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tecnologia:la Scienza crea incredibili creature

Inviato: ven giu 10, 2005 2:54 pm
da c.m.
articolo su L'Espresso di questa settimana ,a pag 168


TECNOLOGIA

E’ NATO IL TOPO FRANKENSTEIN

Roditori teleguidati.Insetti spia.Cani con il Gps.La scienza sta creando uno zoo di discutibili creature





Scimmie che spostano oggetti con il pensìero, topí con la vista a infrarossi e ìnsetti-spia con mìcrocamere integrate: gli animali del futuro saranno cyber. Pura fantascienza? C'è chi afferma di no: «I cyb-er-animalí sono già una realtà », a fferma Riccardo Campa, docente dí Socìología della Scienza presso l'UníversItà di
Cracovia e presidente dell'Associazione italiana transumanísti: « Esistono di fatto molti prototipi, ciascuno realizzato e ottenuto partendo da una prospettìva diversa. Per esempio un approccio consiste nell'introdurre impianti cibernetíci nell'anímale, mentre un altro, completamente opposto, procura dIntrodurre pezzi vivi di animale nella macchìne. Questi ultimi qualcuno lì chiama "anìrnat"».

Come Hybrot, per esempio. Un robot "vivente", brevettato dallo scìenzìato Steve Potter, che per ragionare si avvale dì neuroni di topo. «II vantaggio dell'animat rispetto al tradizionale robot al silicio», prosegue Campa, «è che apprende dagli errori e quindi interagisce meglio con l'uomo ».
Gli animat non sono gli unici mix bíoartìficíali cui stanno lavorando gli scienzíat
ti. Negli Stati Uniti alcuni ricercatori hanno reso i ratti capaci dì controllare un braccio robotizzato attraverso l'attività cerebrale e ì macachi di giocare e gestire ~un'immagíne VR (virtual reality)
con la mente. All'Università della 5'Calìfornía dì Berk.ley, invece, Yang Dan, Fei Li e Garrett Stanley sono riusciti a realizzare un video contenente le scene riprese dagli occhi di
un. gatto. Per rìuscirci hanno dovuto impiantare un centinaio di elettrodi nella testa del felino e collegarlí direttamente al talamo, una regione del cervello coínvolta nel. processo di vi.sualizzazione della realtà esterna.
«Quando si parla di sperimentazione suglì anìmalí», spiega Ramez Naam, autore di un libro molto discusso dal titolo "Mo.re than Human" (su Amazon.com), « non bisogna dimenticare che, eccezíon fatta per uno o due casì, il fine ultimo delle ricerche non sono gli anìmalì stessi, ma l'uomo e la cura di certe malattìe».
Tra le eccezioni cuì accenna Naam può senz'altro essere annoverato RoboRat. Metà creatura vivente e metà robot, il cyber roditore ha innestato sul cranio circa 60 microcìrcuiti i quali, collegati via radio a un telecomando, permettono a john Chapin e a Sanjiv Talwar, padri putativi del. piccolo Frankensteín, d'inviargli degli impulsì e teleguidarlo.
«L’idea», hanno spiegato i due scìenziati alla televisione australiana, «ci è venuta in seguìto ai fattì tragici dell'11 settembre, quando ci siamo chiestì quante vite si sarebbero potuto salvare se fosse stato possìbíle far gìrare tra le macerie delle miní webcam. e dei gps per localizzare con. precisíone ì sopravvissutì».
Per trovare una soluzione, Chapìn e Saníìv sono così rícorsì aì topi: «I topi sono particolarmente adattì a svolgere míssionì di soccorso: entrano in spazi ristrettissími e possiedono un. magnifico sen.so dell'olfatto»
«Non c'è nulla di. cui stupirsi», rassicura james Hughes, direttore dell'Institute for Ethìcs & Emerging Technologíes: «La linea di confine tra la vita organica e quella meccanica presto diverrà sempre più "porosa" e gli stessì computer saranno fatti con materiali organici. e microscopiche unità autoriproduttíve derivantì dai virus e frutto della nanorobofica».
A Tokyo i ricercatori, hanno realizzato il cyber-coleottero: collegando un mícrochip alle antenne dell'insetto è possibile pilotarlo con un joystick tramite onde radio, indirizzandolo in questa o quella direzione e controllandone il volo tramite una microcamera. I pìccoli insetti tecnomodìficatì potranno svolgere azioni di spionaggio e missionì di ricognizione di luoghi a rischio.
Dall'altra parte del mondo, nella Carolina del Nord, una scimmía trasplanted riesce a muovere a distanza un braccio robotìzzato grazìe ai segnali elettrici emessi dal suo cervello. «Se animali effettivamente bisognosi, tipo gli anìmalí íncídentatì, con arti amputati o altre grave menomazìoní, venissero inserití ìn tali progetti di ricerca con il consenso dell'affidatarìo», obietta Roberta Bartocci responsabile dei Settore Vivísezi one della Lav, la Lega Anti Vivìsezione, «l'esperimento sarebbe utile e anche eticamente sostenibile; purtroppo, nella pratica, ciò non avviene mai».
Nonostante la tendenza di parte del mondo scientifico sìa quella di legittimare questo tipo di sperimentazìoni, sostenendo che, quanto portato avanti dalla neuroìngegneria e dalla biorobotíca, e patito dagli animali, punta comunque a un fine superiore, rappresentato dal bene dell'uomo, a far incendiare nuovamente la polemica sull'eticità delle manipolazioni anìmali, dell'applicazione di arti robotizzati ai primati o dell'utilizzazione di cani, gatti o cavie per la creazione di specie biologiche superiori, è intervenuto "Augmented Animals". Rimbalzato da Internet agli onori della cronaca americana, il provocatorio libretto a tiratura limitata (solo mille copie), scritto da James Auger, un designer ex ricercatore del Mít Media Lab Europe, ipotizza un futuro in cui gli animali saranno dotati di gadget tecnologìcí che li aiuteranno a evolversi. Tra scoiattoli con gps Iocalizza -ghiande", roditori dotati di giubbotti con sensori. di movimento verticale e punte telescopiche antì-rapace, e balene rivestite di mute in :resina acustica per sfuggire ai sonar dei caccia balenieri, allorché Auger passa dalla fantasia alla realtà che sì scatena la .bagarre. Nota dolente è il capitolo sull'utilizzo della realtà virtuale negli, allevamenti intensivì. Sistema per altro già ap
plícato in vìa sperimentale. «Quello d'impiantare chíp negli ani mali da macello per farli stare meglio è un allucinogeno elettronico», spiega Fiorella Operto, ricercatrice delle implicazioni sociali ed etiche della robotica della Scuola di Robotica di Genova: « In pratica ciò che avvìene è che sì iniettano sensazìoni positive (o negative) negli animali tramite elettrodi nel cervello. Ma il fatto di rendere felice un animale che sta per essere ucciso, soddisfa più l'uomo che l'animale; l'animale, invece di morire contento, preferirebbe certamente non morire affatto ».
La questione delle condizioni di vita degli animali da macello è un problema sempre più concreto. Lo sviluppo in Occidente di una coscienza ecoanimalìsta sempre più marcata sta rendendo la ricerca di una soluzione non più dernandabile nel tempo. Mentre per alcuni far vivere mucche e vitelli nella bolla di un'illusione digitale dì un'esistenza libera e felice tra pascoli verdi in 3D è la strada più rapida e sicura, altri cominciano ad avanzare l'idea dei superamento delle specie. Nel super animal.
«La ragione principale della cyborghizzazione degli animalì», dice Campa, «è il potenziamento dell'intelligenza finalizzato alla comunicazione: se gli animali potessero parlare, probabilmente ci indurrebbero a trattarli meglìo».
Messa fuori gioco l'eugenetica, vietata dalla legge, l'aumento d'intelligenza che potrebbe essere ottenuto mediante l'aggiunta del gene NR211, non resta che raggiungerlo attraverso la combinazione di genetica e cibernetica: secondo gli studiosi, cani, gatti e delfini sono glì animali più promettentì in questo senso.
In attesa che il pet di casa rìesca a esprimere a parole le sue ríchìeste e i suoì bísogni, il rischio dietro l'angolo è quello dì ritrovarsi un gìorno alle prese con uno "humanzee', un ibrido uomo-scimpanzé, o un "humcat", un gatto che ragiona come un uomo. All'Universítà di. Reno, in Nevada, sono state iniettate cellule umane nel cervello di un feto di pecora di due mesi (soppresso insieme alla madre poco prima della nascita); al.PUriíversità di Stanford, invece, ci sono topi con l'1 per cento di cellule cerebralí umane. Il prossimo passo? Il connubio con le grandi scìmmìe.

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