Riscaldamento a pavimento nei bagni
Inviato: lun gen 31, 2005 12:21 pm
Premetto che sono ignorante in materia, quello che so lo ho appreso da questo forum e navigando qua e là. Vorrei che qualche esperto verificasse se quello che scrivo di seguito è corretto e mi desse dei consigli, appunto da esperto.
Mi sembra che il problema principale per chi desideri installare un riscaldamento di tipo radiante a pavimento alimentato da una caldaia a condensazione (e io sono tra quelli) sia come risolvere il problema dei bagni. Questi infatti hanno bisogno di una temperatura più elevata del resto dell'abitazione e con il solo riscaldamento prodotto dal pavimento non è possibile ottenerla. La soluzione offerta di solito dai progettisti mi pare sia quella di creare due circuiti separati, uno a bassa temperatura per il riscaldamento radiante e uno ad alta temperatura per alimentare i radiatori o termoarredo dei bagni, molto spesso evitando di predisporre il riscaldamento a pavimento nei bagni stessi (quando il bagno è il luogo per eccellenza dove si cammina scalzi...). Questo elimina tra l'altro le problematiche legate all'installazione del riscaldamento a pavimento nell'ambiente dove è più difficile installarlo per via di scarichi, tubazioni ecc. Purtroppo però per chi dovrà poi pagare le bollette, il doppio circuito impone che la caldaia lavori a temperature elevate che non consentono la condensazione dei fumi di scarico, quindi risulta inutile installare una caldaia a condensazione (la caldaia riscalda l'acqua ad es. a 70 gradi poi la pompa direttamente a questa temperatura ai radiatori/termoarredo dei bagni mentre una valvola di miscelazione la mescola ad acqua fredda per raggiungere la temperatura di 40-50 gradi per il riscaldamento a pavimento).
Nelle mie ricerche ho trovato una ipotesi di soluzione del problema che mi sembra molto interessante: non capisco perché non venga proposta dai progettisti: l'indirizzo internet dove trovare la relazione completa è http://www.edilio.it/news/edilionews.as ... e&cod=7059 ma ve la riassumo brevissimamente. Si progetta l'impianto a pavimento per una temperatura di 50 gradi (le moderne caldaie a condensazione funzionano a rendimento massimo anche con queste temperature di mandata, vedi ad esempio la Immergas Victrix 27 Zeus); nei bagni si installa il riscaldamento a pavimento con l'interasse minimo possibile e lo si integra con un termoarredo dimensionato opportunamente per integrare la differenza di temperatura mancante ed alimentato dalla stessa acqua a 50 gradi dell'impianto a pavimento (niente valvola di miscelazione, niente doppio impianto): le dimensioni del termoarredo corrisponderanno circa a quelle necessarie per riscaldare il bagno solo con il termoarredo (senza riscaldamento a pavimento) ad una temperatura di 75 gradi.
Come detto in testa vorrei commenti e consigli relativamente a quanto scritto.
Ciao e grazie.
Mi sembra che il problema principale per chi desideri installare un riscaldamento di tipo radiante a pavimento alimentato da una caldaia a condensazione (e io sono tra quelli) sia come risolvere il problema dei bagni. Questi infatti hanno bisogno di una temperatura più elevata del resto dell'abitazione e con il solo riscaldamento prodotto dal pavimento non è possibile ottenerla. La soluzione offerta di solito dai progettisti mi pare sia quella di creare due circuiti separati, uno a bassa temperatura per il riscaldamento radiante e uno ad alta temperatura per alimentare i radiatori o termoarredo dei bagni, molto spesso evitando di predisporre il riscaldamento a pavimento nei bagni stessi (quando il bagno è il luogo per eccellenza dove si cammina scalzi...). Questo elimina tra l'altro le problematiche legate all'installazione del riscaldamento a pavimento nell'ambiente dove è più difficile installarlo per via di scarichi, tubazioni ecc. Purtroppo però per chi dovrà poi pagare le bollette, il doppio circuito impone che la caldaia lavori a temperature elevate che non consentono la condensazione dei fumi di scarico, quindi risulta inutile installare una caldaia a condensazione (la caldaia riscalda l'acqua ad es. a 70 gradi poi la pompa direttamente a questa temperatura ai radiatori/termoarredo dei bagni mentre una valvola di miscelazione la mescola ad acqua fredda per raggiungere la temperatura di 40-50 gradi per il riscaldamento a pavimento).
Nelle mie ricerche ho trovato una ipotesi di soluzione del problema che mi sembra molto interessante: non capisco perché non venga proposta dai progettisti: l'indirizzo internet dove trovare la relazione completa è http://www.edilio.it/news/edilionews.as ... e&cod=7059 ma ve la riassumo brevissimamente. Si progetta l'impianto a pavimento per una temperatura di 50 gradi (le moderne caldaie a condensazione funzionano a rendimento massimo anche con queste temperature di mandata, vedi ad esempio la Immergas Victrix 27 Zeus); nei bagni si installa il riscaldamento a pavimento con l'interasse minimo possibile e lo si integra con un termoarredo dimensionato opportunamente per integrare la differenza di temperatura mancante ed alimentato dalla stessa acqua a 50 gradi dell'impianto a pavimento (niente valvola di miscelazione, niente doppio impianto): le dimensioni del termoarredo corrisponderanno circa a quelle necessarie per riscaldare il bagno solo con il termoarredo (senza riscaldamento a pavimento) ad una temperatura di 75 gradi.
Come detto in testa vorrei commenti e consigli relativamente a quanto scritto.
Ciao e grazie.