Stampi in silicone
Moderatore: Erica Congiu
Stampi in silicone
Ciao,
ricordo che se ne è già parlato ma ovviamente la funzione cerca non va (a proposito, ma chi bisogna interpellare per sistemarla?) quindi vi devo scocciare di nuovo. Si fa un gran parlare di questi nuovi (beh mica tanto) stampi di silicone nei forum di cucina che frequento. Io sono assolutamente contraria, non mi piacciono proprio, ma vorrei qualche nozione riguardo l'impatto ambientale.
Grazie.
ricordo che se ne è già parlato ma ovviamente la funzione cerca non va (a proposito, ma chi bisogna interpellare per sistemarla?) quindi vi devo scocciare di nuovo. Si fa un gran parlare di questi nuovi (beh mica tanto) stampi di silicone nei forum di cucina che frequento. Io sono assolutamente contraria, non mi piacciono proprio, ma vorrei qualche nozione riguardo l'impatto ambientale.
Grazie.
-
Fabrizio Zago
Cara Jamie04,
non c'è problema! Lo stampo in silicone è assolutamente la cosa meno reattiva che esiste. Stavo per dire "in natura" ma in natura il silicone proprio non c'è!
Il problema vero è che essendo una sostanza costruita in laboratorio e che non reagisce con nulla è assolutamente non biodegradabile.
non c'è problema! Lo stampo in silicone è assolutamente la cosa meno reattiva che esiste. Stavo per dire "in natura" ma in natura il silicone proprio non c'è!
Il problema vero è che essendo una sostanza costruita in laboratorio e che non reagisce con nulla è assolutamente non biodegradabile.
Grazie Fabrizio.Fabrizio Zago ha scritto:Cara Jamie04,
non c'è problema! Lo stampo in silicone è assolutamente la cosa meno reattiva che esiste. Stavo per dire "in natura" ma in natura il silicone proprio non c'è!
Il problema vero è che essendo una sostanza costruita in laboratorio e che non reagisce con nulla è assolutamente non biodegradabile.
E confrontando uno stampo in silicone con uno stampo classico ad esempio in teflon, dal punto di vista ambientale chi ne esce vincitore?
Inoltre per quanto riguarda il silicone ho letto che:
A temperatura ambiente il silicone alimentare è infatti inerte ma a temperature al di sopra dei 210-220°C inizia a degradarsi e può causare la migrazione di polimeri verso l’alimento. Bisogna considerare che la temperatura nel forno non è mai uniforme e quindi anche regolare il termostato su 200°C non garantisce del tutto che la temperatura del forno non superi qua e là la temperatura desiderata.
E' corretto?
Tu che cosa ne pensi? Compreresti uno stampo in silicone piuttosto che uno classico?
Ciao e grazie.
-
Fabrizio Zago
Cara Jamie04,
è vero che, se ci sono, i monomeri del silicone migrano ma appunt ooccorre vedere se lo stampo, cioè se la realizzazione del prodotto è stata tale da lasciare dei monomeri liberi. Cosa tutta da dimostrare.
Altra questione: "E confrontando uno stampo in silicone con uno stampo classico ad esempio in teflon, dal punto di vista ambientale chi ne esce vincitore?"
Nesuno dei due nel senso che il teflon tende a staccarsi (dove fiscisce il rivestimento in teflon?) e così ce lo mangiamo.
Ultima domanda: "E confrontando uno stampo in silicone con uno stampo classico ad esempio in teflon, dal punto di vista ambientale chi ne esce vincitore?
Ma per me uno stampo classico non è quello in teflon ma in altro materiale metallico. Se poi c'è da sudare un pochino per pulirlo e togliere il cibo incrostato è sempre meglio che mangiarsi il teflon, sorbirsi il silicone e disperdere nell'ambiente sostanze non biodegradabili.
è vero che, se ci sono, i monomeri del silicone migrano ma appunt ooccorre vedere se lo stampo, cioè se la realizzazione del prodotto è stata tale da lasciare dei monomeri liberi. Cosa tutta da dimostrare.
Altra questione: "E confrontando uno stampo in silicone con uno stampo classico ad esempio in teflon, dal punto di vista ambientale chi ne esce vincitore?"
Nesuno dei due nel senso che il teflon tende a staccarsi (dove fiscisce il rivestimento in teflon?) e così ce lo mangiamo.
Ultima domanda: "E confrontando uno stampo in silicone con uno stampo classico ad esempio in teflon, dal punto di vista ambientale chi ne esce vincitore?
Ma per me uno stampo classico non è quello in teflon ma in altro materiale metallico. Se poi c'è da sudare un pochino per pulirlo e togliere il cibo incrostato è sempre meglio che mangiarsi il teflon, sorbirsi il silicone e disperdere nell'ambiente sostanze non biodegradabili.
Fabrizio Zago ha scritto:Cara Jamie04,
non c'è problema! Lo stampo in silicone è assolutamente la cosa meno reattiva che esiste. Stavo per dire "in natura" ma in natura il silicone proprio non c'è!
Il problema vero è che essendo una sostanza costruita in laboratorio e che non reagisce con nulla è assolutamente non biodegradabile.
scusate se vado un pizzico fuori tema...
Vi chiedo uno stampo biodegradabile per fare saponi quale potrebbe essere? uno stampo in legno potrebbe darmi dei problemi?
-
Fabrizio Zago
Per Giordano: lo stampo in legno va benissimo purchè lo rivesti di carta da forno... sennò come lo stacchi il sapone?
Il legno di spessore adeguato è un ottimo isolante, mantiene la temperatura di saponificazione in maniera egregia e lo "manda in gel" molto facilmente proprio perchè non disperde il calore. Io ne ho uno fatto con scarti di multistrato da 15 mm, lo rivesto con la carta da forno e faccio dei bellissimi saponi col metodo a freddo.
Il legno di spessore adeguato è un ottimo isolante, mantiene la temperatura di saponificazione in maniera egregia e lo "manda in gel" molto facilmente proprio perchè non disperde il calore. Io ne ho uno fatto con scarti di multistrato da 15 mm, lo rivesto con la carta da forno e faccio dei bellissimi saponi col metodo a freddo.
mi hanno detto, non so se è vero, che l'alluminio non è il miglior metallo per la cottura perchè rilascia o perde soprattutto se lasciato a lungo a contatto con gli alimenti...per essere usato con sicurezza dovrebbe essere stagnato e la stessa cosa vale per il rame...comunque io cucino ormai soltanto in acciaio inox perché credo sia il più sicuro...o sbaglio?
-
liquirizia
- Messaggi: 195
- Iscritto il: dom ott 01, 2006 11:59 am
-
Fabrizio Zago
-
valentina7
- Messaggi: 13
- Iscritto il: gio mar 01, 2007 8:12 pm
curiosita' del passato
Vi chiedo uno stampo biodegradabile per fare saponi quale potrebbe essere? uno stampo in legno potrebbe darmi dei problemi?[/quote]
Ciao, io vivo in Sicilia e alcune donne mi raccontano che una volta, quando si preparava il sapone in casa abitualmente, si usavano degli stampi in legno rivestiti di tela di yuta.
Certo, l'incoveniente sono i peletti che potrebbero restare attaccati alla superficie del sapone, ma piu' naturale di cosi..! e poi basta raschiare leggermente..
In piu' credo usassero la tela perche' versavano il sapone (fatto a caldo) insieme all'acqua in eccesso che poteva cosi' colare attraverso il telo e giu' dallo stampo tramite dei fori che praticavano nello stampo.
Quindi si potrebbe sostituire alla yuta lino o cotone..
Non so quanto possa interessarti tutta 'sta storia, ma mi piace raccontarla!
Anch'io faccio saponi e voglio costruirmi questi stampi
Ciao
Vale
Ciao, io vivo in Sicilia e alcune donne mi raccontano che una volta, quando si preparava il sapone in casa abitualmente, si usavano degli stampi in legno rivestiti di tela di yuta.
Certo, l'incoveniente sono i peletti che potrebbero restare attaccati alla superficie del sapone, ma piu' naturale di cosi..! e poi basta raschiare leggermente..
In piu' credo usassero la tela perche' versavano il sapone (fatto a caldo) insieme all'acqua in eccesso che poteva cosi' colare attraverso il telo e giu' dallo stampo tramite dei fori che praticavano nello stampo.
Quindi si potrebbe sostituire alla yuta lino o cotone..
Non so quanto possa interessarti tutta 'sta storia, ma mi piace raccontarla!
Anch'io faccio saponi e voglio costruirmi questi stampi
Ciao
Vale