espianto di organi ) di Ugo Tozzini ed. Graffite .
Nel primo libro ,da appunti che avevo preso , c'è il parere di Luisella Battaglia che dice che , se si vuole evitare la sperim. animale , bisogna pure donare i propri tessuti dopo la morte .
E' un discorso molto dibattuto e sarebbe il caso che uscisse allo scoperto .

Io avevo comprato i 2 libri per altri motivi , mi interessava il discorso sulla donazione coatta di organi .
sul google , ora lo dà qui :
http://www.unilibro.it/find_buy/product ... 12&idaff=0

agnese pignataro
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Messaggio da agnese pignataro » mar giu 27, 2006 9:06 pm

abc* ha scritto:avevo leggiucchiato 2 libri 3 anni fa :
"Bioetica e scelta terapeutica" ( fa parte dei Quaderni di bioetica , collana diretta da R. Marchesini ) - Macroedizioni .
e " Mors tua vita mea " ( sull'espianto di organi ) di Ugo Tozzini ed. Graffite .
Nel primo libro ,da appunti che avevo preso , c'è il parere di Luisella Battaglia che dice che , se si vuole evitare la sperim. animale , bisogna pure donare i propri tessuti dopo la morte .
E' un discorso molto dibattuto e sarebbe il caso che uscisse allo scoperto.
Sì, è un discorso interessante. Grazie per il riferimento bibliografico.

Agnese

agnese pignataro
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Messaggio da agnese pignataro » mar giu 27, 2006 9:17 pm

april ha scritto:Non si potrebbero prendere animali morti di morte naturale? Magari dati dai loro compagni? Io avrei molte resistenze a donare uno dei miei animali, ma dato che abito in città e non li posso seppellire, dovrei (dovrò purtroppo) darli al vet che li farà cremare. A questo punto tanto vale 'donarli' alle facoltà di veterinaria.

Avrei molte resistenze (non di natura religiosa. Ancora adesso, quando piove o fa freddo, penso sempre ad un mio cane morto 10 anni fa e seppellito nel cortile di un contadino, e sto male perché penso che è al freddo), avrei resistenze ma lo farei se servisse a salvare animali destinati solo a quello scopo.
Le resistenze sono comprensibili e giustificabili, non solo da un punto di vista religioso. Il rapporto con il nostro corpo (e con i corpi a noi cari) non è così semplice... Il corpo non si limita ad essere lo "schifoso contenitore" di un'anima bella... esso è parte essenziale della persona. Per questo, è chiaro che dalla notte dei tempi la manomissione del corpo morto è sempre stata vista come una profanazione e la dissezione dei cadaveri a scopo scientifico a lungo è rimasta difficilmente attuabile. La tua resistenza mi sembra un sentimento profondo e degno di rispetto.
april ha scritto:Chissà se esiste la possibilità di lasciare il proprio corpo per studi scientifici? E chissà se se ne fanno qualcosa di un cadavere?
Penso che questa possibilità esista. Mi domando però se ciò servirebbe davvero a salvare qualche vita innocente. Conoscendo l'assenza di scrupoli della ricerca sperimentale, non ne sarei così sicura...

Ciao,
Agnese

abc*
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Messaggio da abc* » mar giu 27, 2006 9:19 pm

grazie a te , io sono proprio incompetente in materia , sono un'animalista generica .E qui invece c'è bisogno di persone che sanno e che sanno spiegare .
chiara -

goccia
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Messaggio da goccia » mer giu 28, 2006 3:02 pm

agnese pignataro ha scritto: E' come se uno dovesse imparare a guidare la macchina e pensasse di riuscirci soltanto guardando come guidano gli altri... e poi guidando lui una decina di minuti di tanto in tanto quando capita...
Esatto!
E' come guidare la macchina seguendo un corso di scuola guida.

Cioé all'inizio la teoria su come si guida, l'apprendimento delle parti del motore, le regole del codice della strada e infine la guida su strada.
Lo studente é al volante e di fianco c'é un istruttore con i doppi comandi di modo che se fa una stupidata, lui é li pronto a salvare capra e cavoli, sino a che avrà acquisito sufficiente padronanza non solo dell'auto ma anche dei "pericoli" se vuoi anche emozionali che la guida comporta.

Ciao,
Valeria

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april
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Messaggio da april » mer giu 28, 2006 4:01 pm

goccia ha scritto: e di fianco c'é un istruttore con i doppi comandi di modo che se fa una stupidata, lui é li pronto a salvare capra e cavoli
Come fai a fare un'operazione coi doppi comandi? Devi conoscere tu, in prima persona, la consistenza dei tessuti e delle parti da incidere, per poter applicare la giusta pressione. Se ad es. premi troppo c'è il rischio che tu possa tagliare parti vitali e non ci può essere un doppio comando che fermi le cose. Tutt'al più qualcuno può riparare i tuoi danni. Ma dipende che danni hai fatto :-)

Avevo letto della creazione (forse è già stato usato) di un maiale artificiale costruito con un materiale che riproduce la consistenza del corpo di un maiale vero.

Questa secondo me è una bella soluzione. Puoi esercitarti finché vuoi e quindi acquistare manualità, che è una cosa che si acquisisce solo col tempo. Però non ne ho più sentito parlare. Non so perché...

Ciao

goccia
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Messaggio da goccia » mer giu 28, 2006 4:40 pm

april ha scritto: Come fai a fare un'operazione coi doppi comandi? Devi conoscere tu, in prima persona, la consistenza dei tessuti e delle parti da incidere, per poter applicare la giusta pressione. Se ad es. premi troppo c'è il rischio che tu possa tagliare parti vitali e non ci può essere un doppio comando che fermi le cose. Tutt'al più qualcuno può riparare i tuoi danni. Ma dipende che danni hai fatto :-)
Era chiaramente una metafora!

Credo di poter supporre che i tessuti umani non siano standard e che la manualità fisica sia anch'essa del tutto personale e dunque ... di cosa parliamo?
Non so, mi sembra una cosa possibile che con cautela uno studente possa essere in grado di cavarsela, avendo un insegnante esperto a fianco.
Ma non accade così anche nei policlinici?
(forse ho visto troppo E.R.)

Ciao,

massimo tettamanti
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Messaggio da massimo tettamanti » mar lug 04, 2006 9:00 am

una testimonianza che dice molto.
la studentessa preferisce rimanere anonima e non dire la facoltà ma è tutto rigorosamente vero.
max

TESTIMONIANZA
Frequento Veterinaria e nei primi anni di questa facolta', per fortuna non
ho mai avuto
modo di vedere vivisezioni vere e proprie. Ci hanno mostrato dei filmati (a
mio parere atroci) a nelle ore di
fisiologia e nelle ore di farmacolgia. Ma erano filmati vecchi, spero che
queste cose non le facciano più. Io di certo non le farei mai, nemmeno con
una rana, nemmeno con un insetto, nemmeno per salvare milioni di vite umane.

Però ci hanno fatto fare dissezione di animali uccisi appositamente.
Terribile, ma sì. Bovini, suini, cavalli, pony, pecore.Animali da
macello"che altrimenti sarebbero stati macellati lo stesso per la
carne",avevano detto gli insegnanti. Al primo anno, per le
esercitazioni di anatomia. Sono uccisi appositamente (e nessun insegnante si
fa scrupoli a dirlo) perchè: "per fare un'esercitazione di anatomia e non di
patologia gli animali devono essere perfettamente sani".
E' quello che dicono loro. Se si vuole si può fare obiezione di coscienza e
non farle (ma pare proprio che gli insegnanti se la leghino al dito per
l'eternità)...e poi sei al primo anno, sei piccolo,ti fidi dei prof,hai
paura di non passare l'esame, e
pensi: prima di mettere le mani su un animale vivo meglio mettercele su uno
morto. Niente di più sbagliato. Io ho fatto quelle esercitazioni e ho avuto
incubi per mesi. A me non sono servite a niente, i libri di anatomia sono
pieni di figure.
Dubito che anche ai miei compagni siano servite a qualcosa,ben pochi erano
in pari con gli studi di anatomia. Qualcuno dei più simpatici si è messo
anche a giocare con i cadaveri. Una cosa che mi ha fatto venire il
voltastomaco molto più della puzza di morto. Gli insegnanti erano convinti
che se non sapevi squartare non saresti mai diventato un buon
veterinario.Inoltre, spesso, ci lasciavano quasi incustoditi e chiunque
poteva fare ciò che voleva.
E' stata una delle esperienze più atroci che abbia mai fatto: guardavo i
miei compagni che si divertivano e pensavo "tanto gli animali sono morti,
sono morti, ormai non sentono più niente..." ma mi immaginavo enormi cavalli
e buoi che scalciavano e incornavano quelli che si divertivano di più (che
erano i più mingherlini, quelli che mai e poi mai ti saresti aspettato che
covassero dentro tanta crudeltà,e tanta codardia...). Mi sarebbe piaciuto.
La prima volta gli animali erano morti da mezz'ora, tutti con le teste
rivolte verso il corridoietto interno. tutti ci guardavano, con gli occhi
che avevano nel momento della loro morte. Giuro su Dio che mai mi scorderò
quegli occhi. A un certo punto non ho potuto fare a meno di accarezzare la
testa benevola e fiduciosa di una pecora...non era ancora stata congelata
ovviamente. Ma era fredda, quel freddo che ti entra nelle ossa, il freddo
della morte...lo conoscevo...
Quella volta, anche se nessuno di noi se lo aspettava, c'erano anche la
testa di un cane e la testa di un gatto. Qualcuno ha chiesto come mai erano
lì, i professori hanno risposto che "quelli erano morti di morte naturale".
Io ci ho creduto, e ancora adesso ci spero, perchè quelle teste sembravano
più vecchie e non avevano gli occhi così impressionanti come le altre. Ma un
ragazzo ha guardato i denti del cane e ha detto che era giovanissimo..nel
migliore dei casi qualcuno aveva lasciato i suoi animali alla facoltà di
veterinaria perchè tanti bravi giovani futuri medici imparassero qualcosa. O
forse quei due enimali non avevano un padrone...in ogni caso spero comunque
che la loro morte sia stata davvero naturale.
Ci ho messo settimane a trovare il coraggio di mettere le mani(e il
bisturi...) su una di
quelle creature...era un pony, piccolo, bianco e nero,gli altri lo avevano
lasciato stare perchè era completemente ricoperto di letame. Non doveva
avere avuto una bella vita. Speravo che l'odore di letame cancellasse
l'odore
di morto in qualche modo. Avevo l'insegnante che mi guardava, l'avevo appena
vista che prendeva in disparte una ragazza sconvolta come me e le aveva
detto che uno che è così "schizzinoso" non potrà mai diventare un
veterinario. Parole incoraggianti, al primo anno. Non credo di aver più
visto quella ragazza. Insomma ero lì che pensavo: "ma sì, è morto, non sente
più niente" e prendevo in mano il bisturi, e cercavo di usarlo con una mano,
ma troppo delicatamente, tanto che gli tagliavo solo il pelo imbrattato e
non la pelle
e con l'altra gli accarezzavo la criniera..."e lei, che vuole fare? il
veterinario o la parrucchiera?"...io sentivo il bisogno di urlare che non
ero "schizzinosa", che non lo sono mai stata, che mi veniva solo da
piangere.
Su quel piccolo pony il bisturi ho dovuto usarlo, anche io. E il prof una
volta è venuto anche a farmi i complimenti perchè a parer suo scuoiavo
benissimo. oltre al danno la beffa!!!scuoiare benissimo io????ma io volevo
imparare a curare,non a scuoiare!!!!!!!!
Vuoi saperlo??sono passati anni ma io spesso penso a quel pony...che diavolo
ci faceva lì? i pony non sono animali da macello, o no?
...forse era solo un po' caratteriale, e il padrone lo voleva far fuori per
questo...era una crudeltà lo stesso, è vero, ma forse così non ero
direttamente responsabile della sua morte...ovunque
sia spero sempre che mi perdoni...io oggi una cosa del genere non la farei
mai più. giuro...
Ho lasciato il meglio per ultimo, la pecora. Eravamo in tanti quel giorno e
potevo permettermi il lusso di non toccare niente. Ma si capiva subito che
aveva qualcosa che non andava! Aveva la pancia troppo gonfia. E' solo un po'
di meteorismo, rassicurava la prof. Ma una volta aperta il mistero venne
svelato, il suo utero era enorme. La prof era visibilmente contrariata, non
voleva farcelo aprire. Ma un ragazzo curioso è stato molto veloce, ed ecco
saltar fuori un magnifico agnellino bianco, con i piccolo unghioni già
formati, con gli occhi già chiusi, pronto a nascere e ignaro di non poterlo
fare. Questo era troppo, e non sono stata zitta..."Perchè?, avevo chiesto
alla prof, perchè avete scelto una pecora incinta????" "evidentemente-fu la
sua marmorea risposta- non poteva portare a termine la gravidanza." "e
perchè? non dovevano essere animali sani, questi??" Niente. Un ragazzo, di
cui non ricordo nè il volto nè il nome, mi da' una pacca sulla spalla "E
DAAAAI! non farla tanto lunga! Avrebbe avuto una vita di merda e sicuramente
sarebbe finito in un piatto a Pasqua.".

E ancora, una volta (prima dell'aviaria) ci hanno fatto fare
un'esercitazione
su dei polli morti durante il trasporto (quindi inutilzzabili per l'uso
umano). Qui nessuno ha parlato di una possibile obiezione di coscienza.
Quelli erano già morti, da buttare via, avevo meno sensi di colpa. Ma qundo
me li sono trovati davanti, Santo Cielo, erano tantissimi.
Erano un numero spropositato, speravo che fossero polli morti nei trasporti
in tutta Italia nell'arco di 10 anni...erano TROPPI, almeno tre a testa...e
noi eravamo almeno 50 persone...ed eravamo solo un gruppo di esercitazione,
ce n'erano anche altri di gruppi, sicuramente c'erano anche altri polli
morti, per loro. Ho notato subito che tantissimi non avevano la testa, e ho
chiesto all'assistente (lui è giovane, pensavo, mi capirà..)come mai. Lui
ride e fa "bhè, lo sai come vanno le cosa, no?Apri-la-gabbia,fuori-il-pollo,
apri-la-gabbia,fuori-il-pollo,apri-la-gabbia, fuori-il-pollo, ogni tanto
qualche testa parte, no?" che ridere...
Allora i polli sono tanti e non ho scelta, prendo una gallina piccola e la
apro come mi è stato insegnato tanto bene."tanto è...morta, pensavo per l'
'ennesima volta, non sente niente" Il gioco era: scopri se è maschio o
femmina, scopri perchè è morto. La mia aveva la testa sottile come un foglio
di carta, facile capire perchè era morta. Ma quando la apro mi sento quasi
mancare...dentro era... strano, ecco!!! una poltiglia, diciamo, color
arancione acceso...tutto il grasso, che doveva essere
bianco-trasparente...era arancione. Sembrava che qualcuno le avesse messo
nell'addome un uovo sbattuto. Ho guardato i grossi polli che gli altri
ragazzi stavano sezionando vicino a me, loro erano del colore giusto!!!Ho
paura di avere in mano qualcosa di molto infettivo e pericoloso, vado
direttamente dall'insegnante, allarmata...e lei, freddissima, mi risponde:
"Signorina, se lei avesse seguito più attentamente le mie lezioni saprebbe
di trovarsi davanti a una gallina ovaiola."... ma certo che le avevo seguite
quelle sue stramaledettissime lezioni, e lo sapevo, lo sanno tutti che alle
ovaiole vengono dati dei coloranti da mangiare perchè il tuorlo dell'uovo
venga bello arancione, come piace al consumatore, ma un conto è saperlo e un
conto è VEDERE gli effetti di questa pazzia! La depongo piano piano sul
tavolo, mentre alcuni miei compagni si lanciano addosso gli stomaci di
qualche pollo da carne...
Lì vicino c'era un ragazzo che non stava con noi. Aveva in mano un cucciolo
di cane appena morto. Ho subito pensato:almeno lui ce l'ha il motivo per
fare un'autopsia...e mentre lo pensavo ecco che il ragazzo riduce il cane in
poltiglia, lo rivolta come un guanto...e per finire gli spacca il cranio con
una specie di schiaccianoci(odio usare questo termine ma è l'unico modo per
spiegarmi)...e poi butta via tutto...ero allibita...pensavo: massì, tanto il
cane era morto e non sentiva niente..poi lui doveva avere sicuramente un
motivo per fare quello che ha fatto...ma io, pensavo, non l'avrei mai fatta
un'autopsia in quel modo...non con quel distacco...non con
quella...violenza. E' vero che il cane era morto e non sentiva più
niente...ma...lo so che faccio ridere parlando di rispetto, ma secondo me è
quello che non abbiamo più...il rispetto per la vita...

Per la verità non tutte le esercitazioni, per fortuna, sono state
così!!Quella
dei suini è stata addirittura istruttiva. C'erano tre porcellini morti di
morte naturale, il prof li apriva molto delicatamente e ci spiegava
cos'avevano che non andava. Non ha fatto toccare niente a nessuno. Quella
volta è stato bello vedere i miei compagni rimanere a bocca asciutta e dirsi
tra di loro: perchè non ci ha fatto squartare niente?!?!

Altre esperienze pazzesche, secondo me, sono state spesso le visite alle
aziende.Purtroppo
una cosa è studiarsi che il vitello è un sottoprodotto dell'industria del
latte e una cosa è VEDERLO...vederlo appena nato, con la placenta attaccata
ancora, essere scaraventato senza pietà in una carriola prima ancora di
essersi alzato in
piedi, e vederlo sbattuto in quella gabbietta...che poi adesso le gabbiette
per legge non dovrebbero essere più così piccole, ma sono piccole lo
stesso...i vitelli non possono nemmeno girarsi e non ci deve essere nemmeno
un pezzetto di ferro dentro, perchè
sennò se lo leccano la loro carne non è più così bianca come la vuole il
consumatore... e l'ho anche sentito, il muggito straziante di quel
piccolino, e anche quello più straziante della madre che gli rispondeva da
lontano...(loro dicono che lo fanno per "problemi d'igiene", che secondo me
consistono nel fatto che i vitellini non possono stare nella cacca dalla
mattina alla sera come le loro madri)madri che poi, nelle aziende, vengono
abbattute ad appena quattro anni di età!!!Questo perchè cominciano ad essere
un po' meno produttive e non possono stare lì a mangiare a sbafo e a
occupare il posto di una vacca che produrrebbe di più. Ma forse è
meglio...non si può certo chiamare vita, quella che fanno.
Però forse, piano piano,anche qui le cose stanno cambiando. Una volta ci
hanno portati in un'azienda di un tizio straricco, non mi ricordo più di chi
era parente, ma era più un "appassionato", insomma. Lì le vacche erano
libere in un ampio spazio molto pulito, e le più piccole ci sono corse
incontro...mi hanno leccata da capo a piedi, è stato bello perchè per una
volta ero io a far venire il voltastomaco ai miei compagni! Andavano a farsi
mungere quando ne sentivano il bisogno, avevano spazio per rincorrersi...e
anche delle "docce" che potevano usare quando volevano. Venivano abbattute
lo stesso, ma non facevano una vita terribile come molte loro colleghe. In
quell'azienda ho visto un settore dove madri e piccoli erano insieme.
Insomma, forse qualcuno si sta accorgendo che se gli animali stanno bene
alla fine producono anche di più...almeno spero! e non è un concetto mica
nuovo: mio nonno aveva polli e conigli e se li teneva per mangiarli,ma non
li riempiva di coloranti o di quelle schifezze che danno adesso ai conigli
d'allevamento, li teneva liberi e facevano una vita quantomeno normale,
prima del momentaccio. Di certo non saltavano via le teste per caso , di
certo i piccoli non venivano strappati subito alle madri...E se una volta
qualcuno aveva la fortuna di possedere una mucca, col cavolo che la
abbatteva a quattro anni.

Inoltre, l'altro giorno ero molto arrabbiata ma il motivo non era nessun
insegnante. Me ne stavo tranquilla e da sola quando ho sentito due ragazze
parlare, saranno state del secondo anno.
Tra loro si dicevano che quando la gente chiedeva loro se avevano fatto
veterinaria perchè amavano gli animali, faticavano a non ridere. Perchè non
ci sono cose più lontane, dicevano, che essere veterinari e essere
animalisti! Ridevano, e proseguivano: noi squartiamo le bestie, mica le
amiamo! (giuro che le parole erano queste). Una poi ha detto che quando sono
morti tutti i suoi criceti lei li ha aperti..a questo punto ho parlato, ho
chiesto:"come mai ? volevi scoprire perchè erano morti? io non ci sarei mai
riuscita. " "ma no! volevo solo vedere com'erano DENTRO!" ridevano e se ne
sono andate. Ho cercato di giustificarle in tutti i modi: sono piccole,
giocano, i bambini rompono i giocattoli per scoprire come funzionano, i
criceti erano morti e non sentivano più niente...ma poi mi è solo venuta una
gran voglia di gridare che io, i miei criceti, lo sapevo benissimo com'erano
fatti DENTRO, senza aver mai fatto loro un'autopsia e che lei, con tutte le
autopsie del mondo, non sarebbe mai riuscita a capirlo.
Era per questo che ero arrabbiata. Ero nella fase del "che cosa ci faccio io
qui?". Di studenti di veterinaria amanti degli animali ce n'è pochissimi!!Se
ci sono non parlano, forse, come troppo spesso non parlo anche io...ai
primi anni sono di più. Poi o gli fanno il lavaggio del cervello o vanno in
crisi e lasciano veterinaria. Ma in compenso siamo pieni di cacciatori
convinti e di macellai mancati.

Ho visto molte persone cambiare (in peggio) e di questo sono sicura.
"Eh, tu adesso la pensi così, mi dicevano alcune persone più grandi, ma dopo
un paio d'anni di veterinaria la penserai diversamente." No, non è successo.
Ma lo sapevo che non sarebbe successo...avevo un po' paura che me lo
facessero anche a me il lavaggio del cervello, ma lo sapevo che non sarebbe
successo...

Ma come avrà fatto a non succedere? Ho incontrato dei bravi insegnanti, è
vero, troppo pochi e spesso anche troppo giovani per imporsi. Per il resto i
"luminari" sono quelli che hanno voce in capitolo: sono quelli che, quando
arrivi, fresco fresco, al primo anno ti dicono : "se avete scelto
veterinaria perchè amate gli animali siate certi che siete nel posto
sbagliato!" (come dire che i medici amino la gente:una pazzia?); sono quelli
di cui gli altri ragazzi più grandi ti raccontano che se ti chiedono
all'esame il motivo per cui hai fatto veterinaria non devi mai e poi mai
dire che ti piacciono gli animali, altrimenti ti mettono in imbarazzo e si
arrabbiano da morire; sono quelli che, a lezione, per ore e ore non fanno
che parlarti di carne, di produzione, di profitto, e ti convincono piano
piano che il veterinario è il garante della salute pubblica, che deve
occuparsi di controllare che la carne che mangiamo sia sana, che questo è il
suo compito più nobile e importante, "mica andare a curare gattini e
cagnolini".Già, secondo loro chi si occupa di cani e gatti deve soprattutto
occuparsi delle malattie che possono contagiare l'uomo.
Non solo agli animali da compagnia non viene dato quasi alcuno spazio,ma
anche le materie prettamente "mediche"sono a mio parere (ma anche a parere
di altri)molto sacrificate rispetto a tutti gli esami di zootecnia e
ispezione che facciamo. Questo è vero, e la prova è il fatto che i medici
veterinari quando escono dall'università sanno ben poco su come curare le
malattie e imparano la "pratica" con il tirocinio...
Solo negli ultimi giorni sono venuta a sapere dell'esistenza di
cd rom interattivi con i quali si esercitano gli studenti obiettori...io la
considero una grande innovazione, senz'altro capace di sostituire le
esercitazioni dal vivo alle quali ho assistito e dalle quali non ho imparato
assolutamente nulla. E' vero che si potrebbe obiettare che è meglio tagliare
un animale morto prima di provare con uno vivo e bisognoso di cure, ma
questa cosa si potrebbe fare anche senza uccidere gli animali appositamente
(perchè a pensarci bene non regge il fatto che "sarebbero stati macellati lo
stesso", sono animali morti in più e la cui carne non è servita di
nutrimento a nessuno...e a me è sembrato di capire che di animali che
muoiono inutilmente già ce n'è così tanti...), o facendo fare pratica agli
studenti poco alla volta, magari anche sorvegliandoli di più e impedendo
loro di fare "cavolate", se proprio non si è capaci di insegnare un po' di
quello che ho chiamato "rispetto per la vita"...
...ma finchè la mentalità comune è quella di insegnarci a sopportare fino al
limite la puzza di morto, a scuoiare e sbudellare, a vedere gli orrori degli
allevamenti e dei macelli (perche' sono previste anche le visite ai macelli)
e stare di continuo a contatto con la morte tanto da
costringerci ad "abituaci",tanto da considerarla necessaria se cala di poco
il profitto, dubito che cambi qualcosa.
Però io ci spero, che le cose stiano un po' cambiando...così come spero che
da questa facoltà non vengano fuori solo bravi ispettori, ma anche dei
medici, e spero (forse) anche dei bravi medici...

goccia
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Messaggio da goccia » mar lug 04, 2006 2:41 pm

Ho retto sino al racconto della pecora e poi non ce l'ho fatta, meglio che mi do un po' di tono (sono in negozio).
Non riesco più a leggere i racconti di vita vera di questo genere, fanno troppo male.
E per questo non sono ancora ariuscita ad aprire "gabbie vuote", ho paura.

E' veramente triste.
Ed é tutto fumo negli occhi.

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april
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Messaggio da april » mar lug 04, 2006 5:47 pm

Io non sono mai riuscita ad andare oltre la quarta o quinta pagina dell'introduzione di Imperatrice Nuda. Non ce la faccio.

Questa testimonianza sono riuscita a leggerla fino in fondo perché, come la studentessa, continuavo a dirmi che ormai erano morti.

La cosa che mi ha lasciata senza parole è il comportamento e la crudeltà di tanti studenti e insegnanti. Non credevo si potesse arrivare a tanto. Il loro comportamento di fronte a quelle povere bestie mi ha lasciata annichilita. Come si fa?

Spero che non dappertutto sia così. Mi sembra che a Milano, me lo aveva detto una studentessa di veterinaria, non usino animali. Se avevo capito bene.

massimo tettamanti
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Messaggio da massimo tettamanti » mer lug 05, 2006 9:26 am

>Spero che non dappertutto sia così. Mi sembra che a Milano, me lo aveva >detto una studentessa di veterinaria, non usino animali. Se avevo capito >bene.

per quanto riguarda l'uso di animali a scopo didattico per prove come la dissezione, lo studio dell'anatomia, ecc. in alcune facoltà non si usano piu', questo è vero.
ci sono vari metodi che possono fornire maggiori informazioni senza usare nessun animale.
in alcune facoltà (non in italia) si usano animali morti per cause naturali ma è molto raro, è molto complicato organizzare una rete di collaborazioni con cliniche veterinarie spesso oberate di lavoro da parte di uno studente (dato che i docenti sono solitamente contrari) e spesso, una volta che lo studente ha passato l'esame corrispondete, la collaborazione con le cliniche finisce.
Inoltre, riguardo alle visite ai macelli, come diceva anche la studentessa, il fatto di "intercettare" animali già morti destinati al macello presuppone che altri animali vengano uccisi per sostituirli.
la cosa piu' grave di tutte è proprio l'impostazione della figura del veterinario.
in un altra segnalazione ricevuta, un gruppo di studenti di veterinaria, alla fine dell'esercitazione, si è messa a giocare a calcio con la testa di una mucca.
nessun docente è intervenuto.
veterinaria è un caso a se, particolare, totalmente privo di etica animalista e di un codice deontologico per gli animali.
Risolvere il problema dell'uso di animali non è difficile, esistono già precedenti organizzativi, scientifici e tecnologici per fare tutto. ma se manca l'etica di base allora, anche quando abbiamo proposto metodi didattici avanzatissimi, il docente in alcuni casi si rifiutava di usarli perchè "accettare questo vostra proposta vuol dire dare importanza all'animale e non vorrete mica che un veterinario diventi animalista?"
max

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april
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Messaggio da april » mer lug 05, 2006 3:05 pm

Mah... sono alquanto esterrefatta a sentire queste cose sui futuri veterinari e docenti, o almeno buona parte di essi.

Anche se scelgono questa professione per soldi, non riesco a capire simili comportamenti. Se manca la sensibilità, almeno il rispetto dovrebbe essere una norma di buon senso. Invece neanche quello.

Pensi sia possibile imporre dall'alto un codice deontologico per gli animali così come hanno i medici? O forse neppure i medici ce l'hanno. So solo del giurtamento di Ipocrate.

Non servirebbe a molto perché è il modo di sentire le cose che conta, ma almeno certi comportamenti, i più plateali, sarebbero vietati e forse il divieto porterebbe con sé anche un cambiamento nel modo di considerare gli animali. Fino ad un certo punto, così come per i medici.

Ciao :-)

massimo tettamanti
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Messaggio da massimo tettamanti » mer lug 05, 2006 4:10 pm

se non mi sbaglio ci sono stati due tentativi per modificare il codice deontologico dei veterinari inserendo un modo diverso di vedere gli animali: cioè vedendo l'animale come portatore di diritti e non come strumento per l'uomo.
uno fatto dalla lav che non ho approfondito.
un altro fatto da un gruppo di veterinari che conosco meglio.
entrambi hanno fallito.
Nel caso che ho seguito il motivo principale è stato il fatto di non aver trovato veterinari a favore, molta indifferenza e molta ostilità.
comunque hai ragione, anche se ci fosse non cambierebbe nulla perchè la cultura dominante è anni luce lontana e la sensibilità non la si puo' imporre per legge.
ciao
max

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