Sibyl ha scritto:Ciao rosicotta,
non sarebbe meglio discutere di queste tematiche in un "luogo" aperto? cioè, i gruppi yahoo in genere sono chiusi, non è possibile da parte di chi non è vegetariano visionarli, quindi si perde un po' l'intento costante di diffondere il veg*ismo, e magari chi ha un barlume di curiosità verso le tematiche veg ma ha paura di approfondirle perde l'occasione di poter cambiare proprio perchè i vegetariani-che già sono pochetti- si chiudono in gruppi chiusi dimenticando il confronto con chi vegetariano non è.
Hai individuato il problema di fondo.
Il gruppo che ho aperto su yahoo è visionabile senza registrazione, la registrazione è necessaria solo per partecipare, cosa che ho ritenuto necessaria per ovvi motivi.
Parlando con persone che vegetariane non sono ho scoperto che hanno paura di noi. Non sanno niente di vegetarianesimo, però l'accostarsi gli risulta difficile, nonostante la curiosità che un molti provano verso questo mondo particolare.
Hanno paura dei forum vegetariani; paura di quello che possiamo pensare se non ce la fanno, paura di come possiamo rispondere.
In particolare hanno terrore di essere "sgridate" dai vegan perchè bevono ancora il latte o di incontrare infine un vegetariano e dover confessare che non sono riusciti a rifiutare la borsetta di pelle regalata dalla nonna a Natale.
Alcuni di loro hanno paura perchè non ci conoscono, una percentuale minore ha avuto la sfortuna di incontrare veg*ani in altri forum, che veg*ani non erano, ed essere stati presi a parolacce perchè onnivori.
Un ragazzo mi riferisce scoraggiato che un vegano che ha saputo che beve ancora il latte ha minaciato di sputargli in faccia.
un'ambientalista che conosco di persona ha fatto l'errore di chiedere ad un vegano se le scarpe sintetiche, derivate dal petrolio, non siano peggio di quelle di pelle, che almeno non inquinano. Sembra una domanda scema, ma lei il dilemma l'aveva davero. Le è statpo risposto "non hai capito un cazzo, le persone come te rovinano il mondo, andrebbero fucilate, allontanati che mi fai schifo".
Logicamente queste persone dopo il primo incontro hanno paura dei forum veg*ani e si chiudono a riccio. Posso capirli, essendomi interessata al vegan dopo che un vegano mi ha aggredita in quanto "arida programmatrice" quindi, logicamente, onnivora ed assassina. Posso capire che non riescano a diventare vegan direttamente (a me è costato molta fatica).
Aggiungi a queste persone le vegetariane indisperttite che dichiarano scocciate di essere bombardate da vegan che le rimproverano per la tazza di latte o attivisti che pretendono si incatenino ai pali dei canili, mentre loro volevano semplicemente sapere se la pana montata è vegetariana, e il quadro è completo.
La presenza di un gruppo che parli solo di cucina vegan, scevra d a tutte le implicazioni etiche e filosofice, può fornire secondo me la spinta necesaria a farli uscire dal guscio. Inoltre apoichè il gruppo per esplicita dichiarazione ammette anche onnivori, a patto naturalmente che non provochino e si limitino a parlare di alimenti veg*ni, è adatto a incuriosire gli appartenenti a tutti i gruppi alimentari esistenti.
Il fatto che sia libero è importante, ma anche il fatto che sia moderao, in modo che gli iscritti non si sentano in nessun modo costretti o insultati. Io posso chiamare il mio ragazzo mangiavcadaveri senza offenderlo e lui può chiamari brucalattuga strappandomi una risatina, ma tra estranei le cose sono più complicate, e le persone più insicure tenderebbero a rinchiudersi nuovamente anzichè riflettere.
Lapresenza della sezione web da la possibilità di fornire collegamenti a gruppi di discussioe più ampi, a siti che spieghino scientificamente perchè il veg*nesimo è possibile, e di inserire eventualmente opuscoli contenenti le ricette segnalate scaricabili e consultabili codamente offline in caso di problemi in cucina che possano far rimpiangere la nostra scelta.
Io ritengo che i più grossi ostacoli allla diffusione del veg*nesimo siano le abitudini culinarie, quindi credo che la battaglia debba iniziare in cucina e poi successivamente spostarsi su altri campi.
Rosicotta.