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cera d'api
Inviato: gio set 15, 2005 3:32 pm
da violacea
premetto che sono coinvolta sia nel veganesimo che nella cosmesi più naturale possibile, nell'utopia più generale di ridurre il più possibile il mio impatto negativo sull'ambiente..ma ora mi trovo ad un crocevia:
qual è il "grado di eticità" della cera d'api? ora che sono vegana non mangio più miele e mi ha fatto strano prendere la cera dallo stesso banchetto dove il simpatico apicoltore la vendeva col miele...
mi sono messa a posto la coscienza pensando che sia più ecologica la cera d'api che i vari petrolati o siliconi, ma non sapendone molto, chiedo a voi
spero di non suscitar polemiche :) è l'ultima cosa che cerco...
Inviato: gio set 15, 2005 3:39 pm
da Alex81
io essendo vegan non uso nessun prodotto delle api, quindi oltre al miele neanche propoli, cera e chi più ne ha più ne metta.
Non mi intendo di petrolati o siliconi, ma possibile che non esistano alternative "naturali" che non derivano dalle api?
Inviato: gio set 15, 2005 3:43 pm
da Lola
Sì, addensanti a pallino verde simil-cera esistono. Si chiama alcool cetilico, si compra in farmacia (se te lo vogliono dare) e si presenta in scaglie solide bianche.
Lola
Inviato: gio set 15, 2005 3:54 pm
da riboeri
E da dove si ricava? E come? A volte mi pare che per ottenere un prodotto "naturale" si debbano seguire dei procedimenti che molto naturali non sono... ma forse è solo il nome "cetilico" che mi spaventa... :-)
Inviato: gio set 15, 2005 4:05 pm
da violacea
appunto..ho paura che la produzione di altri prodotti provochi ben più danni...ma non ne so nulla per cui se mi dite che non è così vi adoro :)
Inviato: gio set 15, 2005 4:31 pm
da elena
Ciao a tutti, sareste così gentili da spiegarmi perchè non è una buona cosa consumare miele, pappa reale e utilizzare cera d'api?
Premetto che sono vegetariana e attualmente li consumo prendendoli da un apicoltore di fiducia.
Grazie per l'attenzione
Elena
Inviato: gio set 15, 2005 4:52 pm
da Alex81
elena ha scritto:Ciao a tutti, sareste così gentili da spiegarmi perchè non è una buona cosa consumare miele, pappa reale e utilizzare cera d'api?
Ti consiglio di visitare questo link:
http://www.promiseland.it/view.php?id=174
Inviato: gio set 15, 2005 7:11 pm
da lumachina
Alex81 ha scritto:io essendo vegan non uso nessun prodotto delle api, quindi oltre al miele neanche propoli, cera e chi più ne ha più ne metta.
Non mi intendo di petrolati o siliconi, ma possibile che non esistano alternative "naturali" che non derivano dalle api?
A proposito....
La mia coinquilina è alergica a cortisone, antibiotici, antinfiammatori e a un sacco di altre cose.
Qando sta male deve prendere il propoli come antibatterico naturale....
Ci chiedevamo proprio ieri se esistessero alternative vegan non farmaceutiche abbastanza efficaci.
lumachina.
Inviato: ven set 16, 2005 8:26 am
da Marco Valussi
Alex81 ha scritto:elena ha scritto:Ciao a tutti, sareste così gentili da spiegarmi perchè non è una buona cosa consumare miele, pappa reale e utilizzare cera d'api?
Ti consiglio di visitare questo link:
http://www.promiseland.it/view.php?id=174
Mah, l'articolo fà delle affermazioni senza però darne una giustificazione razionale, come ad esempio: parlare di intelligenza (nel senso in cui noi parliamo di intelligenza superiore legata ad uno sviluppo cerebrale e neocorticale) è assolutamente improprio per gli insetti, e tutte le attività descritte come sintomo di intelligenza sono meccanismi istintuali e meccanici, cioè dei riflessi molto complessi ma sempre dei riflessi. Dire che l'ape (e quindi tutti gli insetti, a meno che non si voglia dire che le api sono per qualche ragione diverse dagli altri insetti) sente il dolore nel senso che noi diamo a questo termine, cioè dolore cosciente e non solo reazione automatica ad un segnale di allarme, è di nuovo assolutamente improprio. Il doilore è una dimensione non legata allo stimolo bensì all'elaborazione superiore. Sentire, avveetire il dolore nel senso di soffrire e non nel senso di vedere una spia luminosa che si accebde prevede cioè una serie di elaborazioni corticali estremamente complesse, per cui normalmente si dice che il dolore esiste solo nel cervello.
Naturalmente questo non significa che fare del male, uccidere o altro degli esseri viventi sia bello o giusto di per se, ma c'è una bella difefrenza tra la scelta ad esempio di non uccidere mai (Jainismo) e la convinzione che ci siano delle ragioni condivisibili da tutti per non uccidere. La prima scelta non può che essere personale, perchè prevede un concetto, cioè il rispetto assoluto per tutte le vite, che per quanto bello non è per forza condivisibile da tutti, mentre dire che fare del male a degli esseri che possono sentire il dolore, che possono immaginare in parte il proprio futiro, ecc. è un concetto che è secondo molto condivisibile da tutti, quindi può fare parte di una etiva unioversale e non di una deontologia religiosa e basta.
Mi pare molto importante distinguere le nostre credenze più profondeed importanti da un messaggio che vogliamo dare al mondo circa l'etica. Un cattolico penserà che l'aborto o la inseminazione eterologa o il divorzio siano assolutamente e sempre sbagliati, ma se è una persona intelligente e coerente sarà in grado contemporaneamente di capire che ci sono altri sistemi di pensiero per i quali questo non è vero, ed anzi che ragionando al di fuori di schemi religiosi è vero spesso il contrario, cioè che la maggior parte degli attori razionali tenderà a dire che queste pratiche sono a volte preferibili ad altre.
E comunque se essere vegani significa anche considerare le api alla stregua di esseri senzianti, allora ritorniamo al problema dibattuto tempo fa, cioè che si deve girare con una mascherina, non uscire di casa, non uccidre i pidocchi dei caoelli, non uccidere le zanzare e le mosche, non prendere rimedi vermifughi, ecc. anzi ritirarsi su una montagna perchè qualsiasi pratiuca di una società moderna (l'utilizzo di tutti iprodotti industriali) comporta un enorme moria di insetti.
E significa anche essere assolutamente abolizionisti per quanto riguarda aborto, sperimentazione su embrioni, ecc. perchè certamenrte se diciamo che un'ape è senziente lo è anche un embrione
Marco
Inviato: ven set 16, 2005 8:36 am
da Alex81
Che le api siano senzienti o meno, dei loro prodotti possiamo fare tranquillamente a meno. Nel dubbio quindi, meglio lasciarle in pace.
Inviato: ven set 16, 2005 8:42 am
da elena
Io mi considero d'accordo sul fatto che non è giusto torturare qualsiasi essere vivente e ciò vale anche per un ape.Quindi trovo orribile l'idea dell'inseminazione artificiale fatta con tale violenza e altre pratiche che ho letto nell'articolo, ma non trovo immorale in sè l'idea di poter utilizzare in modo coscienzioso i prodotti della api.So che l'apicoltore da cui vado è una persona che lo fa per passione, che non utilizza schifezze varie(insomma non mi troverò dell'antibiotico dentro al miele), che permette il libero accoppiamento delle sue api! e che utilizza solo l'eccesso del miele raccolto nell'aposito mielario, senza toglierne alla famiglia.
Credo che questo possa essere un buon equilibrio.
Quello che mi rattrista è che per il mercato ci sia sempre questo imput di sfruttare al massimo le cose, persone, animali, piante..di distanziarsi completamente dalla natura.
Vi ringrazio per l'attenzione e per avermi fatto vedere aspetti di cui non ero a conoscenza.
Elena
Inviato: ven set 16, 2005 12:27 pm
da Marco Valussi
Alex81 ha scritto:Che le api siano senzienti o meno, dei loro prodotti possiamo fare tranquillamente a meno. Nel dubbio quindi, meglio lasciarle in pace.
Possiamo fare a meno di moltissime cose che coinvolgono la morte di insetti, e tantissime che coinvolgono la morte di batteri. Dato che il tuo argomento è (mi sembra) che si dovrebbe (non che tu dovresti, ma che si dovrebbe in genere) evitare qualsiasi atto che comporti la morte inutile di qualsiasi essere vivente (dato che per te la senzienza è ininfluente nel calcolo degli interessi in gioco), allora mi pare tu proponha un jainismo corretto. Però permetterai che questa posizione sia piuttosto difficile da sostenere, da parte di chiunque di noi, te compreso, a meno che non ti ritiri appunto su una montagna e rinunci a tutte le cose che sono supreflue rispetto alla sopravvivenza pura e semplice. Immagino che anche sfruttare i batteri per la lotta biologica e per le fosse biologiche sia scorretto, dato che da decenni facciamo esperimenti su di loro per renderli (contro la loro volontà) più adatti per esempio a detossificare i nostri mari dal petrolio, ecc.
Io però ritengo che questa posizione sia poco sostenibile eticamente, a meno di non avere una posizione del tipo "santità della vita" che io non ho, e che è difficilmente proponibile ad una società laica. Io penso che i benefici derivanti dall'allevamento delle api (naturalmente nei limiti di un allevamento sensato e non inutilmente distruttivo) siano maggiori della perdita derivante dal loro allevamento. Ci sono benefici sensoriali, culturali, economici, salutistici, ecc. Semmai mi pare che lo sforzo dovrebbe essere quello di sottolineare il fatto che una apicoltura responsabile e contribuisce al riavvicinamento alla natura, al territorio, alle tradizioni, e che dovremmo tutti spingere per ridurre la produzione di massa e di bassa qualità e tornare a consumi ridotti di prodotti di alta qualità, ma questo è vero per tutti gli alimenti.
Naturalmente con questo non ritengo che la tua posizione non rispettabile in sè, anzi, è sicuramente una posizione che rispetto più di chi non spende un secondo a pensare alle conseguenze delle sue azioni, ma c'è una differenza tra posizioni personali e posizioni etiche. Quest'ultime devono, per non essere semplicemente doxa, potersi generalizzare.
Marco