arch.uterzi ha scritto:Personalmente sono contrario agli impianti fotovoltaici....Penso che la strada resti sempre quella di progettare sempre più case passive, ovvero case che richiedano pochissima o nessuna energia per funzionare....
quoto la riflessione...pro futuro prossimo..remoto...ma solo per la parte che si riferisce alle case passive...
... la progettazione di case passive resta l'obiettivo migliore... e su questo non ci piove... ma ritengo che questo obiettivo sia ancora moooooooooolto lontano dal diventare lo standard delle costruzioni...
per questo penso che per diversi anni ancora l'acqua calda, il riscaldamento, l'illuminazione e il funzionamento degli elettrodomestici avranno sempre bisogno di fonti energetiche, speriamo in misura inferiore a quanto succede attualmente...
Robrossi pone un problema relativo al FTV... sulla sua convenienza economica e sulla sua ecocompatibilità... e credo che questo sia il tema della discussione.
io terrei conto anche di un altro elemento importante... il 90% del patrimonio edilizio attuale non si presta per nulla ad essere convertito in case passive...
ed allora l'unica strada percorribile e compatibile con i mezzi che ora abbiamo a disposizione penso sia ancora quella di ridurre il più possibile l'uso di fonti energetiche esauribili a favore di quelle rinnovabili (sole,vento, acqua...) e tra queste l'energia solare ne è quella più significativa...
Del sole possiamo utilizzare il calore e la luce... da qui i pannelli solari per l'acqua calda e quelli FTV per la produzione di energia elettrica... ma mentre nel primo caso la tecnologia è alquanto semplice, nel caso dei pannelli fotovoltaici la trasformazione della luce del sole in energia elettrica ha dei limiti legati essenzialmente al materiale che trasforma la luce in energia elettrica... nel caso delle celle al silicio il materiale e la trasformazione/lavorazione dello stesso implica un costo di costruzione alquanto sproporzionato... poi una volta fatto l'impianto - tralasciando il parametro resa che è ancora basso - i costi di funzionamento sono irrisori e quasi tutta l'energia elettrica prodotta va a beneficio degli utilizzatori... con il telloruro di cadmio il beneficio si ha sia sul costo del prodotto in sè e sia sul minor costo di trasformazione/lavorazione..in più anche la resa è migliore.
Ora, se ipotizziamo un uso massiccio di questa nuova tipologia di impianto applicata al patrimonio edilizio attuale e pure a tutti gli altri stabili commerciali/industriali, non è difficile prevedere che la dipendenza dalle fonti esauribili si riduce di molto... si riduce di molto i costi indiretti e tra questi non va dimenticato il costo che paga l'ambiente...
E per ritornare un attimo alla soluzione proposta di abbandonare la ricerca dell'utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili a favore della casa passiva... vorrei aggiungere una mia riflessione:
Gli edifici passivi sono caratterizzati da perdite di calore così basse che il calore fornito dagli apporti solari (attraverso finestre e vetrate esposte a sud) e quello prodotto e recuperato da sorgenti interne (persone, apparecchiature, macchinari, illuminazione artificiale) può coprire quasi tutta l’energia necessaria per il riscaldamento invernale in modo tale che Il fabbisogno energetico residuo da coprire rimanga sottoi 15 kWh/m2 / anno.
Le caratteristiche che consentono di classificare una costruzione come casa passiva sono essenzialmente queste: il super-isolamento, la ventilazione meccanica controllata con recupero di calore interno, i guadagni solari, l’efficienza elettrica degli elettrodomestici, la capacità di rispondere alla restante esigenza di energia con energia rinnovabile... e quale fonte migliore di quella prodotta dal FTV?
Poi ci sono le caratteristiche strutturali che attengono alla forma dell’edificio in quanto questa influisce in maniera significativa sulle perdite termiche;lo scambio termico tra interno ed esterno di un edificio avviene attraverso la superficie dell’involucro: tanto più elevata è la superficie che racchiude il volume, tanto più elevato è lo scambio...poi ci sarebbe da considerare la "quantità" energetica della casa passiva: per essere energeticamente efficiente un edificio deve avere: un bassissimo indice di compattezza che va ad interessare il rapporto tra superficie e volume (S/V); in un edificio definibile "passivo" questo rapporto dovrebbe essere inferiore a 0,6...e per avere una forma compatta, si deve quindi rinunciare a sporgenze e rientranze... i balconi, i terrazzi e le verande si possono costruire, purché all’esterno dell’involucro termico.
E dopo questo bla bla bla... una domanda: il patrimonio edilizio attuale ce lo terremo minimo minimo un paio di cent'anni ancora... viste le caratteristiche di casa passiva su questi edifici esistenti ci sarebbe ben poco da fare... e non è nemmeno ipotizzabile saturare il territorio del nostro pianeta ipotizzando città future formate da soli edifici passivi...disposti a sud... vi immaginate il consumo di Km quadrati di terra occupate da case... il più delle volte in cemento/mattoni... sì perchè è meglio non far confusione... le case passive non sono sinonimo di bioedilizia...ma solo di basso consumo energetico... e di 'uso di fonti energetiche rinnovabili... che saranno sempre comunque necessarie...
Dire che è meglio abbandonare il fotovoltaico a favore delle case passive come soluzione praticabile e disponibile "ADESSO" mi sembra un pochino forzato...con tutto il rispetto per chi la pensa diversamente da me...
ciao!