Ciao Andrea!
Salve ai forumisti.
Il (tuo) quesito gridato, disperato mi è arrivato.
Andrea Rampado ha scritto:
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Mi chiedo se esistono imprenditori seriamente intenzionati a cooperare e a finanziare progetti seri e innovativi, voi li conoscete?
Tu tocchi l'essenza della nostra cultura basata sulla competizione, sul cattivo uso del denaro accumulato, sul nostro “modello di sviluppo”. "Darwin" è sempre in azione. E, purtroppo, questa tipo di competizione, fatta dai nostri imprenditori e consumatori recenti, porta in sé il seme della sterilità. Se poi il substrato è l’accumulazione e la rendita fine a se stessa, rischiamo l’involuzione, come dicevi tu, al posto dell’evoluzione; e questa non è limitata agli inventori, ma anche agli imprenditori, consumatori, ambiente e risorse incluse. Abbiamo visto, stiamo vedendo, che il “modello di sviluppo” è, in realtà, un “modello d’involuzione”.
Questa consapevolezza sta affiorando sempre di più. In recente conferenza sulla Delocalizzazione, fatta agli imprenditori del Nord-Est, mi è capitato di sentire un relatore dire, fuori dai denti, quali erano i motivi della galoppante involuzione dell'Europa e del Nord-Est in particolare. Egli disse:
<<- la presenza di un capitalismo familiare di piccole dimensioni in cui spesso patrimonio dell’impresa e patrimonio familiare si confondono …
- la tradizionale propensione della banca a finanziare capacità produttiva (leggasi capannoni) piuttosto che capacità imprenditoriale.>>
Il relatore aveva, ha ragione. Non ci può essere vera innovazione se non riusciamo a trasferire le scoperte e le invenzioni in prodotti, nuove organizzazioni, utilizzando le proprie capacità imprenditoriali. Non ci può essere innovazione se non riusciamo a trovare risorse.
Ma oggi quasi tutti i portatori di rendite e patrimoni non hanno capito il loro ruolo nella società. Non avendolo capito non promuovono l’innovazione.
Andrea, tu chiedi se ci sono imprenditori …
No, non ci sono. E quei pochi sono impegnati a trasformare le proprie idee in prodotti oppure a combattere la perdita di competitività, o a porre rimedio alle loro rendite ormai sterili.
Invece bisognerebbe chiederci “ci sono finanziatori (non imprenditori tradizionali) che sono disponibili a condividere il rischio (e qualche volta è molto alto) su una idea? Dove sono?
E guarda che quando parlo di finanziatori non intendo quelli tradizionali.
Già che ci siamo chiediamoci <<Lo stato, la CE cosa potrebbe fare per promuovere lo spostamento di queste masse di denaro accumulate, rendite di posizione, verso l’innovazione?>>
C'è qualcuno che sta lavorando per dare una risposta concreta? Non mi sembra!
L’inventore – dopo avere realizzato un prototipo – può certo fermarsi a cercare il finanziatore. E così si condanna ad essere sistematicamente derubato. Perché?
Perché, non può fermarsi al solo prototipo.
Leggevo ieri l’altro che il numero di brevetti registrati in Italia nel 2003 è stato pari al 3.676 pari al 3,15% di tutti i brevetti Europei. Meno della Svizzera che ha il 3,59%.
Ti/Vi dicono niente questi dati? A me fanno dire che i nostri inventori, con i loro comportamenti, dicono <<Accomodati. Ruba pure!>>. Un’invenzione è anche un donodelpadreterno. Entrambe vanno protette e valorizzate.
Io sono convinto che gli stessi inventori dovrebbero essere o diventare (in fretta) imprenditori.
Come?
Studiando, dedicando tempo a diventare “inventori” del proprio futuro.
Convincendosi che essere inventori significa, anche, investire tempo a capire quali sono i passi "giusti" per trasformare le idee in proposte, progetti d’impresa.
Investendo tempo nello stendere progetti d'impresa, a capire come comunicare in modo efficace. A chi? A chi ha risorse!
Investendo tempo nel realizzare organizzazioni, creare alleanze e sinergie. In definitiva, investendo tempo a creare la vera "ricchezza" nel senso più ampio del termine.
Andrea, stai pur certo che questo è il modo migliore per valorizzare una idea. Ed è l'unico modo per evitare che l’inventore non si faccia “rubare” l’idea dagli altri.
Perché Promiseland, e altri siti che parlano di invenzioni e innovazione, non forniscono indicazioni dei corsi per proteggere una idea e per realizzare progetti di impresa?
Saluti a tutti.
Gianfranco