Sono daccordo con Antonella sulla questione artefatto e naturale, tutto il nostro reale è naturale, cioè quello che riconosciamo come nostro ambiente che tocchiamo percepiano è naturale è nella natura dell'universo che ci ha creati insieme e tutti si suoi elementi.Antonella Sagone ha scritto:Il punto secondo me non è quello. Anche la distinzione fra "naturale" e "artificiale" è fittizia: l'uomo è un prodotto naturale e quindi, logicamente, lo sono i suoi effetti. Nemmeno si può dire che ciò che è artefatto perché provocato dall'uomo è cattivo o è uno squilibrio, ciò che avviene per processi della "natura" invece è buono e armonico. Non è sempre così. Anche la "natura" ha aspetti catastrofici, improvvisi rivolgimenti, squilibri... tutto rientra in una ciclicità e nell'ordine delle cose, che fa e disfa da un'era all'altra il clima, la morfologia di terre e acque, specie animali e vegetali. Alcune nascono dalle ceneri di qualche cataclisma, altre scompaiono. E noi potremmo essere fra queste, che sia a causa della nostra stessa manipolazione dell'ambiente o per fatti endogeni e inevitabili.Adremar ha scritto:...il surriscaldamento a cui stiamo andando incontro è del tutto naturale, è nei cicli del pianeta. Ovvero siamo ancora nel periodo post-glaciazione.. (...) Va bene lo schifo derivato dalla deforestazione che NON è naturale, o cose simili... ma per quanto riguarda il surriscaldamento potrebbe anche trattarsi di qualcosa di naturale.. potrebbe =)
Quello che colpisce anche me è questa "Ubris", questa presunzione umana, che ci fa sentire immutabili e invulnerabili.
Lo stesso concetto di specie umana è aleatorio e dai confini incerti, quando ci consideriamo un punto nel continuum evolutivo! Potremmo essere uno dei tanti esperimenti malriusciti del laboratorio terra. Oppure, anche il concetto di successo evolutivo è da rivedere. Potremmo semplicemente aver fatto il nostro corso.
Non abbiamo coscienza della nostra fragilità e di quella del pianeta che ci ospita, e nello stesso tempo non riusciamo a prescindere dalla nostra prospettiva antropocentrica, per cui quella che per noi è una catastrofe potrebbe per Gaia rivelarsi un buon affare, uno scrollone che la libera per sempre da certi fastidiosi parassiti...
Con questo non voglio far pensare di avere un atteggiamento nichilista, io credo che proprio perché siamo una specie particolare, dotata di consapevolezza, abbiamo la responsibilità di assumere un ruolo più cosciente e intenzionale e rendere conto della nostra presenza qui "facendo la nostra parte". Cercando di metterci in armonia con i grandi sistemi del pianeta terra.
Come dice Andrea, non tutto può essere spiegato e gestito attraverso lo sguardo scientifico. Ciò che per sua natura non è misurabile e controllabile, non per questo non esiste. è solo per il momento oltre la portata dei nostri strumenti meccanici e logici. Però nel momento in cui io faccio la mia parte, mi metto in sintonia con Gaia, sento di stare sulla strada giusta.
Non trascuriamo "l'effetto farfalla": Una farfalla che batte le ali a New York può provocare un uragano in Cina.
Giusto prepararsi al peggio, ma non dimentichiamo di progettare il meglio.
Antonella
Quindi tutto quanto noi o qualche essere vivente come i coralli produce, sono pur sempre elementi dello stesso insieme, dello stesso universo.