Consigli e riflessioni per nuova costruzione
Inviato: gio nov 01, 2012 11:48 pm
ciao a tutti!
dopo mesi di ospitate occulte a (come ha ben detto Hummmmmer) cercare risposte, mi son deciso a iniziare a fare qualche domanda, sperando di trovare spunti interessanti a utili per la mia avventura..
premesso che ringrazio tantissimo tutti voi per le centinaia di pagine di discussioni che ho sfogliato e che mi hanno già aiutato a inquadrare criteri, principi e priorità costruttive rispetto al legno.
il mio caso:
-vivo sulla fascia pedemontana di Reggio Emilia, a circa 130 m slm, Gradi Giorno 2.400, Zona Climatica E.
-mi sto orientando per costruire una classica casa indipendente in legno a telaio su 2 piani, di circa 145 mq, al posto di una stalla preesistente da demolire previa imminente e certa concessione edilizia.
-budget, con un piccolo capitale iniziale e, ahimè, mutuo ventennale, (bildenberg e FMI permettendo..
): solo x casa circa 240.000, (escluse tutte le altre spese, già previste: demolizione, platea, concessione, e il resto...)
-ho già contattato varie aziende (una locale e tre "multinazionali"), e mi sto orientando per una estera (la 20+4..chi vuol intendere intenda..
), anche se sono ancora in fase sondativa...
le mie idee (per molti di voi ormai banali, ma per me ignorante e neofita è ancora fantascienza):
- platea areata con igloo;
- VMC;
- stufa a legna (che ho già..) come fonte primaria di riscaldamento con eventuale attivazione della caldaia a condensazione con termosifoni a parete;
- impianto fotovoltaico di circa 2kw( con un ipotetico tetto a 4 falde di più non ci sta..
);
- pompa di calore x ACS con accumulatore da circa 3-400 litri.(siamo in 5 persone);
vi chiedo ora..si può ritenere sostenibile la suddetta combinazione di impianti in termini funzionali ed economici in un'ottica sistemica, cioè possono questi insieme aiutarmi a raggiungere livelli accettabili di benessere sul lungo periodo senza dissanguarmi per il costo relativo. e se anche arrivassi a dissanguarmi, potrebbe valerne la pena? pensate ci siano incongruenze o criticità evitabili?
vi ringrazio in anticipo per eventuali consigli e riflessioni..
dopo mesi di ospitate occulte a (come ha ben detto Hummmmmer) cercare risposte, mi son deciso a iniziare a fare qualche domanda, sperando di trovare spunti interessanti a utili per la mia avventura..
premesso che ringrazio tantissimo tutti voi per le centinaia di pagine di discussioni che ho sfogliato e che mi hanno già aiutato a inquadrare criteri, principi e priorità costruttive rispetto al legno.
il mio caso:
-vivo sulla fascia pedemontana di Reggio Emilia, a circa 130 m slm, Gradi Giorno 2.400, Zona Climatica E.
-mi sto orientando per costruire una classica casa indipendente in legno a telaio su 2 piani, di circa 145 mq, al posto di una stalla preesistente da demolire previa imminente e certa concessione edilizia.
-budget, con un piccolo capitale iniziale e, ahimè, mutuo ventennale, (bildenberg e FMI permettendo..
-ho già contattato varie aziende (una locale e tre "multinazionali"), e mi sto orientando per una estera (la 20+4..chi vuol intendere intenda..
le mie idee (per molti di voi ormai banali, ma per me ignorante e neofita è ancora fantascienza):
- platea areata con igloo;
- VMC;
- stufa a legna (che ho già..) come fonte primaria di riscaldamento con eventuale attivazione della caldaia a condensazione con termosifoni a parete;
- impianto fotovoltaico di circa 2kw( con un ipotetico tetto a 4 falde di più non ci sta..
- pompa di calore x ACS con accumulatore da circa 3-400 litri.(siamo in 5 persone);
vi chiedo ora..si può ritenere sostenibile la suddetta combinazione di impianti in termini funzionali ed economici in un'ottica sistemica, cioè possono questi insieme aiutarmi a raggiungere livelli accettabili di benessere sul lungo periodo senza dissanguarmi per il costo relativo. e se anche arrivassi a dissanguarmi, potrebbe valerne la pena? pensate ci siano incongruenze o criticità evitabili?
vi ringrazio in anticipo per eventuali consigli e riflessioni..