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VegFestival

Inviato: lun mag 16, 2005 6:36 pm
da Cosette
Ciao a tutti!
C'è qualcuno che partecipa al VegFestival a Torino?
A me piacerebbe molto andarci ma ci andrei più felicemente in compagnia di qualcuno, soprattutto se Pugliese!
Fatemi sapere!

vegfestival torino

Inviato: lun mag 16, 2005 9:29 pm
da andrea grasselli
ciao cosette,
circa i pugliesi in particolare non so dirti; comunque so che diversi partecipanti a promiseland ci andranno (forse ci riuscirò anch'io).
la cosa è discussa nel forum libero, al link
viewtopic.php?t=6270
tanti saluti da andrea

Inviato: mar mag 17, 2005 1:33 pm
da Olivia
Io parto da Messina... Potremmo far coincidere i treni :)

Inviato: mar mag 17, 2005 7:47 pm
da nadia906
Ciao ad entrambe, io sono di Salerno ed andrò al VegFestival con un'amica di Napoli, con il treno InterCityPlus che arriverà a Torino il venerdì alle 16.50. Abbiamo prenotato la settimana scorsa l'andata ed il ritorno a 60 euro... Magari si trova ancora quest'offerta! ;-)

Inviato: sab mag 21, 2005 11:17 am
da ValerioVe
Scusate, ma avete visitato il sito della manifestazione? Tra i link relativi alle società che avranno stand:
http://www.vegfestival.org/2005/stand_prodotti.html

ce n'è uno che porta a questa azienda:
http://www.soulfoodsrl.it/

Questi importano frutti naturali dall'Amazzonia.
Adesso io vi chiedo e mi chiedo: ma che c'è di bello per la natura o di animalista/naturalista/ambientalista/ecc nell'importare frutti dall'altra parte del mondo?Sapete tutti quanto inquinano i mezzi di trasporto no? E che impatto ambientale ha la raccolta di questi frutti e la loro lavorazione? Viste le esigue quantità vendute (credo), immagino che la produzione di per se non abbia creato grossi casini, lì in Amazzonia. Certo però che caricare sta roba su un aereo o su una nave e far muovere il tutto sino a qua...beh...questo si inquina un bel pò.

Ma non è tutto. Ciliegina sulla torta: se visitate la sezione dedicate alle ricette trovate che, per la degustazione di questi meravigliosi frutti, si suggerisco piatti che contengono anche pesce e crostacei.

Ciò mi è bastato per scappare via da lì e cominciare a scrivere ai responsabili della manifestazione e a voi. Può essere pure che l'orrore coinvolga anche qualche mammifero o qualche altra specie animale.

Voi che ne pensate?

Valerio

Inviato: sab mag 21, 2005 12:08 pm
da *Sara*
Non so cosa dirti...effettivamente non è il massimo.A me quello che preoccupa è un'altra cosa: a parte qualche caso, la maggior parte degli stand conterranno prodotti con prezzi proibitivi, facendo passare, tanto x cambiare, il vegan come un benestante che"se lo può permettere", dando l'impressione che per essere vegan bisogna avere un sacco di soldi.So che è difficile trovare di"meglio"...ma piuttosto che dare impressioni di questo genere forse era il caso di fare a meno di alcuni stand... idea mia magari poi completamente sbagliata.

Inviato: sab mag 21, 2005 12:24 pm
da ValerioVe
Il discorso dei prezzi è giustissimo. Come al solito chi è vegan passa innanzi tutto per uno snob con i soldi, poi per un allergico e poi, se ti danno modo di dirlo, per uno che ama gli animali e la natura in genere.

Anche io penso che sarebbe stato meglio fare a meno di certi stand ed è proprio quello che ho scritto ai responsabili della manifestazione.

Ciao
Valerio

Inviato: dom mag 22, 2005 9:56 pm
da Marina Berati
Allora, riguardo a SoulFood, penso che Valerio potesse almeno aspettare la mia risposta in mailbox, comunque, vi mando quanto gli ho scritto ieri:

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Ciao Valerio,

sono Marina, dello staff del VegFestival

> Salve!
> Mi chiamo Valerio e sono vegetariano. Stavo dando un'occhiata al vostro sito ed ho trovato il link ad una società che importa frutti dall'Amazzonia. Per curiosità ho visitato il sito ed ho trovato una cosa a dir poco imbarazzante, se pensiamo che tale sito è "collegato" alla festa vegetariana. Guardate qua:
> http://www.soulfoodsrl.it/acai/fr_acerola.htm
>
> Cosa notate di strano?
> Le ricette che questi signori propongono contengono pesce!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Argh!!!
Non me lo dire!

> Secondo me è già discutibile l'idea di importare frutta dall'altro capo del mondo (sapete quanto inquina il mezzo di trasporto no?)

Questo e' discutibile quanto lo e' tutto il commercio equo e solidale: anche li' si importano prodotti dal sud del mondo.
Io personalmente non mi sento pero' di condannare questo genere di commercio, anche se mi rendo conto che questo problema ambientale esiste.

> Spero vogliate rimuovere il link dal sito. Io eviterei pure di far comparire questa società tra gli "standisti" della manifestazione.

Questo no, perche' ormai abbiamo preso accordi, ma quel che chiedero', invecem sara' di togliere dal loro sito quella ricetta.
Anzi, se vuoi darci una mano, fai un bel giretto sul sito e segnalami tutte le pagine "incriminate", cosi' chiedo di toglierle, ok? Grazie!!

Tieni comunque conto che anche altri stand possono essere di aziende non vegan, che pero' porteranno al festival solo cose vegan (molti prodotti del commercio equo e solidale non sono vegan, e cosi' molto altro, se avessimo dovuto limutarci a ditte che producono SOLO cose vegan avremmo avuto molte difficolta' a trovare qualcosa...).

Magari fra 10 anni la situazione sara' diversa, e speriamo in questo caso di avervi contribuito anche noi col nostro attivismo :-)

Grazie, ciao.
Marina

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La questione del commercio equo e solidale, che fa Soul Food come molte altre associazioni o iniziative e' sicuramente da soppesare, e anzi, ne abbiamo anche parlato allo scorso VegFestival, sollevando non poche polemiche: e' piu' giusto NON importare niente dal sud del mondo, perche' nel trasporto c'e' un impatto ambientale pauroso, o e' giusto aiutare questi paesi col commercio equo e solidale?
Forse il giusto e' una via di mezzo, io non lo so, pero' non credo che si possa fare una colpa al VegFestival se ospita ben due stand del commercio equo e solidale...

A meno che non ci si diverta a fare polemica fine a se stessa.

All'altra questione rispondo nel prox msg.

Ciao,
Marina

Inviato: dom mag 22, 2005 10:05 pm
da Marina Berati
Riguardo invece agli stand di "prodotti costosissimi e snob".... ma dove li avete visti?!

Al bar e ristorante i prezzi saranno piu' che abbordabili, il resto di stand vendono normalissimi prodotti vegan, quelli che compriamo ogni giorno facendo la spesa... cosa dovevamo far vendere, la pasta Barilla?! Non so... e' incredibile, comunque, che adesso si dica che il festival e' qualcosa che allontana la "gente normale" facendo passare i vegan per persone strane o straricche... quando il suo scopo e' sempre stato invece quello di far vedere come la scelta vegan sia "normale", cioe', del tutto fattibile, e qualcosa di positivo.

Vabbe'... pensate pure quel che volete, noi intanto continuiamo a organizzarlo e fare il possibile per diffondere il veganismo :-)

Ciao,
Marina

Inviato: dom mag 22, 2005 11:15 pm
da *Sara*
Ma infatti io non parlavo del bar e del ristorante :)
Mi sono preoccupata quando guardando il link de"La buona vita" ho visto i prezzi dei condimenti... 7,85 un normale pesto vegan è decisamente troppo e in generale le salse, alcune...altre tipo "Ibi"sono nella norma dei prodotti bio.
Però quando un non vegan mi accompagna in un negozio bio e mi vede arrivare alla cassa tirando fuori 30 euro per 4 o 5 prodotti(solo per me...se prendo pure un pò di cibo per i non umani di casa arrivo tranquillamente a 60)chi è con me
tira un sacco di storie, e infatti ora ci vado da sola :)
Questo non vuol dire che gli stand allontanano la gente dal veganismo...o che siano snob...ma che possono dare un'idea distorta...infatti è vero che quando vado al negozio bio spendo 30 euro per 4 cose...ma è anche vero che(io personalmente)ci vado giusto una volta al mese e potrei farne tranquillamente a meno...ed è dura farla capire.
Poi ho specificato che è solo la mia opinione...che può anche essere sbagliata :)

Inviato: lun mag 23, 2005 7:37 am
da ValerioVe
Chiarisco alcuni punti, vedo che ce n'è bisogno:

1) io ho scritto contemporaneamente sia qui che a Marina, così da iniziare subito a far presente la cosa ai responsabili e, contemporaneamente, confrontare la mia opinione con gli altri e cercare eventuali sostegni. Dunque non potevo aspettare una risposta da Marina poichè avevo già scritto qui.

2) il fatto che i prodotti siano costosi è riferito agli stand e ai negozi della mia città (Roma). Ora, a meno che i prezzi dei prodotti della SoulFood pubblicati sul sito non siano quelli applicati anche al VegFestival, mi sento di dire che salse e salsine costano parecchio. Esperienza che condivido è quello di Sara, che va al negozio bio e spende mediamente 30 o 40 euro per 4 cose. Che l'alimentazione bio sia cara rispetto a quella non bio o che quella vegano lo sia, credo sia innegabile. Mediamente le verdure costano il doppio e così anche il riso (un buon 80% in più). L'unica cosa che ho trovato "paragonabile" è il prezzo del miele che sia al supermercato che al negozio equo&solidale costa quasi la stessa cifra. Tutto ciò che dico è facilmente verificabile, almeno qui a Roma: basta entrare in un negozio equo&solidale o in uno dei punti vendita di NaturaSi.

Giudizio invece un pò affrettato avevo dato sulla eticità dell'azienda in questione: pare infatti che questo produttore operi coinvolgendo gli indigeni del luogo ed in collaborazione con associazioni "etiche" riconosciute. Questo però era stato oggetto di una mail privata tra me e Marina e dunque voi non ne sapete nulla. Ve lo riferisco solo per competezza di informazione.

Dunque, ricapitolando: io ho scritto prima qui e poi a Marina, dunque non potevo aspettare una risposta di Marina prima di scrivere qui. Poi: i prezzi dei prodotti vegan e/o bio sono alti: non so al ristorante che sarà allestito al vegfestival...ma nei negozi e negli stand (a giudicare dai prezzi della Spulfood) di solito sono alti. Da qui anche il convincimento che, ad un "profano" l'essere veg può sembrare una "moda".

A presto.

Valerio

Inviato: lun mag 23, 2005 10:33 am
da andrea_26
ValerioVe ha scritto: il fatto che i prodotti siano costosi è riferito agli stand e ai negozi della mia città (Roma).
Sicuramente i prodotti sono molto piu' costosi se vegan, da agricolutura bio e se provengono da commercio equo solidale. Mi pare ovvio visto che se le materie prime le comperi invece di rubarle avrai costi maggiori.

Io quando non posso permettermi il pesto da 5 euro al vasetto faccio la pasta con 4 pomodori comperati sotto casa. Quelllo che non posso pagare lo evito. Non lo rubo. E comperare senza attenzione (pensiamo al cacao e alle condizioni di chi lo coltiva) equivale a rubare, senza rischi ma sempre rubare.

Penso che chi va al VegFestival capisca che si puo' essere vegan semplicemente sostituendo degli ingredienti con altri (e i costi non aumentano) e che quando ci si vuole togliere lo sfizio di mangiare una determinata cosa la si trova in versione cruelty-free, anche se a costi superiori.

andrea

Inviato: lun mag 23, 2005 12:05 pm
da Marina Berati
*Sara* ha scritto: Mi sono preoccupata quando guardando il link de"La buona vita" ho visto i prezzi dei condimenti... 7,85 un normale pesto vegan è decisamente troppo e in generale le salse, alcune...altre tipo "Ibi"sono nella norma dei prodotti bio.
Però quando un non vegan mi accompagna in un negozio bio e mi vede arrivare alla cassa tirando fuori 30 euro per 4 o 5 prodotti(solo per me...se prendo pure un pò di cibo per i non umani di casa arrivo tranquillamente a 60)chi è con me
tira un sacco di storie, e infatti ora ci vado da sola :)
Questo non vuol dire che gli stand allontanano la gente dal veganismo...o che siano snob...ma che possono dare un'idea distorta...infatti è vero che quando vado al negozio bio spendo 30 euro per 4 cose...ma è anche vero che(io personalmente)ci vado giusto una volta al mese e potrei farne tranquillamente a meno...ed è dura farla capire.
Poi ho specificato che è solo la mia opinione...che può anche essere sbagliata :)
Come detto piu' volte, il costo piu' o meno alto non dipende dall'essere vegan, ma dalla qualita' del prodotto stesso.
Certo al festival non possiamo metterci a vendere la pasta del supermercato o i legumi in scatola del discount, quelli uno se li puo' comprare anche tutti i giorni, e anche senza essere vegan.
Li' dobbiamo offrire le cose che nei negozi "normali" non si trovano, e anche noi stessi non e' che mangiamo tutti i giorni, ma che comunque mangiamo.
Poi abbiamo fatto la scelta di avere solo cibo biologico e di qualita', e quindi che costi di piu' di un prodotto di supermercato e' logico, ma questo vale per ogni tipo di cibo, vegan o non vegan.

E poi abbiamo anche cercato di avere una certa varieta' di prodotti e stand, non solo di cibo. Anzi, se avete idee per altri stand da tenere il prossimo annoa, ditelo subito, di gia' che siamo nel discorso...

Tra parentesi, SoulFodd non vendera' la sua frutta, allo stand, ma solo i prodotti di "cuoio vegetale". La frutta verra' usata da noi per i cocktail e (forse) frullati del bar.

Ciao,
Marina

Inviato: lun mag 23, 2005 2:23 pm
da *Sara*
Non so se è fattibile...ma uno stand di una gelateria artigianale vegan(o almeno con una vasta scelta di gusti vegan) sarebbe carino.
Per il resto...secondo me va bene così...le scarpe ci sono, l'abbigliamento pure, che sono le cose che molti dicono di non riuscire a trovare facilmente.

Inviato: mar mag 24, 2005 8:28 am
da ValerioVe
Valerio aveva scritto:
il fatto che i prodotti siano costosi è riferito agli stand e ai negozi della mia città (Roma).
Andrea aveva risposto:
Sicuramente i prodotti sono molto piu' costosi se vegan, da agricolutura bio e se provengono da commercio equo solidale. Mi pare ovvio visto che se le materie prime le comperi invece di rubarle avrai costi maggiori.

Valerio ha allora scritto:
Per quello che riguarda il caffè ed altre produzioni esclusivamente estere, ovvio che tu abbia ragione. Ma la mia osservazione era CHIARAMENTE da intendersi riferita a produzioni per le quali esiste un'alternativa "nazionale". E mi spiego: pasta, marmellata, miele, cioccolata, riso, vino, snack...sono tutte cose che trovi anche "made in italy" e quindi non credo che ci sia una forte ruberia dietro. Diverso è il discorso del caffè, delle banane, dell'ananas e di tutti gli altri prodotti che possono trovarsi solo ed esclusivamente di importazione: lì si, c'è il forte sospetto (leggi "certezza") che dietro ci siano situazioni di sfruttamento, diritti civili negati e tutto il resto.
Ovvio però che la mia osservazione andava in un certo senso... "contestualizzata".
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Andrea aveva scritto:
Io quando non posso permettermi il pesto da 5 euro al vasetto faccio la pasta con 4 pomodori comperati sotto casa.
Valerio ha risposto:
Ma non lo fai per non rubare; lo fai perchè il pesto da 7 euro (io a 5 euro non l'ho mai trovato...) è più sano.
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Andrea aveva scritto:
Quelllo che non posso pagare lo evito. Non lo rubo.
Valerio ha risposto:
Da qui capisco che allora tu reputi che il pesto da 3.50 euro, prodotto in Italia, rubi qualcosa a qualcuno. Mi spiegheresti a chi?
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Andrea aveva scritto:
E comperare senza attenzione (pensiamo al cacao e alle condizioni di chi lo coltiva) equivale a rubare, senza rischi ma sempre rubare.
Valerio ha risposto:
Mi sa che fai un pò di confusione tra prodotti ESCLUSIVAMENTE di importazione e prodotti con alternativa "made in Italy". Come ti ho già scritto, credo che x i prodotti di importazione c'è il discorso dello sfruttamento ma per il pesto e tutto il resto "made in Italy"...non riesco a capire...
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Andrea aveva scritto:
Penso che chi va al VegFestival capisca che si puo' essere vegan semplicemente sostituendo degli ingredienti con altri (e i costi non aumentano)
Valerio ha risposto:
Non aumentano? Credo che sia di dominio pubblico che invece è vero il contrario: quanto costa una bevanda alla soja? E il tofu?
Andrea ha scritto:
e che quando ci si vuole togliere lo sfizio di mangiare una determinata cosa la si trova in versione cruelty-free, anche se a costi superiori.
Valerio ha risposto:
Se fosse solo per togliersi lo sfizio, avresti pure ragione. Il fatto è che per certe cose non si tratta di questo ma di avere comunque un'alimentazione bilanciata. Se poi tu fai la spesa da uno che ha già prezzi alti, allora forse non noti la differenza.
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io credo invece che chi sceglie di alimentarsi in maniera vegana e/o bio deve innanzi tutto mangiare per "necessità", ben sapendo che comunque avrà un aumento sulla spesa; è proprio però riducendo l'apporto di cibo che si può colmare questo aumento. Il che ovviamente non vuol dire "fare la fame" ma semplicemente trovare un passatempo o un riempitivo che non sia il cibo.

Ciao a tutti.
Valerio