goccia ha scritto:Stavo cercando qualcosa nel motore a conferma di un'informazione che avevo ricevuto tempo fà ma purtroppo non ho trovato niente. E nemmeno ricordo chi me lo aveva detto ...
comunque era questo: al di sotto dei 40 anni la mammografia é inutile perché il tessuto del seno non permette la diagnosi precoce.
Quindi, se può interessarvi, verificate personalmente questa cosa.
Ho poi trovato questo articoletto, che mi é sembrato interessante:
http://web.tiscali.it/gicis/screening.htm
ciao,
Alùra, non è che sotto i 40 l' esame è inutile, semplicemente, vista la minore incidenza di tumore al seno sotto questa età, e l' effettiva minore sensibilità dell' esame per la ragione che hai detto, un suo utilizzo come screening non è indicato. Se si riscontra un nodulo alla palpazione, anche se la paziente ha 20 anni, la mammografia s' ha da fare.
Qualche considerazione sull' articolo:
"Nonostante tutti questi enormi sforzi di prevenzione e gli altrettanti fondi messi a disposizione per la ricerca negli ultimi trent’anni il trend di crescita del tumore al seno invece di calare è aumentato.
Com’è che cinque anni fa i casi ufficiali erano 27 mila e oggi sono 31 mila[3]? E perché gli studi condotti finora non hanno rilevato alcuna riduzione della mortalità generale associata allo screening mammografico[4]? "
Tipico esempio di utilizzo del dato grezzo a fini diversi dalla conoscenza: è il tumore che aumenta, o è il miglioramento delle tecniche diagnostiche che ce ne fa vedere di più, mentre prima ci si accorgeva più tardi?
Ancora, se si inizia uno screening, prima di vedere dei dati di efficacia (oltre alla diagnosi precoce, bisogna anche curare) occorrono un po' di anni: siamo ancora alla prima fase.
"Nessuno punta il dito contro lo screening mammografico, sarebbe troppo facile e non porterebbe alcun risultato utile; il dito semmai dovrebbe essere puntato contro quella ricerca investigativa e massificata, dove la lente di Sherlock Holmes viene sostituta dai raggi X, che non va a scavare solo nel seno di una donna, ma per ovvie conseguenze emotive, va molto più in profondità: nell’animo e nella psiche. "
Questa se qualcuno me la spiega...
"Qualche giorno fa, precisamente il 20 ottobre, Richard Horton, il direttore di una delle più prestigiose riviste mediche del mondo: The Lancet, ha pubblicamente dichiarato: “…non ci sono in letteratura prove affidabili a favore dei programmi di screening mammografico”[5]. "
Sarebbe buona cosa riportare tutto il paragrafo, e, comunque, ogni lavoro deve essere comparato agli altri che ci sono. Un' opinione, per quanto autorevole, rimane personale. Se invece è un lavoro di revisione, bisogna confrontarlo con altri.
"Ricordiamo che in qualsiasi test scientifico di laboratorio e non, a causa della trasduzione e interpretazione dei dati, alle volte i risultati possono essere involontariamente falsati o errati, infatti anche la mammografia presenta spesso falsi positivi, cioè dalle analisi sembra un tumore e invece non lo è. “Per oltre mille donne tra i 40 e i 50 anni che potrebbero fare il controllo periodico, salveremmo una vita, ma circa 400 verrebbero invitate per un ulteriore accertamento, col risultato di provocare ansia e paura”[6]
Naturalmente una singola vita salvata non ha prezzo,"
E invece un prezzo ce l'ha, eccome, purtroppo col famoso rapporto costo beneficio tutta la medicina ha a che fare. Comunque, un falso positivo non è un grosso problema, molto peggio il falso negativo, perchè in quel caso fai veramente danni.
"Le donne hanno il diritto di decidere il meglio per la propria salute e conoscere effettivamente il rapporto rischio/beneficio di una terapia preventiva.
Pretendere informazioni e spiegazioni dettagliate, non limitarsi ad accettare per buono e legittimo tutto quello che ci viene detto, perché salute è informazione!
Quando si ha l’informazione corretta e la libertà di scelta terapeutica allora e solo allora saremo i veri padroni e artefici della nostra salute e del nostro destino."
Mi pare che sulla libertà di scelta, sia come diagnosi che come terapia, nessuno abbia mai fatto discussioni (a parte nei campi di sterminio...)
Forse è meglio che l' opinionista la prossima volta si documenti un po' di più, prima di scrivere.