Dalla ML di Progetto Gaia
Inviato: gio lug 14, 2005 9:35 am
Sul giornale "Libero" il 12 Luglio 2005 è stato
pubblicato il seguente articolo:
Crolla un mito. La tradizionale manifestazione rossa e patria della porchetta diventa verde, promuove il consumo di alghe come alternativa alla carne e i mezzi pubblici per non inquinare!
Bandita la salamella dalla festa di Liberazione
DA OGGI, PRIVILEGIATI I MENÙ VEGETARIANI ALLA TRADIZIONALE
MANIFESTAZIONE DI RIFONDAZIONE: COSÌ SI RESTA IN LINEA E
NON SI SACRIFICANO ANIMALI. I DIRIGENTI DI PARTITO:
DOBBIAMO ADEGUARCI AI TEMPI
Milano: Di due cose si poteva essere certi quando si andava alle feste di Liberazione: delle salamelle e dell'immancabile (quanto disertato) "dibbattito". Invece no: anche dalle feste della sinistra milanese si può intuire quanto sia profonda la crisi d'ideali del popolo rosso. Basta notare che dai tavoli dell'edizione in corso della festa è sparita la carne.
No alla tradizionale porchetta, al panino con la salamella, alle costine innaffiate da fiumi di lambrusco. No al motivo per cui migliaia di persone visitano ogni anno la manifestazione, a prescindere da spinte idealiste di
partito. Sì, però, alla verdura fresca e alla buona frutta. È la nuova legge delle feste di Liberazione, o, meglio, di Liberazione dalle proteine animali.
Certo, i comunisti hanno sempre appoggiato la buona causa dell'equo solidale, del più che giustificato rispetto per il pianeta terra e degli esseri viventi, ma ora si parla di tradire le proprie origini, fatte di tavolate di carnivori. Ora i compagni rischiano di ridursi a magri figurini verdognoli, dediti solo al culto zen dei vegetali. Una scelta hi- tech che sembra non piacere ai nostalgici della brace-uguale-per-tutti.
Questa l'idea lanciata dalla campagna " Io faccio la mia parte!" dell'Associazione Progetto Gaia presentata all'interno della Festa di Liberazione, iniziata il 23 giugno e aperta fino al 18 luglio. Il fine della campagna è di ottenere una partecipazione attiva del popolo, per risolvere i problemi generali legati alla globalizzazione. In realtà gli obiettivi sono molteplici: dal diventare vegetariani, al combattere la fame, al salvare il mondo intero dalla guerra. Un minestrone programmatico che vorrebbe nascondere il dramma di chi la salamella per quest'anno se la deve scordare. Ma andiamo con ordine. Ecco come si partecipa alla campagna. Ognuno deve scegliersi un giorno della settimana per praticare un consumo equo e sostenibile, cioè «scegliere alimenti la cui produzione non distrugga il Pianeta» , come si legge nel comunicato
ufficiale. Bisogna eliminare per un solo giorno cibi di derivazione animale. Questa è, secondo l'Associazione, solo la condizione base per aderire alla proposta. Chi vorrà potrà impegnarsi a consumare in maniera politicamente intelligente anche in altri settori: muoversi solo con trasporti pubblici o non comprare nei grandi magazzini. L'assunto di base rimane
comunque uno: la vita di chiunque deve diventare un atto politico, così come è ribadito in mille salse all'interno del sito dell'Associazione.
Inoltre il progetto prevede la firma di una lettera da inviare alle varie istituzioni, ai partiti e alla stampa per sensibilizzare il mondo allo stile di vita vegetariano. Il tentativo è quello di trasformare anche la Festa di
Liberazione in un ritrovo vegan, o almeno questa è la richiesta di Gaia agli organizzatori, in quella che è ancora ( per fortuna) un'iniziativa pilota al vaglio dei "salamella-aficionados". Il segretario della Federazione milanese di Rifondazione Comunista Carlo Rutigliano, conferma la «grande disponibilità del partito a questo genere di proposte » . Poi però mette le mani avanti: « Per l'anno prossimo si vedrà » . E la porchetta? «La manterremo » , dice Rutigliano, « ma non possiamo rimanere indietro: dobbiamo stare al passo con i tempi » .
L'Associazione animalista Gaia ha altre idee del genere: nei periodi " critici" ( per gli animali) come Natale, Capodanno, Pasqua e nel periodo estivo, attiva il "Numero frescura" (02/ 86463111), che propone la dieta
vegetariana per combattere l'afa e il caldo e per tentare di porre fine alle «stragi» di maialini e galline innocenti. Base importante della dieta sono le alghe, valida e saporita alternativa alla sanguinolenta bistecca di maiale. Hasta l'insalata siempre.
Ilaria Morani
pubblicato il seguente articolo:
Crolla un mito. La tradizionale manifestazione rossa e patria della porchetta diventa verde, promuove il consumo di alghe come alternativa alla carne e i mezzi pubblici per non inquinare!
Bandita la salamella dalla festa di Liberazione
DA OGGI, PRIVILEGIATI I MENÙ VEGETARIANI ALLA TRADIZIONALE
MANIFESTAZIONE DI RIFONDAZIONE: COSÌ SI RESTA IN LINEA E
NON SI SACRIFICANO ANIMALI. I DIRIGENTI DI PARTITO:
DOBBIAMO ADEGUARCI AI TEMPI
Milano: Di due cose si poteva essere certi quando si andava alle feste di Liberazione: delle salamelle e dell'immancabile (quanto disertato) "dibbattito". Invece no: anche dalle feste della sinistra milanese si può intuire quanto sia profonda la crisi d'ideali del popolo rosso. Basta notare che dai tavoli dell'edizione in corso della festa è sparita la carne.
No alla tradizionale porchetta, al panino con la salamella, alle costine innaffiate da fiumi di lambrusco. No al motivo per cui migliaia di persone visitano ogni anno la manifestazione, a prescindere da spinte idealiste di
partito. Sì, però, alla verdura fresca e alla buona frutta. È la nuova legge delle feste di Liberazione, o, meglio, di Liberazione dalle proteine animali.
Certo, i comunisti hanno sempre appoggiato la buona causa dell'equo solidale, del più che giustificato rispetto per il pianeta terra e degli esseri viventi, ma ora si parla di tradire le proprie origini, fatte di tavolate di carnivori. Ora i compagni rischiano di ridursi a magri figurini verdognoli, dediti solo al culto zen dei vegetali. Una scelta hi- tech che sembra non piacere ai nostalgici della brace-uguale-per-tutti.
Questa l'idea lanciata dalla campagna " Io faccio la mia parte!" dell'Associazione Progetto Gaia presentata all'interno della Festa di Liberazione, iniziata il 23 giugno e aperta fino al 18 luglio. Il fine della campagna è di ottenere una partecipazione attiva del popolo, per risolvere i problemi generali legati alla globalizzazione. In realtà gli obiettivi sono molteplici: dal diventare vegetariani, al combattere la fame, al salvare il mondo intero dalla guerra. Un minestrone programmatico che vorrebbe nascondere il dramma di chi la salamella per quest'anno se la deve scordare. Ma andiamo con ordine. Ecco come si partecipa alla campagna. Ognuno deve scegliersi un giorno della settimana per praticare un consumo equo e sostenibile, cioè «scegliere alimenti la cui produzione non distrugga il Pianeta» , come si legge nel comunicato
ufficiale. Bisogna eliminare per un solo giorno cibi di derivazione animale. Questa è, secondo l'Associazione, solo la condizione base per aderire alla proposta. Chi vorrà potrà impegnarsi a consumare in maniera politicamente intelligente anche in altri settori: muoversi solo con trasporti pubblici o non comprare nei grandi magazzini. L'assunto di base rimane
comunque uno: la vita di chiunque deve diventare un atto politico, così come è ribadito in mille salse all'interno del sito dell'Associazione.
Inoltre il progetto prevede la firma di una lettera da inviare alle varie istituzioni, ai partiti e alla stampa per sensibilizzare il mondo allo stile di vita vegetariano. Il tentativo è quello di trasformare anche la Festa di
Liberazione in un ritrovo vegan, o almeno questa è la richiesta di Gaia agli organizzatori, in quella che è ancora ( per fortuna) un'iniziativa pilota al vaglio dei "salamella-aficionados". Il segretario della Federazione milanese di Rifondazione Comunista Carlo Rutigliano, conferma la «grande disponibilità del partito a questo genere di proposte » . Poi però mette le mani avanti: « Per l'anno prossimo si vedrà » . E la porchetta? «La manterremo » , dice Rutigliano, « ma non possiamo rimanere indietro: dobbiamo stare al passo con i tempi » .
L'Associazione animalista Gaia ha altre idee del genere: nei periodi " critici" ( per gli animali) come Natale, Capodanno, Pasqua e nel periodo estivo, attiva il "Numero frescura" (02/ 86463111), che propone la dieta
vegetariana per combattere l'afa e il caldo e per tentare di porre fine alle «stragi» di maialini e galline innocenti. Base importante della dieta sono le alghe, valida e saporita alternativa alla sanguinolenta bistecca di maiale. Hasta l'insalata siempre.
Ilaria Morani