la STO e il cappotto

Forum dedicato alle tecniche di costruzione con materiali naturali.

Moderatore: michele ricci

Paolo Boni
Messaggi: 3612
Iscritto il: gio ott 29, 2009 6:15 pm
Controllo antispam: diciotto
Località: Carpenedolo (BS)
Contatta:

Re: la STO e il cappotto

Messaggio da Paolo Boni » mar mag 19, 2015 11:25 am

franco mori ha scritto:Visto che alcuni di voi hanno le case in legno con cappotto in fibra di legno mi piacerebbe sapere se avete mai dovuto riprenderne qualche fessurazione
mai...

Anche se in estremo ritardo provo a spiegare come mai sono tutte cose commerciali che portano acqua al proprio mulino.

Concetto fondamentale. NON ESISTE SISTEMA CHE POSSA ANDARE BENE PER TUTTO E DOVUNQUE.
OGNI SISTEMA, anche se garantito e certificato, in determinate condizioni può creare problemi. Ogni singola condizione climatica e ogni singolo materiale a la situazione ottimale d'accoppiamento (non pensate male :mrgreen: ).

Saranno banalità ma purtroppo nel mondo professionale c'è invece la ricerca del SISTEMA PERFETTO che non esiste.

Fibra legno...
Materiale che ha bisogno che le sue caratteristiche peculiari vengano rispettate al meglio.
La grande capacità della fibra naturale di assorbilre per capillarità ne fa un materiale da abbinare a prodotti sigillanti (intendo malete o rasanti) che abbiano come caratteristiche peculiari la base acquosa (e non collosa) e la traspirabilità.
Troppo spesso la fibra legno viene abbinata a rasanti plastici (ed allora può dare grandi problemi) come troppo spesso vengono utilizzate malte di calce e stese a spessori non a loro consoni. Le malte di calce hanno bisogno di spessori dell'ordine di 1,5 cm e non i 5 mm del rasanti (anche se ai silicati). Forse è per questo che con la martellata la calce si sfonda e poi con la mano riesci a spaccarla. Riprova a confrontare i 5 mm del rasante plastico che utilizzano su polistirene o lane minerali rispetto al 1,5 cm dello strato di calce e poi ne riparliamo.

Discorso fessurazione...
Abbastanza conseguente a quello specificato sopra.
Avete mai tagliato un cappotto per intervenire o per inserire qualcosa?
Se tagli un cappotto in lana di roccia e rasante ai silicati o plastico od anche a base calce potrai vedere che questo ha una netta delimitazione e che dove finiscono i 5 mm dell'intonaco iniziano quelli della fibra minerale o del cappotto. Se tagli un cappotto in fibra legno con un buon intonaco a calce (meglio ancora se miscelato con calce idaulica e grassello per renderlo ulteriormente più "fluido" rallentandogli l'asciugatura e riducendo di molto i rischi di fessurazione dovuti al ritiro) vedrai che per almeno un mezzo centimetro la capillarità della fibra ha assorbito il legante base calce creando un ottimo strato intermedio di ulteriore irrigidimento. Questo però può avvenire se non riduci gli spessori a 5 mm che comporta di dover utilizzare un legante "poco fluido" e molto più "plastico".
Per tale descrizione trovo abbastanza ridicole affermazioni drastiche sul comportamento "standard" dei materiali. I comportamenti STANDARD SERVONO ALLE AZIENDE PER PARARSI IL CULO..
Ora non ricordo più se dovevo parlare anche di altro oppure sono riuscito a spiegare quanto affermavo. Nel caso proverò ad integrare rispetto a quanto mi sono dimenticato di rispondere.

Ciao Paolo

franco mori

Re: la STO e il cappotto

Messaggio da franco mori » mar mag 19, 2015 6:27 pm

Nella fattispecie erano due intonaci diversi sullo stesso cappotto....

Paolo Boni
Messaggi: 3612
Iscritto il: gio ott 29, 2009 6:15 pm
Controllo antispam: diciotto
Località: Carpenedolo (BS)
Contatta:

Re: la STO e il cappotto

Messaggio da Paolo Boni » gio mag 21, 2015 4:33 pm

franco mori ha scritto:Nella fattispecie erano due intonaci diversi sullo stesso cappotto....
Si lo so ma quello che intendo dire è che è normale che su di un materiale di fondo funzioni meglio o peggio un altro materiale superficiale di finitura e quindi può risultare meno idoneo. Però da qui a dimostrare che è meglio un materiale rispetto ad un altro (assioma assoluto tipico dei rivenditori e delle case produttrici) ce ne passa.

Ricordo anche un discorso sull'omogeneità o meno del sughero.
Anche qui trovo sia una cazzata. A quale livello l'omogeneità può creare problemi?
Non penso proprio a livello di pannelli, tanto più che ora li fanno anche per utilizzo diretto all'esterno e pensa tu se una disomogeneità del pannello sotto continua sollecitazione non è deleteria.
Quindi penso che a loro "convenga" spingere un sistema piuttosto che un altro.
Un pò come spazio positivo che spinge sul telaio rispetto all'X-lam pur facendo tutti e due i sistemi costruttivi :mrgreen:

franco mori

Re: la STO e il cappotto

Messaggio da franco mori » gio mag 21, 2015 9:53 pm

Spazio positivo fa solo telaio....è la segheria da cui ci riforniamo che fa l xlam....ma io non l ho mai venduto perche a parità di finiture e prestazioni costa di più. ... :wink:

franco mori

Re: la STO e il cappotto

Messaggio da franco mori » ven mag 22, 2015 4:51 am

Ad ogni modo le tue argomentazioni mi sembrano deboli paolo

Infatti

A - dici che ogni intonaco va bene per materiali diversi..infatti quello che ha proprieta elastiche sulla fibra di legno non puo essere montato ma se ne puo montare uno rigido. Tu dici che è sufficiente triplicarne lo spessore per garantirne l integrita grazie alla capillarita della fibra di legno. Da qui tre controdeduzioni/domande

1- ma la fibra di legno idrofobizzata per garantire l impermeabilita del cappotto conserva la capillarita?
2- dici che bisogna adottare accorgimenti particolari per intonacare un cappotto in fibra ....questo aumenta i rischi di un lavoro mal fatto?
3-triplicare lo spessore non aumenta i costi?e poi non aumenta ancor di piu la rigidità del materiale sottoponendolo a maggior rischi di crepatura?

B- la Sto dovendo certificare i propri sistemi ha bisogno di materiali omogenei fra i vari lotti non nel lotto stesso...per cui non dice che il sughero fa schifo ma solo che non lo usa perché non potrebbe garantire sempre la stessa qualità al cliente finale

per finire noi di Spazio Positivo abbiamo discusso a lungo sull xlam , se introdurlo o meno. Abbiamo deciso di no per vari motivi tra cui il costo e la scarsa prefabbricabilita'. Ma non diciamo che fa schifo .se ben fatto è un ottimo sistema ma ridondante per le case sino a due piani e non necessario per i nostri climi ( parlo di zona E) Se uno proprio lo vuole lo facciamo fornire dalla segheria al grezzo e poi se lo finisce lui.piuttosto mi vien da dire che fare il telaio bene non è da tutti e che quindi per spingere l xlam ci si inventa motivazioni molto "commerciali"

Paolo Boni
Messaggi: 3612
Iscritto il: gio ott 29, 2009 6:15 pm
Controllo antispam: diciotto
Località: Carpenedolo (BS)
Contatta:

Re: la STO e il cappotto

Messaggio da Paolo Boni » ven mag 22, 2015 11:36 am

franco mori ha scritto:Ad ogni modo le tue argomentazioni mi sembrano deboli paolo

Infatti

A - dici che ogni intonaco va bene per materiali diversi..infatti quello che ha proprieta elastiche sulla fibra di legno non puo essere montato ma se ne puo montare uno rigido. Tu dici che è sufficiente triplicarne lo spessore per garantirne l integrita grazie alla capillarita della fibra di legno. Da qui tre controdeduzioni/domande

1- ma la fibra di legno idrofobizzata per garantire l impermeabilita del cappotto conserva la capillarita?
2- dici che bisogna adottare accorgimenti particolari per intonacare un cappotto in fibra ....questo aumenta i rischi di un lavoro mal fatto?
3-triplicare lo spessore non aumenta i costi?e poi non aumenta ancor di piu la rigidità del materiale sottoponendolo a maggior rischi di crepatura?
A- le proprietà elastiche si possono ottenere, basta aggiungere del grassello (calce aerea) all'impasto di calce idraulica solo che questo la Sto non lo dice e non lo fa... che stranoooooo. Inoltre l'elasticità di un rasante cementizio presumo sia minore di uno in calce. Non dico di triplicare lo spessore dico che se utilizzi il materiale calce naturale come finitura e poi lo confronti con uno plastico-cementizio nato con lo scopo di fare un velo rigido allora stai proprio sbagliando il confronto.
Se vuoi confrontare devi sapere utilizzare le giuste caratteristiche dello stesso altrimenti non ha senso.

1- la capillarità della fibra viene mantenuta. l'idrofobizzazione serve per far scorrere via l'acqua superficialmente non per l'imbibizione. E poi puoi comunque evitare di idrofobizzarla chi te lo ordina? Anzi è molto meglio non idrofobizzata e costa anche meno.
2- No nessun accorgimento particolarmente più complicato di una posa tipo cortexa, solo non puoi pensare di utilizzare una metodologia standard per rasanti cementizi con un matriale che non è cementizio, mi pare ovvio... però ritorniamo sempre nella standardizzazione che quindi ti raccontano che con quel tipo di certificazione non è il caso di utilizzarlo perchè a loro comporta pensare in maniera differente (ed in Italia sappiamo che nessuno può pensare in maniera differente o singolarmente, Renzi docet)
3- aumenta i costi ma li puoi diminuire con la qualità minore del cappotto sottostante (es ballette di paglia) Oppure quei famosi matriali non omogenei che loro non utilizzano (sughero) Invece per posare i loro il fondo deve essere PERFETTO altrimenti non riescono più a garantire nulla (questo non può essere considerato un difetto allora?). Si rischia molto meno fessurazioni con 1,5 cm di calce rispetto ai 5 che (ripeto) non sono adeguati per la finitura del cappotto a meno di dover aggiungere additivi cementizi.
franco mori ha scritto: B- la Sto dovendo certificare i propri sistemi ha bisogno di materiali omogenei fra i vari lotti non nel lotto stesso...per cui non dice che il sughero fa schifo ma solo che non lo usa perché non potrebbe garantire sempre la stessa qualità al cliente finale
Quello che ripeto io... uniformare per togliersi problemi...
Questo concetto ha portato il mondo dell'edilizia ai disastri che conosciamo ora. Abbiamo uniformato e creato schiere di muratori non pensanti e di tecnici non ragionanti... Il risultato lo puoi ottenere di qualità comunque anche ragionando sulla soluzione
franco mori ha scritto: per finire noi di Spazio Positivo abbiamo discusso a lungo sull xlam , se introdurlo o meno. Abbiamo deciso di no per vari motivi tra cui il costo e la scarsa prefabbricabilita'. Ma non diciamo che fa schifo .se ben fatto è un ottimo sistema ma ridondante per le case sino a due piani e non necessario per i nostri climi ( parlo di zona E) Se uno proprio lo vuole lo facciamo fornire dalla segheria al grezzo e poi se lo finisce lui.piuttosto mi vien da dire che fare il telaio bene non è da tutti e che quindi per spingere l xlam ci si inventa motivazioni molto "commerciali"
IL telaio ha bisogno di una maggior conoscenza realizzativa e poi è sicuramente più adatto alla prefabbricazione del pacchetto in fabbrica, l'x-lam sappiamo tutti che ha più commercio per la sua visione commerciale che fa credere a molti impresari improvvisati di riuscire a sostituire il poroton con l'X-lam e poi proseguire.

Paolo

franco mori

Re: la STO e il cappotto

Messaggio da franco mori » ven mag 22, 2015 2:22 pm

Paolo possiamo riassumere cosi?

È come comprare un prodotto di marca oppure uno non di marca. Il prodotto di marca ti da una garanzia di qualità. ..il prodotto non di marca se lo fa il paolo boni della situazione sarà anche migliore ma se lo fa la ciccio formaggio ce l avrai in quel posto li....

Per l idrofobizzazione del cappotto a sentire la sto è da criminali non farla....perche altrimenti la fibra di legno si inzupperebbe come un savoiardo....ma ovviamente lo dicono loro...

Per l xlam son d accordo con te....

Paolo Boni
Messaggi: 3612
Iscritto il: gio ott 29, 2009 6:15 pm
Controllo antispam: diciotto
Località: Carpenedolo (BS)
Contatta:

Re: la STO e il cappotto

Messaggio da Paolo Boni » ven mag 22, 2015 3:27 pm

franco mori ha scritto:Paolo possiamo riassumere cosi?

È come comprare un prodotto di marca oppure uno non di marca. Il prodotto di marca ti da una garanzia di qualità. ..il prodotto non di marca se lo fa il paolo boni della situazione sarà anche migliore ma se lo fa la ciccio formaggio ce l avrai in quel posto li....

Per l idrofobizzazione del cappotto a sentire la sto è da criminali non farla....perche altrimenti la fibra di legno si inzupperebbe come un savoiardo....ma ovviamente lo dicono loro...

Per l xlam son d accordo con te....
Si il riassunto può andare bene... :mrgreen:
Per l'idrofobizzazione è sempre un ulteriore sistema di tutela "che non fa mai male" come dicono di solito.
Un po come quando una volta i muratori mettevano la barriera al vapore sopra l'assito del tetto "perchè serve e poi non fa mai male" non sapendo nemmeno a cosa effettivamente servisse.
Per la Garanzia di qualità se guardi bene è tutto legato ESCLUSIVAMENTE ad accordi commerciali.
La rockwool ti da il pacchetto garantito se usi quel rasante
la Mapei se usi quell'isolante
la Kerakoll se utilizzi quell'altro.

Questa famosa qualità non è determinata da sinergie particolari tra prodotti ma tra accordi commerciali che si traducono in una ricerca di sinergia da raccontare e sostenere in tutti questi incontri informativi.

Paolo

Ivan81
Messaggi: 111
Iscritto il: lun set 03, 2012 5:56 am
Controllo antispam: Cinque
Località: Ancona

Re: la STO e il cappotto

Messaggio da Ivan81 » lun lug 13, 2015 3:01 pm

Ciao Paolo,

Scusa se riesumo questo post. Potresti dare qualche indicazione in più su come realizzi (se possibile anche con dettagli di prodotto) l'intonaco da applicare alla fibra? Usi sempre la rete?Gli applicatori sono cappottisti o altri?

Grazie

Ivan

Rispondi