marino70 ha scritto:
Forse vale77 non si riferiva a sensibilità verso gli animali cosiddetti da allevamento ma sensibilità in genere. Non è automatico che un veg* sia più "sensibile" di un onnivoro sia per "raggio d'azione" che per intensità.
In linea di massima concordo che i veg* tendano a tutelare tutte le forme animali e l'ambiente, ma converrai con me che alcuni, sovente, dimenticano di inserire la specie umana come motivo di sensibilizzazione (o quantomeno limitano l'interesse alla stretta cerchia di parenti) il che non li rende campioni di "altruismo" . Non dimentichiamo poi che i motivi di una scelta veg* possono essere esclusivamente o prevalentemente salutistici che in quel caso restringono la "sensibiita" del soggetto alla propria persona punto.
io parlo in generale , poi ci sono le eccezioni come in tutte le cose e
sono d’accordo con te quando dici che alcuni veg* sono un po’ troppo incavolati e alcuni (pochi però) lo fanno esclusivamente per il proprio tornaconto personale di salute; io ad esempio ho iniziato ad avvicinarmi al vegetarismo, non per gli animali, ma per me stessa, in quanto mi sentivo meglio nutrendomi in quel modo, poi ho capito che in effetti , facendo del bene a me stessa, lo facevo anche a loro, è un pensiero che mi è venuto logico e di cui ora sono contenta.
e comunque – forse è un atteggiamento sbagliato , non so, dovrei rifletterci di più – io preferisco di gran lunga la persona tranquilla che si tiene per sé il proprio modo di essere, accettando anche la diversità – d’altronde ogni uomo è a sé, non ci possiamo fare granchè - a quella che lo sbandiera ai quattro venti per fare a tutti i costi proseliti , pur rendendomi conto che l’attivismo ha la sua importanza.
Probabilmente è qualcosa che nasce dal mio carattere (sono parecchio – non introversa – direi : riservata)