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anche da Fulco Pratesi un appello per Capocotta

Inviato: lun set 26, 2005 8:32 am
da naturista
Finalmente un importante appello per salvare il patrimonio ambientale dell’area protetta di Capocotta e Castelporziano arriva anche dal Presidente del WWF Italia Fulco Pratesi.
Un saluto.
Simona

Da Il Corriere della Sera (http://www.corriere.it) di domenica 25 settembre 2005, Prima pagina, Cronaca di Roma:

AMBIENTE. UN APPELLO PER CAPOCOTTA: "QUELLA SPIAGGIA E' DA SALVARE"

Le dune di Capocotta sono un patrimonio collettivo da salvare. Nel tempo il territorio è andato deteriorandosi: anche se l’area è stata capace di resistere ai venti e alle maree, mostra cedimenti di fronte all’opera dell’uomo. Occorre un intervento della Regione per garantire una tutela più rigida.
A pagina 9 l’articolo di Fulco Pratesi

CAPOCOTTA, SALVIAMO LE DUNE DEL PRESIDENTE. UN'AREA CAPACE DI RESISTERE AI VENTI E AL MARE. MA NON AGLI UOMINI.

Quando, nel 1971, l’allora presidente della Repubblica Giuseppe Saragat «donò» al Comune di Roma due chilometri dell’intatta spiaggia prospiciente la Tenuta presidenziale di Castelporziano, nessuno avrebbe immaginato, (nonostante le preoccupazioni degli ambientalisti) cosa sarebbe successo alla duna la cui fragile vegetazione difendeva la foresta retrostante dagli influssi nocivi dell’aerosol marino. E anche per la fascia litoranea dell’ex Tenuta di Capocotta, non compresa nell’inclusione alla tenuta di Castelporziano voluta dal Presidente Sandro Pertini, i timori di allora si sono rivelati fondati.
Le dune litoranee sono, in tutto il mondo, in rapida diminuzione. L’erosione costiera, le strutture per la balneazione, i lungomare e le conurbazioni turistiche stanno divorando questi ambienti di grandissimo interesse ecologico. Una vegetazione specializzata nel resistere al furia dei venti marini, alla salsedine, all’azione smerigliatrice della sabbia, all’aridità, una fauna legata a questi ambienti pionieri e una funzione insostituibile nella difesa dei territori retrostanti, ne fanno ecosistemi preziosi per il paesaggio e la biodiversità.
Di questi delicati «biotopi» restano nel Lazio pochissimi tratti in progressivo smantellamento.
Nel litorale romano, in particolare, su circa 24 chilometri di costa bassa, i settori ancora «naturali» sono circa 5,8 chilometri. Tra questi è compresa la fascia dunale di Castelporziano-Capocotta.
Dopo lo sfregio inflitto nel secondo dopoguerra con la strada litoranea che ne ha tagliato la continuità con l’entroterra, dopo i guasti perpetrati nel tratto di spiaggia donato al Comune (e dalle foto aeree si vede il danneggiamento della foresta retrostante in coincidenza con i chilometri aperti al pubblico), si è cercato di limitare i danni derivanti da una eccessiva pressione antropica.
E così la Regione istituì un Sito di Interesse Comunitario nel litorale di Castelporziano, compreso in parte nella adiacente Riserva Naturale Statale «Litorale Romano» (dune di Capocotta).
Purtroppo nel corso del tempo il territorio è andato progressivamente deteriorandosi.
Una frequentazione eccessiva (grazie anche alla rottura delle recinzioni) ha portato con sé parcheggi a danno dei rilievi sabbiosi, strade abusive nelle aree interdunali per 5-6 chilometri, strutture cementizie al servizio della balneazione a cui si sono aggiunte, a partire dagli anni Settanta, varie manifestazioni di massa (kermesse, balli, feste notturne, eccetera). Tutti questi fattori han provocato, come denuncia il WWF, una progressiva riduzione dei cordoni dunali i quali sono scesi, solo per la preziosa area di Castelporziano, dal 23 per cento del 1959 all’11 per cento del 1994.
Per Capocotta, nonostante si trovi all’interno di un’ area protetta statale e dichiarata «Sito di Interesse Comunitario», si prevede ora un incremento della superficie pavimentata (a danno della vegetazione) dagli attuali 1.857 metri quadri ai futuri 5.585 metri quadrati. I manufatti di proprietà comunale destinati «alla balneazione, alla valorizzazione ed alla tutela ambientale del sistema duna-spiaggia di Capocotta» (D.G.C. del 30.07.1999), che sono stati ampliati abusivamente, verrebbero in qualche modo sanati in base a un «Progetto di adeguamento funzionale delle strutture di servizio alla balneazione del litorale di Capocotta».
Infine, esiste un progetto di metropolitana di superficie per collegare Ostia ad Anzio che taglierebbe ancor di più la duna, vanificando quella continuità mare-duna-foresta che è la componente più unica e preziosa di questo territorio.
Bisognerebbe che l’assessore regionale all’ambiente Angelo Bonelli - che già si era efficacemente adoperato come Presidente del XIII Municipio nella tutela delle dune e che si sta impegnando nel ripascimento delle spiagge di Ostia - intervenisse per assicurare una più severa tutela a questi insostituibili ambienti.

Inviato: lun set 26, 2005 11:22 am
da Antonella Sagone
magari, magari, magari!!!
sono veramente preoccupata per questo tratto di costa che amo tantissimo e che vedo deteriorarsi da quando la frequento e cioè da 35 anni circa!
Antonella

Inviato: gio set 29, 2005 11:17 am
da naturista
Comunicato dell'UNI Lazio inviato in data odierna (28 settembre) agli organi di stampa della capitale sull'argomento:


COMUNICATO STAMPA DEL 29 SETTEMBRE 2005

LA LEGGE DELLA REGIONE LAZIO CHE PROROGA I TERMINI DI PAGAMENTO DEL CONDONO EDILIZIO, ISTITUISCE ANCHE UN OSSERVATORIO SULL’ABUSIVISMO CHE SI UNISCE ALL’INIZIATIVA DELLA RILEVAZIONE SATELLITARE DI NUOVI ABUSI NELLA REGIONE.
MA SE NON SONO CHIACCHIERE A VUOTO, PERCHE’ LA REGIONE LAZIO, AL PARI DEL COMUNE DI ROMA, NON FA NULLA CONTRO LO SCANDALO DEI 3.000 METRI CUBI DI ABUSI EDILIZI GIA’ ACCERTATI DA ANNI NELL’AREA PROTETTA DI CAPOCOTTA?

Il voto all’unanimità di ieri alla Regione Lazio sulla legge che proroga i termini del pagamento del condono edilizio appare un’operazione prettamente elettorale ove si consideri che metà delle circa 160.000 domande di condono edilizio presentate nel territorio nazionale riguardano Roma ed il Lazio. Un flusso di voti perciò che può essere calcolato attorno alle 250.000 unità, considerando tre persone per ogni famiglia beneficiata.
La legge in questione – rammenta il portavoce dell’UNI Lazio Paolo GUERRA – istituisce anche un osservatorio sull’abusivismo composto da enti locali, ordini professionali e associazioni. Questa iniziativa si appaia al sistema informativo regionale ambientale dotato di rilevazioni satellitari per individuare abusi edilizi nel Lazio.
Tutto bene – prosegue GUERRA – ma se queste non sono chiacchiere a vuoto perché non si comincia ad intervenire con demolizioni immediate almeno nei confronti degli abusi edilizi accertati nelle aree protette?
Perché la Regione Lazio non fa sentire la sua voce contro gli scempi di Capocotta e Castelporziano che sono un Sito di Interesse Comunitario sul quale la stessa Regione Lazio ha competenze di tutela?
A Capocotta e Castelporziano non esistono motivi per non intervenire con le demolizioni. La prima ordinanza di demolizione risale addirittura al lontano 1999 e non occorre certo il rilievo satellitare o riunioni dell’Osservatorio sull’abusivismo per accertare uno scempio compiuto sotto gli occhi di tutti e che, a tutt’oggi, fa brutta mostra di se lungo i circa 5 chilometri di arenili e dune protetti.
Uno scempio questo – conclude GUERRA – sul quale anche il Comune di Roma e il Municipio di Ostia hanno sinora preferito chiudere entrambi gli occhi.

Angelo Bonelli risponde all'appello

Inviato: sab ott 08, 2005 7:56 am
da naturista
E' giunta ieri la risposta, sempre dalle pagine de Il Corriere della
Sera, all'appello lanciato 2 settimane fa da Fulco Pratesi,
dell'Assessore regionale all'Ambiente Angelo Bonelli.
L'UNI Lazio, che da anni si batte per la difesa ambientale degli
arenili e del sistema dunale di Capocotta e Castelporziano, non può
che accogliere con estremo favore la decisa presa di posizione di
Bonelli contro gli abusi edilizi nonchè la realizzazione di qualsiasi
progetto non compatibile con la vocazione naturalistica dell'area.
Le conseguenze di questo atto ora non potranno che essere l'immediata
demolizione delle tante strutture abusive esistenti ed il rigetto da
parte della Regione Lazio dei progetti del Campidoglio che voleva
costruire chioschi ancora più grandi.

Da Il Corriere della Sera di oggi 7 ottobre 2005:

"Presto una legge per tutelare le nostre coste"

di ANGELO BONELLI*

Come assessore all'Ambiente raccolgo l'appello lanciato da Fulco
Pratesi dalle pagine del Corriere della Sera di tutelare le dune e
le spiagge di Capocotta. Le dune di Capocotta insieme a quelle di
Campo Ascolano rappresentano un unicum territoriale che vanno con
rigore tutelate in quanto raro biotopo di dune litoranee: con la loro
macchia mediterranea rappresentano una «barriera ecologica» a tutela
della pineta retrostante. I sedimenti che le costituiscono, portati
in mare dal Tevere e distribuiti dalle correnti marine, formano
cordoni litoranei, dapprima sommersi, poi emersi. Quando la duna
costiera viene stabilizzata dalla vegetazione costituisce una
formidabile difesa contro l'erosione del litorale.
L'assessorato all'Ambiente della Regione non solo sarà molto attento
nel tutelare questo importante ecosistema ma non approverà alcuna
progetto che possa compromettere il suo equilibrio ambientale e non
sarà assolutamente disponibile ad avvallare progetti che possano
portare a sanare abusi edilizi realizzati a Capocotta. Anzi
lavoreremo affinchè le attuali strutture siano rese sempre più
ecocompatibili e rispettose delle norme di tutela paesistica.
Capocotta è inserita dentro la riserva del litorale romano e il suo
futuro sta nell'avvio dell'ente di gestione ovvero nel suo
funzionamento. Tutto ciò in questi anni è gravemente mancato
lasciando spazio su tutto il territorio ad attività abusive e non
compatibili con le finalità della riserva stessa. Gestione e
controlli: su queste direzioni ci muoveremo insieme al comune di Roma
e di Fiumicino che per legge hanno la delega.
L'intervento di Pratesi solleva però una questione più ampia che è
quella di come oggi si possono tutelare le nostre coste per
salvaguardare i suoi delicati equilibri. Politiche urbanistiche
discutibili e modifiche di legge come quella sui piani paesistici
operata dalla giunta Storace nel novembre del 2004 che consente
l'autorizzazione di piani particolareggiati tesi anche al recupero di
immobili edificati abusivamente lungo la costa hanno inflitto ferite
laceranti sul litorale laziale. La conseguenza è stata la progressiva
cementificazione della costa, diminuzione della qualità ambientale,
scomparsa di ecosistemi importanti e aumento dei processi erosivi che
ricordo hanno portato in 5 anni la regione a spendere 76 milioni di
euro per opere di ripascimento.
La Regione Lazio deve fare una scelta coraggiosa fare quello che
un'altra regione come la Sardegna ha fatto, ovvero approvare una
legge che tuteli con rigore le nostre coste in via di progressiva
riduzione sia per l'erosione che per la cementificazione.
L'assessorato all'ambiente sta lavorando in questa direzione.

(*) Assessore della Regione Lazio
all'Ambiente e alla Cooperazione tra i popoli

Da Il Messaggero

Inviato: gio ott 13, 2005 8:29 am
da naturista
Da Il Messaggero di martedì 11 ottobre 2005:

CAPOCOTTA - NUOVO NO ALLA SANATORIA

L'UNI Lazio prendendo atto della posizione dell'assessore regionale
all'ambiente Angelo Bonelli (che ritiene incompatibile la sanatoria
degli abusi di Capocotta) ha chiesto iniziative urgenti per arrivare
subito alla demolizione delle strutture illegali realizzate sulla
spiaggia dell'oasi protetta.

"Castelporziano e Capocotta - si afferma - sono siti di interesse
comunitario ma le demolizioni non sono mai state eseguite".

"NON SERVE LA FERROVIA"

"Occorre insistere sulle perplessità sollevate dall'assessore
regionale alle infrastrutture sul prolungamento della ferrovia
Roma - Lido fino a Torvaianica: quel progetto è devastante per una
fascia di litorale supeprotetto e dall'equilibrio estremamente
delicato": l'appello è delle associazioni ambientaliste del Lido. "La
soluzione dell'accesso alle spiagge - dicono - potrebbero essere il
potenziamento dei bus e il numero chiuso per le auto".