Un amico (...) si trova nella spiacevole situazione d'aver intrapreso il lungo complesso e soprattutto costoso iter burocratico per rifare la propria villa, con un progettino ben fatto e approvato da costruttore e architetto, ma dopo mesi tutto (o quasi) è buttato alle ortiche perché le "belle arti" pongono il veto su alcuni particolari importanti.
Questi particolari riguardano il terrazzo, il fatto che si veda il legno all'esterno (!) e addirittura la posizione del riscaldamento solare-termico. Tralasciando quest'ultimo che mi sembra assurdo (in pratica glielo vogliono far mettere sul retro, dove il tetto non è quasi mai al sole...) i primi due implicano cambiamenti strutturali importanti e a sentire lui inaccettabili perché se si era deciso al grande passo era proprio perché quel terrazzo (proposto dall'architetto) gli piaceva molto.
Si noti anche che intorno ci sono ville di ogni foggia e colore, e non dico tanto per dire, anche fra quelle di recente costruzione, ma evidentemente le "belle arti" non hanno fatto alcun sopralluogo.
Il quesito dunque è: tenendo conto che si tratta di ricostruzione, che il terreno è suo etc etc insomma è solo un abuso estetico sul veto delle "belle arti" perché il comune invece ha già approvato, in quali sanzioni incorrerebbe se volesse andare avanti col progetto iniziale (sempre che il costruttore lo appoggi)?
So che in certi casi l'abuso edilizio è molto grave (comporta anche la detenzione) ma questo non mi sembra uno di quelli. Rifare progetto e iter da capo o quasi vuol dire altre spese (migliaia di euro) quindi se si tratta solo di una multa ci si può pensare. Ma il dubbio è anche che se l'abuso fosse accertato lui dovrebbe buttare giù tutto (o quanto mento il terrazzo).
Ok, ora bannatemi