Chiara ha scritto:Dunque, da dove cominciare...
stasera è un po' tardi, e vi prego di perdonarmi se dovessi essere poco chiara, ma mi riprometto di rileggermi il sito che mi avte indicato.
Per quanto riguarda la questione etica, mi rendo conto che in effetti le condizioni in cui gli animali vengono macellati è crudele.
Ho visto programmi alla televisione a dir poco raccapriccianti su come vengono stipati i pulcini o come vengono ingozzate le oche per fare il famoso patè... e via dicendo
Queste sono brutture del mondo moderno che tutto vuol velocizzare e rendere più efficiente.
effettivamente la nostra cultura abusa decisamente della natura e si consuma troppa carne rispetto a quello che davvero potrebbe servire.
MA
mi chiedo, se la Natura è così perfetta, perchè esistono prede e predatori? VOglio dire non penso che il leone sia un criminale omicida perchè uccide le antilopi e se le mangia.
Per l'applicazione ad un individuo, sia esso umano o animale non umano, di categorie morali, e in second'ordine di giudizi morali (come appunto criminale omicida ecc.) deve sussistere la coscienza e la possibilità di fare altrimenti; ovvero esiste responsabilità solo dove esiste coscienza. Un animale, anche con livelli di senzienza elevati, non arriva a costruire categorie morali e scoprire la possibilità di NON fare, e quindi non si può applicare all'animale un giudizio di responsabilità, tanto quanto non lo facciamo con i fenomeni naturali. Un uragano non è omicida se non in senso figurato prioporio perchè non è un soggetto responsabile. Nelle società civili ad una persona con patologie mentali o non adulta (un infante) non vengono riconosciuti gli stessi livelli di responsabilità di un soggetto pienamente capace. L'uomo adulto e sano, grazie ad alcune interessanti proprietà legate allo svulippo del suo cervello, può farlo, può costruire categorie morali con le quali dirigere la sua condotta, e quindi può essere giudicato secondo queste regole. Noi sappiamo che possiamo vivere senza mangiare carne, e sappiamo che causare sofferenza è ritenuto sbagliato in senso generale da tutte le comunità umane, per cui non abbiamo scusanti nel non allargare il discorso agli animali.
Inoltre, va subito detto che una regola fondamentale in etica è la non coincidenza del Ciò che è con il Ciò che deve essere. Cioè il fatto che un evento SIA, ACCADA, non significa che DEBBA ESSERE. Inoltre anche la coincidenza tra NATURALE e MORALE è sospetta. E' tutto da dimosrare che se qualcosa è sempre successo allora è giusto, con questo argomento potrei giustificare una serie enorme di atrocità.
Chiara ha scritto: Al di là di quelle che sono le esasperazioni del nostro sistema di vita, non mi sento un mostro perchè di ogni tanto mi mangio la bistecca o il pesce.
Cerco di acquistare la carne nelle aziende agricole che trattano i loro animali in modo più naturale possibile, compro le uova più bio che riesco a trovare ...
Credo che questo sia il modo sbagliato di porre il problema. Non ti devi sentire attaccata personalmente (e se lo fanno hai tutti i diritti di difendere la tua opinione e di rigettare atteggiamenti aggressivi nei tuoi confronti). Il fatto che io ad esempio possa pensare che mangiare la carne sia un comportamento che è lesivo nei confronti di esseri senzienti, che io sia quindi contrario, e che consideri che l'atteggiamento vegetaliano, animalistico, ecc. sia moralmente più corretto, non si traduce in un giudizio morale automatico. Pochissimi della mia cerchia di amici e familiari è vegetariano (anche se nessuno è insensibile al problema) ma io non mi permetto giudizi tranchant, anzi, sonmo persone che amo ed apprezzo. Faccio loro presente quella che io vedo come una grave incongruenza tra altri loro atteggiamenti nei confronti della sofferenza del mondo ed il loro mangiuare carne. Il fatto è che non basta accettare il discorso logico sottostante al animalismo, è necessario sentirlo emozionalmente. Fino a che questo non sarà successo non potremmo permetterci di giudicare gli altri come se stessero coscientemente facendo qualcosa di immorale, perchè si commette un atto immorale solo nel momento in ciui siamo coscienti della valenza etica dei nostri comportamenti. Quindi, dato che tu evidentemente ti stai avvicinando a questo argomento, sarebbe del tutto ingiustificato da parte mia giudicarti (anche se lo volessi) perchè devi ancora fare un percorso di riflessione.
Per intenderci, è la stessa ragione per cui accusare e giudicare qualcuno oggi per sfruttamento della schiavitù è giusto e sacrosanto, ma non lo sarebbe stato (o almeno non allo stesso modo) nella Roma antica.
Chiara ha scritto:Come dicevo mi riprometto di andare a leggere il sito che mi avete indicato, ma se non vado errata, eliminando completamente anche uova, latte e formaggi è necessario prendere delle pastiglie con delle vitamine, adesso non ricordo quali....
Tutto questo mi sembra un po' artificioso, come dire....
Capisco le motivazioni che spingono una persona a scegliere di essere vegetariano vegano, è una scelta degna di tutto rispetto, ma se devo prendere delle pastigliette per avere una dieta bilanciata, mi viene da pensare che forse non è poi così sbagliato consumare questi cibi. Con raziocinio, con moderazione ovvio.
Questo, mi permetterai, non c'entra. Per molto nel passato sarebbe sembrato artificioso e scomodo non poter utilizzare degli schiavi, ma il fatto che qualcosa sia scomodo, fastidioso, non c'entra nella valutazioine morale. Il vegetarianesimo etico non fa consuderazioni di salute, e mischiare i due argomenti è un non sequitur
Chiara ha scritto:Purtroppo non solo dietro a quello che mangiamo ci sono brutture, anche dietro a quello che indossiamo o che vediamo per intrattenerci...
Le magliette o le scarpe fatte dai bambini in Cina o in India, tanto per dirne una.
Anche questo è un non sequitur, perchè dal fatto che esistono tanti tipi e fonti di dolore ed ingiustizia nel mondo non discende che allora io devo considerare sbagliate solo alcune e non altre. Concepire lo sfruttamento degli animali sbagliato non mi impedisce di considerare sbagliato lo sfruttamento dei bambinio. per fortuna non abbiamo testa e cuore con stanze limitate... :-)
Chiara ha scritto:Quello che voglio dire è che se questi alimenti fossero prodotti nel rispetto della natura e l'uomo consumasse questi cibi animali davvero nelle quantità che gli sono necessarie sarebbe davvero così grave?
E se il mondo moderno ha stravolto la natura delle cose e praticamente quasi tutto ciò che consumo è frutto di sofferenza, devo eliminare dalla mia dieta anche quei cibi che sarebbe per me naturale assumere?
Non lo so. Forse non sono ancora pronta per una scelta del genere...
Ripeto che per quanto possa essere bello e rassicurante, il concetto di naturale non cipuò aiutare nelel wscelte etiche; è stato naturale mangiare i propri figli, uccidere il proprio partner, mostrare crideltà verso i non appartenenti al nostro gruppo. Non possiamo usare il concetto di naturale quando ci fa comodo per poi buttarlo. Se ciò che è naturale è giusto allora io rivendico il diritto di usare violenza sui deboli, di eliminare i miei competitori per la mia partner, e esigo che tutti andiamo in giro nudi.
Il punto è che una volta raggiunta la capacità di ragionare su noi stessi e le nostre azioni, non possiamo fare finta di non esser ein gradi di farlo.
Credo che sia del tutto comprensibile rimanere disturbati, in qualkche modo spiazzati dal discorso animalista, perchè ci costringe ad uno scarto del pensiero, ci costringe ad esempio a portare alla loro logica conclusione certe riflessioni comuni alla nostra cultura da millenni, solo che dobbiamo abbandonare la preferenza morale per l'uomo. Non è facile e soprattutto non è un discorso lineare. All'interno della galassia di chi difende una certa idea dei "diritti animali" (intesi qui in senso lato) ci sono posizioni anche molto distanti, anche tra i pensatori considerati i padri dell'animalismo come Regan e Singer, tra giusnaturalisti e utilitarsisti, che la pensano molto diversamente rispetto ad esempio al vegetarianesimo, alle classi di animali a cui applicare le riflessioni, ecc.
Se c'è una cosa che mi dispiace a volte nel leggere i post in questo come iun altri forum è il fatto che queste diversità non vengano mai sottolineate e che tenda a passare una visioine monolitica e dogmatica delle ragioni dellvegetarianesimo et company. Non è così naturalmente, e la dfiversità andrebbe valorizzata, non soffocata
E' tardi non vorrei scrivere fesserie,
Vi saluto
Chiara[/quote]
Il confronto è fondamentale, e parte del confronto è anche scrivere fesserie, e poi magari scoprire che non lo erano.
Ciao
Marco