Tegola canadese per sostiture la copertura di eternit?
Inviato: ven ago 06, 2010 2:01 am
La copertura in eternit di questo villino è stata trascurata per qualche anno. Credo sia veramente ora di bonificarla, ma causa crisi non ho a disposizione il budget su cui contavo.


Premesse:
La pianta è un quadrato L=12 m, il colmo è a poco meno di 7 m dal suolo, sulla diagonale del quadrato, la copertura di 180mq è composta da due falde in laterocemento triangolari inclinate di circa 35° coi vertici a mezzo metro dal suolo. Attorno alle falde corre una grande grondaia a sezione rettangolare. Sul cemento coperto da guaina bituminosa sono direttamente fissati dei listelli 4 (h) x 3 (l) cm ortogonali alla massima pendenza (=orizzontali) distanziati 20 cm. Al di sopra di questi si trovano le scaglie quadrate di eternit L=40cm spesse 4 mm (quella in foto, con la faccia inferiore rivolta in alto, ha un angolo rotto):

Il sistema di fissaggio mi pare particolarmente ingegnoso: le tegole sono chiodate solo sui bordi del tetto (e presumo sul colmo) e agganciate tra loro mediante dei rivetti sottili piegati a testa larga. Ogni tegola ha un buchino sul vertice disposto verso il basso, attraverso il quale passa il rivetto (nella foto della tegola capovolta qui sopra si vede la testa del rivetto infilato nel buchino in basso a destra), la cui rondella sottostante aggancia gli angoli smussati deldelle due tegole sfalsate sottostanti. Quindi il manto è slegato dai travetti e poggia su di essi solo se calpestato (cosa rara data l'inclinazione). Dunque attualmente non c'è coibentazione in estradosso, non c'è ventilazione (forse microventilazione?), il sottotetto mansardato sebbene sia interamente abitato: d'inverno le tasche soffrono e d'estate il piano superiore fa rimpiangere l'assenza di condizionamento il pomeriggio e la sera per 2 o 3 settimane l'anno (a circa 300 metri sul livello del mare a 50km a N di Roma).
Caveat:
La forma delle falde mi pare sconsigliare i coppi curvi tradizionali, per via degli enormi sfridi diagonali che sarebbero richiesti e per la difficoltà di fissaggio dei pezzetti di tegola rimanenti lungo la gronda. Inoltre non volendo rifare la grande grondaia in rame (ancora perfettamente funzionale) devo stare attento a non aumentare troppo lo spessore del pacchetto sopra al cemento (ora = 5 cm compresa la tegola), per evitare che l'acqua scavalchi la gronda. Direi che al massimo mi posso alzare di altri 4-5 cm.
Proposte ricevute:
In commercio non si trovano tegole di forma identica a quella attuale sicché mi viene proposta la "tegola canadese": sostituzione dei travetti con algopan ventilato USD (preassemblato di polistirene, strato ventilazione, pannello legno OSB) alto 9 cm in tutto. Applicazione della tegola canadese sui pannelli, magari con interposizione di guaina impermeabile traspirante (quale?).
Altra possibilità è quella di mettere 4 cm di isolante tra i travetti orizzontali attuali e inchiodare su questi dei travetti verticali da 4 cm sopra i quali mettere l'OSB e la canadese.
Domande:
Mi piacerebbe sapere se vi viene in mente una possibile soluzione più rispettosa dell'ambiente, e al contempo termicamente valida. L'ardesia è un'opzione? Il tetto vegetale? Naturalmente, mi piacerebbe entrare in contatto con chiunque abbia una di un simile restauro - qualsiasi informazione può essere d'aiuto.
Dulcis in fundo:
Tolti i costi di rimozione e smaltimento dell'eternit, e quelli del complesso ponteggio necessario per la sicurezza + la direzione lavori, del mio budget non resterebbe molto più di 10 mila euro.


Premesse:
La pianta è un quadrato L=12 m, il colmo è a poco meno di 7 m dal suolo, sulla diagonale del quadrato, la copertura di 180mq è composta da due falde in laterocemento triangolari inclinate di circa 35° coi vertici a mezzo metro dal suolo. Attorno alle falde corre una grande grondaia a sezione rettangolare. Sul cemento coperto da guaina bituminosa sono direttamente fissati dei listelli 4 (h) x 3 (l) cm ortogonali alla massima pendenza (=orizzontali) distanziati 20 cm. Al di sopra di questi si trovano le scaglie quadrate di eternit L=40cm spesse 4 mm (quella in foto, con la faccia inferiore rivolta in alto, ha un angolo rotto):

Il sistema di fissaggio mi pare particolarmente ingegnoso: le tegole sono chiodate solo sui bordi del tetto (e presumo sul colmo) e agganciate tra loro mediante dei rivetti sottili piegati a testa larga. Ogni tegola ha un buchino sul vertice disposto verso il basso, attraverso il quale passa il rivetto (nella foto della tegola capovolta qui sopra si vede la testa del rivetto infilato nel buchino in basso a destra), la cui rondella sottostante aggancia gli angoli smussati deldelle due tegole sfalsate sottostanti. Quindi il manto è slegato dai travetti e poggia su di essi solo se calpestato (cosa rara data l'inclinazione). Dunque attualmente non c'è coibentazione in estradosso, non c'è ventilazione (forse microventilazione?), il sottotetto mansardato sebbene sia interamente abitato: d'inverno le tasche soffrono e d'estate il piano superiore fa rimpiangere l'assenza di condizionamento il pomeriggio e la sera per 2 o 3 settimane l'anno (a circa 300 metri sul livello del mare a 50km a N di Roma).
Caveat:
La forma delle falde mi pare sconsigliare i coppi curvi tradizionali, per via degli enormi sfridi diagonali che sarebbero richiesti e per la difficoltà di fissaggio dei pezzetti di tegola rimanenti lungo la gronda. Inoltre non volendo rifare la grande grondaia in rame (ancora perfettamente funzionale) devo stare attento a non aumentare troppo lo spessore del pacchetto sopra al cemento (ora = 5 cm compresa la tegola), per evitare che l'acqua scavalchi la gronda. Direi che al massimo mi posso alzare di altri 4-5 cm.
Proposte ricevute:
In commercio non si trovano tegole di forma identica a quella attuale sicché mi viene proposta la "tegola canadese": sostituzione dei travetti con algopan ventilato USD (preassemblato di polistirene, strato ventilazione, pannello legno OSB) alto 9 cm in tutto. Applicazione della tegola canadese sui pannelli, magari con interposizione di guaina impermeabile traspirante (quale?).
Altra possibilità è quella di mettere 4 cm di isolante tra i travetti orizzontali attuali e inchiodare su questi dei travetti verticali da 4 cm sopra i quali mettere l'OSB e la canadese.
Domande:
Mi piacerebbe sapere se vi viene in mente una possibile soluzione più rispettosa dell'ambiente, e al contempo termicamente valida. L'ardesia è un'opzione? Il tetto vegetale? Naturalmente, mi piacerebbe entrare in contatto con chiunque abbia una di un simile restauro - qualsiasi informazione può essere d'aiuto.
Dulcis in fundo:
Tolti i costi di rimozione e smaltimento dell'eternit, e quelli del complesso ponteggio necessario per la sicurezza + la direzione lavori, del mio budget non resterebbe molto più di 10 mila euro.