E poi la puzza della candeggina proprio non la sopporto.
Cloro
Moderatore: Erica Congiu
mayday,sono stata appena appena tre volte a roma e non ho preso la metro..boh forse le condizioni igieniche sono diverse in metro a roma.
laura,io non so se la mia sia fobia,ma in giro c'è gente con ferite che puzzano,gente che palesemente non sa cos'è l'acqua e il sapone,gente che puzza lontano un miglio..i sediolini e gli appoggi della metro sono viscidi di sporcizia,gli angoli delle finestre neri di sporcizia accumulata lì da anni.no,proprio non mi fido.lo sporco inorganico (terra) mi fa moooolto meno senso dello sporco organico.per curiosità di dove sei?prendi metropolitane abitualmente?
una curiosità:mayday,dopo che sei stata in metro,ti sdrai tranquillamente sul letto con quei panni?
laura,io non so se la mia sia fobia,ma in giro c'è gente con ferite che puzzano,gente che palesemente non sa cos'è l'acqua e il sapone,gente che puzza lontano un miglio..i sediolini e gli appoggi della metro sono viscidi di sporcizia,gli angoli delle finestre neri di sporcizia accumulata lì da anni.no,proprio non mi fido.lo sporco inorganico (terra) mi fa moooolto meno senso dello sporco organico.per curiosità di dove sei?prendi metropolitane abitualmente?
una curiosità:mayday,dopo che sei stata in metro,ti sdrai tranquillamente sul letto con quei panni?
Come posso resistere ad intervenire in questa discussione che in poche ore è diventata di due pagine?
Con una disinfettazione spinta e ripetuta, si corre il rischio di selezionare dei super batteri e similari resistenti, almeno questa mi sembra la tesi maggioritaria degli addetti; tanto che anche in campo medicinale, continuano a dire di prendere antibiotici solo quando necessario, visto che le pratiche degli anni passati hanno selezionato dei fantastici ceppi resistenti praticamente a tutto; in più ad esempio le sale operatorie, posti dove necessariamente la disinfettazione deve essere la massima possibile, dopo un po' di anni diventano inutilizzabili per la presenza di ceppi resistenti ai disinfettanti.
E' semplicemente selezione naturale:
1 disinfetto
2 immaginiamo anche che elimino ogni forma vivente
3 immediatamente dopo la fine dell'azione del disinfettante ovviamente è tutto già ripopolato di batteri & Co. diversi da quelli che abitavano la superficie in precedenza
Ripetendo continuamente questa routine cosa sto facendo?
Sto riproducendo nella mia casa quello che nella vita naturale succede da sempre: cambiamento di condizioni, catastrofi ecc. con in più l'accellerazione dei tempi (nella casa le catastrofi avranno frequenza giornaliera!)
... dai e dai "l'esperimento" inizierà a dare i suoi risultati: avrò selezionato "I PIU' ADATTI" cioè quelli che avranno la caratteristica necessaria a sopravvivere nelle condizioni date: questa caratteristica è ... la resistenza ai disinfettanti!
A volte serve anche darsi uno sguardo dal di fuori, per capire che quello che ognuno di noi pensa sia un "bisogno incoercibile dell'umanità", è semplicemente una caratteristica personale o della cultura alla quale si appartiene: la mania che gli italiani hanno per l'igiene non credo che abbia pari in europa, forse solo gli spagnoli cercano di tenerci testa.
Io vengo da una doppia ascendenza di igenisti, per me era "normale" che al bucato si aggiungesse il Lysoform, poi ho scoperto che la maggior parte delle persone semplicemente ne ignorava l'esistenza, e all'estero non esisteva nessun prodotto disinfettante da utilizzare quotidianamente.
Questo non significa che la maggioranza ha ragione, anche perchè penso che attulmente le posizioni si siano invertite (bisognava pur convincere le persone ad utilizzare il napisan!), ma non credo neanche che all'estero o per parte della popolazione che non disinfetta ci siano infezioni mostruose.
Ovviamente, per le motivazioni che dicevo schematicamente all'inizio, penso che sia più saggio "pulire", piuttosto che "disinfettare".
Ciao Elsatar (un po' signorina Rottermaier
)
Con una disinfettazione spinta e ripetuta, si corre il rischio di selezionare dei super batteri e similari resistenti, almeno questa mi sembra la tesi maggioritaria degli addetti; tanto che anche in campo medicinale, continuano a dire di prendere antibiotici solo quando necessario, visto che le pratiche degli anni passati hanno selezionato dei fantastici ceppi resistenti praticamente a tutto; in più ad esempio le sale operatorie, posti dove necessariamente la disinfettazione deve essere la massima possibile, dopo un po' di anni diventano inutilizzabili per la presenza di ceppi resistenti ai disinfettanti.
E' semplicemente selezione naturale:
1 disinfetto
2 immaginiamo anche che elimino ogni forma vivente
3 immediatamente dopo la fine dell'azione del disinfettante ovviamente è tutto già ripopolato di batteri & Co. diversi da quelli che abitavano la superficie in precedenza
Ripetendo continuamente questa routine cosa sto facendo?
Sto riproducendo nella mia casa quello che nella vita naturale succede da sempre: cambiamento di condizioni, catastrofi ecc. con in più l'accellerazione dei tempi (nella casa le catastrofi avranno frequenza giornaliera!)
... dai e dai "l'esperimento" inizierà a dare i suoi risultati: avrò selezionato "I PIU' ADATTI" cioè quelli che avranno la caratteristica necessaria a sopravvivere nelle condizioni date: questa caratteristica è ... la resistenza ai disinfettanti!
A volte serve anche darsi uno sguardo dal di fuori, per capire che quello che ognuno di noi pensa sia un "bisogno incoercibile dell'umanità", è semplicemente una caratteristica personale o della cultura alla quale si appartiene: la mania che gli italiani hanno per l'igiene non credo che abbia pari in europa, forse solo gli spagnoli cercano di tenerci testa.
Io vengo da una doppia ascendenza di igenisti, per me era "normale" che al bucato si aggiungesse il Lysoform, poi ho scoperto che la maggior parte delle persone semplicemente ne ignorava l'esistenza, e all'estero non esisteva nessun prodotto disinfettante da utilizzare quotidianamente.
Questo non significa che la maggioranza ha ragione, anche perchè penso che attulmente le posizioni si siano invertite (bisognava pur convincere le persone ad utilizzare il napisan!), ma non credo neanche che all'estero o per parte della popolazione che non disinfetta ci siano infezioni mostruose.
Ovviamente, per le motivazioni che dicevo schematicamente all'inizio, penso che sia più saggio "pulire", piuttosto che "disinfettare".
Ciao Elsatar (un po' signorina Rottermaier
elsatar ha scritto: ma non credo neanche che all'estero o per parte della popolazione che non disinfetta ci siano infezioni mostruose.
io penso che il camigno migliore è quel di mezzo...chiaro che tutti noi dobbiamo avere delle norme d'igiene quotidiana come avere un bagno pulito, una cucina pulita (non necessariamente con candeggina tutti i giorni), una casa libera dalla polvere ecc..
io sono americana, ma metà dalla mia vitta ho vissuto in Brasile, che purtroppo ho visto che in Europa hanno una visione orribile di quel paese come si fosse una enorme favela, ma è un paese molto ricco, e tutta quella povertà così esaltata del Brasile corrisponde al 20% di quel paese gigantesco. Tante città sono belle, la mia la capitale federale ha un'ottima qualità di vita, in Brasile hanno un buon sistema sanitario ecc...non so perché l'insistenza di far passar quel paese come un povero paese del 4° mondo se in America, e tanti paesi europei hanno dei seri problemi.
ok, sto sfuggendo dal tema...vivendo in Italia ho conosciuto dei prodotti che non avevo mai visto prima nè in America nè in Brasile. In Brasile mi riccordo de piu... il prodotto piu "pesante" che ha è la candeggina, che si usa ogni tanto per pulire cucina e bagno, e serbatoi vari come raccomanda il governo. In Brasile pure, le case sono impeccabili, dalla più povera alla piu ricca, ma forse usano ancora il mollo per il bucato invece di usare un smacchia tutto, la spugnetta d'acciaio e un po di limone per pulire l'aluminio, tanti usano il sapone solido di grasso o di coco ecc...additivi come Napisan, lysoform,perborato, prodotti per pulire in 1 secondo come chilit bang ecc veramente ho conosciuto soltanto qui in Italia.
Non sto dicendo che sia una cosa sbagliata perché ogni paese ha la sua realtà e le sue esigenze, dico soltanto perche mi sono incuriosita quando ho visto che in Italia esiste un prodotto specifico per ogni cosa: cappi neri, bianchi, jeans, acciaio, vetro, per smacchiare, per bagno, per cucina, sgrassante...
Checchè se ne dica, l'Italia è un paese ricco che può spendere.Ohaio ha scritto:....mi sono incuriosita quando ho visto che in Italia esiste un prodotto specifico per ogni cosa: cappi neri, bianchi, jeans, acciaio, vetro, per smacchiare, per bagno, per cucina, sgrassante...
Così il mercato crea falsi bisogni.
Non ricordo in quale thread, ma Fabrizio diceva esplicitamente che il normale lavaggio in lavatrice elimina la quasi totalità di patogeni dalla biancheria. Cacciare tutti i giorni i jeans usati in metropolitana nella candeggina mi sembra un tantino esagerato, oltretutto la candeggina è tremendamente inquinante.
Quoto totalmente Elsatar, la spiegazione sui ceppi resistenti è chiarissima e dovrebbe spaventare i maniaci della disinfezione a tutti i costi. Anche i detergenti antibatterici che vanno tanto di moda sarebbero da lasciare sugli scaffali, fosse per me ne riserverei la vendita alle farmacie dietro prescrizione medica...
Questa proliferazione di detergenti sempre più specifici è una boiata allucinante ed inutile, fatta per i boccaloni che credono alla pubblicità. Di fronte alla tv dovremmo diventare tutti un po' più critici, e chiederci se quella cosa ci serve davvero. 9 volte su 10 la risposta dovrebbe essere "no"
Quoto totalmente Elsatar, la spiegazione sui ceppi resistenti è chiarissima e dovrebbe spaventare i maniaci della disinfezione a tutti i costi. Anche i detergenti antibatterici che vanno tanto di moda sarebbero da lasciare sugli scaffali, fosse per me ne riserverei la vendita alle farmacie dietro prescrizione medica...
Questa proliferazione di detergenti sempre più specifici è una boiata allucinante ed inutile, fatta per i boccaloni che credono alla pubblicità. Di fronte alla tv dovremmo diventare tutti un po' più critici, e chiederci se quella cosa ci serve davvero. 9 volte su 10 la risposta dovrebbe essere "no"
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Fabrizio Zago
Cara Ohaio,
hai sollevato un polverone da cui abbiamo tratto che fra poco vedremo delle fanciulle uscire in pigiama (nella vita può succedere di peggio), delle altre completamente bianche da super candeggio ed altre amenità simili. Ma accidenti nessuno che abbia risposto alle tue domande. Ci provo io:
Salve a tutti, questo è il mio 1° post e vorrei chiarire un dubbio che ho sull'uso del cloro: so che per tanti ambientalisti il cloro è un nemico, io ho cominciato ad fare i miei detersivi e oggi ho lasciato di comprare almeno 95% di tante cose che acquistavo prima come brilla tutto, additivi, acidi ecc...però la candeggina è una cosa che ancora non ci riesco ad abbandonare perché ho paure che i batteri più pericolosi non siano eliminati senza l'uso del cloro in bagno e cucina. Io ho ridotto l'uso, 1 volta a settimana in bagno e diluisco il flaconne con l'acqua.
Ho tre domande:
è davvero non necessaria la candeggina per la disinfezione del bagno e cucina?
No! non è assolutamente necessaria. Il semplice lavaggio allontana oltre il 95% dei batteri e poi con dell'acqua ossigenata si può anche disinfettare, anche l'alcool va bene a questo scopo.
E diluendo il flacone con metà acqua e metà candeggina questa perde il suo potere di disinfettare? E diluirla è una buona forma di diminuire l'inquinamento? Scusate le domande forse un po scioche ma sto cercando di impegnarme....
Se diluisci la cndeggina la destabilizzi. In altre parole il produttore di candeggina fa in modo che il prodotto sia stabile nel tempo e che i flaconi non si gonfino (che vorrebbe dire che di cloro attivo nel liquido non ce n'è più), se tu "ci metti le mani" cioè la diluisci con acqua del rubinetto destabilizzi la soluzione che perderà molto del suo cloro attivo e quindi non solo inquini ma non disinfetti neppure, quello che si direbbe un autogoal.
hai sollevato un polverone da cui abbiamo tratto che fra poco vedremo delle fanciulle uscire in pigiama (nella vita può succedere di peggio), delle altre completamente bianche da super candeggio ed altre amenità simili. Ma accidenti nessuno che abbia risposto alle tue domande. Ci provo io:
Salve a tutti, questo è il mio 1° post e vorrei chiarire un dubbio che ho sull'uso del cloro: so che per tanti ambientalisti il cloro è un nemico, io ho cominciato ad fare i miei detersivi e oggi ho lasciato di comprare almeno 95% di tante cose che acquistavo prima come brilla tutto, additivi, acidi ecc...però la candeggina è una cosa che ancora non ci riesco ad abbandonare perché ho paure che i batteri più pericolosi non siano eliminati senza l'uso del cloro in bagno e cucina. Io ho ridotto l'uso, 1 volta a settimana in bagno e diluisco il flaconne con l'acqua.
Ho tre domande:
è davvero non necessaria la candeggina per la disinfezione del bagno e cucina?
No! non è assolutamente necessaria. Il semplice lavaggio allontana oltre il 95% dei batteri e poi con dell'acqua ossigenata si può anche disinfettare, anche l'alcool va bene a questo scopo.
E diluendo il flacone con metà acqua e metà candeggina questa perde il suo potere di disinfettare? E diluirla è una buona forma di diminuire l'inquinamento? Scusate le domande forse un po scioche ma sto cercando di impegnarme....
Se diluisci la cndeggina la destabilizzi. In altre parole il produttore di candeggina fa in modo che il prodotto sia stabile nel tempo e che i flaconi non si gonfino (che vorrebbe dire che di cloro attivo nel liquido non ce n'è più), se tu "ci metti le mani" cioè la diluisci con acqua del rubinetto destabilizzi la soluzione che perderà molto del suo cloro attivo e quindi non solo inquini ma non disinfetti neppure, quello che si direbbe un autogoal.