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da teanatura » lun mag 20, 2013 7:12 pm
Caro Dr. Zago, premetto che sono un nuovo frequentatore del forum, mi sono iscritto oggi stesso, e che la segnalazione che si parlava dell'argomento Ri.Detersivo mi è stata fatta da una nostra cliente. Da responsabile del progetto, mi sembrava normale rispondere. Mi complimento con lei o con i responsabili e ringrazio per l'ottimo progetto del Biodizionario al quale anche io faccio riferimento e che ha dato a tutti uno strumento di valutazione che prima non c'era.
Vorrei ora, con il rischio di ripetere concetti già espressi, riprendere alcune sue affermazioni, o provare a trasmettere quelli che sono i nostri principi aziendali, le nostre scelte, la nostra filosofia.
Ritorno ai punti trattati:
Punto a) come lei avrà potuto leggere dalla formula riportata dalla sig.ra Anna, il Ri-Detersivo non è basato solo su un tensioattivo ottenuto dalla saponificazione di olii post-consumo. Compaiono in formula altri ingredienti quali: Sodium Coceth Sulfate - Caprilyl/Capryl Glucoside - Lauryl/Myristyl Glucoside - Cocamidopropyl Betaine, che “sostengono” l'efficacia del solo sapone di Marsiglia pur presente in formula per il 51% del tensioattivo totale. Quindi il prodotto non può essere definito come “Marsiglia”. Dissento con lei per il fatto che solo gli Enzimi possano dare al prodotto una qualche efficacia lavante. Da ex responsabile di filiere alimentari e dopo aver sostenuto diverse forme di lotta contro la modificazione genetica dei vegetali, ma anche di ogni essere vivente, non ho potuto sopportare la “normalità” che si dovessero usare prodotti di derivazione OGM nella formulazione di un detersivo, quindi nel lavoro che mi accingevo a portare avanti. Quindi la scelta di TEA è stata quella di NON utilizzarli, non per l'eventuale impatto ambientale, che si dice nullo, quanto per il concetto di base che essi certamente presuppongono: l'uso di modificazione genetica. Mi perdoni per il mio “sentimentalismo” o “idealismo”, ma devo confrontarmi con la mia coscienza e sento la responsabilità per tutte quelle persone che forse la possono pensare come me. Dissento anche per il fatto che ogni considerazione debba essere legata solo alle prove analitiche che lei auspica. Mi affido molto anche a quelli che sono i risultati di gradimento che il prodotto in generale ha sul consumatore finale, al suo replicare l'acquisto, al suo confermare l'adesione al progetto aziendale e alla sua fidelizzazione al marchio. Ma queste sono opinioni e forse ci danno l'opportunità di comporre formule in modo diverso, quindi creare prodotti differenti tra loro seguendo strade e concetti diversi. Un bene nella ricerca e sviluppo di concetti a volte assolutamente innovativi. Sono comunque dispostissimo ad inviarle nostri campioni per sua valutazione personale, dato che come da detto “lava dalla mattina alla sera” e credo ed auspico che forme di scambio, confronto e collaborazione siano fondamentali in concetti legati alla Nuova Economia ed al Consumo Critico a cui ci proponiamo, in cui una rete di aziende, ma anche una rete di idee possano portare a concetti condivisi. Mi faccia avere personalmente un suo indirizzo, provvederò a farle avere dei campioni. (non so se posso permettermi di pubblicare sul forum un nostro indirizzo mail, quindi non lo faccio ma lo può trovare sul sito TEA)
Punto b) Innanzitutto tengo a precisare che la nostra comunicazione con il mondo Vegano è sempre stata chiara: non possiamo garantire che cosa l'olio post-consumo abbia fritto, quindi liberi di acquistare il prodotto per bucato da oli vegetali vergini che continuiamo a proporre. Siamo per il rispetto. Non mi sembra però di dover ignorare tutta quella fascia di popolazione che auspica un ambiente più pulito; me compreso. Lei si domanda se quei 0,6 gr. a lavaggio valessero la pena di affrontare un concetto di questo genere, che, anche per me, all'avvio degli studi ritenevo “poco attraente”. Da una parte mi ha convinto la maturità delle persone a cui TEA si rivolge e che TEA sostiene, persone che non si sono soffermate sul solo aspetto dell'attraenza del prodotto, convincendomi a proseguire nel progetto. Dall'altra mi convince oggi il fatto che quei 0,6 grammi a lavaggio, hanno permesso di lavorare oltre 1000 kg. di olii post-consumo che altrimenti avrebbero potuto potenzialmente essere impattanti per l'ambiente. Certo, piccole quantità, rispetto ai milioni di ton. che ogni anno non vengono raccolte e che vanno a finire nei lavandini, ma comunque un inizio, uno stimolo, una presa di coscienza che può avviare altri progetti similari di recupero e ri-uso, anche in altri ambiti industriali, progetti di cui, secondo me, allo stato attuale abbiamo assolutamente bisogno.
La ringrazio per le sue opinioni, mi scuso con Lei per la mia affermazione “renderlo disponibile nel web come verità”, ma le sue affermazioni che drasticamente stroncavano e senza alcuna possibilità una idea, seppur empirica, ma nascente e carica di valori e di possibilità future mi sono sembrate troppo nette rispetto alla conoscenza che lei può avere del prodotto.
Auguro a Lei e a tutti quelli che hanno letto o che avranno modo di leggere il nostro scambio di opinioni “Buona Vita!”
Piero/TEA