ciociolone ha scritto: dott.bordar ha scritto:Il contributo "Gantioler" è riferito invece al comportamento estivo e in quel caso se vi è un cavedio impianti è bene aumentare la massa, ma non è che dovendo aumentare la massa si fa un cavedio impianti ...
No infatti, si fa un rivestimento massivo, con o senza cavedio, per creare la massa dinamica interna di cui parla Gantioler:
Forse non sono riuscito a trasmettere il concetto, ma vediamo se riesco in questa puntata ... Il rivestimento interno viene fatto per non lasciare la struttura portante allo scoperto,
secondariamente si lavora sui materiali perché rispondano a una logica di costo/efficienza/compatibilità con la struttura sottostante.
ciociolone ha scritto: dott.bordar ha scritto: Vi è anche una terza via, fresata impianti su parete di legno in massa da 18-20cm e lastra in cartongesso avvitata, in questo caso non è il cartongesso che fa da volano ma la parete stessa.
Qui non concordo, rimando alla distinzione precedente tra massa termica statica e massa termica dinamica. La prima sarebbe rappresentata certamente dal legno massiccio, altrettanto la seconda dal rivestimento in cartongesso.
Massa termica statica e dinamica usati da Gantioler e care alla letteratura anglosassone, sono concetti utilizzati per far comprendere le dinamiche scaturite dalla scelta dei materiali, in realtà sono entrambe estrapolazioni concettuali dell'analisi dinamica delle prestazioni termiche che, nello specifico caso, vengono applicate alle pareti cosiddette "leggere" costituite da più strati. Le simulazioni, sono appunto condotte in regime dinamico mediante formule matematiche nell’ottica di una valutazione delle prestazioni del componente analizzato, si riporta in dati e grafici facilmente comprensibili ciò che in realtà non lo è. Per comprendere meglio, non vi è una chiara linea di demarcazione sulla superficie della lastra di cartongesso che mi dice dove finisce una massa e ne inizia un'altra, questa è una visione semplicistica che non rispetta la realtà, quindi non vediamola come un interruttore on-off ma piuttosto come un dimmer.
Ritornando a noi, proviamo a utilizzare il pensiero laterale, la parete presa in esame da Gantioler nella risposta era:
x-lam da 12cm + fibra di legno (poniamo 5 cm) + 2.5 cm di cartongesso o meglio fibrogesso
All'altro lato del ring poniamo l'MHM da 20 cm + 1.25 cm di cartongesso o se vogliamo vederla sotto un'altro punto di vista 12 cm di MHM come massa statica + (pannello da 8 cm di MHM+1.25 di cartongesso) per la massa dinamica
A questo punto facendo i dovuti calcoli vedremo che il "volano termico" (più propriamente detto capacità di attenuazione) del solo lato interno della composizione 8 cm MHM+ 1.25 Cartongesso, è migliore del 22% rispetto a 2.5 cm di cartongesso.
Anche se concettualmente è irrazionale usare un coibente per la "massa dinamica" se lo aggiungiamo ai 2.5cm di cartongesso avremo una miglioria del solo 2%, appunto perché seppur con alta capacità termica ha bassissima densità (nel mio calcolo 50 Kg/m³) .
Quest'esempio di per sè ha il solo scopo di far comprendere come ci siano svariati modi per affrontare lo stesso problema, come ci sono svariati modi per gestire gli apporti solari gratuiti, quelli a cui fa riferimento G.G., ad esempio con i materiali a transizione di fase (PCM) o con l'ombreggiamento dinamico e chissà, magari un giorno con le nanotecnologie applicate al vetro o il sapiente utilizzo di piante a foglia caduca. l'importante è non soffermarsi su schemi prefissati ma avere gli strumenti per capire la dinamica delle cose.
ciociolone ha scritto: dott.bordar ha scritto: Non mi è chiaro invece il discorso del legno a vista sconsigliato alle nostre latitudini, per lo strutturale si sa, ma per rivestimento interno tranne che per una questione di natura estetica/economica non trovo che sia un prodotto da evitare.
Per il motivo di cui sopra, vale a dire che un materiale a densità 500kg/m3 offre un volano termico come massa termico dinamica inferiore ad un massetto in cls o ad un rivestimento in cartongesso o argilla che hanno massa 3 volte tanto. Come dice Gantioler il calore una volta entrato va smaltito, ed un materiale ad alta densità ma bassa inerzia termica, rispetto al legno, come quelli descritti, accumula prima e meglio il calore sottraendolo all'aria, fungendo appunto da 'piccola' massa termico-dinamica.
Anche qui bisogna fare dei distinguo, non è sempre bianco o nero, e non tutto va bene in qualsiasi caso. La velocità e la quantità del calore sottratta all'aria non dipende dalla massa (ossia il peso) bensì dalla capacità di accumulo della stessa.
Ad esempio nel cartongesso la densità è di circa 900 Kg/m³, il volume di due lastre (spessore 1,25 cm per lastra) per uno sviluppo di 1 m² di superficie è 0,025 m³, la capacità termica è 1000 J/kgK perciò la sua capacità sarà quindi di:
900x0,025x1000=22500 J/K
Ma 22500 J/K a quanti cm di materiale alternativo potrebbero corrispondere? E' abbastanza semplice, conoscendo i valori degli altri materiali e ponendo sempre 1 m² di superficie:
2,38 cm di legno d'abete bianco a 450 Kg/m³ e 2100 J/kgK
0,94 cm di calcestruzzo a 2400 Kg/m³ e 1000 J/kgK
1814,75 cm di aria a 1,23 Kg/m³ e 1008 J/kgK
Come si può notare 2,38 cm di legno e 2,5 cm di cartongesso incamerano la stessa quantità di energia termica, perciò posso dire dati alla mano che sconsigliare il legno per la sola densità è sbagliato. Comunque si, in linea di massima utilizzare materiale ad alta densità e capacità termica all'interno è utile, ma bisogna fare molta attenzione a spostare delicati equilibri che potrebbero servire per l'inverno ... Ancor più efficace sarebbe evitare il problema quindi ombreggiamento per l'estivo e tener conto anche di orientamento della parete, quantità di ore di esposizione, estetica finale, compatibilità con le superfici sottostanti, comportamento a contatto con materie diverse, durabilità ecc. ecc. ecc.
Perciò ritorno a dire che la scelta del legno a vista è più che altro una questione di natura estetica/economica.
Ciao!