Non parlerei di scetticismo, almeno non nel senso comune del termine. Lo scetticismo in genere si applica al campo della fede o della spiritualità, che comprendono affermazioni indimostrabili per definizione. O ci credi, e hai fede, o non ci credi e sei scettico.
Qui invece si parla di scienza e nel campo della scienza è vero solo ciò che è verificabile tramite il metodo scientifico; il resto lo si può eventualmente ipotizzare, ma a patto che ci si faccia carico di ricercarne le prove della validità (o, secondo Popper, della falsificabilità). Fino a che un'affermazione non ha una validazione in questo senso, nel mondo della scienza, resta pura fantasia.
Il fatto che bislacche teorie siano sostenute da fondazioni, istituti o enti simili non è inoltre di per sé garanzia alcuna della loro veridicità. Al giorno d'oggi basta smanettare un po' su internet per costruirsi fiumi di credenziali (intendiamoci bene: non necessariamente fasulle, ma semplicemente prive di alcuna autorevolezza, se non quella autoattribuitasi dai propri stessi fondatori).
Proprio per questo, nel mondo della ricerca scientifica, non conta mai
chi ha fatto una certa affermazione o per chi lavori, ma bensì
su quali organi di informazione della comunità scientifica quella affermazione compare. Le riviste più autorevoli al mondo (Science, Nature, The lancet, per citarne solo alcune) possono contare su corposi board di
blind referees (di esperti cioè che valutano le ricerche proposte per la pubblicazione
in doppio cieco), così come i convegni più importanti e le case editrici più significative ecc.; solo in questo modo si può avere una reale certificazione dei risultati di una ricerca: sottoponendoli al giudizio dell'intera comunità scientifica.
Vi è inoltre un'altra questione. Al di là degli scopi che si prefiggono i sostenitori delle pseudoscienze, vi è un tratto comune nel modo in cui essi cercano di dare credibilità alle proprie teorie. Esso consiste nel citare qua e là nozioni realmente prese dal campo della scienza, o addirittura di partire proprio da queste, richiamando fatti consolidati e certi, per poi addentrarsi in oscure divagazioni prive di alcun fondamento. Il risultato è sempre un minestrone di: a) cose vere e note, b) cose presunte, c) semplici illazioni e d) clamorose sciocchezze, in cui diviene molto faticoso separare le affermazioni credibili dal resto. Anche perché in questa usanza è prassi saccheggiare alcuni concetti realmente utilizzati dalla scienza ("energia" e tutti i suoi derivati ad esempio sono tra i più vessati) piegandoli però (magari inserendoli tra virgolette...!) a significare qualcosa di totalmente diverso. Uno dei paradigmi fondamentali della ricerca scientifica consiste però proprio nella necessità di validare integralmente qualsiasi contributo: inserire affermazioni pretestuose, o addirittura clamorosamente sbagliate dentro ad una qualsiasi argomentazione ha sempre l'effetto di far crollare integralmente la credibilità dell'intera argomentazione.
Insomma, in definitiva, se posso dare un consiglio, state ben alla larga da rabdomanti, sensitivi, carismatici, ecc. e anche da coloro - forse ancora più pericolosi - che millantano la padronanza di conoscenze pseudoscientifiche, che la scienza ufficiale contrasterebbe per oscuri interessi. Segnalo, come buon punto di partenza per chi vuole approfondire, l'ottimo sito del CICAP:
http://www.cicap.org, che fa della buona informazione scientifica e parla anche di questi argomenti.
Ciao (e scusa la prolissità, ma l'argomento, anche per deformazione professionale, mi sta a cuore...)!