regole di scrittura della scuola di Barbiana
regole di scrittura della scuola di Barbiana
condivido con voi delle regole di scrittura che ho trovato in un libro della scuola di Barbiana (conoscete? la scuola del grande don Lorenzo Milani):
"A Barbiana avevo imparato che le regole dello scrivere sono: Aver qualcosa di importante da dire e che sia utile a tutti o a molti. Sapere a chi si scrive. Raccogliere tutto quello che serve. Trovare una logica su cui ordinarlo. Eliminare ogni parola che non serve. Eliminare ogni parola che non usiamo parlando. Non porsi limiti di tempo."
[da: Scuola di Barbiana, Lettera a una professoressa, ed. Libreria editrice fiorentina, p. 20]
interessante, specie i punti 5 e 6 (a mio parere)
ciao da piperita
"A Barbiana avevo imparato che le regole dello scrivere sono: Aver qualcosa di importante da dire e che sia utile a tutti o a molti. Sapere a chi si scrive. Raccogliere tutto quello che serve. Trovare una logica su cui ordinarlo. Eliminare ogni parola che non serve. Eliminare ogni parola che non usiamo parlando. Non porsi limiti di tempo."
[da: Scuola di Barbiana, Lettera a una professoressa, ed. Libreria editrice fiorentina, p. 20]
interessante, specie i punti 5 e 6 (a mio parere)
ciao da piperita
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Marcello
Re: regole di scrittura della scuola di Barbiana
Grazie piperita per aver ricordato il grande Lorenzo.piperita ha scritto:condivido con voi delle regole di scrittura che ho trovato in un libro della scuola di Barbiana (conoscete? la scuola del grande don Lorenzo Milani)
Ogni tanto vado a Barbiana a vedere dove è sepolto.
Davvero un grandissimo uomo, peccato che ce l'abbiano portato via troppo presto.
Ho qualche libro, anche quello che citi, quasi quasi lo rendo disponibile per la biblioteca viaggiante.
M.
sono stata a Barbiana per la prima volta pochi giorni fa (domenica) con i miei scout. pioveva forte, eravamo tutti bagnati, il posto è desolato... stenti a credere al miracolo che è avvenuto lì.
il mattino avevamo incontrato il presidente della fondazione don Milani di Vicchio che ci ha illustrato molte cose sulla scuola e sul priore.
beh, inutile dire che il prossimo libro che leggerò sarà una sua biografia (io aaamoo le biografie, dei personaggio tosti, poi!!!). purtroppo devo aspettare che la biblioteca riapra!
comunque... come trovate le regole? a me la questione del poco anzichè molto ha fatto riflettere...
ciao!
il mattino avevamo incontrato il presidente della fondazione don Milani di Vicchio che ci ha illustrato molte cose sulla scuola e sul priore.
beh, inutile dire che il prossimo libro che leggerò sarà una sua biografia (io aaamoo le biografie, dei personaggio tosti, poi!!!). purtroppo devo aspettare che la biblioteca riapra!
comunque... come trovate le regole? a me la questione del poco anzichè molto ha fatto riflettere...
ciao!
Anch'io ti ringrazio.
Ho sentito sempre parlare di quest'uomo ma in realtà non avevo mai letto nulla direttamente. Questa mattina a seguito del tuo messaggio ho fatto una ricerchina su internet e su barbiana.it ho letto prima la biografia e poi il pensiero pedagogico (oggi pomeriggio, con un po' più di calma vedo tutto il sito).
Mi ha colpito questo passaggio da "Università e pecore"
Lottando per la liberazione del povero dall'alienazione della materia, cioè dal solo lavoro, il Priore consente a una cultura muta il diritto alla parola: " (.... ) la povertà dei poveri non si misura a pane, a casa, a caldo, ma si misura sul grado di cultura e sulla funzione sociale (....)". (6)
Un diritto che difenderà sempre, con rigoroso anticonformismo. Non sarà "occasionale" o "ideologica" la scelta dei poveri, ma determinata dal senso di colpa, dall'amore e dalla concretezza dei rapporti che instaurerà con i suoi popolani. Il suo desiderio di giustizia mette a fuoco l'indifferenza della gente, una indifferenza che lui definirà cieca e assassina: " Ma domani, quando i contadini impugneranno il forcone e sommergeranno nel sangue insieme a tanto male anche grandi valori di bene accumulati dalle famiglie universitarie nelle loro menti e nelle loro specializzazioni, ricordati quel giorno di non fare ingiustizie nella valutazione storica di quegli avvenimenti.
Ricordati di non piangere il danno della Chiesa e della scienza, del pensiero o dell'arte per lo scempio di tante teste di pensatori e di scienziati e di poeti e di sacerdoti./
E anche quest'altro:
Tutti pensano che abbiamo delle bellissime idee. Pochi, forse due o tre persone in tutto, si sono accorti che per schiarire le idee così a noi stessi e agli altri bisogna mettersi a lavorare tutti insieme per mesi su poche pagine. Allora tutti sapranno scrivere come noi e non ci sarà più bisogno di rivolgersi a noi con venerazione come se fossimo toccati dalla grazia. Chiunque se vuole può avere la grazia di misurare le parole, riordinarle, eliminare le ripetizioni, le contraddizioni, le cose inutili, scegliere il vocabolo più vero, più logico, più efficace, rifiutare ogni considerazione di tatto, di interesse, di educazione borghese, di convenienze, chieder consiglio a molta gente (sull'efficacia non sulla convenienza). Alla fine la cosa diventa chiara per chi la scrive e per chi la legge.
Il desiderio d'esprimere il nostro pensiero e di capire il pensiero altrui è l'amore. E il tentativo di esprimere le verità che solo s'intuiscono le fa trovare a noi e agli altri. Per cui esser maestro, esser sacerdote, essere cristiano, essere artista e essere amante e essere amato sono in pratica la stessa cosa./
Ciao,
Ho sentito sempre parlare di quest'uomo ma in realtà non avevo mai letto nulla direttamente. Questa mattina a seguito del tuo messaggio ho fatto una ricerchina su internet e su barbiana.it ho letto prima la biografia e poi il pensiero pedagogico (oggi pomeriggio, con un po' più di calma vedo tutto il sito).
Mi ha colpito questo passaggio da "Università e pecore"
Lottando per la liberazione del povero dall'alienazione della materia, cioè dal solo lavoro, il Priore consente a una cultura muta il diritto alla parola: " (.... ) la povertà dei poveri non si misura a pane, a casa, a caldo, ma si misura sul grado di cultura e sulla funzione sociale (....)". (6)
Un diritto che difenderà sempre, con rigoroso anticonformismo. Non sarà "occasionale" o "ideologica" la scelta dei poveri, ma determinata dal senso di colpa, dall'amore e dalla concretezza dei rapporti che instaurerà con i suoi popolani. Il suo desiderio di giustizia mette a fuoco l'indifferenza della gente, una indifferenza che lui definirà cieca e assassina: " Ma domani, quando i contadini impugneranno il forcone e sommergeranno nel sangue insieme a tanto male anche grandi valori di bene accumulati dalle famiglie universitarie nelle loro menti e nelle loro specializzazioni, ricordati quel giorno di non fare ingiustizie nella valutazione storica di quegli avvenimenti.
Ricordati di non piangere il danno della Chiesa e della scienza, del pensiero o dell'arte per lo scempio di tante teste di pensatori e di scienziati e di poeti e di sacerdoti./
E anche quest'altro:
Tutti pensano che abbiamo delle bellissime idee. Pochi, forse due o tre persone in tutto, si sono accorti che per schiarire le idee così a noi stessi e agli altri bisogna mettersi a lavorare tutti insieme per mesi su poche pagine. Allora tutti sapranno scrivere come noi e non ci sarà più bisogno di rivolgersi a noi con venerazione come se fossimo toccati dalla grazia. Chiunque se vuole può avere la grazia di misurare le parole, riordinarle, eliminare le ripetizioni, le contraddizioni, le cose inutili, scegliere il vocabolo più vero, più logico, più efficace, rifiutare ogni considerazione di tatto, di interesse, di educazione borghese, di convenienze, chieder consiglio a molta gente (sull'efficacia non sulla convenienza). Alla fine la cosa diventa chiara per chi la scrive e per chi la legge.
Il desiderio d'esprimere il nostro pensiero e di capire il pensiero altrui è l'amore. E il tentativo di esprimere le verità che solo s'intuiscono le fa trovare a noi e agli altri. Per cui esser maestro, esser sacerdote, essere cristiano, essere artista e essere amante e essere amato sono in pratica la stessa cosa./
Ciao,
Ultima modifica di goccia il gio ago 25, 2005 11:41 am, modificato 1 volta in totale.
PS per piperita.
Lo vuoi uno scout di due anni molto sveglio? (la mia Angelica)
Sulle regole che hai riportato rispetto a quello che faccio di solito quando scrivo, ci devo ragionare ... ci ragiono mentre stiro ... allora a dopo!
Lo vuoi uno scout di due anni molto sveglio? (la mia Angelica)
Sulle regole che hai riportato rispetto a quello che faccio di solito quando scrivo, ci devo ragionare ... ci ragiono mentre stiro ... allora a dopo!
Ultima modifica di goccia il gio ago 25, 2005 11:24 pm, modificato 1 volta in totale.
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Marcello
Ti consiglio (non so se ce ne sono altre) "Vita del prete Lorenzo Milani. Dalla parte dell'ultimo", di Neera (non oriana!) Fallaci, prefazione di David Maria Turoldo, BUR Rizzoli.piperita ha scritto:beh, inutile dire che il prossimo libro che leggerò sarà una sua biografia (io aaamoo le biografie, dei personaggio tosti, poi!!!). purtroppo devo aspettare che la biblioteca riapra!
E' bello perché molto completo di documenti e altro, e viene fuori la dimensione umana di Lorenzo.
M.
Guardate tutto questo passaggio, sempre dal sito, che é poi ripreso dallo stesso testo di cui piperita parla nel messaggio iniziale.
tecniche dello scrivere
Lettera a una professoressa, pagina 126
“Noi dunque si fa così: Per prima cosa ognuno tiene in tasca un notes. Ogni volta che gli viene un'idea ne prende appunto. Ogni idea su un foglietto separato e scritto da una parte sola.
Un giorno si mettono insieme tutti i foglietti su un grande tavolo. Si passano a uno a uno per scartare i doppioni. Poi si riuniscono i foglietti imparentati in grandi monti e son capitoli. Ogni capitolo si divide in monticini e son paragrafi.
Ora si prova a dare un nome a ogni paragrafo. Se non si riesce vuol dire che non contiene nulla o che contiene troppe cose. Qualche paragrafo sparisce. Qualcuno diventa due.
Coi nomi dei paragrafi si discute l'ordine logico finché nasce uno schema. Con lo schema si riordinano i monticini.
Si prende il primo monticino, si stendono sul tavolo i suoi foglietti e se ne trova l'ordine. Ora si butta giù il testo come viene viene.
Si ciclostila per averlo davanti tutti eguale. Poi forbici, colla e matite colorate. Si butta tutto all'aria. Si aggiungono foglietti nuovi. Si ciclostila un'altra volta.
Comincia la gara a chi scopre parole da levare, aggettivi di troppo, ripetizioni, bugie, parole difficili, frasi troppo lunghe, due concetti in una frase sola.
Si chiama un estraneo dopo l'altro. Si bada che non siano stati troppo a scuola. Gli si fa leggere a alta voce. Si guarda se hanno inteso quello che volevamo dire.
Si accettano i loro consigli purché siano per la chiarezza. Si rifiutano i consigli di prudenza.
Dopo che s'è fatta tutta questa fatica, seguendo regole che valgono per tutti, si trova sempre l'intellettuale cretino che sentenzia: “Questa lettera ha uno stile personalissimo”.
Dite piuttosto che non sapete che cosa è l'arte. L'arte è il contrario di pigrizia.
tecniche dello scrivere
Lettera a una professoressa, pagina 126
“Noi dunque si fa così: Per prima cosa ognuno tiene in tasca un notes. Ogni volta che gli viene un'idea ne prende appunto. Ogni idea su un foglietto separato e scritto da una parte sola.
Un giorno si mettono insieme tutti i foglietti su un grande tavolo. Si passano a uno a uno per scartare i doppioni. Poi si riuniscono i foglietti imparentati in grandi monti e son capitoli. Ogni capitolo si divide in monticini e son paragrafi.
Ora si prova a dare un nome a ogni paragrafo. Se non si riesce vuol dire che non contiene nulla o che contiene troppe cose. Qualche paragrafo sparisce. Qualcuno diventa due.
Coi nomi dei paragrafi si discute l'ordine logico finché nasce uno schema. Con lo schema si riordinano i monticini.
Si prende il primo monticino, si stendono sul tavolo i suoi foglietti e se ne trova l'ordine. Ora si butta giù il testo come viene viene.
Si ciclostila per averlo davanti tutti eguale. Poi forbici, colla e matite colorate. Si butta tutto all'aria. Si aggiungono foglietti nuovi. Si ciclostila un'altra volta.
Comincia la gara a chi scopre parole da levare, aggettivi di troppo, ripetizioni, bugie, parole difficili, frasi troppo lunghe, due concetti in una frase sola.
Si chiama un estraneo dopo l'altro. Si bada che non siano stati troppo a scuola. Gli si fa leggere a alta voce. Si guarda se hanno inteso quello che volevamo dire.
Si accettano i loro consigli purché siano per la chiarezza. Si rifiutano i consigli di prudenza.
Dopo che s'è fatta tutta questa fatica, seguendo regole che valgono per tutti, si trova sempre l'intellettuale cretino che sentenzia: “Questa lettera ha uno stile personalissimo”.
Dite piuttosto che non sapete che cosa è l'arte. L'arte è il contrario di pigrizia.
Ultima modifica di goccia il gio ago 25, 2005 11:25 pm, modificato 1 volta in totale.
Re: regole di scrittura della scuola di Barbiana
Io non so come fate voi ma, un librettino degli appunti nella borsa io ce l'ho sempre. E' comodo. Quando poi metto gli scritti sul pc a volte strappo le pagine e a volte no: se sono affezionata anche alla bozza le lascio.piperita ha scritto: Aver qualcosa di importante da dire e che sia utile a tutti o a molti. Sapere a chi si scrive. Raccogliere tutto quello che serve. Trovare una logica su cui ordinarlo. Eliminare ogni parola che non serve. Eliminare ogni parola che non usiamo parlando. Non porsi limiti di tempo."
Quello attuale me l'ha regalato la ex di mio fratello: c'é una fatina sulla copertina e non a caso: lei, come lui, sono clown e il suo nome da clown é 'bruscia' che in brasiliano vuole dire fatina. Il bigliettino che lo accompagnava diceva più o meno così "per i tuoi momenti di poesia" ...
Ora, le regole. Belle! Quello di seguito é il mio pensiero, per quello che può valere.
Tutti possono avere qualcosa di importante da dire: bisogna solo riuscire ad identificarlo.
E se la cosa é importante, secondo me, automaticamente é utile a qualcuno.
Sapere a chi si scrive ti aiuta ad usare il linguaggio appropriato.
Raccogliere tutto quello che serve permette un dibattito ampio e completo, non dimenticando quasi nulla.
La logica su cui ordinare gli argomenti serve a non fare confusione, quando poi il lettore legge (visto il metodo efficace nel post sopra?)
Eliminare le parole che non servono rende il discorso fluido.
Non porsi limiti di tempo: vero, e qui a volte ci casco ...
Al di là della comprensione delle regole, la difficoltà per i principianti é l'applicazione.
Non mi dispiace mai togliere dei pezzi ai miei scritti se capisco che sono inutili. Piuttosto faccio fatica a raccogliere tutto quello che serve: mi scappa sempre qualcosa di importante. Credo sia legato all'ultima regola.
Ciao,
-
Federica
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Re: regole di scrittura della scuola di Barbiana
E' vero, io scrivo solo ed esclusivamente sul pc e su Promiseland, e nel 90% dei casi sempre a proposito di temi specifici.goccia ha scritto:...
Io non so come fate voi ma, un librettino degli appunti nella borsa io ce l'ho sempre...
Già detto, nessuna passione, nessun fuoco sacro, insomma.
Spesso però, spessissimo direi, mi salgono alla mente delle piccole idee... e talvolta mi capita di trovarle carine! Allora mi dico che forse sarebbe bello conservarle, non lasciarle svanire per sempre.
Un bel pensiero può sempre tornale utile, no?
Sfortunatamente la stragrande maggioranza delle occasioni in cui questo strano fenomeno ha luogo è notte fonda e io mi trovo nella beata condizione di sonnacchiosa farcitura del mio comodo lettuccio.
In quel momento, devo ammettere che la prospettiva di accendere la luce e alzarmi per cercare carta e penna allo scopo di non lasciar morire la mia estemporanea "genialata" mi fa desistere immediatamente.
Ma si, poi un giorno mi tornerà in mente, chissenefrega! :)
Eheheh è proprio vero... "l'arte è il contrario di pigrizia"! Ora tante cose mi sono chiare... :)))))
Mi organizzerò comunque... notes sul comodino!
Non sembra poi così complicato... :)
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andrea grasselli
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ciao federica,
ottima idea tenere un notes sul comodino: a volte si è convinti che un'idea, dal momento che si presenta forte, sarà ricordata anche la mattina successiva. in realtà, poi, al risveglio ci si accorge che è svanita nel nulla oppure ha perso tutta la chiarezza e resta solo qualcosa di vago, indefinito e quindi inutilizzabile.
lo sforzo di accendere la luce e mettersi a scrivere può essere gravoso, ma ne vale la pena. io tante volte non lo devo neanche fare, semplicemente perché a notte fonda non sono ancora andato a letto, quindi elaboro le mie idee, poi quando crollo non mi sveglio fino a mattina inoltrata.
saluti, sogni d'oro e buona scrittura.
andrea
ottima idea tenere un notes sul comodino: a volte si è convinti che un'idea, dal momento che si presenta forte, sarà ricordata anche la mattina successiva. in realtà, poi, al risveglio ci si accorge che è svanita nel nulla oppure ha perso tutta la chiarezza e resta solo qualcosa di vago, indefinito e quindi inutilizzabile.
lo sforzo di accendere la luce e mettersi a scrivere può essere gravoso, ma ne vale la pena. io tante volte non lo devo neanche fare, semplicemente perché a notte fonda non sono ancora andato a letto, quindi elaboro le mie idee, poi quando crollo non mi sveglio fino a mattina inoltrata.
saluti, sogni d'oro e buona scrittura.
andrea
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Federica
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Ciao Andrea! :)andrea grasselli ha scritto:.... lo sforzo di accendere la luce e mettersi a scrivere può essere gravoso, ma ne vale la pena. io tante volte non lo devo neanche fare, semplicemente perché a notte fonda non sono ancora andato a letto, quindi elaboro le mie idee, poi quando crollo non mi sveglio fino a mattina inoltrata.
saluti, sogni d'oro e buona scrittura.
andrea
Il problema è che anch'io spesso rimango in piedi fino a tardi, ma le ideuzze mi vengono sempre quando sto orizzontale, faccia affondata nel cuscino e piuttosto inebetita dal sonno, oppure, ed è in questi casi che dovrei e potrei reagire, quando sono a ninna, ma sveglia come un grillo e col cervello in piena attività elettrica! In quei momenti non c'è speranza di riuscire a chiudere occhio ed è a quel punto che partono i miei soliti comizi cerebrali... e comincio a farmi i discorsi nella testa... a volte parlo perfino, muovo la bocca... porca miseria, se mi vedesse qualcuno, che vergogna!!! :D
Ad ogni modo, è in queste occasioni che produco la più vasta quantità di materiale potenzialmente utile, ma diventa un vero problema se la mattina successiva devo alzarmi ad un'ora decente!
Quante notti insonni passate così, un vero supplizio.... O_o
Beh... visto che pare non possa porci rimedio, tanto vale trarne dei vantaggi trascrivendo i miei deliri, no? :)
Per la cronaca, il notes non è ancora sul mio comodino e qualcosa mi dice che, una volta spento il pc, di questa storia del blocco nella mia testolina non rimarrà nemmeno il più pallido dei ricordi.
Prova a chiedermelo domani! :)
Sono irrecuperabile e bastaaaaaaaaa! :D
(Se volessi sabotare questo forum andando intenzionalmente OT ad ogni occasione, non potrei davvero fare di meglio. Chiedo scusa!)
Si, é proprio vero.andrea grasselli ha scritto: ... in realtà, poi, al risveglio ci si accorge che è svanita nel nulla oppure ha perso tutta la chiarezza e resta solo qualcosa di vago, indefinito e quindi inutilizzabile.
Anche a me succede così ... quindi devo "cogliere l'attimo" altrimenti va tutto perduto. Certamente mi ri-viene un'altra cosa in seguito ma quella che é stata, così com'era, non sarà mai più ...
:-)
-
andrea grasselli
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ciao federica,
a presto.
andrea
mi piace molto questa espressione!Federica ha scritto:i miei soliti comizi cerebrali...
penso che non devi vergognarti. è naturale comunicare con se stessi e io faccio anche di peggio: a volte mi ritrovo a parlare ad alta voce girando intorno al tavolo.Federica ha scritto:e comincio a farmi i discorsi nella testa... a volte parlo perfino, muovo la bocca... porca miseria, se mi vedesse qualcuno, che vergogna!!! :D
sono d'accordo con te e ti capisco: anch'io mi ritrovo a volte nella stessa situazione.Federica ha scritto:Beh... visto che pare non possa porci rimedio, tanto vale trarne dei vantaggi trascrivendo i miei deliri, no? :)
ora sono passati tre giorni...Federica ha scritto:una volta spento il pc, di questa storia del blocco nella mia testolina non rimarrà nemmeno il più pallido dei ricordi.
Prova a chiedermelo domani! :)
qui siamo in tanti ed è proprio questo il bello di promiseland! le persone "normali" sono noiose ed è quindi tendenzialmente meglio evitarle!Federica ha scritto:Sono irrecuperabile e bastaaaaaaaaa! :D
a presto.
andrea
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Federica
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Ehm.... è capitato anche a me più di una volta! Proprio la stessa cosa! :D Chissà, forse il moto circolare aiuta a dare sfogo all'adrenalina in eccesso... boh!andrea grasselli ha scritto: penso che non devi vergognarti. è naturale comunicare con se stessi e io faccio anche di peggio: a volte mi ritrovo a parlare ad alta voce girando intorno al tavolo.
Eheheh tutto come previsto! Nessuna traccia di blocchetto sul comodino, non c'avevi mica creduto? :Dandrea grasselli ha scritto:ora sono passati tre giorni...Federica ha scritto:una volta spento il pc, di questa storia del blocco nella mia testolina non rimarrà nemmeno il più pallido dei ricordi.
Prova a chiedermelo domani! :)
E' per questo che qui mi sento a casa, siamo tutti una manica di sognatori pazzoidi ed idealisti!andrea grasselli ha scritto:...qui siamo in tanti ed è proprio questo il bello di promiseland! le persone "normali" sono noiose ed è quindi tendenzialmente meglio evitarle!
Che bello. :)
No, io non ci avevo creduto ...Federica ha scritto:Eheheh tutto come previsto! Nessuna traccia di blocchetto sul comodino, non c'avevi mica creduto? :Dandrea grasselli ha scritto:ora sono passati tre giorni...Federica ha scritto:una volta spento il pc, di questa storia del blocco nella mia testolina non rimarrà nemmeno il più pallido dei ricordi. Prova a chiedermelo domani! :)
ehhhhh (sospiro) ci vuole pazienza ... però prima o poi ...
;-)