franco mori ha scritto:e se invece cominciaste a considerare che la vostra mania di vivere in una casa in legno massiccio , o comunque con la parete tutta di legno, non e' un comportamento molto gentile verso le foreste invece di pensare a come fare una platea bio??? non sarebbe piu ' semplice???
Non capisco dove tu abbia riscontrato questa fissazione patologica verso il legno massiccio, tant'è che si parlava di case bio-edilizia e non case in legno, due argomenti a sé stanti che non vanno confusi.
In effetti l'utilizzo del legno massiccio non và considerato come panacea di tutti i mali ma nello stesso modo non deve essere confuso come Attila il distruttore delle foreste. Per fortuna (conti alla mano) vi è un surplus di produzione di legname da costruzione rispetto a quello utilizzato, questo è unito anche alla buona gestione selviculturale, tagli mirati del bosco e ad una gestione forestale attenta che permette un rimboschimento e quindi di fatto l'utilizzo di un materiale al 100% rinnovabile. Per farla breve non vi è allo stato attuale delle cose un depauperamento delle foreste.
Ritornando alla questione "case in legno non equivale a bio edilizia", poniamo ad esempio una parete a telaio molto economica, avremmo circa un 10% di legno e il restante 90% di truciolare/osb/polistirene/polistirolo/telo plastico, sinceramente non mi sentirei di definirla una paladina della natura nè bio edilizia. Poi, che il polistirolo sia ormai passato come bio perchè il rapporto peso/volume sia vantaggioso ed è possibile il riciclo è un argomento che lascia il tempo che trova in cui mi trovo in forte disaccordo.
Per la platea bio io sono favorevole, purtroppo esula dalle mie conoscenze se ci sono idee applicabili ben vengano.
Paolo Boni ha scritto:Ho scritto questo post perche mi riesce difficile accettare che uno si dica amante della natura e poi butti giu molti più alberi del necessario per fare casa
Utilizzare quantità di legno elevato permette uno stoccaggio di CO2 non possibile con altri materiali, qualsiasi coibente non ha un rapporto produzione/emissione passivo come lo ha il legno. Non vi è surplus di abbattimento perchè sarebbe una pratica antieconomica e contrastante con la gestione forestale secondo dettami PEFC e FSC.
Dire che pareti in massa sono più impattanti sull'ambiente rispetto che al telaio è guardare solo la pagliuzza che c'interessa (10-20%) tralasciando il trave (80-90%) che a parità di volume hanno un impatto ben più pesante nell'arco temporale ... Non voglio polemizzare ma evitiamo di lanciare sarmoni ecologisti, valutiamo l'aspetto complessivo senza soffermarci alle apparenze andando a fondo delle cose, cerchiamo di non alzare i toni e soprattutto rimaniamo sull'argomento.
Visto che non era una discussione sulle case in legno mi fermo qui.
Paolo Boni ha scritto:Giusto, mattoni e terra cruda internamente ed isolanti in fibra legno con intonaco a calce esternamente...
Pavimenti in legno oliato o a cera e rimaniamo nel bio moolto di più di tutta quella quantità di colla che l?X-Lam ha al proprio interno (anche se non considerata nociva).
Bisogna fare attenzione con i mattoni perchè per arrivare a una buona isolazione devono essere porizzati e rettificati, è auspicabile quindi l'utilizzo di collanti al posto della malta per evitare i ponti termici. Fatto questo avremo probabilmente un telaio in calcestruzzo e il primo corso di mattoni in vetrocellulare posato a bitume per evitare il ponte termico di risalita.
Sul cappotto se vogliamo "l'ecologico" dovremmo andare più sul sughero bruno, all'interno terra cruda, tetto mattoncini d'argilla per sfasamento, tappeto insonorizzante in lana di pecora, solaio in travi e retina per l'intonaco in juta, massetto a secco in perlite o fibra di legno. Per il cappotto se si utilizza vera calce non additivata serve un supporto in cannucciato che potrebbe divenire a questo punto il cappotto stesso. Se uno vuole andare verso lidi estremi, casa in paglia, ma è un campo minato, servono dei veri professionisti del settore e non ricordo se ci sono certificati.