intercapedine non vuota
Inviato: gio nov 18, 2004 10:43 pm
Ciao a tutti, vengo subito al dunque.
Innanzitutto i dati:
Casa costruita nel 1982 in provincia di Padova, due piani, superficie di ogni piano pari a quasi 120mq, piano terra con soffitto alto m 2,40 e piano superiore con soffitto a circa 290cm.
Le pareti esterne sono composte da due muri da 13cm, distanziati tra loro di 6cm
Quando e’ stata costruita, nell’intercapedine e’ stata messa della lana di vetro, sotto forma di “rotoli di lana di vetro ricoperta da dei fogli di carta” (spero abbiate capito di cosa parlo), lo spessore del foglio credo non superasse i 2cm e non sono certo che sia stata messa ovunque.
E’ riscaldata a gas metano, radiatori in alluminio e una caldaia modulante Savio che in quanto a rendimento non si comporta poi malaccio (almeno a sentire quanto spendono conoscenti con case simili) forse anche grazie al fatto che negli anni scorsi ho aumentato per quanto possibile ed in modo omogeneo la superficie dei radiatori.
Nelle stanze del piano superiore il soffitto e’ rivestito con un foglio di polistirolo compresso, spessore sei millimetri (Depron, puo’ essere?).
Sto pensando di migliorare l’isolamento termico, e la strada più conveniente (costi/risparmio) dovrebbe essere agire sull’intercapedine riempiendola con materiali iniettati dall’alto attraverso dei fori fatti nelle pareti esterne.
Credo ci sia un grosso problema costituito da quel che rimane della lana di vetro e dei fogli di carta a suo tempo inseriti, che potrebbe ostacolare la caduta e quindi il riempimento omogeneo dell’intercapedine di materiali per loro natura non pesanti (vedi insuflaggio di fibra di cellulosa).
Un consiglio ricevuto suggeriva l’uso di schiuma di poliuretano che andrebbe iniettata allo stato liquido (garantendo quindi di arrivare fino alla base delle pareti), e che dovrebbe poi “gonfiarsi” e riempire per intero l’intercapedine inglobando quanto vi e’ gia dentro. La scelta del materiale non mi fa fare salti di gioia (penso all’uso di aldeide formica che pur se in bassa percentuale rimane come residuo), ma non vedo soluzioni alternative al problema del riempimento omogeneo.
Attendo fiducioso i vostri preziosi consigli … e grazie
Andrea
Innanzitutto i dati:
Casa costruita nel 1982 in provincia di Padova, due piani, superficie di ogni piano pari a quasi 120mq, piano terra con soffitto alto m 2,40 e piano superiore con soffitto a circa 290cm.
Le pareti esterne sono composte da due muri da 13cm, distanziati tra loro di 6cm
Quando e’ stata costruita, nell’intercapedine e’ stata messa della lana di vetro, sotto forma di “rotoli di lana di vetro ricoperta da dei fogli di carta” (spero abbiate capito di cosa parlo), lo spessore del foglio credo non superasse i 2cm e non sono certo che sia stata messa ovunque.
E’ riscaldata a gas metano, radiatori in alluminio e una caldaia modulante Savio che in quanto a rendimento non si comporta poi malaccio (almeno a sentire quanto spendono conoscenti con case simili) forse anche grazie al fatto che negli anni scorsi ho aumentato per quanto possibile ed in modo omogeneo la superficie dei radiatori.
Nelle stanze del piano superiore il soffitto e’ rivestito con un foglio di polistirolo compresso, spessore sei millimetri (Depron, puo’ essere?).
Sto pensando di migliorare l’isolamento termico, e la strada più conveniente (costi/risparmio) dovrebbe essere agire sull’intercapedine riempiendola con materiali iniettati dall’alto attraverso dei fori fatti nelle pareti esterne.
Credo ci sia un grosso problema costituito da quel che rimane della lana di vetro e dei fogli di carta a suo tempo inseriti, che potrebbe ostacolare la caduta e quindi il riempimento omogeneo dell’intercapedine di materiali per loro natura non pesanti (vedi insuflaggio di fibra di cellulosa).
Un consiglio ricevuto suggeriva l’uso di schiuma di poliuretano che andrebbe iniettata allo stato liquido (garantendo quindi di arrivare fino alla base delle pareti), e che dovrebbe poi “gonfiarsi” e riempire per intero l’intercapedine inglobando quanto vi e’ gia dentro. La scelta del materiale non mi fa fare salti di gioia (penso all’uso di aldeide formica che pur se in bassa percentuale rimane come residuo), ma non vedo soluzioni alternative al problema del riempimento omogeneo.
Attendo fiducioso i vostri preziosi consigli … e grazie
Andrea