Biodiesel non conveniente?
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Marcello
Biodiesel non conveniente?
La trasformazione di piante quali il mais, la soia o il girasole in carburante richiede molta più energia di quella generata dall'etanolo o dal biodiesel risultante.
Lo sostiene uno studio di ricercatori della Cornell University e dell'Università della California di Berkeley pubblicato sulla rivista "Natural Resources Research" (Vol. 14, No. 1, pp. 65-76).
"Non ci sono benefici energetici nell'uso di biomasse vegetali come combustibili liquidi", afferma l'ecologo David Pimentel. "Si tratta di strategie non sostenibili".
Pimentel e l'ingegnere ambientale Tad W. Patzek hanno analizzato in dettaglio il rapporto fra energia in ingresso e in uscita nella produzione di etanolo da mais, legno ed erba, e nella produzione di biodiesel dalla soia e dalle piante di girasole.
Nel caso della produzione di etanolo, gli autori hanno scoperto che l'utilizzo di mais richiede il 29 per cento di energia fossile più rispetto al carburante prodotto. Questi valori salgono al 45 per cento per l'erba e al 57 per cento per la biomassa di legno.
Nel caso del biodiesel, le piante di soia richiedono il 27 per cento di energia in più di quella fornita dal carburante, e i girasoli addirittura il 118 per cento in più.
Per stimare l'energia in ingresso, i ricercatori hanno considerato fattori quali l'energia usata per far crescere le piante (compresa la produzione di pesticidi e fertilizzanti, l'alimentazione delle macchine agricole e dei sistemi di irrigazione, e il trasporto) e per fermentare e distillare l'etanolo. Nell'analisi non sono stati inseriti costi aggiuntivi come quelli associati con tasse e sussidi statali e quelli relativi all'inquinamento e al degrado ambientale.
"In futuro avremo bisogno di un sostituto del petrolio, - spiega Pimentel - ma la produzione di etanolo o di biodiesel dalle biomasse vegetali non sembra essere la strada giusta". (Le Scienze Online)
Lo sostiene uno studio di ricercatori della Cornell University e dell'Università della California di Berkeley pubblicato sulla rivista "Natural Resources Research" (Vol. 14, No. 1, pp. 65-76).
"Non ci sono benefici energetici nell'uso di biomasse vegetali come combustibili liquidi", afferma l'ecologo David Pimentel. "Si tratta di strategie non sostenibili".
Pimentel e l'ingegnere ambientale Tad W. Patzek hanno analizzato in dettaglio il rapporto fra energia in ingresso e in uscita nella produzione di etanolo da mais, legno ed erba, e nella produzione di biodiesel dalla soia e dalle piante di girasole.
Nel caso della produzione di etanolo, gli autori hanno scoperto che l'utilizzo di mais richiede il 29 per cento di energia fossile più rispetto al carburante prodotto. Questi valori salgono al 45 per cento per l'erba e al 57 per cento per la biomassa di legno.
Nel caso del biodiesel, le piante di soia richiedono il 27 per cento di energia in più di quella fornita dal carburante, e i girasoli addirittura il 118 per cento in più.
Per stimare l'energia in ingresso, i ricercatori hanno considerato fattori quali l'energia usata per far crescere le piante (compresa la produzione di pesticidi e fertilizzanti, l'alimentazione delle macchine agricole e dei sistemi di irrigazione, e il trasporto) e per fermentare e distillare l'etanolo. Nell'analisi non sono stati inseriti costi aggiuntivi come quelli associati con tasse e sussidi statali e quelli relativi all'inquinamento e al degrado ambientale.
"In futuro avremo bisogno di un sostituto del petrolio, - spiega Pimentel - ma la produzione di etanolo o di biodiesel dalle biomasse vegetali non sembra essere la strada giusta". (Le Scienze Online)
Ciao,
due considerazioni:
1)diversi studi dicono l'esatto opposto,un esempio lo trovi qui
http://www.cti2000.it/virt/cti2000/biodiesel.htm
2)le tecniche di produzione dei biocombustibili hanno margini di miglioramento
Ciao
due considerazioni:
1)diversi studi dicono l'esatto opposto,un esempio lo trovi qui
http://www.cti2000.it/virt/cti2000/biodiesel.htm
2)le tecniche di produzione dei biocombustibili hanno margini di miglioramento
Ciao
Caro fabiomas
Non ci sono dubbi che se vai sul sito WWW oste.it non mancherai di sapere quanto sia buono il loro vino; ma la saggezza popolare dei proverbi ti invita a diffidare di simili informazioni.
I ricercatori di Berkeley magari esagerano un pochino ma non li metterei sullo stesso piano di affidabilità del sito commerciale che hai citato.
Abbiamo già fatto altre volte questo discorso, anche prendendo per buono tutto il bene che ne dicono i fautori rimane il fatto che:
-Ci vuole un ettaro di terreno per produrre una tonnellata di biodiesel.
Gli ettari a disposizione sono molti, ma molti di meno del necessario.
-Ad un calcolo spannometrico su quell'ettaro converrebbe allevare un cavallo con il quale far girare un alternatore quando necessario, o in alternativa, attaccarlo alla Panda.
-Il proprietario terriero si aspetta che un ettaro di terreno fertile gli renda almeno 1000 euro all'anno (altrimenti ci lascia pascolare le mucche);
solo il reddito del terreno costerebbe 1 euro al litro, tutto il resto dovrebbe essere finanziato da chi?
-Le attività sovvenzionate dallo stato hanno un senso quando sono temporanee, stategicamente indispensabili, eticamente ineludibili e comunque sostenibili dalla comunità.
Tutte caratteristiche non presenti in questo affare.
Suncity cosa intendi per spese energetiche trascurabili per coltura e trasporto?
Hai idea di quanto poco combini con un trattore da 40 cavalli (5-8 litri di gasolio consumato all'ora)?
Fra tutte le proposte di energia alternativa questa del biodiesel mi pare la più sballata.
Ovvero: va benissimo se hai delle partite andate a male, se hai dei surplus produttivi che ti marciscono nei depositi, se hai degli scarti della produzione, se devi finanziare i contadini perchè ti danno il voto ecc...., ma se pensi che sia una attività produttiva seria da proporre, sicuramente hai perso di vista qualche aspetto importante.
Ciao Tersite
Non ci sono dubbi che se vai sul sito WWW oste.it non mancherai di sapere quanto sia buono il loro vino; ma la saggezza popolare dei proverbi ti invita a diffidare di simili informazioni.
I ricercatori di Berkeley magari esagerano un pochino ma non li metterei sullo stesso piano di affidabilità del sito commerciale che hai citato.
Abbiamo già fatto altre volte questo discorso, anche prendendo per buono tutto il bene che ne dicono i fautori rimane il fatto che:
-Ci vuole un ettaro di terreno per produrre una tonnellata di biodiesel.
Gli ettari a disposizione sono molti, ma molti di meno del necessario.
-Ad un calcolo spannometrico su quell'ettaro converrebbe allevare un cavallo con il quale far girare un alternatore quando necessario, o in alternativa, attaccarlo alla Panda.
-Il proprietario terriero si aspetta che un ettaro di terreno fertile gli renda almeno 1000 euro all'anno (altrimenti ci lascia pascolare le mucche);
solo il reddito del terreno costerebbe 1 euro al litro, tutto il resto dovrebbe essere finanziato da chi?
-Le attività sovvenzionate dallo stato hanno un senso quando sono temporanee, stategicamente indispensabili, eticamente ineludibili e comunque sostenibili dalla comunità.
Tutte caratteristiche non presenti in questo affare.
Suncity cosa intendi per spese energetiche trascurabili per coltura e trasporto?
Hai idea di quanto poco combini con un trattore da 40 cavalli (5-8 litri di gasolio consumato all'ora)?
Fra tutte le proposte di energia alternativa questa del biodiesel mi pare la più sballata.
Ovvero: va benissimo se hai delle partite andate a male, se hai dei surplus produttivi che ti marciscono nei depositi, se hai degli scarti della produzione, se devi finanziare i contadini perchè ti danno il voto ecc...., ma se pensi che sia una attività produttiva seria da proporre, sicuramente hai perso di vista qualche aspetto importante.
Ciao Tersite
Ciao,Tersite ha scritto:Caro fabiomas
Non ci sono dubbi che se vai sul sito WWW oste.it non mancherai di sapere quanto sia buono il loro vino; ma la saggezza popolare dei proverbi ti invita a diffidare di simili informazioni.
I ricercatori di Berkeley magari esagerano un pochino ma non li metterei sullo stesso piano di affidabilità del sito commerciale che hai citato.
ma certo che non te ne va bene una!!!
neanche il sito dei termotecnici italiani!!!!loro mica vendono il biodiesel....
cmq ce ne sono molti altri di studi del genere,se vuoi qui c'è un commento di un prof universitario sull'argomento
http://groups.yahoo.com/group/petrolio/message/5106
tra l'altro dice:
"Relativamente agli studi di Pimentel , all'indirizzo web http://www.usda.gov/oce/oepnu/aer-814.pdf potete trovare lo studio USDA, che in modo puntuale (cioè circostanziato e preciso) contesta alcuni dei presupposti (numerici, dati di ingresso) degli studi di Pimentel)."
Per quanto riguarda il fatto che i biocombustibili non siano la panacea di tutti i mali sono d'accordo,così come penso che prima di tutto vadano usate le eccedenze agricole e gli scarti.
ciao
I conti della serva
Una piccola e semplice considerazione, senza stare a guardare a quanti ettari di terreno servirebbero ... al Lidl vendono l'olio di colza a 650 €cent, +o-, questo significa che ci guadagna qualcuno che lo produce e qualcuno che lo vende, altrimenti si fermerebbe molto prima dello scaffale.
Non considero la tangente dello stato, (leggi "accise") ovviamente.
Non considero la tangente dello stato, (leggi "accise") ovviamente.
X Tersite
Dando un occhiata a quanto prendono chi ha i macchinari agricoli per arare, seminare e raccolgiere un ettaro a mais, ad esempio, ti renderai conto che il consumo del gasolio è trascurabile rispetto alla quantità di etanolo producibile.
Facciamo un esempio: l'orzo.
Chi ha un ha a orzo se raccoglie 40 q ci ricava 600 euro(a 15 euro/q.);
anche se, ammettendo per assurdo, tutti e 600 euro se ne vanno per la coltura completa pensi che 100 euro globali per il combustibile siano
pochi?.......
Penso che una cinquantina di euro totali di gasolio possano bastare.
Dando un occhiata a quanto prendono chi ha i macchinari agricoli per arare, seminare e raccolgiere un ettaro a mais, ad esempio, ti renderai conto che il consumo del gasolio è trascurabile rispetto alla quantità di etanolo producibile.
Facciamo un esempio: l'orzo.
Chi ha un ha a orzo se raccoglie 40 q ci ricava 600 euro(a 15 euro/q.);
anche se, ammettendo per assurdo, tutti e 600 euro se ne vanno per la coltura completa pensi che 100 euro globali per il combustibile siano
pochi?.......
Penso che una cinquantina di euro totali di gasolio possano bastare.
Re: I conti della serva
Però,Claudio ha scritto:Una piccola e semplice considerazione, senza stare a guardare a quanti ettari di terreno servirebbero ... al Lidl vendono l'olio di colza a 650 ?cent, +o-, questo significa che ci guadagna qualcuno che lo produce e qualcuno che lo vende, altrimenti si fermerebbe molto prima dello scaffale.
Non considero la tangente dello stato, (leggi "accise") ovviamente.
in Irlanda(dove si trova Lidl) possono solo produrre patate orzo o fare
allevamento, in assoluto uno tra i migliori allevamenti semi-pascolivi di bovini(un ambiente ideale, pioggia costante durante l'anno e con temperature comprese tra i 7 gradi dinverno e i 15 gradi d'estate di media).
Chiaramente il costo della colza sarà basso in rapporto al costo del terreno in quanto il terreno da pascolo ha un prezzo notevolmente inferiore........
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Andrea Rampado
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- Iscritto il: mar ott 05, 2004 9:18 am
- Località: Padova
Re: I conti della serva
Ciao Claudio,
i fattori che determinano il prezzo allo scaffale sono molteplici:
1) Olio prodotto con i contributi europei, in questo caso un litro potrebbe costare anche più di un €, ma allo scaffale sarà sempre a +o- 0.65 €.
2) Il sistema di estrazione dell'olio incide parecchio se viene utilizzato l'esano o l'acido solforico, dai circa 20 cent/litro nel primo caso si passa a circa 4 cent/litro nel secondo.
3) La quantità di semi prodotti da un ha di terra, la canapa ha il primato assoluto, 2,5 tons x ha.
4) Olio di semi vari; l'industria delle conserve di pomodoro produce centinaia di migliaia di tons all'anno di semi di pomodoro che fino a qualche anno fa finivano alla peggio in discariche o alla meglio in inceneritori, oggi ci fanno l'olio e bio-diesel (ma non lo dire in giro ;-)
Ciao a tutti
Andrea
i fattori che determinano il prezzo allo scaffale sono molteplici:
1) Olio prodotto con i contributi europei, in questo caso un litro potrebbe costare anche più di un €, ma allo scaffale sarà sempre a +o- 0.65 €.
2) Il sistema di estrazione dell'olio incide parecchio se viene utilizzato l'esano o l'acido solforico, dai circa 20 cent/litro nel primo caso si passa a circa 4 cent/litro nel secondo.
3) La quantità di semi prodotti da un ha di terra, la canapa ha il primato assoluto, 2,5 tons x ha.
4) Olio di semi vari; l'industria delle conserve di pomodoro produce centinaia di migliaia di tons all'anno di semi di pomodoro che fino a qualche anno fa finivano alla peggio in discariche o alla meglio in inceneritori, oggi ci fanno l'olio e bio-diesel (ma non lo dire in giro ;-)
Ciao a tutti
Andrea
Claudio ha scritto:Una piccola e semplice considerazione, senza stare a guardare a quanti ettari di terreno servirebbero ... al Lidl vendono l'olio di colza a 650 €cent, +o-, questo significa che ci guadagna qualcuno che lo produce e qualcuno che lo vende, altrimenti si fermerebbe molto prima dello scaffale.
Non considero la tangente dello stato, (leggi "accise") ovviamente.
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Andrea Rampado
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- Iscritto il: mar ott 05, 2004 9:18 am
- Località: Padova
INTELLIGENTE
Non avevo mai pensato ai semi d'uva, farò uno studio e poi ti saprò dire... ;-)Suncity ha scritto:Sai qualcosa anche sui semi di uva?
A ben guardare l'Italia potrebbe essere una gran produttrice di
olio di semi di uva.
Ciao
Andrea
Bravo Fabiomas!
I siti che hai citato in alternativa sono sicuramente più esaustivi e anche più difficili (come al solito le cose serie non sono semplici).
Senza scendere nel dettaglio e avventurarsi in rischiose operazioni di conversione di unità di misura mi pare di poter riassumere che la differenza tra fautori ed oppositori del bio diesel si riassume in considerazioni tecniche che coinvolgono la redditività energetica dei macchinari/processi usati.
Se ad esempio: ho un trattore ultimo tipo, allora per arare un certo appezzamento impiegherò un'ora e 5 litri di gasolio, se il trattore è vecchio come il cucco di ore ne impiegherò 2 e 8-9 litri di gasolio.
Estendendo il ragionamento a tutte le fasi del processo viene fuori che con tecnologie avanzate rimane un certo margine positivo.
Ma questa considerazione è valida in tutti i campi!
Suncity
50 euro di gasolio sono meno di 50 litri ( a meno che te li faccia semiregalare dallo stato); su una macchina agricola media ti durano 5-10 ore.
Hai idea di quanto lavoro fai in 5-10 ore?
Suvvia!
Il fatto che l'olio di colza Lidl continui ad essere sugli scaffali a 0.65 euro significa semplicemente due cose:
-è un prezzo sostenuto da qualche meccanismo finanziario, non fosse altro la pubblicità che si fa in questo modo alla catena Lidl
-se continua ad esserci disponibilità significa che, tutto sommato, gli acquisti di tale intruglio non sono travolgenti come si vocifera altrimenti gli scaffali sarebbero vuoti da tempo.
In Europa l'agricoltura deve essere massicciamente sostenuta da contributi comunitari, se si badasse solo al ritorno economico ci sarebbero solo pascoli e foreste. La coltivazione della colza a scopi energetici sarebbe un ulteriore aggravio ai bilanci.
Mentre sono da sponsorizzare tutte le attività volte a valorizzare, magari dal punto di vista energetico, i prodotti di scarto della filiera alimentare.
Ad esempio: se le quantità sono significative, può essere utile recuperare olio combustibile dai vinaccioli o semi di pomodoro, ma sarebbe assolutamente idiota pensare di coltivare la vite o il pomodoro al solo scopo di ricavarne energia dai semi.
Spesso sembro molto polemico e probabilmente è vero, ma la mia virulenza non è rivolta al sistema proposto in sè, che molto spesso è valido, ma alla importanza spropositata che gli viene attribuita.
Con tutto l'armamentario di dietrologie, congiure di petrolieri e multinazionali che ne segue.
Perdendo di vista la drammaticità del problema.
Piccolo esempio: sei senza soldi ed affamato, trovi 50 cent a terra, fai bene a raccoglierli, ma la soluzione non è girare per la città a scrutare marciapiedi e tombini alla ricerca di altre monetine, ci vuole ben altro.
Ciao
Tersite
Senza scendere nel dettaglio e avventurarsi in rischiose operazioni di conversione di unità di misura mi pare di poter riassumere che la differenza tra fautori ed oppositori del bio diesel si riassume in considerazioni tecniche che coinvolgono la redditività energetica dei macchinari/processi usati.
Se ad esempio: ho un trattore ultimo tipo, allora per arare un certo appezzamento impiegherò un'ora e 5 litri di gasolio, se il trattore è vecchio come il cucco di ore ne impiegherò 2 e 8-9 litri di gasolio.
Estendendo il ragionamento a tutte le fasi del processo viene fuori che con tecnologie avanzate rimane un certo margine positivo.
Ma questa considerazione è valida in tutti i campi!
Suncity
50 euro di gasolio sono meno di 50 litri ( a meno che te li faccia semiregalare dallo stato); su una macchina agricola media ti durano 5-10 ore.
Hai idea di quanto lavoro fai in 5-10 ore?
Suvvia!
Il fatto che l'olio di colza Lidl continui ad essere sugli scaffali a 0.65 euro significa semplicemente due cose:
-è un prezzo sostenuto da qualche meccanismo finanziario, non fosse altro la pubblicità che si fa in questo modo alla catena Lidl
-se continua ad esserci disponibilità significa che, tutto sommato, gli acquisti di tale intruglio non sono travolgenti come si vocifera altrimenti gli scaffali sarebbero vuoti da tempo.
In Europa l'agricoltura deve essere massicciamente sostenuta da contributi comunitari, se si badasse solo al ritorno economico ci sarebbero solo pascoli e foreste. La coltivazione della colza a scopi energetici sarebbe un ulteriore aggravio ai bilanci.
Mentre sono da sponsorizzare tutte le attività volte a valorizzare, magari dal punto di vista energetico, i prodotti di scarto della filiera alimentare.
Ad esempio: se le quantità sono significative, può essere utile recuperare olio combustibile dai vinaccioli o semi di pomodoro, ma sarebbe assolutamente idiota pensare di coltivare la vite o il pomodoro al solo scopo di ricavarne energia dai semi.
Spesso sembro molto polemico e probabilmente è vero, ma la mia virulenza non è rivolta al sistema proposto in sè, che molto spesso è valido, ma alla importanza spropositata che gli viene attribuita.
Con tutto l'armamentario di dietrologie, congiure di petrolieri e multinazionali che ne segue.
Perdendo di vista la drammaticità del problema.
Piccolo esempio: sei senza soldi ed affamato, trovi 50 cent a terra, fai bene a raccoglierli, ma la soluzione non è girare per la città a scrutare marciapiedi e tombini alla ricerca di altre monetine, ci vuole ben altro.
Ciao
Tersite
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Giuseppe Addessi
- Messaggi: 36
- Iscritto il: mer dic 01, 2004 10:58 pm
biodiesel e consumo di carne
NON SO SE QUESTI CALCOLI FATTI A BERKLEY SIANO ESATTI O SBAGLIATI (NON CREDO CHE SIANO DEL TUTTO SBAGLIATI)MA BISOGNA METTERSI IN TESTA UNA VOLTA PER TUTTE CHE L IL 70% DELLA PRODUZIONE AGRICOLA SERVE A PRODURRE MANGIMI PER GLI ALLEVAMENTI!
L'ITALIA GRAZIE AL CONSUMO DI CARNE NON è AUTOSUFFICIENTE SOTTO IL PUNTO DI VISTA ALIMENTARE E IMPORTA TONNELLATE DI MANGIMI DAI PAESI DEL 3 MONDO
DETTO CIO I TERRENI AGRICOLI NON SONO INFINITI QUINDI O SI PRODUCONO MANGIMI O CULTURE ATTE A PRODURRE BIODIESEL
GIUSEPPE
PS QUANTI DI VOI SONO VEGETARIANI O VEGAN
L'ITALIA GRAZIE AL CONSUMO DI CARNE NON è AUTOSUFFICIENTE SOTTO IL PUNTO DI VISTA ALIMENTARE E IMPORTA TONNELLATE DI MANGIMI DAI PAESI DEL 3 MONDO
DETTO CIO I TERRENI AGRICOLI NON SONO INFINITI QUINDI O SI PRODUCONO MANGIMI O CULTURE ATTE A PRODURRE BIODIESEL
GIUSEPPE
PS QUANTI DI VOI SONO VEGETARIANI O VEGAN
Caro Giuseppe
I conti di Berkley dicono che il biodiesel non è conveniente, costa più energia a produrlo di quanta se ne ricava.
I siti favorevoli al biodiesel affermano che da un ettaro di terreno si possono ricavare 1000 litri di carburante all'anno.
Prendiamo per buono il sito ottimista.
Ad essere molto ottimisti, in Italia, ci sono 20 milioni di ettari coltivabili
Con un ettaro si alimenta una utilitaria.
Se tutto il territorio fosse coltivato esclusivamente a colza ne ricaveremmo quanto basta per far circolare, forse, il parco macchine privato.
Ci rimarrebbe da decidere cosa mangiare, anzi, non ci sarebbe nulla da mangiare.
Nè per noi, nè per gli animali.
Vedi tu
Tersite
I conti di Berkley dicono che il biodiesel non è conveniente, costa più energia a produrlo di quanta se ne ricava.
I siti favorevoli al biodiesel affermano che da un ettaro di terreno si possono ricavare 1000 litri di carburante all'anno.
Prendiamo per buono il sito ottimista.
Ad essere molto ottimisti, in Italia, ci sono 20 milioni di ettari coltivabili
Con un ettaro si alimenta una utilitaria.
Se tutto il territorio fosse coltivato esclusivamente a colza ne ricaveremmo quanto basta per far circolare, forse, il parco macchine privato.
Ci rimarrebbe da decidere cosa mangiare, anzi, non ci sarebbe nulla da mangiare.
Nè per noi, nè per gli animali.
Vedi tu
Tersite
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Andrea Rampado
- Messaggi: 97
- Iscritto il: mar ott 05, 2004 9:18 am
- Località: Padova
???
Caro Tersite,
non sono daccordo, i torni non mi contano ;-)
I 116 campi di mio suocero in Romania l'anno scorso hanno prodotto mediamente quasi 1,8 tons di olio di girasole per h (l'equivalente di 11 barili di petrolio) e mi raccontava di aver ottenuto molto di più con colza e canapa negli anni passati (con la canapa è riuscito a fare due produzioni all'anno), il costo energetico di produzione è irrisorio, l'acqua di irrigazione e solo quella del buon Dio (quest'anno ne ha data parecchia) e il combustibile utilizzato per la lavorazione e la raccolta (su mia indicazione) è lo stesso olio che producono, circa un centinaio di litri per h!!!
Mi manca il costo energetico di estrazione dell'olio, ma anche qui penso che sia molto basso visto che il calore necessario viene prodotto con la stessa bio-massa prodotta di scarto.... e il prodotto finale non mi costa più di 0,15 €/l.....in Romania ovviamente...
Il problema del bio-diesel e cioè se potrà sostituire il petrolio in un immediato futuro, va analizzato partendo da un altro punto di vista, quello degli sprechi e delle efficenze!
Sto comprando quasi 3000 h in Romania (tutto terreno incolto da anni perchè non conveniva...), con il petrolio a 70 $ al barile significa che un litro di petrolio oggi costa 0,440 $, un litro di olio mi costa produrlo circa 0,15 €, se poi lo transterifico devo aggiungere 0,18 € per litro (anche se non è necessario) quindi abbiamo 0,15+0,18= 0,33 €/l, il rapporto €/$ è di circa 1,22 ad oggi, quindi i miei 0,33 €/l diventano 0,400 $/l, cavoli sto per diventare un piccolo bio-petroliere.... :-)
Ora i conti mi tornano.
Ciao a tutti
Andrea
non sono daccordo, i torni non mi contano ;-)
I 116 campi di mio suocero in Romania l'anno scorso hanno prodotto mediamente quasi 1,8 tons di olio di girasole per h (l'equivalente di 11 barili di petrolio) e mi raccontava di aver ottenuto molto di più con colza e canapa negli anni passati (con la canapa è riuscito a fare due produzioni all'anno), il costo energetico di produzione è irrisorio, l'acqua di irrigazione e solo quella del buon Dio (quest'anno ne ha data parecchia) e il combustibile utilizzato per la lavorazione e la raccolta (su mia indicazione) è lo stesso olio che producono, circa un centinaio di litri per h!!!
Mi manca il costo energetico di estrazione dell'olio, ma anche qui penso che sia molto basso visto che il calore necessario viene prodotto con la stessa bio-massa prodotta di scarto.... e il prodotto finale non mi costa più di 0,15 €/l.....in Romania ovviamente...
Il problema del bio-diesel e cioè se potrà sostituire il petrolio in un immediato futuro, va analizzato partendo da un altro punto di vista, quello degli sprechi e delle efficenze!
Sto comprando quasi 3000 h in Romania (tutto terreno incolto da anni perchè non conveniva...), con il petrolio a 70 $ al barile significa che un litro di petrolio oggi costa 0,440 $, un litro di olio mi costa produrlo circa 0,15 €, se poi lo transterifico devo aggiungere 0,18 € per litro (anche se non è necessario) quindi abbiamo 0,15+0,18= 0,33 €/l, il rapporto €/$ è di circa 1,22 ad oggi, quindi i miei 0,33 €/l diventano 0,400 $/l, cavoli sto per diventare un piccolo bio-petroliere.... :-)
Ora i conti mi tornano.
Ciao a tutti
Andrea