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Quanti animali vivisezionati tra il 2001 e il 2003?

Inviato: mar mar 22, 2005 12:53 am
da Eliana
da AgireOra:

Alla pagina:
http://www.novivisezione.org/info/stats2005.htm
e' stato appena pubblicato un articolo intitolato "Statistiche
sull'utilizzo di animali nella sperimentazione - dati 2001/2003". Li'
trovate anche il link per scaricare i pdf con tutti i dati statistici
pubblicati a gennaio sulla Gazzetta Ufficiale.

Purtroppo solo ora ho avuto il tempo di commentarne il contenuto. Vi
invito a leggere l'articolo, che riporto anche qui di seguito, perche'
fa emergere un dato inquietante quanto inaspettato di cui bisognera'
tener conto per il futuro. Teniamolo sempre bene in mente.

Buona lettura,
Marina Berati
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A gennaio 2005, sulla Gazzetta Ufficiale n. 2 del 4-1-2005 - Suppl.
Ordinario n. 1, sono stati pubblicati i dati relativi all'uso di
animali
nella sperimentazione.

Qui ci interessa fare un confronto tra questi dati e quelli relativi al
precedente triennio, per far emergere alcuni dati interessanti.

Confrontando i dati del 2000 con quelli del 2003, possiamo dire che il
numero totale di animali usati rimane pressoché costante: vi è un
leggero aumento nel 2001 e 2002 e una leggera flessione nel 2003, per
un
totale di 886.559 animali usati in laboratorio nel 2003 (contro i
905.603 del 2000), un 2% in meno.

Va comunque tenuto in considerazione che questi non sono dati
realistici, perché non vengono contati gli animali genticamente
modificati che nascono sofferenti a causa della manipolazione genetica
e
magari muoiono poco dopo senza mai essere usati, o che nascono morti, o
le cui madri muoiono in gravidanza o dandoli alla luce. Quelli non
entrano nel conto degli animali usati. Stimando un numero possibile
rispetto ai dati di altri paesi si può pensare a circa 300.000 animali
l’anno che attualmente non entrano in nessuna statistica o
regolamentazione. Numero in aumento perché gli animali manipolati
geneticamente saranno sempre più usati e sempre di meno gli animali
"normali".

Detto questo, possiamo notare significative variazioni nelle specie
animali usate dal 2000 al 2003: un forte aumento del numero di topi
(+25%), e una drastica diminuzione nel numero di ratti (-40%) e di
altri
roditori (-25%); un aumento del 30% di cani, una diminuzione nei suini
(-40%) e nelle scimmie (-20%) e un aumento enorme (300%) nell'uso di
uccelli. Cambia la distribuzione, ma il totale di animali ammazzati non
cambia di molto.

Ma vediamo di capire il perché di questo cambiamento nella
distribuzione, che è legato a un fattore molto più importante, cioè
all'enorme cambiamento nel campo di applicazione.

Innanzitutto si nota una significativa diminuzione (-20%) dei test di
tossicità: si passa da quasi 107.000 animali a poco più di 66.000.
L'altro campo in cui c'è stata una diminuzione enorme è stato quello
dei
test obbligatori per legge specifici per i farmaci: qui l'uso di
animali
è dimezzato! Si passa da circa 330.000 animali nel 2000 a 167.000 nel
2003. Crisi dell'industria farmaceutica italiana? Può darsi, di certo a
noi non può che fare piacere.

Ma come mai, a fronte di una diminuzione così drastica di animali usati
per test obbligatori per legge, il totale rimane pressoché uguale? E'
presto detto: perché sono aumentati moltissimo gli animali usati nella
ricerca di base, cioè quei test che NON è obbligatorio per legge
effettuare su animali! C'e' stato un aumento del 40% degli animali
usati
nella ricerca di base, distribuiti tra i vari campi di studio.
L'aumento
maggiore, il 60%, si è avuto nello studio del cancro, seguito da un 30%
di aumento nel campo delle malattie cardiovascolari e... dei disturbi
nervosi umani!!!!

Questo spiega anche il cambiamento di distribuzione delle specie usate:
molti più topi, più usati nelle ricerca di base, molti meno ratti, più
usati nei test regolatori.

Ma tutto questo ci dice anche qualcos'altro: questo aumento nell'uso di
animali nella ricerca di base è stato pagato coi nostri soldi. E' stato
svolto nelle università - sovvenzionate con denaro pubblico, delle
nostre tasse - e presso i laboratori delle associazioni per la ricerca
medica che chiedono ogni anno l'aiuto di tutti i cittadini "di buon
cuore" con le loro maratone televisive e altri eventi raccattasoldi.
Soldi che non vanno ad aiutare i malati, ma vengono spesi per fare
"ricerca" su malattie fasulle create artificialmente su una specie
diversa da quella umana.

Complimenti a tutti.

Questo quadro della situazione dovrà servirci come riflessione per le
iniziative future. Altrimenti, non appena l'industria farmaceutica si
riprende, vedremo invertirsi il trend di questi ultimi anni, che vedeva
ogni anno una leggera diminuzione degli animali usati (OGM a parte),
per
assistere invece a un aumento considerevole di animali ammazzati - o
meglio, per usare una parole cara ai vivisettori "sacrificati" -
sull'altare di una falsa scienza.

21 marzo 2005, Marina Berati