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invasione di cavallette

Inviato: dom lug 17, 2005 10:48 pm
da bea
Disperata è dir poco, non si è salvata l'insalta, cavolfiori, aglio e scalogno, peperoni, carote, pure il prezzemolo!
Per qualche strano motivo i pomodori e zucchine non sono ancora state attaccate. E' vero che una soluzione macerante d'ortica può aiutare il mio orto?Oppure è troppo tardi, ringrazio chi voglia darmi consiglio.
Barbara

Inviato: lun lug 18, 2005 7:22 am
da Marcello
Temo che per le cavallette ci sia poco o nulla da fare...

E' la prima volta che accade lì da te?

M.

Inviato: lun lug 18, 2005 7:27 am
da Marcello
Ho trovato questo:

Le infestazioni di cavallette sono un fenomeno che si verifica ciclicamente in alcune zone collinari dell’Emilia Romagna. Infatti a metà degli anni ’80, numerosi comuni delle province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia e Modena avevano registrato pullulazioni di questi insetti con gravi danni alle colture.

Popolazioni eccezionalmente numerose di cavallette sono il risultato di particolari condizioni ambientali e climatiche favorevoli, in particolare:

abbandono delle zone collinari e montane con aumento delle aree incolte, scarsamente lavorate, che costituiscono un habitat ideale;

scarsa piovosità ed umidità invernale che permette la sopravvivenza delle uova e quindi lo sviluppo delle cavallette svantaggiando i loro nemici naturali (ad es. il fungo Entomophaga grylli).

COME VIVONO E SI RIPRODUCONO

Le cavallette che popolano il nostro territorio appartengono, per la quasi totalità, alla specie Calliptamus Italicus o grillastro italiano. Si tratta di un insetto Ortottero tipico del bacino del Mediterraneo, diffuso in Nord Africa, Spagna, Italia, Europa orientale e in vaste zone asiatiche. Gli adulti sono di colore grigio o bruno con ali rosate e presentano un accentuato dimorfismo sessuale: il maschio raggiunge una lunghezza di 13-26 mm e la femmina di 21-36 mm. Le forme giovanili (neanidi) sono biancastre appena nate, diventano scure in poco tempo e attraverso più mute raggiungono lo stadio adulto in 40-50 giorni.

Altre specie di cavallette presenti in Italia sono: Anacrydium aegyptium, specie di colore grigio dal comportamento solitario e non dannosa alle colture; Dociostaurus maroccanus, di colore bruno, presente nel sud Italia; Tettigonia viridissima e Dectigus verrucivorus, specie di maggiori dimensioni e di colore verde e la meno frequente Oedipoda coerulescens, simile a C. italicus, ma di colore grigio con ali azzurre.

Le cavallette compiono una sola generazione l’anno. Le neanidi nascono scalarmente dalla fine di maggio alla fine di luglio, in funzione dell’altitudine e dell’esposizione. I primi adulti compaiono in luglio e si spostano in volo per brevi distanze. L’ovideposizione inizia in agosto in aree circoscritte, dette grillare, caratterizzate da terreni incolti, compatti, esposti a sud e dotati di pendenza e quindi meno soggetti a ristagni idrici. Le uova sono deposte, in numero variabile da 25 a 55, all’interno di una ooteca o cannello sovrapposte le une alle altre ed incollate da un secreto spugnoso. Ogni ooteca viene inserita all’interno di un foro prodotto nel terreno dalla femmina alla profondità di 3-4 cm.

I DANNI E LA LOTTA

Essendo polifaghe, le cavallette possono danneggiare non solo piante spontanee, ma anche colture erbacee, in particolare leguminose foraggere e orticole. Il danno è direttamente correlato al livello d’infestazione e generalmente interessa l’erba medica, particolarmente diffusa nelle zone collinari e alimento preferito dalle forme giovanili.

Purtroppo non è possibile eliminare in modo definitivo tale problema ed i trattamenti con insetticidi abbattenti non riducono il rischio di elevate infestazioni future; si può però contenerlo entro livelli accettabili soprattutto intervenendo in via preventiva con adeguate pratiche agronomiche.

Si consiglia di:

individuare i terreni dove vengono deposte le uova (grillare);

distruggere le ooteche con lavorazioni superficiali (erpicature) e dissodare i terreni infestati specialmente nel periodo autunno-invernale e comunque entro aprile (esponendo le uova agli agenti atmosferici se ne riduce la vitalità, di conseguenza si abbassa il numero di individui che nasceranno);

rinnovare i vecchi prati e rimettere a coltura i terreni abbandonati.

collina Piacentina

Inviato: lun lug 18, 2005 10:09 am
da bea
Ti ringrazio per avermi risposto dettagliatamente, è proprio così, il mio orto
che tanto faticosamente ho ricavato in un campo(appena acquistato nella collina del Piacentino) da terreno sassoso ed argilloso è la prima volta che vede tutte queste cavallette. Il campo d'erba medica non è stato tagliato e
proprio come mi hai segnalato tu probabilmente è risultato luogo adatto al proliferarsi di questi insetti.
Prossimamente pensavo di impiantare nel campo alberi da frutto e ulivi, visto il problema delle frane dalle nostre parti, non vorrei proprio ararlo, tu pensi che sarò sempre soggetta a queste cavallette, magari negli altri campi li vicino non ci sono? Cosa mi consigli?

Re: collina Piacentina

Inviato: mar lug 19, 2005 6:39 am
da Marcello
bea ha scritto:Ti ringrazio per avermi risposto dettagliatamente, è proprio così, il mio orto
che tanto faticosamente ho ricavato in un campo(appena acquistato nella collina del Piacentino) da terreno sassoso ed argilloso è la prima volta che vede tutte queste cavallette. Il campo d'erba medica non è stato tagliato e
proprio come mi hai segnalato tu probabilmente è risultato luogo adatto al proliferarsi di questi insetti.
Prossimamente pensavo di impiantare nel campo alberi da frutto e ulivi, visto il problema delle frane dalle nostre parti, non vorrei proprio ararlo, tu pensi che sarò sempre soggetta a queste cavallette, magari negli altri campi li vicino non ci sono? Cosa mi consigli?
Da quello che ho sentito in giro (ne hanno parlato anche stamattina alla radio, vuol dire che quest'anno è un fenomeno particolarmente presente), dipende da molteplici cause, e non è detto che si ripeta tutti gli anni nella stessa modalità.

Credo anche che tu possa tranquillamente metterci olivi e piante da frutto, senza dover arare prima il terreno, avendo però cura di fare delle buche particolarmente ampie, e magari con il suggerimento di utilizzare varietà locali e - per la frutta - anche antiche, che si sono sempre dimostrate forti rispetto alle varie avversità.

Se puoi, anche qualche pianta da frutto selvatica, che non è male.

Poi sotto alle piante al massimo ci tieni l'erba bassa; se non dovesse funzionare, puoi fare anche una lavorazione in un secondo momento.

M.

Ulivi

Inviato: mar lug 19, 2005 10:05 am
da bea
Si, qui nel Piacentino c' è un'associazione, che promuove ulivi selezionati,
autoctoni delle colline Parmensi resistenti al freddo. Per quanto l'idea mi possa piacere, sono un po incerta molti mi sconsigliano perchè non la riconoscono, come zona d' ulivi e poi essendo io una dilettante anche se appassionata in questo vasto settore, non ho proprio idea di quante piante
poter mettere, senza rischiare d'eccedere.
Ho dieci "pertiche" di terreno circondate da bellissimi rovi e nocciole selvatiche.

Inviato: mar lug 19, 2005 11:16 am
da Marcello
Gli ulivi li metti a quattro-cinque metri di distanza, dipende poi da come li vuoi far diventare grandi.

Se hai dei dubbi sul terreno o sulla temperatura, se non sai se sono adatti, prova con quattro o cinque, e poi semmai ne metti altri fra un paio d'anni.

Non so quanto siano dieci pertiche di terreno, ma mettere gli ulivi comunque non è un investimento particolarmente elevato.

Cosa dicono i contadini della zona? Perché non li hanno mai messi? Quale è il loro dubbio in proposito?

M.

preziosi consigli

Inviato: sab lug 23, 2005 12:26 am
da bea
In tanto ti ringrazio per questi preziosi consigli, poi riuscire a comunicare con quel che rimane di questi contadini sempre molto diffidenti è un'impresa, una risposta disinteressata non c'è mai ( nel mio caso ). Dal contadino che mi falciava l'erba, la risposta è stata che:"se fosse zona d' ulivi tutti li avrebbero messi". Ma una signora molto anziana che abita proprio dietro al mio campo possiede un ulivo molto prospero e longevo!
Barbara

Re: preziosi consigli

Inviato: sab lug 23, 2005 2:02 pm
da riboeri
bea ha scritto:In tanto ti ringrazio per questi preziosi consigli, poi riuscire a comunicare con quel che rimane di questi contadini sempre molto diffidenti è un'impresa, una risposta disinteressata non c'è mai ( nel mio caso ). Dal contadino che mi falciava l'erba, la risposta è stata che:"se fosse zona d' ulivi tutti li avrebbero messi". Ma una signora molto anziana che abita proprio dietro al mio campo possiede un ulivo molto prospero e longevo!
Barbara
Se abiti in val Tidone pare che adesso ci sia la moda e tutti mettono ulivi... il problema poi è ottenere qualcosa dal raccolto. Cercare un frantoio chissà dove per pochi kg di olive è un po' complicato... e per mangiarle così vanno lavorate... io preferisco le prugne! ;-)

val Nure

Inviato: sab lug 23, 2005 5:51 pm
da bea
Mi piacerebbe presto abitare non appena la casa sarà finita, in val Nure dove appunto vorrei mettere questi ulivi, segurò il consiglio di mettere quattro o cinque come prova. Questa associazione di cui parlavo precedentemente sostiene di portare tutto il raccolto in un frantoio sul lago di Garda. In effetti non so se alla fine economicamente conviene, ma la soddisfazione di avere il proprio olio non paga? Non è che per caso hai maggiori informazioni su come vanno questi ulivi in val Tidone, questi "produttori" non hanno pensato di comprare un frantoio in comune, oppure come dicevi tu li hanno presi solo per moda?

Inviato: sab lug 23, 2005 6:39 pm
da riboeri
Per la val Nure non sono informato... noi in val Tidone abbiamo messo 3 ulivi 4 anni fa... olive raccolte zero. Comunque cercherò qualche informazione e poi ti so dire...
Ciao

NEWS!!
Trovi informazioni sul sito dell'associazione lavaltidone che promuove l'iniziativa:

http://www.lavaltidone.it/vtulivi1.htm
Puoi contattare loro se vuoi saperne di più.

Ulivi

Inviato: lun lug 25, 2005 3:08 pm
da bea
Grazie! Ho parlato ieri con un'altra persona in val d'Darda che vorrebbe mettere ulivi, mi sa che sta diventando un business per chi li vende!

Inviato: sab ago 06, 2005 2:34 pm
da Marcello
riboeri ha scritto:Per la val Nure non sono informato... noi in val Tidone abbiamo messo 3 ulivi 4 anni fa... olive raccolte zero. Comunque cercherò qualche informazione e poi ti so dire...
Ciao

NEWS!!
Trovi informazioni sul sito dell'associazione lavaltidone che promuove l'iniziativa:

http://www.lavaltidone.it/vtulivi1.htm
Puoi contattare loro se vuoi saperne di più.
Ma tu vivi in Val Tidone?

Sbaglio o Nibbiano è in Val Tidone? Io ogni tanto ci capito per lavoro.

M.

Inviato: sab ago 06, 2005 2:56 pm
da riboeri
Marcello ha scritto: Ma tu vivi in Val Tidone?

Sbaglio o Nibbiano è in Val Tidone? Io ogni tanto ci capito per lavoro.

M.
Io no, ma la mia fidanzata ha una casa a Ziano, che è uno dei primi paesi della Val Tidone. Nibbiano è in Val Tidone, più in alto di Ziano, in una zona (secondo me fortunatamente) non vocata per il vino come la parte bassa e quindi ancora abbastanza selvaggia (mentre a Ziano ci sono solo vigneti... con relativi pesticidi e compagnia bella...). Ancora più in alto c'è Pecorara, vicino a cui si trova una fattoria, immersa fra i castagni dove una coppia di ragazzi coltiva la terra, alleva vari animali e fa agriturismo. Il posto si chiama "L'Operaia" (hanno un miele buonissimo) e se capiti da quelle parti vale sicuramente la pena di farci un salto.
Magari ci vediamo!