volevo farvi leggere qualcosa scritto da me.....
Inviato: mer apr 27, 2005 6:59 am
L’autostrada
Sono tre ore che viaggio senza sosta,
voglio arrivare senza perdere un attimo,
dopo questa lunga attesa ho bisogno di te,
delle tue parole, ma soprattutto delle tue braccia forti:
devo nascondermi dal mio passato,
da tutto quello che m’insegue senza tregua ogni volta che mi sveglio da sola.
Il mio passato recente ha lasciato profonde ferite in me,
come colpito da uno stiletto affilatissimo,
il mio cuore e pregno di ferite che non rimarginano,
che lentamente sanguinano sul mio presente e tutto è diventato così difficile.
Solo tra le tue braccia ritrovo un briciolo di serenità,
un angolo di paradiso in quest’inquietudine da stillicidio.
E il viaggio s’allunga,
l’autostrada sembra non finir mai come per sortilegio,
un incantesimo che blocca il presente allo stesso istante per lunghissime ore.
Inutile fare soste per rinfrescarsi,
il sortilegio appanna la vista e i sensi,
acuisce il dolore e la voglia di arrivare.
Che cosa farò quando sarò tra le tue braccia?
Piangerò, lo so già, come una bambina cui è stato tolto il giocattolo preferito,
con la spiegazione che non era giusto per lei,
che ne troverà uno migliore:
ma la bambina non sa darsi pace per il suo giocattolo……..
Lo so che ho fatto tutto da sola, ma ho sempre avuto l’impressione di non essere io quella che prendeva le decisioni,
quella che fuggiva costantemente da ogni problema,
colei che da sempre è stata in grado di generare dolore e scompiglio.
Solo adesso mi accorgo che i miei desideri sono altro,
che portano lontano da ciò che pensavo così logico,
così normale………..
La strada scorre e così la mia voglia di te cresce:
un bacio rischiarerà il mio cielo stanotte,
una carezza guarirà la bambina,
un abbraccio rafforzerà la mia mente e le sue decisioni saranno inevitabili,
piene di mille ragioni e certezze,
non come ora che son vuote e senza vita.
Basta!
Non devo pensare oltre,
il cuore non riesce a sostenere questo ritmo mentale,
mi debbo fermare per non soccombere.
Mi rendo conto che pensare blocca i miei sentimenti:
il mio corpo non risponde più a nessun segnale,
tutto è fermo,
statico,
come se qualcosa avesse chiuso a chiave ogni mia sensazione e
questa strada diritta,
e senza emozione alcuna,
riuscisse a scardinare il catenaccio che mi lega il cuore.
Affiorano piano dei ricordi e con loro le lacrime passate e presenti,
ricordi che mi fanno sentire un buco al cuore,
come se qualcosa mancasse o fosse stato tolto con rabbia,
un buco che sanguina e non mi lascia tregua……..
I chilometri passano e m’avvicino a te,
sponda del paradiso delle mie nevrosi femminili,
o dei miei desideri inespressi;
m’avvicino e tutto diventa tumulto,
informe ammasso di dolore che non lascia spazio al respiro,
che toglie luce agli occhi e non lascia intravedere che la fine,
agognata e felice di tutto questo male.
Roma nord……
Eccomi, il viaggio giunge alla fine,
la gola riarsa dalla sete troverà il suo sollievo in un tuo bacio,
il cuore attenuerà i suoi battiti ed io riposerò,
come un guerriero dopo molte battaglie,
tra le tue braccia.
Sono tre ore che viaggio senza sosta,
voglio arrivare senza perdere un attimo,
dopo questa lunga attesa ho bisogno di te,
delle tue parole, ma soprattutto delle tue braccia forti:
devo nascondermi dal mio passato,
da tutto quello che m’insegue senza tregua ogni volta che mi sveglio da sola.
Il mio passato recente ha lasciato profonde ferite in me,
come colpito da uno stiletto affilatissimo,
il mio cuore e pregno di ferite che non rimarginano,
che lentamente sanguinano sul mio presente e tutto è diventato così difficile.
Solo tra le tue braccia ritrovo un briciolo di serenità,
un angolo di paradiso in quest’inquietudine da stillicidio.
E il viaggio s’allunga,
l’autostrada sembra non finir mai come per sortilegio,
un incantesimo che blocca il presente allo stesso istante per lunghissime ore.
Inutile fare soste per rinfrescarsi,
il sortilegio appanna la vista e i sensi,
acuisce il dolore e la voglia di arrivare.
Che cosa farò quando sarò tra le tue braccia?
Piangerò, lo so già, come una bambina cui è stato tolto il giocattolo preferito,
con la spiegazione che non era giusto per lei,
che ne troverà uno migliore:
ma la bambina non sa darsi pace per il suo giocattolo……..
Lo so che ho fatto tutto da sola, ma ho sempre avuto l’impressione di non essere io quella che prendeva le decisioni,
quella che fuggiva costantemente da ogni problema,
colei che da sempre è stata in grado di generare dolore e scompiglio.
Solo adesso mi accorgo che i miei desideri sono altro,
che portano lontano da ciò che pensavo così logico,
così normale………..
La strada scorre e così la mia voglia di te cresce:
un bacio rischiarerà il mio cielo stanotte,
una carezza guarirà la bambina,
un abbraccio rafforzerà la mia mente e le sue decisioni saranno inevitabili,
piene di mille ragioni e certezze,
non come ora che son vuote e senza vita.
Basta!
Non devo pensare oltre,
il cuore non riesce a sostenere questo ritmo mentale,
mi debbo fermare per non soccombere.
Mi rendo conto che pensare blocca i miei sentimenti:
il mio corpo non risponde più a nessun segnale,
tutto è fermo,
statico,
come se qualcosa avesse chiuso a chiave ogni mia sensazione e
questa strada diritta,
e senza emozione alcuna,
riuscisse a scardinare il catenaccio che mi lega il cuore.
Affiorano piano dei ricordi e con loro le lacrime passate e presenti,
ricordi che mi fanno sentire un buco al cuore,
come se qualcosa mancasse o fosse stato tolto con rabbia,
un buco che sanguina e non mi lascia tregua……..
I chilometri passano e m’avvicino a te,
sponda del paradiso delle mie nevrosi femminili,
o dei miei desideri inespressi;
m’avvicino e tutto diventa tumulto,
informe ammasso di dolore che non lascia spazio al respiro,
che toglie luce agli occhi e non lascia intravedere che la fine,
agognata e felice di tutto questo male.
Roma nord……
Eccomi, il viaggio giunge alla fine,
la gola riarsa dalla sete troverà il suo sollievo in un tuo bacio,
il cuore attenuerà i suoi battiti ed io riposerò,
come un guerriero dopo molte battaglie,
tra le tue braccia.