ciao a tutti,
mi sono appena iscritto ma vi leggo da molto, e siete stati tutti utilissimi per la maturazione della mia decisione: NON costruirò una casa ecologica. Intendiamoci, quello resterebbe il mio sogno, ma le mie finanze, considerando non solo il costo della casa ma anche ed insieme, quello di terreno e opere accessorie, mi costringeranno a scegliere un appartamento, dovendo per questioni di eredità lasciare la mia grande casa di campagna. Ci si metta pure il fatto che qui in Liguria anche respirare ormai è diventato un lusso! Vorrei però fare qualche considerazione. La maggior parte degli utenti si orienta verso una casa ecologica per questioni economiche, di risparmio. Qualcuno, e anche qualche ditta, mi ha detto che questo tipo di scelta dovrebbe innanzi tutto derivare da una consapevole scelta di vita, non dettata in primis da ragioni di risparmio. Sono pronto ad accettare questa filosofia, ritenendo in fondo che la qualità della vita non ha prezzo (anche se dovrebbe essere garantita a tutti, negli aspetti fondamentali). Il fatto è che, guardandomi intorno, indagando, chiedendo, sollecitando, mi sonop accorto di una certa cosetta: molte aziende, soprattutto italiane, che vendono e installano case ecologiche, hanno stabilimenti di lavorazione e bacini d'acquisto in Slovenia o nell'Est europa. Allora mi faccio due conti. Il prezzo "sicuro", che garantisce una buona qualità, è attestato intorno ai 1200-1300 euro al mq. Un'azienda rumena (scartata dopo averne letto di cotte e di crude, anche su questo forum) realizza a circa 400-500 euro al mq, all inclusive. Se dunque leviamo ai rumeni il giusto guadagno, immagino che la produzione grezza costi circa 200 euro. Se un'azienda italiana realizza poi in stabilimenti propri in quelle regioni con manodopera locale la produzione grezza costa secondo me anche meno. Immaginiamo poi quanto possa costare l'acquisto di legnami direttamente in loco. Dunque il disavanzo è di circa 1000 euro al mq. Leviamoci pure un 15% di manodopera di montaggio e un 5% di trasporto... rimangono 800 euro. Consideriamo che, anche se non lo dicono sino alla conclusione del contratto, spesso l'aquirente deve sobbarcarsi altri oneri quali gru, mezzi speciali, impiantisti (a volte), se non addirittura l'onere di pagare vitto e alloggio agli operai, oppure la spesa dell'installazione di servizi igenici e baracche di cantiere.. Pensiamo che il tradizionale, finito, si aggira intorno ai 1700-2000 euro al mq, ma che l'incidenza della mano d'opera è molto, molto più elevata, si può notare che le ditte che producono in bioedilizia utilizzando materiale e stabilimenti all'estero, hanno un guadagno molto più elevato. Perchè dunque non lo fanno tutti? semplice: perchè per prima cosa la cultura del nostro paese è ancora ancorata alla tradizione, e perchè soltanto nell'est dell'Italia (in regioni magari a statuto speciale, che consentono sgravi fiscali e incentivi alla produzione) è possibile espatriare la produzione in maniera semplice all'estero, soprattutto Slovenia e Croazia, ad un tiro di schioppo. Dunque, ritornando all'etica di chi dovrebbe scegliere la bioarchitettura per questioni NON economiche, mi viene da pensare, solcando il medesimo e sacrosanto principio, come mai molte aziende non seguono principi etici e deontologici più trasparenti, più sani e "morali". Invece sfruttano manodopera dei paesi dell'est per i propri guadagni, rendendosi al contempo paladini di un nuovo e migliore modo di vivere la propria vita.Basta guardare i loro siti! Un esempio opposto, di chi produce a prezzi non molto concorrenziali, ma di ottima qualità, puliti, non trattati o modificati, sono le aziende del mercato equo e solidale, che lavorano si nei paesi poveri, ma corrispondono a quei lavoratori un giusto salario. Questo è farsi fautori di nuove tendenze, questo è portare nel mercato prodotti di alta qualità con pulizia di coscienza. scusate la lunghezza, ma avevo prorpio voglia di dirle, certe cose. NOn intendo ovviamente generalizzare.. ma sapete bene che queste aziende esistono, e fanno prezzi pari a quelle tedesche e austriache che hanno stabilimenti e piante all'interno del loro territorio.
un caro saluto a tutti. grazie per la pazienza
bioedilizia ed etica
Moderatore: michele ricci
Peccato che non fai una casa in legno, sarebbe interessante sapere la tua scelta dove potrebbe cadere dopo un discorso del genere!
Personalmente condivido anche se ho dubbi legittimi sui commerci equo e solidale per ovvi motivi. Nel nostro caso credo che sia lontano il giorno che un costruttore si affidi a questo tipo di formula commerciale, sarebbe già sufficiente da noi essere onesti, opinione che traspare anche dal tuo pensiero. Io sono sicuro che da noi ci sono degi speculatori troppo furbi e degli acquirenti troppo sprovveduti. I primi fanno i soldi per un po' di tempo, i secondi credono di risparmiare o credono di avere un servizio migliore. Su certe cose non si scherza e su certe cifre non si dovrebbe prendere in giro la gente: io semplicemente non mi capacito sul fatto che certe ditte restino in piedi di fronte a certi prezzi che fanno in rapporto all'immagine che presentano, ossia ditta giovane di poca esperienza, che opera a tentoni con prezzi folli e costi bassi. Ma siamo tutti così stupidi? Ma non ci facciamo fare dei preventivi seri? Ma non ci accorgiamo che i vari pinco e pallino ci mandano dei disegnini fatti a mano sulla carta del quaderno con la biro a mo' di spiegazione tecnica? Ma non vediamo che i prezzi sono uguali se non maggiori di ditte che operano da più di 50 anni? Ma non capiamio che le ditte serie hanno le foreste per il legno certificato mentre gli arrivisti comprano dove costa meno? Ma non vediamo che i fasulli garantiscono per 30 anni solo per allinearsi ai teutonici ma esistono solo da 5?
Mi sapete cortesemente fare un esempio di una (dico una, una soltanto) ditta ITALIANA a parte la famosissima altoatesina che sia in grado di certificare provenienza materiali legnosi, materiali ausiliari, processi di produzione e dulcis in fundo non presenti dei certificati di valori di isolamento termico FASULLI??? Ve lo dico: ad oggi non esiste.
In conclusione la mia idea, e lo spunto per esternarla nasce dal messaggio di musichele, è che siamo un po' sprovveduti e che dobbiamo stare attenti: da noi si fiuta il filone e si rincorre l'affare senza serietà ed etica, altro che equità!! Attenzione, comparazione e un pizzico di malizia renderà la vita dura ai furbi mentre quando nasceranno ditte serie e con propositi qualitativi verranno riconosciute e valutate in modo opportuno. Attenzione: molte ditte non hanno nemmeno uno stabilimento nei paesi dell'est ma sempicemente comprano il mareriale e lo assemblano.
Altro che equo e solidale..............
Personalmente condivido anche se ho dubbi legittimi sui commerci equo e solidale per ovvi motivi. Nel nostro caso credo che sia lontano il giorno che un costruttore si affidi a questo tipo di formula commerciale, sarebbe già sufficiente da noi essere onesti, opinione che traspare anche dal tuo pensiero. Io sono sicuro che da noi ci sono degi speculatori troppo furbi e degli acquirenti troppo sprovveduti. I primi fanno i soldi per un po' di tempo, i secondi credono di risparmiare o credono di avere un servizio migliore. Su certe cose non si scherza e su certe cifre non si dovrebbe prendere in giro la gente: io semplicemente non mi capacito sul fatto che certe ditte restino in piedi di fronte a certi prezzi che fanno in rapporto all'immagine che presentano, ossia ditta giovane di poca esperienza, che opera a tentoni con prezzi folli e costi bassi. Ma siamo tutti così stupidi? Ma non ci facciamo fare dei preventivi seri? Ma non ci accorgiamo che i vari pinco e pallino ci mandano dei disegnini fatti a mano sulla carta del quaderno con la biro a mo' di spiegazione tecnica? Ma non vediamo che i prezzi sono uguali se non maggiori di ditte che operano da più di 50 anni? Ma non capiamio che le ditte serie hanno le foreste per il legno certificato mentre gli arrivisti comprano dove costa meno? Ma non vediamo che i fasulli garantiscono per 30 anni solo per allinearsi ai teutonici ma esistono solo da 5?
Mi sapete cortesemente fare un esempio di una (dico una, una soltanto) ditta ITALIANA a parte la famosissima altoatesina che sia in grado di certificare provenienza materiali legnosi, materiali ausiliari, processi di produzione e dulcis in fundo non presenti dei certificati di valori di isolamento termico FASULLI??? Ve lo dico: ad oggi non esiste.
In conclusione la mia idea, e lo spunto per esternarla nasce dal messaggio di musichele, è che siamo un po' sprovveduti e che dobbiamo stare attenti: da noi si fiuta il filone e si rincorre l'affare senza serietà ed etica, altro che equità!! Attenzione, comparazione e un pizzico di malizia renderà la vita dura ai furbi mentre quando nasceranno ditte serie e con propositi qualitativi verranno riconosciute e valutate in modo opportuno. Attenzione: molte ditte non hanno nemmeno uno stabilimento nei paesi dell'est ma sempicemente comprano il mareriale e lo assemblano.
Altro che equo e solidale..............
Ultima modifica di guangtou il ven mag 18, 2007 7:16 am, modificato 1 volta in totale.
Re: già..
Documentandomi (e sono all'inizio!), mi sto rendendo conto che anche eliminando preliminarmente alcuni generi, l'offerta è molto vasta. Per orientarsi meglio, sarebbe bello poter riuscire a visitare, fisicamente, tutte le ditte interessanti italiane e straniere. Le considerazioni che avete fatto sono importanti (!), ma (almeno, ancora, durante questa fase preliminare) voglio sperare che esistano ditte nazionali serie. Non vorrei dovermi smentire prestomusichele ha scritto:già... forse, anche se non equi, dovremmo almeno essere più solidali.. ma proprio perchè non lo siamo, e non solo a proposito del tema in questione, molti furbi continuano a esserlo, a guadagnare e a imperversare..
A margine: a proposito di fregature, alcuni giorni fa ho letto su uno dei topic di una ventilata fregatura, proveniente da una nota ditta.... atelier, ma non ne è stato specificato il genere. La cosa mi incuriosisce e della serie...se lo conosci lo eviti! Di cosa si tratta?
Leo
fregature
non vorrei fosse arrivata l'idea che considero tutte le ditte nazionali del settore dei furbi. ci sono ditte serie. e comunque, anche se molte utilizzano queisistemi che ho descritto e che producono guadagni a fronte di un impiego di materiali e manodopera stranieri a basso costo, non è detto chepoi lavorino male Anche aziende come microsoft, apple, ecc hanno produzioni in oriente a basso costo di produzione. quel che intendo dire è che, se si produce e pubblicizza un prodotto che dovrebbe essere e diventare uno "stile di vita", sostanzialmente fondato su concetti di benessere fisico e spirituale (eh si, alcune ditte portano avanti anche argomenti di questo tipo), sulla qualità della vita, dunque loro per primi non dovrebbero accostarsi a principi ciìommerciali di sfruttamento o di guadagno sostenuto da produzioni e manodopera a basso costo. Molte case che producono hardware, per tornare all'esempio, hanno stabilimenti nel secondo e terzo mondo, ma non vendono poi idee di benessere e stile di vita. vendono prodotti nudi e crudi. la differenza è importante. tutto qui