and_sigfrido ha scritto:
Caro Paolo,
io apprezzo la passione che metti ed è ammirevole soprattutto in questi tempi in cui di moralità ed ideali sè persa totalmente la strada! Però dobbiamo stare coi piedi per terra ; ora, assodato che nel mondo spesso e volentieri lo spreco e l'inquinamento la fanno da padroni, e per ora quel poco che si sta facendo è mirato a "si sta a guardare quanto disperde una presa elettrica non completamente sigillata e si perde d'occhio quanto inquina una macchina pubblicitaria" , l'obbiettivo dovrebbe essere quello di creare una cultura del risparmio energetico senza utilizzare una politica di "piazza pulita". Una fiera, in questo caso (soprattutto occupandosi di tematiche tendenzialmente ecologiche), dovrebbe essere un evento che porta conoscenza sia commerciale che ecologica; basterebbe obbligare gli organizzatori di tali eventi all'utilizzo di un sistema più ecosostenibile senza lasciarli come ora completamente senza regole. Non so voi ma io vivo in un piccolo comune dove la raccolta differenziata si effetua da ormai quasi 20 anni e ormai il sistema è entrato nella mente della gente, i primi anni si scornavano e si lamentavano tutti, ora ognuno ora fa quello che deve nella più completa tranquillità, anzi quando si va in ferie ci si trova spaesati quando ci si sente dire che l'immondizia si butta tutta nello stesso cestino; tutto questo per dire che basterbbe applicare una serie di normative diciamo antinquinamento anche ad una semplice fiera, raccolta differenziata dei rifiuti, limite energetico per ogni stand e così via... senza per questo eliminare tutto, e in più si diffonderebbe sempre di più un concetto che tecnologia e benessere possono essere anche abbinati ad un vivere ecologico senza per questo limitarne l'efficacia : credetemi, molto spesso la gente abbina un comportamento ecologico con un vivere più austero e privo di benessere, ma in realtà non è così.
Questo è un possibile metodo come di possibili metodi ne esistono altri...
Proprio questo voglio dire... Da una parte si fa del risparmio energetico una bandiera e dall'altra i grandi enti preposti se ne fregano pur essendo benissimo a conoscenza della problematica.
Potete avere una vera e propria idea di quanto inquinamento può aver provocato un expo 2010 in cina?
Esiste ancora la necessità di queste pagliacciate?
oppure queste pagliacciate hanno ben altro scopo che mettere in mostra uno stato e la sua produzione?
Sappiamo tutti per cosa sono fatte queste esposizioni mega... per interessi diretti di alcuni, non certo per la pubblicizzazione dello stato partecipante...
Stessa cosa per le fiere (naturalmente non è solo colpa di casaclima s'intende). Sono diventate un sistema economico e come tale producono inquinamento e sperpero di energie. Esistono e sono stati proposti altri sistemi ed altre modalità ma purtroppo per loro non sono così remunerative (per loro s'intende) come quelle.
Ed allora la domanda... ma veramente creano così consenso oppure esistono altre modalità che ne creerebbero molto di più di consenso?
Esistono eccome modalità più coerenti, più capibili e più etiche ma purtroppo vanno bene solo per la gente e non fanno fare soldi ai pochi organizzatori.
Inoltre esistono anche possibilità di risparmio economico per le famiglie stesse (ma ancora una volta non per gli organizzatori) e facendo risparmiare le famiglie, la coscenza etica si diffonderebbe molto meglio dato che vai a toccare i soldi delle persone.
Un esempio su tutti:
Un semplice accordo tra associazione di agricoltori e ditte produttrici di pannelli isolanti in canapa, lino, ecc. ecc. creerebbero quella che viene definita architettura a Km zero con costi minori dei pannelli isolanti naturali.
Ancora:
Una gestione corretta delle aree boschive (che in italia sono tante) creerebbero un bacino di produzione di legname locale (ancora a costi minori) solamente con accordi tra enti gestori, ditte e cittadini.
potrei continnuare per due pagine.
Da qui basterebbero comunicazioni provinciali per far sapere alla popolazione la convenienza e l'etica che sta alla base del discorso... Ma ancora una volta qui nessuno ci guadagna (se non la popolazione locale che ricreerebbe un economia locale, ma questo non conviene...)
Quindi torno alla domanda iniziale... ma veramente ritenete le fiere l'unico modo per diffondere il verbo del risparmio energetico e della bioedilizia?
Purtroppo i sistemi si scardinano solo dal basso altrimenti ci vengono ripropinati all'infinito.
Ultimissima domanda...
Se una fiera di casaclima vanifica tutte le caseclima certificate ed i barili di petrolio risparmiati qual'è il senso fondante dell'agenzia casaclima quindi?
Ciao paolo