Ciao, in realtà abbiamo detto la stessa cosa. Infatti, come dici tu, ho chiarito che i muri perimetrali normalmente sono sensibilmente più sottili in bioedilizia mentre i muri interni sono sensibilmente più spessi. Il fatto è che il guadagno in superficie che si ha con l'involucro più sottile è minore della perdita che si ha con i muri interni più spessi (che sono normalmente parecchi). Soprattutto se la biocasa è progettata bene, perché - come saprai sicuramente - uno dei criteri fondamentali della bioedilizia è la minimizzazione della superficie di involucro a parità di volume (la casa ideale da questo punto di vista, matematicamente parlando, sarebbe una sfera...).franco mori ha scritto:normalmente una casa in laterizio ha muri da 45 cms contro i 26 della bioedilizia
Infatti. Ho detto che normalmente il coefficiente nel tradizionale si attesta intorno allo 0,85 e solo in alcuni casi arriva a toccare e superare lo 0,90. Poi, come entrambi diciamo, dipende da progetto a progetto. Gli esempi che facevo delle case del razionalismo sono ovviamente un estremo, al quale però ad esempio ci si avvicina nel caso dei loft, che ora vanno tanto di moda.franco mori ha scritto:dire che in bio il coefficiente e' 0,80 ed in tradizionale 0,90 mi sembra un po ' esagerato
Comunque, in sintesi, la bioedilizia (almeno quella di cui stiamo parlando...) ha molti punti di forza rispetto al tradizionale, ma il guadagno di superficie non è uno di questi. Il rapporto su/slp è infatti maggiore nel tradizionale.
Però sottolineo che - anche se è certo che a parità di progetto le case in legno hanno una superficie utile un po' minore - si tratta comunque di percentuali davvero molto basse, per cui non credo che sia un parametro particolarmente influenzante nella scelta (a meno che non ci siano delle condizioni davvero particolari...).
Ciao, e in bocca al lupo per la sua avventura a Diotallevi (il nome comunque mi sembra già beneaugurante...)