islam e vegetarianesimo
Inviato: gio lug 07, 2005 5:05 pm
L'Islam è forse la religione più giovane sul pianeta, ed è strettamente imparentata con ebraismo e cristianesimo; infatti i musulmani si considerano figli di Adamo, Noè ed Abramo (Ibrahim è un nome molto diffuso) in quanto discendenti di Ismaele fratello di Israele, e onorano tutti i profeti e grandi personaggi religiosi della storia ebraica (Mosé, Giuseppe ecc.) e anche Gesù come grandi profeti e santi inviati da Dio. Gli studiosi musulmani citano la Bibbia (Deuteronomio 18.17-18) dove il Signore preannuncia l'avvento di Maometto (sallallàhu alàihi ua sàllam): "Il Signore disse: io susciterò loro un profeta come te di mezzo ai loro fratelli e metterò le mie parole sulla sua bocca e annunzierà loro tutto ciò che gli avrò comandato; se uno non ascolterà le parole che egli dirà in nome mio, io stesso gliene chiederò conto." (abbiamo scelto di osservare la tradizione di rispetto e affetto secondo la quale ogni volta che viene nominato il profeta, il suo nome viene glorificato con la frase "che Iddio lo benedica e gli dia pace e gloria", riportata qui in arabo e più avanti tra parentesi come iniziali della frase araba, SAUS.)
Possiamo quindi concludere che tutte le istruzioni date da Dio nella Bibbia attraverso i profeti e da Gesù, a proposito della compassione e della gentilezza verso gli animali, siano valide anche per i musulmani, dato anche l'esempio personale del profeta stesso. Il Corano afferma: "Gli animali che vivono sulla terra e gli uccelli che volano nel cielo non sono veramente tali, sono persone come voi" (sura 6.38)
Secondo la tradizione islamica nessuna creatura può essere uccisa nella città santa della Mecca. I pellegrini devono fare particolare attenzione a non calpestare nemmeno un insetto: "vi è proibito cacciare e uccidere per tutto il tempo del pellegrinaggio; ricordate bene il vostro dovere verso Allah, al quale dovrete tornare" (Corano, sura 5.96)
Il profeta Maometto (SAUS) disse: "Chiunque è buono verso le creature di Dio è buono verso se stesso." Margoliuth, uno dei principali biografi di Maometto (SAUS), scrive: "La sua umanità si estendeva anche alle creature inferiori. Proibì l'uso del tiro al piccione e rimproverava coloro che maltrattavano i cammelli. Quando alcuni dei suoi seguaci diedero fuoco a un formicaio, li costrinse a spegnerlo."
Un giorno, Maometto (SAUS) raccontò ai suoi seguaci: "C'era in paese una prostituta; stava sulla porta in attesa di clienti e vide un cane che stava morendo di sete perché aveva attraversato il deserto. Impietosita entrò in casa, riempì la scarpa d'acqua e la portò al cane. Iddio perdonò tutti i suoi peccati per questo atto di amore verso l'animale."
Nelle Hadith arabe tradotte da M. Hafiz Syed, leggiamo: "Il profeta passò accanto a delle persone che tiravano frecce a un ariete, e li condannò dicendo: non fate del male agli animali. Un giorno alcune persone videro il profeta che asciugava il muso del suo cavallo con il proprio scialle; alle loro domande rispose: Stanotte Dio mi ha rimproverato per il modo in cui tratto il mio cavallo. Un giorno, un uomo aveva rubato delle uova da un nido; il profeta gli ordinò immediatamente di rimetterle dove le aveva trovate, e aggiunse: temete il Signore negli animali e cavalcateli quando sono in forze, ma lasciateli riposare quando sono stanchi. Un altro giorno, i suoi discepoli gli chiesero se ci fosse qualche ricompensa per chi trattava bene i propri animali e si preoccupava di dar loro da bere; il profeta rispose: ci sono ricompense per chi fa del bene a qualsiasi animale vivente."
Un pomeriggio, dopo essersi svegliato da un sonnellino, Maometto (SAUS) trovò un gattino malato che si era addormentato sul suo mantello. Per non disturbarlo, il profeta tagliò il lembo del mantello prima di alzarsi. I primi biografi indicano che preferiva cibi vegetariani, come il pane d'orzo, il latte allungato con l'acqua, lo yogurt con il burro o le noci, cetrioli e datteri, melagrane, uva, fichi o datteri schiacciati nell'acqua. Le sue abitudini alimentari erano estremamente modeste, come testimoniano stupiti i suoi contemporanei e biografi.
Altri biografi, come M. Hafiz Syed, sottolineano che Maometto (SAUS) ordinò a coloro che mangiavano carne di lavarsi la bocca prima di pregare; nell'ordine viene specificata la carne e non altri cibi. Come mai il profeta, così benevolo e misericordioso verso tutti gli esseri, non diede ordini più chiari e rigidi ai suoi seguaci contro il consumo di alimenti non vegetariani?
Maometto (SAUS) conosceva bene il suo popolo. Prima dell'avvento dell'Islam, gli arabi adoravano con un atteggiamento idolatrico una grande quantità di dei, demoni e spiriti, ai quali sacrificavano spesso e volentieri. Non avevano alcuna pietà o riguardo per gli animali, neppure per i cammelli che costituivano il maggiore sostegno della loro esistenza. Come abbiamo già detto più sopra, era uso normale tagliare con una lama rovente pezzi del corpo degli animali per mantenerli in vita più a lungo senza doverli uccidere per mangiarli. Inoltre, date le condizioni ambientali particolarmente difficili del deserto, carne e sangue erano gli alimenti principali del popolo. Lo stesso atteggiamento era diffuso nella società anche nei confronti degli altri esseri umani, e specialmente verso le donne, che erano considerate una merce di scambio e di consumo. Gli arabi potevano avere tutte le mogli che volevano e quando si stufavano potevano ucciderle o rivenderle senza nessuna restrizione (da qui la legge coranica che permette al marito di ripudiare la moglie con una semplice parola, ma non di ucciderla o rivenderla). Le relazioni sessuali tra madri e figli erano così normali che il Corano contiene delle proibizioni specifiche (sura 6, versi 19-24). Le figlie femmine non erano considerate degne di venire allevate, tanto che per la maggior parte le bambine venivano sepolte vive alla nascita, ma trattavano "molto rudemente" tutti i bambini in generale (la violenza sessuale sui bambini maschi e la diffusissima omosessualità sono tuttora un grave problema dei paesi musulmani). Un giorno un beduino vide il profeta comportarsi gentilmente con un bambino e lo rimproverò aspramente per il suo atteggiamento "poco virile". Maometto (SAUS) rispose: "Chi non ama i bambini non riceverà amore da Dio!"
Gli arabi si guadagnavano da vivere soprattutto con il commercio degli schiavi, le scorrerie e le rapine ai danni dei viaggiatori (oppure l'esazione di tasse e pagamenti per la "protezione" alle carovane). Poiché il succo di datteri fermenta facilmente, gli arabi amavano molto ubriacarsi. Possiamo dunque comprendere il valore degli insegnamenti di Maometto (SAUS), che a persone più evolute e di costumi più puri e religiosi potrebbero sembrare limitati.
Nonostante le condizioni morali disastrose del suo popolo, il profeta cercò di stabilire, con il suo esempio e con la predica, un modello di compassione e non violenza. Alcuni studiosi hanno mostrato che persino con la sua morte, Maometto (SAUS) volle sottolineare i danni del consumo di carne: una donna non musulmana aveva invitato a pranzo il profeta e alcuni suoi compagni e servì loro della carne avvelenata. Benché non fosse sua abitudine mangiare carne o cibi preparati da non-musulmani (il Corano contiene la proibizione di mangiare carne sulla quale non sia stato invocato il nome di Allah) Maometto (SAUS) mangiò, ordinando ai suoi compagni di non mangiare quella carne. Dopo due anni di grave malattia che lo costrinse a letto per tutto il tempo, il profeta morì, nel 632.
Il Corano raccomanda di mangiare cibi sani e non violenti: "Che l'uomo rifletta sul cibo che mangia, su come noi abbiamo fatto scendere la pioggia e fatto crescere il grano, la vite e le erbe, gli olivi e le palme e i giardini e i frutteti per il suo piacere e i pascoli per il piacere del suo bestiame. Anche nel bestiame c'è un segno per voi: vi abbiamo dato da bere ciò che è contenuto nel loro corpo, in mezzo al sangue e alla sporcizia -- il latte puro, dolce da bere. E il Signore ispira le api dicendo, costruite la vostra casa nelle montagne, negli alberi e nelle radici, poi nutritevi secondo il volere del vostro Dio. Così dal loro ventre esce un liquido di vari colori che è molto salutare per l'uomo. In verità, questi sono segni sui quali la gente deve riflettere." (Sura 16, versi 65-69) Uno dei pilastri dell'Islam è il digiuno, che deve servire ad allenare i fedeli al controllo dell'avidità. Gli altri sono la preghiera 5 volte al giorno, la fedeltà all'adorazione regolare a Dio e al rispetto per il profeta Maometto (SAUS) e la meditazione sui nomi e sulle qualità del Signore infinitamente misericordioso; la pratica della carità e dell'assistenza sociale attraverso il pagamento dell'imposta coranica e il pellegrinaggio alla Mecca (durante il quale, come abbiamo già detto, i fedeli devono esercitare estrema attenzione per non fare del male a nessuna creatura vivente).
Uno dei filosofi più brillanti dell'Islam, Al-Ghazzali (1058-1111) scrive nel suo libro Ihya Ulum ul-Din: "Mangiare la carne della mucca porta malattia (marz), il suo latte è salute (safa) e il suo burro chiarificato è medicina (dava). La compassione nel mangiare porta alla compassione nel vivere."
I mistici islamici, come i Sufi, considerano il vegetarianesimo come un alto ideale spirituale. Una santa sufi, Hazrat Rabia Basri, meditava in una foresta per non essere disturbata, e gli animali selvatici le si avvicinavano senza paura. Un giorno un altro sufi andò a trovarla e gli animali fuggirono terrorizzati. Sorpreso, l'uomo chiese come mai, e Rabia gli chiese cosa avesse mangiato quel giorno. Il sufi confessò di aver mangiato delle cipolle fritte in grasso animale. "Hai mangiato il loro grasso! Perché non dovrebbero fuggire al tuo arrivo?"
Un grande maestro sufi contemporaneo, Muhammad Rahim Bawa Muhaiyaddin, racconta nel libro "Il giardino segreto" la parabola del cacciatore che impara la compassione dal cerbiatto.
Nella tradizione islamica, quando un animale viene ucciso è necessario guardarlo negli occhi e recitare la preghiera conosciuta come kalimah, che esorta gli esseri umani a purificarsi dalle qualità inferiori e a sviluppare compassione. Il macellaio (sia chi uccide l'animale che chi lo tiene fermo) deve essere inoltre un fedele musulmano e osservare rigidamente le cinque preghiere quotidiane; tra un'uccisione e l'altra deve fare un bagno e purificarsi. Prima della macellazione, eseguita con un coltello estremamente affilato dalla lunghezza adeguata, l'animale deve essere nutrito e dissetato, e se durante il processo rigurgita o si lamenta la sua carne diventa inadatta al consumo (cioè il macellaio deve fare bene attenzione a trattare l'animale con la massima delicatezza possibile). La recitazione delle preghiere deve continuare dal primo istante fino a dopo la morte dell'animale per dissanguamento (sono necessari da 15 a 20 minuti per ciascun animale). Questa cerimonia della qurban è così complessa e lunga da scoraggiare la macellazione degli animali. "Allah disse: con questo qurban uccideranno molti meno animali, perché mentre prima ne uccidevano 1000 o 2000 in un giorno, ora potranno ucciderne solo dieci o quindici."
Il Corano stesso esalta la compassione e la misericordia in 113 dei 114 capitoli che lo compongono, con la frase di apertura Bismillahir-rahmanir-rahim, "Allah è misericordioso e compassionevole." Il nome con il quale il Signore viene definito più frequentemente è al-Raham, "infinitamente misericordioso", o anche Arham al-Rahimin "il più misericordioso tra i misericordiosi".
Possiamo quindi concludere che tutte le istruzioni date da Dio nella Bibbia attraverso i profeti e da Gesù, a proposito della compassione e della gentilezza verso gli animali, siano valide anche per i musulmani, dato anche l'esempio personale del profeta stesso. Il Corano afferma: "Gli animali che vivono sulla terra e gli uccelli che volano nel cielo non sono veramente tali, sono persone come voi" (sura 6.38)
Secondo la tradizione islamica nessuna creatura può essere uccisa nella città santa della Mecca. I pellegrini devono fare particolare attenzione a non calpestare nemmeno un insetto: "vi è proibito cacciare e uccidere per tutto il tempo del pellegrinaggio; ricordate bene il vostro dovere verso Allah, al quale dovrete tornare" (Corano, sura 5.96)
Il profeta Maometto (SAUS) disse: "Chiunque è buono verso le creature di Dio è buono verso se stesso." Margoliuth, uno dei principali biografi di Maometto (SAUS), scrive: "La sua umanità si estendeva anche alle creature inferiori. Proibì l'uso del tiro al piccione e rimproverava coloro che maltrattavano i cammelli. Quando alcuni dei suoi seguaci diedero fuoco a un formicaio, li costrinse a spegnerlo."
Un giorno, Maometto (SAUS) raccontò ai suoi seguaci: "C'era in paese una prostituta; stava sulla porta in attesa di clienti e vide un cane che stava morendo di sete perché aveva attraversato il deserto. Impietosita entrò in casa, riempì la scarpa d'acqua e la portò al cane. Iddio perdonò tutti i suoi peccati per questo atto di amore verso l'animale."
Nelle Hadith arabe tradotte da M. Hafiz Syed, leggiamo: "Il profeta passò accanto a delle persone che tiravano frecce a un ariete, e li condannò dicendo: non fate del male agli animali. Un giorno alcune persone videro il profeta che asciugava il muso del suo cavallo con il proprio scialle; alle loro domande rispose: Stanotte Dio mi ha rimproverato per il modo in cui tratto il mio cavallo. Un giorno, un uomo aveva rubato delle uova da un nido; il profeta gli ordinò immediatamente di rimetterle dove le aveva trovate, e aggiunse: temete il Signore negli animali e cavalcateli quando sono in forze, ma lasciateli riposare quando sono stanchi. Un altro giorno, i suoi discepoli gli chiesero se ci fosse qualche ricompensa per chi trattava bene i propri animali e si preoccupava di dar loro da bere; il profeta rispose: ci sono ricompense per chi fa del bene a qualsiasi animale vivente."
Un pomeriggio, dopo essersi svegliato da un sonnellino, Maometto (SAUS) trovò un gattino malato che si era addormentato sul suo mantello. Per non disturbarlo, il profeta tagliò il lembo del mantello prima di alzarsi. I primi biografi indicano che preferiva cibi vegetariani, come il pane d'orzo, il latte allungato con l'acqua, lo yogurt con il burro o le noci, cetrioli e datteri, melagrane, uva, fichi o datteri schiacciati nell'acqua. Le sue abitudini alimentari erano estremamente modeste, come testimoniano stupiti i suoi contemporanei e biografi.
Altri biografi, come M. Hafiz Syed, sottolineano che Maometto (SAUS) ordinò a coloro che mangiavano carne di lavarsi la bocca prima di pregare; nell'ordine viene specificata la carne e non altri cibi. Come mai il profeta, così benevolo e misericordioso verso tutti gli esseri, non diede ordini più chiari e rigidi ai suoi seguaci contro il consumo di alimenti non vegetariani?
Maometto (SAUS) conosceva bene il suo popolo. Prima dell'avvento dell'Islam, gli arabi adoravano con un atteggiamento idolatrico una grande quantità di dei, demoni e spiriti, ai quali sacrificavano spesso e volentieri. Non avevano alcuna pietà o riguardo per gli animali, neppure per i cammelli che costituivano il maggiore sostegno della loro esistenza. Come abbiamo già detto più sopra, era uso normale tagliare con una lama rovente pezzi del corpo degli animali per mantenerli in vita più a lungo senza doverli uccidere per mangiarli. Inoltre, date le condizioni ambientali particolarmente difficili del deserto, carne e sangue erano gli alimenti principali del popolo. Lo stesso atteggiamento era diffuso nella società anche nei confronti degli altri esseri umani, e specialmente verso le donne, che erano considerate una merce di scambio e di consumo. Gli arabi potevano avere tutte le mogli che volevano e quando si stufavano potevano ucciderle o rivenderle senza nessuna restrizione (da qui la legge coranica che permette al marito di ripudiare la moglie con una semplice parola, ma non di ucciderla o rivenderla). Le relazioni sessuali tra madri e figli erano così normali che il Corano contiene delle proibizioni specifiche (sura 6, versi 19-24). Le figlie femmine non erano considerate degne di venire allevate, tanto che per la maggior parte le bambine venivano sepolte vive alla nascita, ma trattavano "molto rudemente" tutti i bambini in generale (la violenza sessuale sui bambini maschi e la diffusissima omosessualità sono tuttora un grave problema dei paesi musulmani). Un giorno un beduino vide il profeta comportarsi gentilmente con un bambino e lo rimproverò aspramente per il suo atteggiamento "poco virile". Maometto (SAUS) rispose: "Chi non ama i bambini non riceverà amore da Dio!"
Gli arabi si guadagnavano da vivere soprattutto con il commercio degli schiavi, le scorrerie e le rapine ai danni dei viaggiatori (oppure l'esazione di tasse e pagamenti per la "protezione" alle carovane). Poiché il succo di datteri fermenta facilmente, gli arabi amavano molto ubriacarsi. Possiamo dunque comprendere il valore degli insegnamenti di Maometto (SAUS), che a persone più evolute e di costumi più puri e religiosi potrebbero sembrare limitati.
Nonostante le condizioni morali disastrose del suo popolo, il profeta cercò di stabilire, con il suo esempio e con la predica, un modello di compassione e non violenza. Alcuni studiosi hanno mostrato che persino con la sua morte, Maometto (SAUS) volle sottolineare i danni del consumo di carne: una donna non musulmana aveva invitato a pranzo il profeta e alcuni suoi compagni e servì loro della carne avvelenata. Benché non fosse sua abitudine mangiare carne o cibi preparati da non-musulmani (il Corano contiene la proibizione di mangiare carne sulla quale non sia stato invocato il nome di Allah) Maometto (SAUS) mangiò, ordinando ai suoi compagni di non mangiare quella carne. Dopo due anni di grave malattia che lo costrinse a letto per tutto il tempo, il profeta morì, nel 632.
Il Corano raccomanda di mangiare cibi sani e non violenti: "Che l'uomo rifletta sul cibo che mangia, su come noi abbiamo fatto scendere la pioggia e fatto crescere il grano, la vite e le erbe, gli olivi e le palme e i giardini e i frutteti per il suo piacere e i pascoli per il piacere del suo bestiame. Anche nel bestiame c'è un segno per voi: vi abbiamo dato da bere ciò che è contenuto nel loro corpo, in mezzo al sangue e alla sporcizia -- il latte puro, dolce da bere. E il Signore ispira le api dicendo, costruite la vostra casa nelle montagne, negli alberi e nelle radici, poi nutritevi secondo il volere del vostro Dio. Così dal loro ventre esce un liquido di vari colori che è molto salutare per l'uomo. In verità, questi sono segni sui quali la gente deve riflettere." (Sura 16, versi 65-69) Uno dei pilastri dell'Islam è il digiuno, che deve servire ad allenare i fedeli al controllo dell'avidità. Gli altri sono la preghiera 5 volte al giorno, la fedeltà all'adorazione regolare a Dio e al rispetto per il profeta Maometto (SAUS) e la meditazione sui nomi e sulle qualità del Signore infinitamente misericordioso; la pratica della carità e dell'assistenza sociale attraverso il pagamento dell'imposta coranica e il pellegrinaggio alla Mecca (durante il quale, come abbiamo già detto, i fedeli devono esercitare estrema attenzione per non fare del male a nessuna creatura vivente).
Uno dei filosofi più brillanti dell'Islam, Al-Ghazzali (1058-1111) scrive nel suo libro Ihya Ulum ul-Din: "Mangiare la carne della mucca porta malattia (marz), il suo latte è salute (safa) e il suo burro chiarificato è medicina (dava). La compassione nel mangiare porta alla compassione nel vivere."
I mistici islamici, come i Sufi, considerano il vegetarianesimo come un alto ideale spirituale. Una santa sufi, Hazrat Rabia Basri, meditava in una foresta per non essere disturbata, e gli animali selvatici le si avvicinavano senza paura. Un giorno un altro sufi andò a trovarla e gli animali fuggirono terrorizzati. Sorpreso, l'uomo chiese come mai, e Rabia gli chiese cosa avesse mangiato quel giorno. Il sufi confessò di aver mangiato delle cipolle fritte in grasso animale. "Hai mangiato il loro grasso! Perché non dovrebbero fuggire al tuo arrivo?"
Un grande maestro sufi contemporaneo, Muhammad Rahim Bawa Muhaiyaddin, racconta nel libro "Il giardino segreto" la parabola del cacciatore che impara la compassione dal cerbiatto.
Nella tradizione islamica, quando un animale viene ucciso è necessario guardarlo negli occhi e recitare la preghiera conosciuta come kalimah, che esorta gli esseri umani a purificarsi dalle qualità inferiori e a sviluppare compassione. Il macellaio (sia chi uccide l'animale che chi lo tiene fermo) deve essere inoltre un fedele musulmano e osservare rigidamente le cinque preghiere quotidiane; tra un'uccisione e l'altra deve fare un bagno e purificarsi. Prima della macellazione, eseguita con un coltello estremamente affilato dalla lunghezza adeguata, l'animale deve essere nutrito e dissetato, e se durante il processo rigurgita o si lamenta la sua carne diventa inadatta al consumo (cioè il macellaio deve fare bene attenzione a trattare l'animale con la massima delicatezza possibile). La recitazione delle preghiere deve continuare dal primo istante fino a dopo la morte dell'animale per dissanguamento (sono necessari da 15 a 20 minuti per ciascun animale). Questa cerimonia della qurban è così complessa e lunga da scoraggiare la macellazione degli animali. "Allah disse: con questo qurban uccideranno molti meno animali, perché mentre prima ne uccidevano 1000 o 2000 in un giorno, ora potranno ucciderne solo dieci o quindici."
Il Corano stesso esalta la compassione e la misericordia in 113 dei 114 capitoli che lo compongono, con la frase di apertura Bismillahir-rahmanir-rahim, "Allah è misericordioso e compassionevole." Il nome con il quale il Signore viene definito più frequentemente è al-Raham, "infinitamente misericordioso", o anche Arham al-Rahimin "il più misericordioso tra i misericordiosi".