riprendiamo un vecchio topic in maniera seria?

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april
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Messaggio da april » gio ago 02, 2007 9:56 pm

Exsalvio78 ha scritto:E' sporco, viscido, sgradevole e contro natura.
Non so cosa intendi per natura, comunque su questo forum erano state riportate molte testimonianze di animali omosessuali. Anche queste andate perse. Forse dubh può trovarci altri articoli.

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Eroe
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Messaggio da Eroe » gio ago 02, 2007 10:09 pm

Sempre semi OT
Pregiudizio. (da vocabolario della lingua italiana)
Opinione errata, perché non preceduta da esatta cognizione né da riflessione, o perché superstiziosa.

Perché i maschi e le femmine sarebbero meglio "naturali" degli/delle omosessuali? Religioni a parte. Io non ho dati che mi permettono di dire ciò e tu? Se li hai comunicaceli altrimenti evita di emettere sentenze giustificate solo dal pregiudizio sia pur religioso (se è questo il motivo).

gioman
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Messaggio da gioman » gio ago 02, 2007 10:12 pm

OT:Vi prego, fate in modo che questa interessante discussione non venga rovinata dalle intrusioni di salvio78...ignoratelo e basta...è la punizione peggiore per "personalità" come la sua.

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Eroe
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Messaggio da Eroe » gio ago 02, 2007 10:28 pm

Eroe ha scritto:... Lo titolo che da la via riporta questo e quello argomenti che si incatenano ad anello:
Identità di Genere, Orientamento Sessuale & Diritti
Chiedo venia ancora un OT
Chiedo scusa ma solo ora mi rendo conto che ho confuso il nome della sezione col nome del topic che è:
riprendiamo un vecchio topic in maniera seria?

Comunque è un nome che fa perdere di vista l'argomento iniziale.

Marco Valussi
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Messaggio da Marco Valussi » ven ago 03, 2007 7:42 am

Eroe ha scritto:Nelle famiglie "tradizionali" si parla d'omosessualità infondendo a questo termine un senso di sporco, viscido, sgradevole, contro Dio ... vergognoso più ancora del mostrare i propri genitali per cui i figli finiscono col reprimere la parte omosex; ovvero coloro che avrebbero vissuto naturalmente la loro omosessualità reprimono il loro modo di essere per non far scontenti i genitori e coloro che scoprono pienamente la loro omosessualità finiscono per nasconderla facendo esteriormente una vita etero. Alcuni omosessuali repressi si intravedono nelle spiagge frequentate da nudisti ove, nella loro confusione, guardano sia uomini che donne e quando finiscono col decidersi ad approcciare un uomo lo fanno in modo aggressivo quasi a ribadire "lo voglio fare con te ma io sono l'uomo tu la donna". I ragazzi allevati da coppie gay sono invece liberi di scegliere la propria sessualità senza alcun pregiudizio.
1. Comunicazione di servizio: è severamente vietato dare da mangiare ai troll! :-)
2. Riguardo al tuo commento. Naturalmente questa è una possibile lettura, come dicevo le interpretazioni possibili sono molte, ma è interessante che i dati sulla differente percentuale derivino da studi effettuati su bambini piccoli, cioè prima del periodo normalmente considerato cruciale per l'esplorazione della propria identità di genere (da dati precedenti sembra che la maggior parte dei soggetti che si dichiarano omosessuali abbia realizzato la propria condizione in adolescenza o inpost adolescenza).
Se accettiamo l'idea di decostruire il soggetto "omosessuale" per parlare di persone, è possibile (spero) accettare che tra chi si definisce omosessuale ci siano persone che sono arrivate a questa definizione di se per strade molto diverse, e che in alcuni casi il dirsi omosessuali non sia una realizzazione di un aspetto della propria identità, bensì un modo di stabilizzare un disturbo di identità, un modo per ridurre la sofferenza legata al disturbo di identità. L'idea di alcuni ricercatori (che io non accolgo ma propongo per la riflessione) è che l'aumentata percentuale possa derivare da meccanismi legati a questo disagio. Non saprei cosa dire di questo suggerimento, e soprattutto non so se il fatto di "mimetizzare" il proprio disagio con l'etichetta omosessuale sia necessariamente più deleterio per la persona del mimetizzarlo con l'etichetta eterosessuale.
Diciamo che l'interpretazione che più mi trova in consonanza è la seguente: i dati statistici dicono che la % di atteggiamenti omosex è più elevata nelel famiglie omosex, ma dicono anche che la % di atteggiamenti eterosex è la stessa che nelel altre famiglie. Ciò significa che vi è una % più elevata di ragazzi che sperimenta con sessualità differenti, e questo potrebbe semplicemente essere il riflesso di un atteggiamento più aperto verso l'innata ambiguità dell'atteggiamento sessuale nei bambini (che come sappiamo "diventano" omo o etero abbastanza in avanti nella loro vita extrauterina), ed anche di una generale tendenza delle coppie omosex ad appartenere a strati sociali più "elevati", a vivere in ambienti più cosmopoliti, meno spaventati dalle spinte omo presenti in ognuno di noi. Inoltre non si capisce bene perchè il fatto che i figli di coppie omosex siano differenti dai figli di coppie eterosex debba essere un criterio per decidere della adottabilità. Il criterio è solo la salute del bambino/a.
Riporto pari pari i risultati fino a qualche anno fa (i riferimenti biblio li posso dare a chi ne avesse bisogno):
"il consenso è che i bambini cresciuti da coppie omosex non sono differenti da bambini cresciuti in coppie eterosex in alcun aspetto significativo (Allen & Burrell, 1996; Anderssen, Amlie, & Ytterøy, 2002; Elovitz, 1995; Patterson, 1992; Patterson, 1995; Polikoff, 1990; Stacey & Biblarz, 2001; Vanfraussen, Russell, & Patterson, 2002; Wainright, Russell, & Patterson,
2004). Specificatamente, lo sviluppo psicologico (Allen, 1996; Anderssen, et al.; 2002; APA, 2004; Bushlow, 2004; Elovitz, 1995; Lin, 1999; Patterson, 1992; Patterson, 1995; Perrin, 2002; Polikoff, 1990; Stacey & Biblars, 2001; Vanfraussen, et al., 2002; Wainright, et al., 2004), lo sviluppo intellettivo (Allen, 1996; Patterson, 1992; Wainright, et al., 2004), social interaction (APA, 2004; Elovitz, 1995; Lin, 1999; Patterson, 1992; Perrin, 2002; Polikoff, 1990; Wainright, et al., 2004), il prsentarsi di comportamenti disadattativi (Anderssen, et al.; 2002; Patterson, 1992; Wainright, et al., 2004), l'orientamento sessuale e l'identità di genere (Allen, 1996; Anderssen, et al.; 2002; APA, 2004; Bushlow, 2004; Elovitz, 1995; Lin, 1999; Patterson, 1992; Perrin, 2002; Polikoff, 1990; Stacey & Biblars, 2001; Wainright, et al., 2004) sono tutti statisticamente comparabili a gruppi di controllo eterosex".
L'unico aspetto che si diceva essere sensibile è quello dell'accettazione sociale. Qui il discorso è complesso perchè quest'ultima può variare molto da paese a paese e da realtà geografica a realtà geografica. I dati nordamericani sembrano essere poco preoccupanti, nel senso che i bambini soffrono di rigetto socuale minimo, di solito scherzi fastidiosi, essere chiamati con nomignoli, ecc. tutte cose fastidiose ma che in fondo rientrano negli aspetti normali della crescita, che certamente hanno bisogno di attenzione, ma che non sembrano avere effetti a lungo termine. In Italia forse le cose sono differenti, certamente non è lo stesso ambiente che Chicago o New York (dove le figlei di mia sorella vanno a scuola con due compagni i cui genitori sono due coppie lesbiche, e non ci trovanmo niente di strano).
Ciao
marco

Marco Valussi
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Messaggio da Marco Valussi » ven ago 03, 2007 8:08 am

Ooops, dimenticavo.
Questo studio (da cui ho tratto la citazione postata prima) mi sembra di particolare interesse ed approfondimento: "Second-Parent Adoptions in Same-Sex Families: In the Best Interests of the Child. Matthew Rognstad
Trans-cultural Perspectives on the Family: An Examination of the Lakota
The Maastricht Center for Transatlantic Studies Professor R. Roberts May 29, 2005"
E' disponibile gratis in rete.
ciao
marco

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alFaris
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Messaggio da alFaris » ven ago 03, 2007 7:20 pm

Essalamu Elikah!

> E' disponibile gratis in rete.

il collegamento stradannazione - il collegamento!



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Marco Valussi
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Messaggio da Marco Valussi » sab ago 04, 2007 9:50 am

alFaris ha scritto:Essalamu Elikah!

> E' disponibile gratis in rete.

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Se metti iltitolo su google scholar ti dà un unico link, un pdf, che io non riesco a copiare
ciao
marco

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Messaggio da Eroe » sab ago 04, 2007 5:31 pm

Marco Valussi ha scritto:...
Se metti iltitolo su google scholar ti dà un unico link, un pdf, che io non riesco a copiare
ciao
marco
L'indirizzo di Google please.
Dovrei averlo in mezzo ad altri 1.000 ma visto che tu l'hai sottomano :)

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Messaggio da Marco Valussi » dom ago 05, 2007 8:06 am

Eroe ha scritto: L'indirizzo di Google please.
Dovrei averlo in mezzo ad altri 1.000 ma visto che tu l'hai sottomano :)
http://scholar.google.com/

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Messaggio da alFaris » dom ago 05, 2007 10:52 pm

Essalamu Elikah!

... e il testo di libera consultazione sta qui http://lawreview.kentlaw.edu/articles/75-3/SCHACTER.pdf ...



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Zio Crick
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Re: riprendiamo un vecchio topic in maniera seria?

Messaggio da Zio Crick » lun ago 06, 2007 5:00 pm

lakura ha scritto:Mo', lo so che gli studi non sono la cosa piu' bella del mondo ma in questo contesto sociale in cui esistiamo le cose si sostengono o meno solo a botta di studi.
Infatti; uno studio veramente serio dovrebbe comprendere una casistica cosi' elevata di campioni che mi sembra che al momento sia impossibile parlare di studi scientifici affidabili in questo ambito.
La cosa poi diventa oltremodo inaffidabile quando si parla di studi sull'argomento "comportamento umano", visto che una certa categoria di psichiatri afferma che esistono "malattie mentali" che vanno curate con droghe legalmente riconosciute come il Prozac e il Ritalin. Vedi l'ADHD per i bambini in eta' scolare.
Chiusa parentesi.
il dubbio di Landre, e cioe' che il resto del mondo gli renda la vita poco facile, mi pare istintivamente condivisibile.
Gia'.
Tralasciando le considerazioni ovvie ed evidenti che i sessi sono solo e soltanto due e che i figli nascono esclusivamente da due genitori etero, il che potrebbe tranquillamente porre fine a qualsiasi altra considerazione, ma che altrettanto ovviamente in questo contesto non vengono accettate, per cui mi fermo qui, secondo me bisognerebbe tenere in conto un'altro aspetto: ovvero la "morale".

Con "morale" non intendo alcuna dottrina filosofica o religiosa, ma semplicemente l'insieme delle regole che la collettivita', un gruppo, una nazione, un paese etc. si da per cercare di sopravvivere il meglio possibile.

Tali regole, la storia insegna, nascono dall'esperienza pratica, che induce i leader delle varie comunita' a proporre delle regole che dovrebbero essere rispettate da tutti i componenti del gruppo per concorrere al benessere di tutto il gruppo.

Qui pero' ci addentriamo in un ginepraio.
Infatti tanto per fare degli esempi, su questo pianeta esistono popolazioni che considerano la donna come un essere inferiore (alla stregua di un animale), senza alcun diritto e completamente sottomessa all'uomo, cosi come altre nazioni dove per fortuna questa morale non e' valida.
Ma esistono anche popolazioni dove il cannibalismo e' la loro regola di vita.

Senza andare su questi estremi esistono differenze anche solo in ambito di monogamia e poligamia.

Da tutto cio mi sembra che il fatto che una coppia di persone omosessuali sia adatta o meno ad allevare figli, o che i figli di una coppia omosessuale siano piu' o meno equilibrati mentalmente rispetto a quelli cresciuti da una coppia etero, sia (sempre che sia lecito parlare di studio) completamente condizionato dalla societa' in cui vive la coppia omosessuale.

In Italia secondo me il condizionamento sociale, credo giocherebbe un ruolo molto pesante sull'equilibrio mentale di un figlio adottato da una coppia omosessuale, pero' anche qui potrebbero esserci delle eccezioni, poiche' l'Italia ha regioni fortemente differenti in quanto a morale e quindi il risultato finale potrebbe essere completamente diverso per una coppia lombarda piuttosto che veneta o siciliana o romana.

Inoltre come accennato da qualcuno, ci potrebbero essere notevoli differenze in base al ceto sociale e addirittura dal tipo di scuola che il bambino frequenterebbe.

In definitiva credo che il discorso si possa affrontare solo in termini generali, per cui, sempre secondo me, dovrebbero valere le osservazioni ovvie che ho fatto all'inizio, ma l'ovvieta' purtroppo dipende fortemente dal livello di consapevolezza di ciascuno ...

.. e adesso basta altrimenti scrivo un romanzo ... :-)

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Messaggio da lakura » lun ago 06, 2007 7:25 pm

zio crick, ti farei solo riflettere su una cosa:

qualche anno fa le "ragazze madri" in Italia erano pesantemente sanzionate dalla societa'. Oggi no.

Qualche anno fa avere rapporti prima del matrimonio era considerato uno scandalo. Oggi no

E per "qualche anno fa" intendo quando ero piccola, grossomodo 20 anni fa. Non secoli fa. Non generazioni e generazioni fa.

Morale: la societa' puo' cambiare, e lo fa specie se costretta ad accettare una cosa quando diventa sempre piu' comune.

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Messaggio da alFaris » lun ago 06, 2007 7:41 pm

Essalamu Elikah!
lakura ha scritto:Qualche anno fa avere rapporti prima del matrimonio era considerato uno scandalo. Oggi no
erano motivo di risoluzione del contratto matrimoniale per colpa dell'avversa parte "traditrice"...



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Messaggio da Zio Crick » lun ago 06, 2007 11:21 pm

lakura ha scritto:Morale: la societa' puo' cambiare, e lo fa specie se costretta ad accettare una cosa quando diventa sempre piu' comune.
Hai ragione da vendere. :-)

Allora seguo la tua ultima frase e mi chiedo:

L'omosessualita' sta diventando "sempre piu' comune" o semplicemente, grazie a molti fattori, primi i media, se ne parla solo di piu'?

In altre parole: e' il numero di omosessuali che aumenta o il "rumore" (passami il termine) che se ne fa ad aumentare?

Nel primo caso sarei seriamente preoccupato, ma non per la possibile adozione di bambini da parte di coppie gay, ma per loro stessi e per il futuro della razza umana, nel secondo .... un po meno .. ;-)
In sostanza se e' e continua ad essere un fenomeno marginale, come qualcuno sosteneva nell'altra discussione, rientra in uno dei tanti fenomeni che fanno parte delle estremita' di una gaussiana, e come tale, secondo me va trattato, ovvero come una deviazione dalla norma, un'anomalia, e non puo' essere paragonata al resto della popolazione.
Diversamente sarebbe un vero problema ....

Perdona se il mio ragionamento puo' sembrare un po crudo, ma di fenomeni che deviano dalla norma ce ne sono un'infinita' e non mi sembra che questo in particolare richieda tutta l'attenzione che gli si sta' rivolgendo.

Cioe' a questo punto se risolvessimo il problema (che citava l'eroe) degli orfanatrofi non dovremmo nemmeno stare qui a discutere se abbia senso concedere l'adozione a coppie omosessuali, poiche' gli orfani troverebbero una famiglia ancora prima di rendersi conto di essere rimasti orfani.

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