Marco sul forum di scienza vegetariana ho trovato questo studio, cosa ne pensi?
ALA dai semi di lino e aumento del rischio di cancro alla prostata
http://www.scienzavegetariana.it/forum/ ... .php?t=223
Grazie Silvia
semi di lino
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Marco Valussi
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Re: semi di lino
Penso che è troppo presto per dire qualche cosa di specifico, su ALA e cancro alla prostata c'è uno studio che indica una diminuzione del rischio ed uno che indica un aumento, e una review sistematica che dice che gli omega 3 non hanno effetto alcuno sui tumori, e su questa ultima review ci sono molte critiche.7xpensie ha scritto:Marco sul forum di scienza vegetariana ho trovato questo studio, cosa ne pensi?
ALA dai semi di lino e aumento del rischio di cancro alla prostata
http://www.scienzavegetariana.it/forum/ ... .php?t=223
Grazie Silvia
La valutazione del rischio in campo epidemiologico è cosa complessa, come rivelano questi dati contrastanti, soprattutto perchè non è ancora chiaro come si debbano valutare gli status nutrizinali dei soggetti che entrano questi studi (ovvero se ci si debba basare unicamente su un report dei cibi introdotti e derivare da questo i livelli ematici degli omega 3, o se si debbano fare delel analisi ematiche, viste le differenze individuali nel metabolismo dei precursori.
Credo che per valutare la "potenza" degli studi sia necessario un grande lavoro di background, di sapere di fondo, e di inserimento di questo sapere di fondo nel calcolo statistico, ovvero sono dell'idea che un approccio bayesiano al calcolo delle probabilità sia più sensato in medicina dell'approccio frequentista in uso adesso. Questo approccio porterebbe a valutare la qualità di uno studio anche sulla qualità del sapere di fondo che esso porta con se, quindi valuterebbe il contesto della ricerca in maniera molto più radicale;un recente articolo su Plos ha evidenziato come la maggior parte degli studi biomedici dia risultati da inattendibili a statisticamente falsi (!), molto spesso perchè partono da premesse poco credibili o inattendibili, e si basano per dichiarare la proprioa attendibilità solo su una valutazione di rilevanza statistica, come se fosse possibile astrarsi dalla realtà.
Bah, mi sono dilungato un pò troppo :-)
comunquer per chi li desiderasse ho il pdf degli articoli di cui si è parlato, e qui sotto attacco l'abstract dell'articolo di JAMA su omega 3 e tumori
ciao
marco
Effects of Omega-3 Fatty Acids on Cancer Risk
A Systematic Review
Catherine H. MacLean, MD, PhD; Sydne J. Newberry, PhD; Walter A. Mojica, MD, MPH; Puja Khanna, MD; Amalia M. Issa, MPH, PhD; Marika J. Suttorp, MS; Yee-Wee Lim, MD, PhD; Shana B. Traina, MA; Lara Hilton, BA; Rena Garland, BA; Sally C. Morton, PhD
JAMA. 2006;295:403-415.
Context Omega-3 fatty acids are purported to reduce the risk of cancer. Studies have reported mixed results.
Objective To synthesize published and unpublished evidence to determine estimates of the effect of omega-3 fatty acids on cancer risk in prospective cohort studies.
Data Sources Articles published from 1966 to October 2005 identified through MEDLINE, PREMEDLINE, EMBASE, Cochrane Central Register of Controlled Trials, and CAB Health; unpublished literature sought through letters to experts in the neutraceutical industry.
Study Selection A total of 38 articles with a description of effects of consumption of omega-3 fatty acids on tumor incidence, prospective cohort study design, human study population; and description of effect of omega-3 among groups with different levels of exposure in the cohort were included. Two reviewers independently reviewed articles using structured abstraction forms; disagreements were resolved by consensus.
Data Extraction Two reviewers independently abstracted detailed data about the incidence of cancer, the type of cancer, the number and characteristics of the patients, details on the exposure to omega-3 fatty acids, and the elapsed time between the intervention and outcome measurements. Data about the methodological quality of the study were also abstracted.
Data Synthesis Across 20 cohorts from 7 countries for 11 different types of cancer and using up to 6 different ways to categorize omega-3 fatty acid consumption, 65 estimates of the association between omega-3 fatty acid consumption were reported. Among these, only 8 were statistically significant. The high degree of heterogeneity across these studies precluded pooling of data. For breast cancer 1 significant estimate was for increased risk (incidence risk ratio [IRR], 1.47; 95% confidence interval [CI], 1.10-1.98) and 3 were for decreased risk (RR, 0.68-0.72); 7 other estimates did not show a significant association. For colorectal cancer, there was 1 estimate of decreased risk (RR, 0.49; 95% CI, 0.27-0.89) and 17 estimates without association. For lung cancer one of the significant associations was for increased cancer risk (IRR, 3.0; 95% CI, 1.2-7.3), the other was for decreased risk (RR, 0.32; 95% CI, 0.13-0.76), and 4 other estimates were not significant. For prostate cancer, there was 1 estimate of decreased risk (RR, 0.43; 95% CI, 0.22-0.83) and 1 of increased risk (RR, 1.98; 95% CI, 1.34-2.93) for advanced prostate cancer; 15 other estimates did not show a significant association. The study that assessed skin cancer found an increased risk (RR, 1.13; 95% CI, 1.01-1.27). No significant associations between omega-3 fatty acid consumption and cancer incidence were found for aerodigestive cancer, bladder cancer, lymphoma, ovarian cancer, pancreatic cancer, or stomach cancer.
Conclusions A large body of literature spanning numerous cohorts from many countries and with different demographic characteristics does not provide evidence to suggest a significant association between omega-3 fatty acids and cancer incidence. Dietary supplementation with omega-3 fatty acids is unlikely to prevent cancer.
Grazie Marco, ho letto il tuo riassunto con interesse, in effetti gli studi sono pochi e portano a risultati in contrasto tra loro, e le metodologie di valutazione usate sono spesso di tipo statistico con i limiti che ne derivano
Un esempio http://www.scienzavegetariana.it/forum/ ... .php?t=190
Per gli acidi grassi come l'ALA penso sia importante anche il rapporto w6/w3, uno studio italiano recente ha verificato come il rapporto w6/w3 delle noci permetta all'ALA di convertirsi in EPA/DHA (se ti serve lo cerco). Mentre forse nei semi di lino il rapporto è sbilanciato e potrebbe avere conseguenze negative, ma è solo un'ipotesi. Se così fosse, una soluzione potrebbe essere di mescolare semi di lino con semi di sesamo per arrivare ad un rapporto w6/w3 simile al rapporto delle noci
Un esempio http://www.scienzavegetariana.it/forum/ ... .php?t=190
Per gli acidi grassi come l'ALA penso sia importante anche il rapporto w6/w3, uno studio italiano recente ha verificato come il rapporto w6/w3 delle noci permetta all'ALA di convertirsi in EPA/DHA (se ti serve lo cerco). Mentre forse nei semi di lino il rapporto è sbilanciato e potrebbe avere conseguenze negative, ma è solo un'ipotesi. Se così fosse, una soluzione potrebbe essere di mescolare semi di lino con semi di sesamo per arrivare ad un rapporto w6/w3 simile al rapporto delle noci