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abitudini alimentari
Inviato: gio mag 19, 2005 10:57 am
da sabry
Chiaccheravo con il papà di tre bimbi…in realtà cresciuti…il più piccolo ha 7 anni….
Mi ha fatto una carrellata di “sani principi educativi”.
Il detto è : “meglio che piangano un po’ loro da piccoli piuttosto che te da vecchio!”
E qui già ho avuto i brividi….
poi siamo passati alle abitudini alimentari….dopo il discorso sugli scapaccioni educativi…
Lui sostiene di essere stato danneggiato da sua madre che gli ha sempre lasciato mangiare quanto e come voleva….lui non ha mai voluto assaggiare il formaggio e ancora oggi sente quello che lui chiama “un blocco psicologico” nei confronti del formaggio…addirittura non può stare seduto a tavola se gli altri mangiano formaggio…..mi dice:“se mia madre mi avesse obbligato a mangiare il formaggio, magari mi sarebbe piaciuto ed oggi non avrei tutti questi problemi….a mia figlia” continua “non piace la polenta…va bene…due cucchiaini però li deve mangiare lo stesso….perchè si deve mangiare un po’ di tutto…”
“poi si devono rispettare gli orari dei pasti…se non si mangia a pranzo, si aspetta la merenda….non si apre il frigo alle due di pomeriggio…”
Insomma, che dire?
Ne ho per tutta la giornata…..e vi passo la palla…
Ciao
Sabry che oggi fa assaggiare tutto il frigo a camilla NO SCHERZO!
Inviato: gio mag 19, 2005 12:07 pm
da Gio
... e prestare (o consigliare) a questo papà il libro di Gonzales?
Ma tu cosa gli hai risposto?
Cioè, è stato un monologo o c'è stato uno scambio di vedute?
Gio perplessa.
Inviato: gio mag 19, 2005 12:14 pm
da Laura12
Però stì bambini non li mettiamo sotto una teca di cristallo ad ammirarli, un po' di sano "scontro" con la vita mediato dai genitori e qualche "tentativo" di regola no?
Intorno a me vedo un sacco di bambini noiosi, spenti, senza stimoli....sempre sì dai genitori e la pappa già masticata.
Inviato: gio mag 19, 2005 12:32 pm
da Gio
Laura12 ha scritto:Però stì bambini non li mettiamo sotto una teca di cristallo ad ammirarli, un po' di sano "scontro" con la vita mediato dai genitori e qualche "tentativo" di regola no?
Intorno a me vedo un sacco di bambini noiosi, spenti, senza stimoli....sempre sì dai genitori e la pappa già masticata.
Non si tratta di metterli sotto una teca di cristallo.
Si tratta di avere un approccio completamente diverso alla loro educazione (educare vuol dire letteralmente "condurre fuori", perciò tirare fuori ciò che il bambino ha di buono dentro di sè, il contrario di "inculcare", che è il significato che spesso si dà a questo termine).
Non si tratta neanche di dire sempre sì, di masticare la pappa al posto di qualcun altro che ha già i denti (quando i miei figli non avevano i denti l'ho fatto, e loro hanno gradito molto di più che se fosse stato fatto dal frullatore - anche se tu intendevi un'altra cosa), ma di non provocare scontri con la vita se non strettamente necessari.
Le regole ci devono essere, per carità, ma poche e assolutamente rispettate (da tutti, anche dai genitori): non si toccano le prese di corrente, non si scende dal marciapiede se non per mano a un adulto, non si gioca vicino ai fornelli, ecc., ma che senso ha imporre degli orari per i pasti a dei bambini che solo qualche settimana fa prendevano il latte a tutte le ore (nel caso sperato di allattamento a richiesta)?
E perchè devono assaggiare tutto? Io non mangio tutto, ma sono una donna felice lo stesso. E vuoi saperne una in più? Non mangio di tutto proprio perchè da piccola sono stata obbligata a farlo.
Io ho deciso di non imporre niente a tavola ai miei bambini. Propongo loro il piatto, se hanno fame mangiano, se no propongo una (UNA) alternativa sana (SANA). Se non mangiano neanche quella vuol dire che non hanno fame. Senza astio o risentimento li "libero" dicendo loro che possono andare a giocare.
Logico che non apparecchio la tavola di nuovo mezz'ora dopo, ma se chiedono un pezzo di pane o di frutta glie lo do.
Dopodichè ... dovresti vedere come mangiano! E sempre con il buon umore a tavola (che nutre molto più di un polpettone!). Non sono proprio i bambini noiosi e spenti che descrivi tu, tutt'altro, anzi, gli stimoli a questo punto sono loro che li danno a me.
Gio
Inviato: gio mag 19, 2005 12:42 pm
da Emy
Mi ritrovo molto in quello che ha detto giò, ora non ho tempo per rispondere, dico solo che è giusto invogliarli a mangiare di tutto, ma non obbligarli.
Se a me mi obbligano a mangiare il fegato, vomito tutto.
Però spesso chiedo di assaggiare se se la sentono, così, perchè magari sono cresciuti ed hanno cambiato gusti.
Inviato: gio mag 19, 2005 10:08 pm
da Antonella Sagone
credo sia giusto che i bambini si confrontino con dei limiti, ma questi limiti devono venire dalle esigenze della loro famiglia, non da norme astratte create solo per il principio di insegnargli a sottostare a una regola. Insomma per una famiglia può essere importante mangiare solo agli orari prestabiliti, quella famiglia può offrire senza forzare e quando l'ora del pasto è finita, si sparecchia e il discorso è chiuso. Se poi il bambino vorrà mangiare ancora, lo potrà fare al prossimo pasto (ovviamente nei limiti della ragionevolezza dei bisogni fisiologici di un bambino piccolo). Per un'altra famiglia, in cui ciascuno apre il frigorifero e si serve da sé e non esistono orari, che problema c'è se il figlio si adegua?
E così per il riposo, la privacy ecc. Ogni famiglia deve trovare un equilibrio.
Ma trovo molto più onesto ed eucativo dire al bambino: "ora non ti allatto perché non mi va, non gioco con te perché sono stanca e voglio riposare, non esco con te perché ho bisogno di stare un po' da sola con papà", piuttosto che "adesso non puoi poppare perché si fa solo la sera, non si gioca perché la sera è ora di dormire, non usciamo perché sei un prepotente che non mi lasci mai in pace", ecc...
Insomma lasciamo stare la morale, a volte le esigenze degli altri sono un limite, è giusto che il bambino ne diventi consapevole, e molto più rispettoso che l'imposizione di una regola che ha quasi connotazioni "morali" (cioè giudicanti nei confronti del bambino che non si vuole adeguare).
Antonella
Inviato: ven mag 20, 2005 12:09 pm
da Laura12
Antonella....concordo in pieno con quanto scrivi.
Inviato: ven mag 20, 2005 12:14 pm
da Laura12
Cara Gio, condivido il significato della parola "educare", e penso che quel papà forzando un po' i figli cerchi di tirare fuori la bella capacità di saper sperimentare cose che all'inizio sembrano non interessare.
Inviato: ven mag 20, 2005 12:48 pm
da Gio
Boh, non mi sembra un bel modo ... voglio dire, ci sono altri modi!
In quel topic si parlava di scapaccioni educativi, di sitemi (a mio parere) un po' "dittatoriali" : "si mangia alle tali ore e basta, non si riapre il frigo fino a quando non lo dico io-genitore", di "se mia madre mi avesse obbligato a mangiare il formaggio io ora sarei più felice", mentre, ti ripeto, io sono stata obbligata a mangiare il prosciutto, da piccola, e il blocco psicologico ce l'ho nel confronto di ogni tipo di affettato ... ho proprio la repulsione verso questi alimenti: probabilmente, se anzichè l'obbligo a tre anni ci fosse stato un "giocaci" a nove mesi, oggi non avrei questo problema. Oppure (e, se unisci le due vicende, la mia e quella di quel papà) probabilmente doveva andare così, lui non deve mangiare formaggi e io non devo mangiare affettati, oltretutto sono entrambi cose poco sane.
Comunque, per me, il miglior modo per condurre i bambini alla sperimentazione di nuovi sapori è quello di presentare piatti sani e molto variati tra i dieci e i diciotto mesi, facendo prima di tutto vedere che li mangio con gusto io, e poi permettendo di allungare le mani nel mio piatto.
Secondo me, obblighi a tavola, almeno in età così "verdi" non ce ne devono essere. L'educazione agli orari, a non alzarsi da tavola finchè non abbiamo finito tutti, a cercare di non sporcare la tovaglia, sono cose che verranno in là con gli anni, penso intorno all'età di 6-10 anni.
Poi anche a me è scappatto qualche scappellotto, ma non immagini quanto sono pentita (alla fine, ho fatto molto più male a me stessa, perchè quando ci ripenso sono ancora a disagio), e quanto è anche stato inutile, molto meglio il dialogo aperto e rispettoso.
Secondo me.
Gio
Inviato: ven mag 20, 2005 3:32 pm
da Laura12
"Secondo me, obblighi a tavola, almeno in età così "verdi" non ce ne devono essere. L'educazione agli orari, a non alzarsi da tavola finchè non abbiamo finito tutti, a cercare di non sporcare la tovaglia, sono cose che verranno in là con gli anni, penso intorno all'età di 6-10 anni. "
E infatti dei tre pargoli in questione è specificato che il più piccolo ha sette anni.
Mi sembrava ovvio che non mi riferissi a bambini più piccoli quando parlavo di "sano scontro".
;))))
Inviato: ven mag 20, 2005 5:06 pm
da sabry
rieccomi.
Il mio era più un topic sull’utilità o meno di obbligare ad assaggiare….ma vedo che di spunti ce n’erano…
regole regole regole....
chiariamoci un po' sulle regole....esempio: mio marito avrebbe voluto che mia figlia stesse seduta buona buona sul suo seggiolone già a partire dai sei mesi!
"Non le insegnamo niente! Deve aspettare che si mangi! Deve imparare a stare a tavola....." e parlava proprio lui che gli orari dei pasti per motivi di lavoro non riusciva mai a rispettarli....oppure che mentre mangiava un boccone già era in piedi a trafficare per fare un lavoretto....
insomma questo per dire che bisogna fare un po' di attenzione quando si usa la parola regola...la regola deve essere valida per tutti....e non solo per i bambini....a volte mi sembra che certi genitori vogliano sfoggiare bambini super educati che stanno a tavola, non si sporcano dicono grazie e perfavore....senza curarsi di quegli occhi tristi…mentre stanno al tavolo degli adulti…
Ho assistito ad una scena: bimbo di 16 mesi…mangiava da solo la minestrina…ha fatto un po di disastro…ovvio…la mamma che urla…preoccupata per la tovaglia….
Poi, mentre lei stessa serve del gelato al cioccolato ne fa cadere una bella cucchiaiata sulla tovaglia…silenzio…davanti agli occhi del bimbo….chissà cosa avrà pensato quel bimbo …..
In ogni caso, secondo me, lo stabilire regole va di pari passo con l’età del bimbo,ma a volte vedo che i genitori hanno troppa fretta in questo…(vedi mio marito….)
quel papà che non mangia il formaggio perchè non lo gradisce e poi obbliga la figlia a inghiottire la polenta che lei detesta...non mi pare molto coerente....lui è convinto di farlo per il suo bene...e forse la figlia avrà accettato la cosa...meglio per loro...io non lo farei mai.
Ogni famiglia si dà regole, in base alle proprie scalette di valori, ai propri ritmi di vita…io non critico nessuno…o forse si…solo che per come sono fatta, non mi arrabbio se la tovaglia si sporca…ovvio, non deve essere un atto vandalico…cerco di limitare le “regole” alle cose davvero fondamentali….(e nemmeno la tovaglia di Natale è cosi importante per me), per il resto cerco di essere d’esempio, cerco di far capire le cose e conto che con il crescere mia figlia acquisti una certa sensibilità nei confronti di cio’ che si fa e cio’ che non si deve fare senza perdere la propria AUTOSTIMA.
Oggi ha 27 mesi.
Tante cose non le mangia…tante cose che prima non mangiava ora le gradisce.
Io ogni tanto propongo…le chiedo di assaggiare. Le chiedo di stare a tavola con noi, ma non la obbligo, soprattutto se ha finito…le chiedo di lasciarmi finire di mangiare…ma tante volte la seguo nei suoi giochi e finisco la cena con il piatto in mano vicino a lei, a disegnare con lei…
Avrò tempo a rifarmi di cenette con le gambe sotto il tavolo….
Non le metto nemmeno il bavagliolo….non lo ha mai voluto…(e non riesco a smacchiare le magliette!….) ogni tanto, pero’ le chiedo di metterlo per non sporcare il bel vestitino fatto dalla nonna…e di buon grado se lo mette…anzi a volte me lo chiede da sola…è in grado di capirlo da sola….
I limiti ci sono in casa mia…ma sono forse pochi agli occhi di tutti….e vabbe’…”piangero’ da vecchia e qualcuno riderà o mi dirà..te l’avevo detto”….ma il mio cuore mi fa agire cosi, la mia testa pure….e come mi ha detto sempre quel papà con cui ho parlato…” nessuno ti insegna a fare il genitore, lo impari strada facendo”…
ho divagato...non rileggo ciao e buon fine settimana a tutti!
Inviato: lun mag 23, 2005 1:05 pm
da manuela
Cara Sabry,
che bello sapere che da qualche parte c'è qualcuno che la pensa un po' come me! Io non ho avuto un'educazione particolarmente rigida, ma neanche senza regole e....a distanza di tanti anni e con l'esperienza della maternità, direi che i miei genitori hanno fatto abbastanza un buon lavoro. Sono la terza di tre e direi che le mie esigenze venivano abbastanza rispettate. Per esempio a me piaceva mangiare da sola o col cane (d'estate in campagna) e così avevo un piccolo tavolino con la seggiolina e mangiavo lì con i miei tempi e i miei modi. certe cose mi erano assolutamente vietate( tipo la nutella che ancora adesso non mangio) e per altre mi è stato trasmesso un amore che io ho passato a mia figlia: quello del frutto colto dall'albero ed i prodotti del'orto. Non ho mai obbligato mia figlia a mangiare, fidandomi della sua capacità di autoregolarsi. In borsa porto sempre un frutto, dei crackers ed acqua. Così al parco io sono quella che ha sempre queste tre cose e la bimba è quella che mangia la banana e beve acqua anzichè il succo. Spesso i bambini che giocano con lei si adeguano e vogliono quello che lei sta mangiando. Certo quando le viene offerto un bel biscotto al cioccolato...lei se lo mangia di gusto! Ma è l'eccezione! L'altro giorno lei si è mangiata il biscotto al cioccolato ed il proprietario del biscotto ha voluto i suoi crackers! La famosa erba del vicino....Ci sono giorni però in cui anche le mie buone abitudini alimentari vanno a farsi friggere: avete presente e mi rivolgo alle mamme dei grandini...quelle giornate in cui sono super mega noiosissimi? Quando si svegiano e sono già birbe? Ecco in quei giorni mi è capitato di farle fare colazione con le olive! O con lo speck! O con l'insalata! Latte no...torta no...cereali no...yogurt no....frutta no! E' che ora(26 mesi) sembra avere le idee chiarissime su quel che vuole ed io, al di fuori delle cosa pericolose (su quelle non transigo), per le altre mi rendo conto di non essere proprio una donna di polso. Cerco sempre di convincerla a fare le cose e uso le maniere dolci. quelle forti proprio non mi appartengono..ci sto troppo male e mi sento ridicola. Non si possono neanche più fare promesse che poi non si mantengono. L'altra sera per convincerla ad andare a casa le ho detto che saremmo andate in discoteca a ballare. Non so cosa mi sia venuto in mente! Una tragedia! hO sbagliato io. Mai più dire una scemenza simile! Chissà nel suo immaginario che luogo fantastico deve essere una discoteca. Boh! Tante cose stanno cambiando. E a mio marito dà retta molto più che a me. Io lo considero normale. Anche con la baby sitter le cose sono più semplici. La conclusione per gli altri è che i capricci son mia responsabilità. Ci risiamo...sempre colpa mia di tutto. E chi se ne frega! Voglio anche imeriti però. E secondo me la mia bambina è meravigliosa e mi è anche simpatica e se non si comporta proprio come un bravo cagnolino ben ammaestrato..non mi importa. La casa è un caos totale..io metto a posto e lei mette in disordine. Io stiro e lei mette a posto i vestiti. Io passo l'asirapolvere e lei vuole lavare col mocio. Vuole mettersi la crema da sola e vi lascio immaginare! Se mi limo le unghie vuole limarsele anche lei...Insomma un'avventura, ma un'avventura meravigliosa. Sono un po' stanchina..quello si...forse più stanca di una mamma con un bimbo ubbidiente...non ho ancora dato una sculacciata e ne sono contenta. Verrà forse il giorno in cui dovrò farlo, mai dire mai. Ma è come se io me lo aspettassi: da me non poteva nascere una figlia non ribelle. Forse a me piace proprio così.
manuela
Inviato: mer mag 25, 2005 9:09 am
da sabry
Io trovo così stressante dover sottostare a regole futili....se uno vuole mangiarsi un panino nel prato col cane invece che stare composto a tavola con bavagliolo e forchetta....ma perchè non puo' farlo?
Come te, Cara Manuela, cerco di trasmettere l'amore per le cose sane e genuine...frutta e verdura, piatti semplici, poco elaborati e cotti nel modo più salutare possibile...(del resto il tempo di fare altro non ci sarebbe nemmeno...)...ma da Pasqua mi ritrovo a combattere contro caramelle e cioccolato.....io vado avanti per la mia strada...frutta e craker al parco....ma dalla nonna ci scappano sempre la caramella ed il mottarello....inoltre tante cose non le piacciono...o ancora non ha voluto assaggiarle...e quindi faccio un po' fatica a variare la dieta...con il rischio che magari fa overdose di alcuni alimenti per poi stufarsene il giorno dopo...
se casa tua è un caos la mia è allo sfacelo....ma io non riesco a dedicarmi alle pulizie sacrificando il tempo che ho per stare con lei....e sto imparando a fregarmene.....(nei limiti dell'igiene!!!!)
un ultima cosa...che nervoso quando ti dicono: "con noi è sempre brava!"
Già...ma anche noi spesso siamo più nervosi ed insopportabili con le persone che più amiamo e più siamo a nostro agio...e noi mamme diventiamo una valvola di sfogo per i nostri bimbi...
A presto!
Inviato: mer mag 25, 2005 12:52 pm
da Rita
sabry ha scritto:Io trovo così stressante dover sottostare a regole futili....se uno vuole mangiarsi un panino nel prato col cane invece che stare composto a tavola con bavagliolo e forchetta....ma perchè non puo' farlo?
Assolutamente d'accordo con voi,penso che sia più opportuno risparmiarsi i predicozzi x cose molto più importanti.Poche regole,ma buone e da non trasgredire.
sabry ha scritto:
un ultima cosa...che nervoso quando ti dicono: "con noi è sempre brava!"
Già...ma anche noi spesso siamo più nervosi ed insopportabili con le persone che più amiamo e più siamo a nostro agio...e noi mamme diventiamo una valvola di sfogo per i nostri bimbi...
Assolutamente d'accordo anche su questo punto.E,come diceva Manuela,anch'io vorrei ogni tanto,avere qualche merito,oltre alle colpe di tutto ciò che mio figlio fa o non fa!
Un bacio grande,Rita
Inviato: mer mag 25, 2005 12:57 pm
da manuela
Ciao sabry! Anch'io mi chiedi spesso se la mia dieta, fatta di cose semplici, il più possibili naturali, non fritte e condite solo con olio crudo etc..etc...non sia un po' ripetitiva. Ma, in fondo, non è che la mia dieta sia poi tanto diversa. Dedico pochissimo tempo al cucinare..non mi piace. Io vivrei di frutta e verdura e colazioni abbondanti. Così spesso mangio ciò che avanza la bimba. Al sabato e alla domenica mi sforzo di cucinare, ma più che altro per riunire la famiglia attorno al tavolo. Caliamo un velo sui danni delle uovapasquali e via dicendo. Per ora, anche se devo lottare, la bimba mangia più o meno ciò che dico io...ma solo perchè io ho fatto losforzo di leggere ed informarmi. Al pomeriggio, quando fimalmente sono a casa con lei, se c'è una bella giornata, ho voglia di uscire ed andare al parco o a fare un giro in bici...e la cucina e le faccende domestiche vanno nel dimenticatoio. Quando rientro mi rendo conto che la casa è un disastro. ma me ne rendo conto sopratttutto perchè miomarito reclama. reclama ma non aiuta..anzi..per cui sto imparando a fregarmene anch'io. Per quanto riguarda il nervosismo, ho capito da poco una cosa che mi sempbra importante: i canali sono aperti ei due sensi, cioè io trasmetto nervosismo alla bimba, d'accordo, ma spesso è lei che trasmette il suo nervosismo a me e io devo essere molto zen per rimanere tranquilla e serena. Ultimamente ho l'impressione che addirittura pianga per il gusto di painger, non so se riesco a spiegarmi, piange per sfogarsi apparentemente senza ragione. Avviene sempre verso le 19, quando forse è un po' stanca o affamata. Ma uqi pianti, che non sono di dolore, mi mettono comunque un po' in angoscia. Sentirla piangere continua a farmi stare male...così come quando era piccolissima. Però mi sono resa conto che non posso spianarle la vita: in certi momenti ogni occasione sembra buona per piangere. Se siamo da sole...va tutto a posto...se c'è qualcuno mi sento quasi responsabile per le sue lacrime. MI sento proprio un'esagerata! Mamma mia che sentimenti profondi muove un figlio! Ora vi trascrivo una frase che mi è piaciuta molto:
Dite:
E' faticoso frequentare i bambini.
Avete ragione.
Poi aggiungete:
Perchè bisogna mettersi al loro livello,
abbassarsi,
inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli.
Ora avete torto.
Non è questo che più stanca.
E' piuttosto il fatto
di essere obbligati ad innalzarsi
fino all'altezza dei loro sentimenti.
Tirasi, allungarsi,
alzarsi sulla punta dei piedi.
Per non ferirli.
J. KORCZAK
manuela