Ammalarsi curandosi: vent’ anni di Farmacopoli.
Inviato: mar ago 09, 2005 10:56 am
Ciao a tutti
riporto un interessante articolo di Elisa Biondi tratto dal sito
http://www.agenziamensile.it
montalcini, cronassial, caso fidia, ecc.
----
Ammalarsi curandosi: vent’ anni di Farmacopoli.
Alcune settimane fa mi sono imbattuta in un articolo on-line che, a grandi linee, descriveva l’ ipotetica modalità illecita con cui venne consegnato il Nobel a Rita Levi-Montalcini ed accostava al suo nome la vicenda di un farmaco immesso e poi ritirato dal mercato. Tutto ciò mi incuriosì e decisi di indagare più a fondo possibile.
Beh, è stata una ricerca lunga e sofferta, colma di notizie frammentarie, che mi ha sbattuto in faccia l’omertà vigente nel campo sanitario-farmaceutico ed i muri di gomma nati dalle mie domande ai diretti interessati ; la maggior parte delle notizie le ho raccolte da siti stranieri poiché qui in Italia se ne e’ parlato poco, forse perchè coinvolgeva un’azienda farmaceutica nazionale (Fidia S.p.A.-Abano Terme, Padova), o meglio ancora, perché avrebbe macchiato la credibilità di questa emerita scienziata che preferiamo idealizzare in veste di donna docile piuttosto che spietata vivisettrice operante da decenni.
Ma partiamo dall’ inizio: questa nostra famosa ricercatrice comincia la sua carriera negli ani ‘40, allestendo nella sua dimora torinese un piccolo laboratorio “domestico” , lavorando sugli embrioni di pollo con strumenti improvvisati (come un ago trasformato in bisturi). A mio avviso vi è già da rabbrividire: sembrano tempi lontani, pare un medioevo della medicina, ma la scienza di oggi non e’ molto distante da questa immagine poiche’ tanti sono i progressi fatti quanto innumerevoli le barbariche applicazioni fatte con essi.
Il Novecento scientifico procede e la Montalcini conduce centinaia di esperimenti su animali (embrioni di mammiferi,insetti, topi ..etc ) per studiare il fattore di crescita neuronale da lei scoperto (NGF): particolarmente interessante mi e’ parso un articolo del 1986 (PNAS n°83) in cui, in seguito a forzato isolamento sociale, si inducono dei topi alla lotta con altri simili per giungere alla conclusione che la maggior fonte di NGF ematico e’ fornito dalle loro ghiandole salivari. Illuminante scoperta per noi esseri umani.
Siamo negli anni ’80, periodo di grandi insabbiamenti informativi ed anche qui il nome della scienziata viene più volte accostato alla società Fidia, sia per le presunte pressioni “monetarie” che quest’ ultima avrebbe fatto alla Commissione svedese assegnante il Nobel per la Medicina (che lo scienziato Victor Hamburger sostiene essergli stato letteralmente rubato[Corriere della Salute 13/10/1989]), sia per un farmaco (Cronassial) rivelatosi dannoso che allertò la farmacovigilanza e che, ancora oggi, potrebbe rivelare i suoi “effetti indesiderati” ai pazienti che in quegli anni lo assunsero.
Entriamo negli anni ’90 e la questione viene progressivamente dimenticata [un ultimo strascico è dato dal j’accuse di Poggiolini (La Repubblica,16/02/1994)]; l’ ambiente scientifico conosce gli eventi ma non si espone né si mette in discussione. Qualche testata giornalistica ogni tanto prova a lanciare qualche domanda alla Montalcini ma riceve solo risposte scocciate ed ottiene la negazione assoluta di qualsiasi coinvolgimento nelle due vicende sopra-elencate (El mundo 24/2/94).
Di tempo né è trascorso parecchio, forse qualche “mea culpa” potrebbe materializzarsi, ma la paura di esporsi su tale episodio è ancora grande e sull’ azienda in questione, sul farmaco, e sui ricercatori coinvolti, vige un muro di protezione invisibile ed invalicabile.
Volente o nolente la Rita nazionale trova spessissimo il suo nome associato alla Fidia (prima e dopo lo scandalo farmaceutico): in onoreficienze accademiche (Annual Rita Levi-Montalcini Lecture della Fidia Research Foundation), in pubblicazioni (Fidia biomedical information n.3-1990) e pure la locazione geografica della ditta (Abano Terme) le è familiare in quanto sede di uno dei suoi centri di orientamento e soprattutto perchè le è stata donata la cittadinanza onoraria (Il Gazzettino 4/07/2002).
E’ ipotizzabile che le persone che in quel periodo lavoravano per l’azienda siano sparite nel nulla, oppure si siano aggregati alla diaspora dei cervelli in fuga, ma la Montalcini è qui fra noi ed il 22/10/2004, durante un’ intervista per Report di Rai 3, si espone con risposte imbarazzanti: dice di essere per la difesa della dignità animale (solo a sostegno di tale affermazione tutti gli stabulari dovrebbero cessare di esistere), ammette di aver conosciuto il Cronassial ma di non essere a conoscenza dei suoi effetti collaterali ed infine, con un filo di ipocrisia, nega l’ esistenza di farmaci testati su animali che si sono poi rivelati dannosi per l’uomo (possiamo riportare i recenti casi del Vioxx-Merck o del Lipobay-Bayer oppure fare una retrospettiva sul principio attivo Talidomide, responsabile di 10.000 bambini nati focomelici, ribadendo che durante il processo condotto per i danni da esso causati, eminenti fisiologi dell’ epoca rivendicarono l’inutilità della sperimentazione animale).
Far emergere queste ambigue e viscide associazioni fra la ricerca e l’industria farmaceutica rende palese la delega a quest’ultima della nostra salute e quanto la libertà di commercio valga più di qualsiasi altra cosa, ma la vera attenzione dovrebbe andare alle vittime quotidiane di questo gemellaggio: persone comuni che assumono farmaci prescritti da medici di base ignari di maneggiare oggetti di una sperimentazione inadeguata. Lasciamo allora perder intrighi societari e bazzecole di baronismo medico ed occupiamoci del vero oggetto del discorso: il farmaco, la sua produzione, i suoi effetti ed il suo seguito.
Il Cronassial entra in commercio in Italia a metà anni Ottanta circa: costoso prodotto in forma iniettabile (con svariati dosaggi, anche pediatrici), contiene gangliosidi estratti da Corteccia Cerebrale Bovina titolati in acido ed ha come indicazione terapeutica il trattamento delle neuropatie periferiche di varia eziologia (da quelle traumatiche a quelle diabetiche).Viste le svariate applicazioni e le facili prescrizioni, divenne uno dei 10 medicinali più venduti nel nostro Paese (statistiche Salvelocs) e diede seguito alla “gemmazione” dei suoi simili (Sygen,Sinaxial), quanto a quella dei concorrenti di simile composizione (Biosinax,Megan,Sincronal), medici oculatamente critici si sono, negli anni, interrogati sull’ utilità degli “estratti d’organo”, chiedendosi se il corpo umano sarebbe stato sollecitato a livello anticorpale: ipotesi intelligente che vide delle risposte concrete negli effetti collaterali più volte riscontrati nelle terapie gangliosidiche che hanno portato allo sviluppo di una sindrome polineuropatica auto-immune chiamata di Guillant Barrè . Solo nel 1993 il Ministro Costa si accinge a sospenderne la distribuzione ed è proprio in questi ani che esplode il caso “mucca pazza”; noi umani, nella nostra stupidità, abbiamo indotto dei ruminanti a cibarsi con farine animali ed abbiamo scatenato in loro patologie fatali che, in una sorta di legge del contrappasso, si sono riversate su di noi, che con i loro corpi ci cibiamo e curiamo.
Passiamo alla produzione: fabbricato dalla Fidia SpA, azienda padovana fondata nel 1946 che ha visto trasformare la sua realta’ di provincia in colosso farmaceutico con collaborazioni in tutto il mondo. Dopo lo scandalo Cronassial lasciò in condizioni problematiche l’ Universita’ di Washington DC con la quale collaborava, fondò alcune filiali nel Sud Italia, evitò il fallimento grazie a BNL ed Efibanca, entrò in una corporazione (The Sir Group) con un turnover di centinaia di milioni di euro e ricevette la Antibioticos (terzo produttore mondiale di penicilline) dalla Edison nel 2003.
Vista la prolifica applicazione degli estratti di corteccia bovina si lanciò anche nella distribuzione di fosfatidilserine, ovviamente di tale derivazione, utilizzate in trial clinici per la cura dell’ Alzheimer, prontamente sostituite con preparati ottenuti dalla soia quando sopraggiunse l’ ombra dell’ encefalopatia spongiforme trasmissibile.
Nel 2001 ricevette una lettera di avvertimento(WL n°320-01-10) dall’ organo americano più importante nel controllo alimentare/sanitario, la Food and Drug Administration (FDA), in merito ad un richiamo su deficienze di produzione già riscontrate nel ’93 e nel ’98: le scorrettezze segnalate si riferivano a possibile contaminazione di BSE dei campioni di cervello animale utilizzati, sui quali non erano stati fatti gli adeguati controlli.
Ma come mai a distanza di anni dal ritiro Italiano del Cronassial si parlava ancora di famaci contaminati dalla BSE?
Il seguito di questa vicenda è rimasta sconosciuta per gran parte della popolazione ma negli atti parlamentari del 2000-2001 i deputati evidenziano frequentemente al ministro della sanità la necessità di severi controlli epidemiologici , visti gli infelici trascorsi farmaceutici ed i pericoli alimentari. Nell’ elenco degli stabilimenti trasformanti rifiuti ad alto e basso rischio, la direzione generale della sanita’ pubblica veterinaria include il nome della Fidia ancora nel 2005. Ma non dovrebbero aver chiuso definitivamente con questo l’ utilizzo di questi materiali? Sarebbe bello ricevere tante chiare e serene delucidazioni.
In tossicologia la via iniettiva di inoculo di sostanze tossiche rispetto all’ assunzione orale, quale l’ ingestione di carni infette, abbisogna di quantità assai inferiori delle sostanze stesse per la determinazione delle patologie. Quante migliaia di persone che hanno fatto uso delle suddette sostanze , avrebbero diritto ad essere prima avvertite e poi monitorate? Il diritto e’ indiscutibile ma la spesa sanitaria sarebbe insostenibile per chi deve decidere a riguardo.
Non e’ difficile constatare come in realtà il Cronassial sia ancora in vendita nel mondo.
Il preparato originale, contenente gangliosidi bovini, e’ attualmente in vendita in Argentina (se ne ha riconferma chiedendo alla sanita’ pubblica locale), distribuito dalla Gramòn Bagò, mentre manufatti simili come il GM1 vascular, il Nervomax ed il Sinaxial sono distribuiti nell’ America del Sud dalla TRB Pharma (guarda un pò sussidiaria della Fidia). I componenti animali, in quest’ ultimo caso, sono di maiale, ma alcuni studi propongono la tesi della trasmissibilita’ delle encefaliti spongiformi interspecie tramite le farine animali, quindi cambia l’animale ma non la problematica di fondo. L’ agenzia di vigilanza sanitaria del vicino Brasile ha invece sospeso nel 2001 la distribuzione dei farmaci contenenti gangliosidi.
Chi ci assicura che le metodologie preparative del farmaco siano scrupolose e che eventuali tessuti veicolanti la BSE siano scartati a priori? Detto questo, chi ci assicura che , seppur nell’assoluta affidabilità dei materiali d’ origine, non vi saranno piu’ persone che si ammaleranno curandosi?
Ancora oggi, soprattutto negli USA, si possono acquistare on-line diversi integratori di origine bovina (estratti delle ghiandole surrenali da assumere a livello sub-linguale) e reputo tutto questo un oltraggio alla salute pubblica. Abbiamo usato e prevaricato gli animali in ogni modo possibile, ora è tempo di ristabilire un equilibrio, di riportare coscienza e conoscenza nelle nostre vite, nelle nostre società.
Facciamo un rapido esempio del cinismo tra le quattro mura dei laboratori: stiamo parlando di gangliosidi come il GM1. Al fine di poter effettuare indagini biochimiche, aziende famose come la Calbiochem forniscono tali sostanze ai ricercatori: nel foglietto descrittivo di tale sostanza (Cat. N° 345724) se ne descrive l’origine cerebrale bovina, si sottolinea essere sostanza da impiegarsi unicamente nella ricerca, da non usare per trattamenti farmacologici su animali. Bene, basta fare una veloce ricerca bibliografica su qualche portale per trovare articoli quale questo che ho sottomano (The Journal of Neuroscience,2003-n°23), andare sulla fatidica colonnina dei “materiali e metodi” e scovare che tale sostanza e’ stata iniettata ai topi intraperitonealmente per 2 settimane. Non ci sono regole, solo mete da raggiungere ed i mezzi usati sono oggetti di studio viventi mortificati nella loro libertà vincolata.
Quasi a testimonianza del fatto che la scienza non ha memoria dei suoi errori, nel 2000, la Gran Bretagna ha ritirato il vaccino antipolio poiche’ ricavato da questi famosi gangliosidi potenzialmente infetti.
A quando un destamento globale?
riporto un interessante articolo di Elisa Biondi tratto dal sito
http://www.agenziamensile.it
montalcini, cronassial, caso fidia, ecc.
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Ammalarsi curandosi: vent’ anni di Farmacopoli.
Alcune settimane fa mi sono imbattuta in un articolo on-line che, a grandi linee, descriveva l’ ipotetica modalità illecita con cui venne consegnato il Nobel a Rita Levi-Montalcini ed accostava al suo nome la vicenda di un farmaco immesso e poi ritirato dal mercato. Tutto ciò mi incuriosì e decisi di indagare più a fondo possibile.
Beh, è stata una ricerca lunga e sofferta, colma di notizie frammentarie, che mi ha sbattuto in faccia l’omertà vigente nel campo sanitario-farmaceutico ed i muri di gomma nati dalle mie domande ai diretti interessati ; la maggior parte delle notizie le ho raccolte da siti stranieri poiché qui in Italia se ne e’ parlato poco, forse perchè coinvolgeva un’azienda farmaceutica nazionale (Fidia S.p.A.-Abano Terme, Padova), o meglio ancora, perché avrebbe macchiato la credibilità di questa emerita scienziata che preferiamo idealizzare in veste di donna docile piuttosto che spietata vivisettrice operante da decenni.
Ma partiamo dall’ inizio: questa nostra famosa ricercatrice comincia la sua carriera negli ani ‘40, allestendo nella sua dimora torinese un piccolo laboratorio “domestico” , lavorando sugli embrioni di pollo con strumenti improvvisati (come un ago trasformato in bisturi). A mio avviso vi è già da rabbrividire: sembrano tempi lontani, pare un medioevo della medicina, ma la scienza di oggi non e’ molto distante da questa immagine poiche’ tanti sono i progressi fatti quanto innumerevoli le barbariche applicazioni fatte con essi.
Il Novecento scientifico procede e la Montalcini conduce centinaia di esperimenti su animali (embrioni di mammiferi,insetti, topi ..etc ) per studiare il fattore di crescita neuronale da lei scoperto (NGF): particolarmente interessante mi e’ parso un articolo del 1986 (PNAS n°83) in cui, in seguito a forzato isolamento sociale, si inducono dei topi alla lotta con altri simili per giungere alla conclusione che la maggior fonte di NGF ematico e’ fornito dalle loro ghiandole salivari. Illuminante scoperta per noi esseri umani.
Siamo negli anni ’80, periodo di grandi insabbiamenti informativi ed anche qui il nome della scienziata viene più volte accostato alla società Fidia, sia per le presunte pressioni “monetarie” che quest’ ultima avrebbe fatto alla Commissione svedese assegnante il Nobel per la Medicina (che lo scienziato Victor Hamburger sostiene essergli stato letteralmente rubato[Corriere della Salute 13/10/1989]), sia per un farmaco (Cronassial) rivelatosi dannoso che allertò la farmacovigilanza e che, ancora oggi, potrebbe rivelare i suoi “effetti indesiderati” ai pazienti che in quegli anni lo assunsero.
Entriamo negli anni ’90 e la questione viene progressivamente dimenticata [un ultimo strascico è dato dal j’accuse di Poggiolini (La Repubblica,16/02/1994)]; l’ ambiente scientifico conosce gli eventi ma non si espone né si mette in discussione. Qualche testata giornalistica ogni tanto prova a lanciare qualche domanda alla Montalcini ma riceve solo risposte scocciate ed ottiene la negazione assoluta di qualsiasi coinvolgimento nelle due vicende sopra-elencate (El mundo 24/2/94).
Di tempo né è trascorso parecchio, forse qualche “mea culpa” potrebbe materializzarsi, ma la paura di esporsi su tale episodio è ancora grande e sull’ azienda in questione, sul farmaco, e sui ricercatori coinvolti, vige un muro di protezione invisibile ed invalicabile.
Volente o nolente la Rita nazionale trova spessissimo il suo nome associato alla Fidia (prima e dopo lo scandalo farmaceutico): in onoreficienze accademiche (Annual Rita Levi-Montalcini Lecture della Fidia Research Foundation), in pubblicazioni (Fidia biomedical information n.3-1990) e pure la locazione geografica della ditta (Abano Terme) le è familiare in quanto sede di uno dei suoi centri di orientamento e soprattutto perchè le è stata donata la cittadinanza onoraria (Il Gazzettino 4/07/2002).
E’ ipotizzabile che le persone che in quel periodo lavoravano per l’azienda siano sparite nel nulla, oppure si siano aggregati alla diaspora dei cervelli in fuga, ma la Montalcini è qui fra noi ed il 22/10/2004, durante un’ intervista per Report di Rai 3, si espone con risposte imbarazzanti: dice di essere per la difesa della dignità animale (solo a sostegno di tale affermazione tutti gli stabulari dovrebbero cessare di esistere), ammette di aver conosciuto il Cronassial ma di non essere a conoscenza dei suoi effetti collaterali ed infine, con un filo di ipocrisia, nega l’ esistenza di farmaci testati su animali che si sono poi rivelati dannosi per l’uomo (possiamo riportare i recenti casi del Vioxx-Merck o del Lipobay-Bayer oppure fare una retrospettiva sul principio attivo Talidomide, responsabile di 10.000 bambini nati focomelici, ribadendo che durante il processo condotto per i danni da esso causati, eminenti fisiologi dell’ epoca rivendicarono l’inutilità della sperimentazione animale).
Far emergere queste ambigue e viscide associazioni fra la ricerca e l’industria farmaceutica rende palese la delega a quest’ultima della nostra salute e quanto la libertà di commercio valga più di qualsiasi altra cosa, ma la vera attenzione dovrebbe andare alle vittime quotidiane di questo gemellaggio: persone comuni che assumono farmaci prescritti da medici di base ignari di maneggiare oggetti di una sperimentazione inadeguata. Lasciamo allora perder intrighi societari e bazzecole di baronismo medico ed occupiamoci del vero oggetto del discorso: il farmaco, la sua produzione, i suoi effetti ed il suo seguito.
Il Cronassial entra in commercio in Italia a metà anni Ottanta circa: costoso prodotto in forma iniettabile (con svariati dosaggi, anche pediatrici), contiene gangliosidi estratti da Corteccia Cerebrale Bovina titolati in acido ed ha come indicazione terapeutica il trattamento delle neuropatie periferiche di varia eziologia (da quelle traumatiche a quelle diabetiche).Viste le svariate applicazioni e le facili prescrizioni, divenne uno dei 10 medicinali più venduti nel nostro Paese (statistiche Salvelocs) e diede seguito alla “gemmazione” dei suoi simili (Sygen,Sinaxial), quanto a quella dei concorrenti di simile composizione (Biosinax,Megan,Sincronal), medici oculatamente critici si sono, negli anni, interrogati sull’ utilità degli “estratti d’organo”, chiedendosi se il corpo umano sarebbe stato sollecitato a livello anticorpale: ipotesi intelligente che vide delle risposte concrete negli effetti collaterali più volte riscontrati nelle terapie gangliosidiche che hanno portato allo sviluppo di una sindrome polineuropatica auto-immune chiamata di Guillant Barrè . Solo nel 1993 il Ministro Costa si accinge a sospenderne la distribuzione ed è proprio in questi ani che esplode il caso “mucca pazza”; noi umani, nella nostra stupidità, abbiamo indotto dei ruminanti a cibarsi con farine animali ed abbiamo scatenato in loro patologie fatali che, in una sorta di legge del contrappasso, si sono riversate su di noi, che con i loro corpi ci cibiamo e curiamo.
Passiamo alla produzione: fabbricato dalla Fidia SpA, azienda padovana fondata nel 1946 che ha visto trasformare la sua realta’ di provincia in colosso farmaceutico con collaborazioni in tutto il mondo. Dopo lo scandalo Cronassial lasciò in condizioni problematiche l’ Universita’ di Washington DC con la quale collaborava, fondò alcune filiali nel Sud Italia, evitò il fallimento grazie a BNL ed Efibanca, entrò in una corporazione (The Sir Group) con un turnover di centinaia di milioni di euro e ricevette la Antibioticos (terzo produttore mondiale di penicilline) dalla Edison nel 2003.
Vista la prolifica applicazione degli estratti di corteccia bovina si lanciò anche nella distribuzione di fosfatidilserine, ovviamente di tale derivazione, utilizzate in trial clinici per la cura dell’ Alzheimer, prontamente sostituite con preparati ottenuti dalla soia quando sopraggiunse l’ ombra dell’ encefalopatia spongiforme trasmissibile.
Nel 2001 ricevette una lettera di avvertimento(WL n°320-01-10) dall’ organo americano più importante nel controllo alimentare/sanitario, la Food and Drug Administration (FDA), in merito ad un richiamo su deficienze di produzione già riscontrate nel ’93 e nel ’98: le scorrettezze segnalate si riferivano a possibile contaminazione di BSE dei campioni di cervello animale utilizzati, sui quali non erano stati fatti gli adeguati controlli.
Ma come mai a distanza di anni dal ritiro Italiano del Cronassial si parlava ancora di famaci contaminati dalla BSE?
Il seguito di questa vicenda è rimasta sconosciuta per gran parte della popolazione ma negli atti parlamentari del 2000-2001 i deputati evidenziano frequentemente al ministro della sanità la necessità di severi controlli epidemiologici , visti gli infelici trascorsi farmaceutici ed i pericoli alimentari. Nell’ elenco degli stabilimenti trasformanti rifiuti ad alto e basso rischio, la direzione generale della sanita’ pubblica veterinaria include il nome della Fidia ancora nel 2005. Ma non dovrebbero aver chiuso definitivamente con questo l’ utilizzo di questi materiali? Sarebbe bello ricevere tante chiare e serene delucidazioni.
In tossicologia la via iniettiva di inoculo di sostanze tossiche rispetto all’ assunzione orale, quale l’ ingestione di carni infette, abbisogna di quantità assai inferiori delle sostanze stesse per la determinazione delle patologie. Quante migliaia di persone che hanno fatto uso delle suddette sostanze , avrebbero diritto ad essere prima avvertite e poi monitorate? Il diritto e’ indiscutibile ma la spesa sanitaria sarebbe insostenibile per chi deve decidere a riguardo.
Non e’ difficile constatare come in realtà il Cronassial sia ancora in vendita nel mondo.
Il preparato originale, contenente gangliosidi bovini, e’ attualmente in vendita in Argentina (se ne ha riconferma chiedendo alla sanita’ pubblica locale), distribuito dalla Gramòn Bagò, mentre manufatti simili come il GM1 vascular, il Nervomax ed il Sinaxial sono distribuiti nell’ America del Sud dalla TRB Pharma (guarda un pò sussidiaria della Fidia). I componenti animali, in quest’ ultimo caso, sono di maiale, ma alcuni studi propongono la tesi della trasmissibilita’ delle encefaliti spongiformi interspecie tramite le farine animali, quindi cambia l’animale ma non la problematica di fondo. L’ agenzia di vigilanza sanitaria del vicino Brasile ha invece sospeso nel 2001 la distribuzione dei farmaci contenenti gangliosidi.
Chi ci assicura che le metodologie preparative del farmaco siano scrupolose e che eventuali tessuti veicolanti la BSE siano scartati a priori? Detto questo, chi ci assicura che , seppur nell’assoluta affidabilità dei materiali d’ origine, non vi saranno piu’ persone che si ammaleranno curandosi?
Ancora oggi, soprattutto negli USA, si possono acquistare on-line diversi integratori di origine bovina (estratti delle ghiandole surrenali da assumere a livello sub-linguale) e reputo tutto questo un oltraggio alla salute pubblica. Abbiamo usato e prevaricato gli animali in ogni modo possibile, ora è tempo di ristabilire un equilibrio, di riportare coscienza e conoscenza nelle nostre vite, nelle nostre società.
Facciamo un rapido esempio del cinismo tra le quattro mura dei laboratori: stiamo parlando di gangliosidi come il GM1. Al fine di poter effettuare indagini biochimiche, aziende famose come la Calbiochem forniscono tali sostanze ai ricercatori: nel foglietto descrittivo di tale sostanza (Cat. N° 345724) se ne descrive l’origine cerebrale bovina, si sottolinea essere sostanza da impiegarsi unicamente nella ricerca, da non usare per trattamenti farmacologici su animali. Bene, basta fare una veloce ricerca bibliografica su qualche portale per trovare articoli quale questo che ho sottomano (The Journal of Neuroscience,2003-n°23), andare sulla fatidica colonnina dei “materiali e metodi” e scovare che tale sostanza e’ stata iniettata ai topi intraperitonealmente per 2 settimane. Non ci sono regole, solo mete da raggiungere ed i mezzi usati sono oggetti di studio viventi mortificati nella loro libertà vincolata.
Quasi a testimonianza del fatto che la scienza non ha memoria dei suoi errori, nel 2000, la Gran Bretagna ha ritirato il vaccino antipolio poiche’ ricavato da questi famosi gangliosidi potenzialmente infetti.
A quando un destamento globale?