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Mamme aprite gli occhi!

Inviato: dom mar 20, 2005 2:31 am
da GattaMatta
Mamme aprite gli occhi&bambini chiudete le bocche!

Anche in Sardegna,a Cagliari principalmente,come in altre citta`italiane il controllo sociale viene effettuato attraverso la somministrazione di un farmaco ai bambini in eta`compresa tra i 4 ed i 14 anni:il RITALIN
Il criterio di somministrazione si basa sull`invenzione medica di una malattia chiamata ADHD,cioe`"sindrome da deficit dell`attenzione e iperattivita`",da cui sarebbero affetti i bambini.
A Cagliari questo progetto di ricerca denominato ProgettoPrisma,e`guidato dal Dott.A.Zuddas dell`universita`degli studi del centro delle terapie farmacologiche in neuropsichiatria infantile e adolescenziale,in collaborazione con l`ausilio e l`approvazione dell`Assessorato d`igiene,sanita` e assistenza sociale della regione autonoma sardegna.
Questo progetto consiste nella diffusione in asili,scuole elementari e medie,di un DOSSIER INFORMATIVO per gli insegnanti e di un QUESTIONARIO/OPUSCOLO per i genitori,in base alle cui risposte verranno analizzati,giudicati e di conseguenza ritenuti "malati",i comportamenti dei bimbi.
Teniamo presente che tale pratica serve per stimare lo stato di "normalita`" (a giudizio arbitrario dei medici)dei bimbi.Ma sotto la veste d`indagine epidemiologica (da epidemiologia come scienza che studia la diffusione delle malattie),si nasconde l`intento di tutto l`apparato medico e farmaceutico che gli sta dietro,di creare un nuovo strumento di controllo sociale nonche`di speculazione economica sanitaria,attraverso l`invenzione e l`uso di una malattia e la commercializzazione di un apposito farmaco che avrebbe la funzione di "calmare"delle coscienze gia`dalla tenera eta`.
Per sapere se un bimbo soffre di ADHD,basta che risponda affermativamente almeno a sei di nove punti di un questionario base,dove la parola "spesso"e`utilizzata con superficialita`eccessiva (es:spesso e`facilmente distratto da stimoli estranei/spesso non riesce a prestare attenzione ai particolari e/o commette errori di distrazione nei compiti scolastici)

In base al risultato,i medici/controllori valuteranno lo stato di salute mentale dei nostri figli!
Va evidenziato che oggi,un bambino o un adolescente,vivace,"casinista",e quant`altro possa essere,sia in famiglia che a scuola,rientra nei parametri comportamentali fissati da un manuale di psichiatria infantile che definisce i bimbi come causa di disturbo (quindi iperattivo,quindi malato)
Madri&padri,questa prassi di controllo sui vostri figli,dipende soprattutto dal vostro modo di porvi rispetto al rapporto che create ogni giorno con loro e nell`educazione che gli trasmettete.
Non ci si puo`far ingannare da chi pretende una metodolgia di controllo farmacologico dell`educazione infantile!
GIU`LE MANI DAI BAMBINI!!!
Ne`medici ne`insegnanti (troppo spesso impreparati)hanno il diritto di decidere,in base ad uno sciocco questionario,d`intervenire nella vita dei piu`piccoli che lentamete interagiscono col mondo in maniere diverse e molteplici:non si puo` ANNIENTARE e/o SOTTOMETTERE ai voleri degli adulti,la gioia esplosiva e la ricerca spontanea che ogni bimbo manifesta e sperimenta in ogni istante.
Il consenso e il delegarlo soprattutto ad altri che curano i loro interessi,significa decidere delle sorti dei vostri figli,convincervi che questo farmaco sia la cura riflessa sui bimbi,di una insoddisfazione ed alienazione quotidiana,probabilmente vostra.
Non si puo`permettere che altri si instaurino in un rapprto quotidiano che voi avete con la vostra creatura in una maniera cosi`subdola e manipolatrice,bisogna far conoscere la verita`alle persone ed opporsi con forza a questa catena che vuole speculare sulla vita dei bimbi!
GIU`LE MANI DAI BIMBI!!!

Cos`e`il RITALIN:metilfenidato,originariamente classificato in Italia nella tabella degli stupefacenti insieme ad eroina,cocaina ed anfetamine:e`una vera e propria droga,con effetti pressoche`uguali ma che provoca danni alla salute mentale e psichica oltre che fisica,molto piu seri.La sua funzione e`quella di stimolare il sist.nervoso centrale (come le anfetamine),per aumentare le capacita`di attenzione e "stranamente" contemporaneamente,ridurre l`iperattivita`.
La ditta che lo produce (Novartis)e`presente con altri marchi nelle nostre vite (Gerber,isostad,vigoplus,ovomaltina,novosal,cereal,piz buin,novartis farma)e solo per questi motivi andrebbe boicottato:

1)Produce il retalin

2)Produce gas serra e attraverso la cefic (ass.di coloro che ne producono),preme affinche`gli HFC (clorofluorurocarburi)non siano inseriti tra i gas inquinanti da ridurre

3)vende sementi ogm facendo pressione politica alla EU su tale argomento

4)e`il secondi produttore mondiale di pesticidi,ed il primo di "atrazina":un diserbante che prvoca tumori al seno,linfomi e leucemie.
DOPO AVERCI FATTO AMMALARE,CI VENDE LE SUA MEDICINE...


<Documento prodotto da Assemblea aperta contro la psichiatria ed il controllo sociale>

Inviato: dom mar 20, 2005 12:18 pm
da Blixa
Grazie della notizia, vado ad approfondire.

Ciao, B.

Inviato: dom mar 20, 2005 2:29 pm
da Rita
Grazie x l'informazione Gattamatta,io ho un bimbo di soli 9 mesi,ma molto,molto vivace e so già che,se continuerà ad essere così vispo,prima o poi,qualcuno(future maestre o altro...),lo noterà e comincerà a farsene(farmene) un problema...
Conosco la "malattia"di cui parli e so che bisogna fare veramente attenzione a non fare di tutta l'erba un fascio,anche xchè,secondo la mia esperienza,quasi tutti i bimbi( a detta degli esperti che non conoscono questi cuccioli) ne sarebbero affetti ed io,anzi,mi preoccuperei di più se vedessi un bimbo che non si distrae mai e che non sia "iperattivo"!!!!!!!!!!!!!!!
Da parte mia,tranquilla,prima di toccare mio figlio devono riuscire ad uccidermi,xchè,se muovo un solo dito,lo ficco negli occhi!!!!!!!!!!!!!
Grazie ancora,m'informerò meglio,un bacione Rita

Inviato: lun mar 21, 2005 10:04 am
da Gio
Grazie per quest'info.
Gio

ritalin

Inviato: lun mar 21, 2005 1:40 pm
da Perla
Vi incollo una notizia ANSA in cui viene evidenziato ancora una volta come il Ritalin induca dipendenza e come fosse classificato fino a poco tempo fa insieme a Cocaina, LSD ed Eroina.
Sottolineo ancora come in questa notizia sia detto chiaramente che i questionari nelle scuole sono il tentativo di fare un "sedicente lavoro preventivo".........
Saluti
Perla

ANSA) - TRIESTE, 17 MAR - Preoccupazione per il ritorno
nelle farmacie del Ritalin, farmaco utilizzato per curare il
cosiddetto 'Disturbo da deficit dell' attenzione (Dda)' in
bambini e ragazzi, è stata espressa dal fondatore del Forum
nazionale per la salute mentale Giuseppe Dell' Acqua, secondo il
quale la sostanza pu. indurre tossicodipendenza.
Non è questa, tuttavia - secondo lo psichiatra - l' unica
controindicazione del Ritalin, contro il quale si è costituito
recentemente anche un comitato etico. "Non sentivamo alcuna
mancanza del ritorno nelle farmacie del Ritalin - ha precisato
Dell' Acqua - farmaco che nel 2003 è passato dalla fascia delle
sostanze classificate come stupefacenti a quella degli
psicofarmaci per curare, nei bambini e nei ragazzi, il
cosiddetto 'Dda'. Quello che preoccupa più di ogni altra cosa
del Decreto del Ministero della Salute che ha 'sdoganato' il
Ritalin - ha precisato - è che così si ribadisce la supremazia
del modello farmacologico, della medicalizzazione della vita e
quindi - ha aggiunto - del sempre maggior restringimento di
ambiti di comprensione dei problemi, della sofferenza, dei
disagi, delle difficoltà, di bambini e ragazzi. Riconducendo
tutto alla cosiddetta malattia (si contano sulle dita di una
mano - ha osservato lo psichiatra - i casi in cui, forse, il
Ritalin ha un qualche effetto), si impoveriscono gli ambiti
relazionali, sociali, familiari, trasformando ogni disagio in un
problema psico-biologico che toglie senso alle relazioni
umane".
"La malattia come è descritta - ha affermato ancora Dell'
Acqua - è assolutamente vaga e rischia di abbracciare
comportamenti, situazioni, relazioni estremamente ampi, per cui
c' è sempre il rischio dell' abuso, sia del farmaco sia del
modello interpretativo che dal farmaco deriva: quello biologico.
Da ultimo - ha rilevato - per quanto riguarda le assicurazioni
che vengono date sull' assenza di effetti collaterali, ci sono
molti dubbi, anche perchè nei Paesi dove il Ritalin è usato da
anni, come gli Stati Uniti, è stato provato che induce nei
bambini e nei fanciulli che lo usano, una vera e propria
tossicodipendenza".
"C' è poi, ora che il Ritalin è tornato di moda - ha
concluso Dell' Acqua - il tentativo di lavorare in termini
sedicenti preventivi, con questionari nelle scuole e nelle
famiglie, per individuare il disturbo mentale del bambino e
dell' adolescente, che poi viene sottoposto a terapia
farmacologica".
Il Ritalin era stato messo fuori commercio in Italia nel 1989
e fino al marzo del 2003 era compreso nella sottotabella I della
Tabella 7 della Farmacopea, insieme a cocaina, Lsd, eroina e
oppiacei. (ANSA).

Inviato: dom mar 27, 2005 1:59 am
da GattaMatta
Articolo tratto da:
Yahoo Notizie - http://it.news.yahoo.com/050325/43/35sgy.html

PUBLIC CITIZEN HA CHIESTO IL RITIRO DAL MERCATO USA DI CYLERT, UN FARMACO PER L'ADHD.

(Xagena - Medicina) - Public Citizen, un’organizzazione di consumatori statunitensi, ha chiesto all’FDA (Food and Drug Administration) il ritiro dal mercato del farmaco dell’Abbott, Cylert (Pemolina), che trova indicazione nel trattamento del disturbo da deficit di attenzione ed iperattività (ADHD) a causa della sua tossicità epatica.

Secondo Public Citizen dal 1975, anno di approvazione di Cylert, al 1996 ci sono state 163 reazioni avverse a livello epatico nei pazienti al di sotto di 20 anni che hanno assunto il farmaco. Dal maggio 1996 sono stati segnalati 13 casi di insufficienza epatica acuta dovuti a Pemolina, in 11 il paziente è morto o ha subito il trapianto di fegato.

Un’analisi dell’FDA aveva stimato che il rischio di insufficienza epatica acuta associato alla Pemolina era 16,8 volte maggiore rispetto al rischio osservato nella popolazione generale. La Pemolina è venduta negli USA anche come farmaco generico.

Inviato: dom mar 27, 2005 4:37 am
da Emy
Comunque non credo proprio che possa venir prescritto come fosse acqua o solo perchè è di moda.

Inviato: dom mar 27, 2005 11:30 pm
da GattaMatta
Tutti se lo augurano Emy,eppure ci sono dei bambini di pochi anni in cura con degli psicofarmaci...ma ti sembra normale?E`questo il modo di risolvere il problema?...problema poi...

Inviato: lun mar 28, 2005 8:11 am
da Emy
Scusate se metto il collegamento ad altri forum, immagino che portare solo dei brani potrebbe falsare i punti di vista, se porto il link interamente la discussione può venir seguita interamente.

http://www.mammeonline.net/forum/viewto ... ht=ritalin
http://www.mammeonline.net/forum/viewto ... c&&start=0
Questo solo per portare un altro punto di vista.

E un'altra esperienza in questo caso senza il ritalin:
http://www.forumfree.net/?t=3033924

Inviato: mar mar 29, 2005 9:11 pm
da Antonella Sagone
questa discussione tocca punti molto importanti e ritengo abbia bisogno di essere portata avanti in modo approfondito, senza fermarsi a valutazioni "istintive". Io sono la prima a rifiutare una logica di "controllo", farmacologica o meno, di caratteristiche non gradite all'establishment, quindi ci sono varie cose dell'intervento di Gatta che condivido. Tuttavia attenzione a non fare di tutte le erbe un fascio e cadere nell'equivoco che dato che c'è una cattiva medicina, la medicina è cattiva; dato che c'è un cattivo uso dei farmaci, i farmaci sono inutili; dato che la diagnosi di ADHD può essere fatta a sproposito e con il solo scopo di bollare e controllare ragazzi "non adattabili" alle regole, a volte costrittive, della nostra società, allora l'ADHD è una sindrome inventata.
Esistono molte sfumature di grigio ed esistono anche situazioni chiaramente di difficoltà per bambini che hanno realmente un disturbo di iperattività, che non è solo un fatto di vivacità o di non adattamento, non è un fatto psicologico ma fisico (basti pensare che questa sindrome viene in diversi casi scatenata da alcuni tipi di coloranti o altri additivi).
Non c'è ancora una cura come si deve, e probabilmente il ritalin non è la cosa giusta e sicuramente è un farmaco molto pesante e con grossi effetti collaterali (o vogliamo chiamarli centrali?) per cui fare un bilancio fra costi e benefici è difficile.
Però è anche vero che le famiglie di questi bambini hanno difficoltà, il bambino stesso ha difficoltà e occorre trovare delle risposte al loro disagio, che non è affatto, in molti casi, bisogno di controllo di un bambino vivace.
Mi piacerebbe leggere quelle discussioni, ma quelle di mammeonline non sono accessibili a chi non ha la password; inoltre ci terrei veramente a vedere questo famoso questionario e a commentarlo criticamente, se qualcuno me lo può procurare o anche postare integralmente sul forum.

Ricordo che c'è stata un'accesissima discussione sul vecchio forum, se qualcuno vuole divertirsi a leggerla, e anche per raccomandarvi di non ripetere l'esperienza!! :-)

domani cerco di mandarvi un link che adesso non trovo a un articolo che ho scritto tempo fa on line su questo argomento.
Antonella

Inviato: mer mar 30, 2005 12:45 am
da GattaMatta

Inviato: mer mar 30, 2005 2:50 am
da Neeta
Antonella Sagone ha scritto: inoltre ci terrei veramente a vedere questo famoso questionario e a commentarlo criticamente, se qualcuno me lo può procurare o anche postare integralmente sul forum.
Quelle due "domande" esempio del questionario riportate nello scritto che ha postato Gattamatta sono in realtà due dei 18 sintomi per la diagnosi di ADHD del DSM-IV (il manuale diagnostico psichiatrico americano). La diagnosi di ADHD non è che sia fatta come acqua fresca, il "questionario" ha la funzione di screening, per individuare i possibili casi di disagio, poi è chiaro che la diagnosi vera e propria viene dalla valutazione in seconda battuta non solo dei genitori, ma degli insegnanti, di figure interne alla scuola e di uno specialista...
Ti riporto qui sotto i criteri per la diagnosi di ADHD, da cui a quanto pare hanno tratto le domande del questionario..

*************************************************************
A.1) sei (o più) dei seguenti sintomi di disattenzione sono persistiti per almeno 6 mesi con una intensità che provoca disadattamento e che contrasta con il livello di sviluppo:
Disattenzione
(a) spesso non riesce a prestare attenzione ai particolari o commette errori di distrazione nei compiti scolastici, sul lavoro, o in altre attività
(b) spesso ha difficoltà a mantenere l’attenzione sui compiti o sulle attività di gioco
(c) spesso non sembra ascoltare quando gli si parla direttamente
(d) spesso non segue le istruzioni e non porta a termine i compiti scolastici, le incombenze, o i doveri sul posto di lavoro (non a causa di comportamento oppositivo o di incapacità di capire le istruzioni)
(e) spesso ha difficoltà a organizzarsi nei compiti e nelle attività
(f) spesso evita, prova avversione, o è riluttante ad impegnarsi in compiti che richiedono sforzo mentale protratto (come compiti a scuola o a casa)
(g) spesso perde gli oggetti necessari per i compiti o le attività (per es., giocattoli, compiti di scuola, matite, libri, o strumenti)
(h) spesso è facilmente distratto da stimoli estranei
(i) spesso è sbadato nelle attività quotidiane
A.2) sei (o più) dei seguenti sintomi di iperattività-impulsività sono persistiti per almeno 6 mesi con una intensità che causa disadattamento e contrasta con il livello si sviluppo:
Iperattività
(a) spesso muove con irrequietezza mani o piedi o si dimena sulla sedia
(b) spesso lascia il proprio posto a sedere in classe o in altre situazioni in cui ci si aspetta che resti seduto
(c) spesso scorrazza e salta dovunque in modo eccessivo in situazioni in cui ciò è fuori luogo (negli adolescenti o negli adulti, ciò può limitarsi a sentimenti soggettivi di irrequietezza)
(d) spesso ha difficoltà a giocare o a dedicarsi a divertimenti in modo tranquillo
(e) è spesso “sotto pressione” o agisce come se fosse “motorizzato“
(f) spesso parla troppo
Impulsività
(g) spesso “spara” le risposte prima che le domande siano state completate
(h) spesso ha difficoltà ad attendere il proprio turno
(i) spesso interrompe gli altri o è invadente nei loro confronti (per es., si intromette nelle conversazioni o nei giochi)
B. Alcuni dei sintomi di iperattività-impulsività o di disattenzione che causano compromissione erano presenti prima dei 7 anni di età.
C. Una certa menomazione a seguito dei sintomi è presente in due o più contesti (per es., a scuola (o al lavoro) e a casa).
D. Deve esservi una evidente compromissione clinicamente significativa del funzionamento sociale, scolastico, o lavorativo.
E. I sintomi non si manifestano esclusivamente durante il decorso di un Disturbo Generalizzato dello Sviluppo, di Schizofrenia, o di un altro Disturbo Psicotico, e non risultano meglio attribuibili ad un altro disturbo mentale (per es., Disturbo dell’Umore, Disturbo d’Ansia, Disturbo Dissociativo, o Disturbo di Personalità).
Codifica in base al tipo
Tipo Combinato:
se entrambi i Criteri A1 e A2 sono risultati soddisfatti negli ultimi 6 mesi
Tipo con Disattenzione Predominante:
se il Criterio A1 è risultato soddisfatto negli ultimi 6 mesi, ma non il Criterio A2
Tipo con Iperattività-Impulsività Predominanti:
se il Criterio A2 è risultato soddisfatto negli ultimi 6 mesi, ma non il Criterio A1

*************************************************************

Per il commento critico magari domani che ora casco dal sonno ;-)

Neeta

questionario

Inviato: gio mar 31, 2005 10:16 am
da Perla
Tratto dal sito http://www.aifa.it/dsm genitori.html
Assegnare ad ogni domanda il punteggio che meglio descrive questo bambino in rapporto a coetanei dello stesso sesso.
Valori ammessi:

0 - mai

1 - qualche volta

2 - spesso

3 - molto spesso

Scala A (Disattenzione)
1. Incontra difficoltà nell'esecuzione di attività che richiedono una certa cura. 0123
2. Ha difficoltà a mantenere l'attenzione nello svolgere incarichi, compiti o nelle attività varie, interrompendosi continuamente o passando ad attività differenti. 0123
3. Quando gli si parla sembra non ascoltare. 0123
4. Non segue fino in fondo le istruzioni e non porta a termine i compiti di scuola, le commissioni che deve fare o gli incarichi
(ma non per comportamento oppositivo o incapacità a seguire le direttive). 0123
5. Ha difficoltà a organizzarsi negli incarichi, nelle attività, nei compiti. 0123
6. Evita, non gli piace o è riluttante ad affrontare impegni che richiedono uno sforzo mentale continuato (ad es. i compiti di scuola). 0123
7. Non tiene in ordine le sue cose e perde spesso ciò che gli necessita per il lavoro o le attività (ad es. giocattoli, diario, matite, libri). 0123
8. Si lascia distrarre facilmente da stimoli poco importanti. 0123
9. E' sbadato, smemorato, nelle attività quotidiane. 0123
Calcola il totale
Se il punteggio totale è maggiore di 14 si consiglia un approfondimento diagnostico Totale


Scala B (Iperattività/Impulsività)
1. Da seduto giocherella con le mani o con i piedi o non sta fermo o si dimena. 0123
2. Lascia il suo posto in classe o in altre situazioni dove dovrebbe restare seduto. 0123
3. Corre intorno e si arrampica di continuo, quando non è il caso di farlo (nell'adolescenza può trattarsi per lo più di irrequietezza). 0123
4. Ha difficoltà a giocare o a intrattenersi tranquillamente in attività ricreative. 0123
5. E' sempre "sotto pressione" o spesso si comporta come se fosse azionato da un motore. 0123
6. Non riesce a stare in silenzio: parla troppo. 0123
7. "Spara" le risposte prima che sia terminata la domanda. 0123
8. Ha difficoltà ad aspettare il suo turno. 0123
9. Interrompe o si intromette (per esempio nelle conversazioni o nei giochi degli altri). 0123
Calcola il totale

Se il punteggio totale è maggiore di 14 si consiglia un approfondimento diagnostico Totale

Mio commento personale è che il criterio di valuatzione è estremamente soggettivo: cosa significa spesso? Quasi Mai?
Ognuno di noi può giudicarlo in modo diverso a seconda dei giorni (se siamo più nervosi o meno per esempio) a seconda delle situazioni ecc.


Inoltre vi incollo un articolo tratto da Disinformazione apparso sulla stampa tra i possibili legami tra AHDH e TV.

UNO STUDIO SUI NEURONI DEL BAMBINO
La tv prima dei 3 anni causa danni al cervello
Pierangelo Sapegno - tratto da "La Stampa" 25 ottobre 2004

ROMA
Fa davvero così male la tv ai bambini? Secondo uno studio dell’American Academy of Pediatrics può addirittura portare un piccolo durante la sua crescita al cosiddetto Attention Deficit Hyperactivity Disorder, in pratica un disturbo da deficit di attenzione con iperattività, definito dagli scienziati ADHD oppure ADD in UK. Ne è affetto il 12% dei bambini statunitensi, e questa condizione particolare ha cominciato a diffondersi negli States proprio durante gli ultimi cinquant’anni, guarda caso proprio con l’avvento della scatola magica dentro le nostre case. L’American Academy of Pediatrics ha preso in esame duemila bambini da uno a tre anni, li ha spiati, seguiti e analizzati e il risultato dello studio è stato inequivocabile: tutta colpa della tv. Fra l’altro si tratterebbe di una ricerca molto importante anche perché dimostrerebbe per la prima volta che i neuroni del cervello di un bambino si sviluppano in maniera diversa se resta attaccato allo schermo per qualche ora al giorno. Sarebbe la velocità delle immagini che deformerebbe il suo senso della realtà. Il dottor Dimitri A. Christakis, direttore del Child Health Institute at Children’s Hospital and Regional Medical Center, di Seattle, che ha condotto questa ricerca, sostiene che guardando la tv si ricostruisce il cervello di un bambino. Il danno appare più evidente dai 7 anni quando il piccolo ha difficoltà a prestare attenzione a scuola. «Al contrario della vita quotidiana», dice Christakis, «il passo della tv è molto accelerato rispetto alla realtà di tutti i giorni». Le immagini che un bimbo cattura nel suo cervello dagli schermi della scatola nera vanno troppo veloci e magari senza neppure una precisa connessione logica: «Così la loro rapidità diventa normale per quei bambini che in realtà non sono più normali», aggiunge Christakis. Come disse Jane Healy, psicologa dell’infanzia, il problema è capire se il rumore insistente della tv in una casa può interferire con lo sviluppo dell’«inner speech», la costruzione del discorso, il passaggio da quello che si sente dentro a quello che si esprime, dal quale un bambino impara a pensare attraverso i problemi, i progetti e la riflessione.

Lo sviluppo cerebrale rischia di fermarsi
Un bimbo che gioca con le sue dita ha il sistema neurale che gli viene proprio dal flettere, tirare e stirare ed esercitare quelle dita. La stessa cosa avviene per il cervello, che deve in pratica allenarsi nello stesso modo. Gli scienziati, però, ci spiegano pure che il cervello sviluppa un sistema unico dalla nascita ai tre anni. E se un bambino siede come ipnotizzato davanti a qualcosa, quelle vie neurali non si creano. Questo è l’importante sviluppo del cervello che rischia di fermarsi all’età di tre anni. Certo, sembra impossibile che qualcosa di così innocente come anche solo un programma educativo della tv possa nuocere tanto. «Non riesci a pensarlo», dice Claire Eaton, 27 anni, da Lewisham, Australia, al giornalista Jean Lotus che ha costruito un lungo servizio sull’ADHD. «Basta davvero una mezz’ora di pace e di quiete in casa per creare dei problemi al futuro di tuo figlio?».

I danni si riscontrano all'età di 7 anni
Possono genitori che si servono di video come «Baby Einstein» e «Teletubbies» portare i loro figli al rischio di una vita passata nelle ”Classi speciali” o a riempirsi di Ritalin, che è un calmante tipo Tabor da somministrare ai più piccoli? Nella sua ricerca condotta su duemila bambini, Christakis ha trovato che per ogni ora passata alla tv nell’età compresa fra uno e tre anni, i soggetti più piccoli hanno quasi il dieci per cento in più di probabilità di sviluppare problemi di attenzione che possono essere diagnosticati all’età di 7 anni come ADHD. Un bimbo ai primi passi che invece si puppa tre ore di televisione al giorno ha il 30% in più di probabilità di avere seri difficoltà a scuola.

Insonnia e ritardo nel linguaggio
Come si manifesta nelle sue forme più elementari questa malattia? Un esempio potrebbe essere quello di M., un bambino di dieci anni. Dai dati anamnestici si rivelano: l’assenza di problemi antecedenti familiari per problemi di linguaggio o di apprendimento; la presenza, nei primi periodi della sua vita, di un sonno irregolare con frequenti risvegli notturni. Le tappe dello sviluppo motorio sono risultate nei limiti della norma, mentre si è evidenziato un ritardo nello sviluppo del linguaggio, con lieve compromissione sia delle componenti fonologiche che di quelle semantiche e sintattiche. Con l’ingresso nella scuola elementare il bambino ha manifestato ritardo nell’apprendimento di lettura e scrittura. Frequenta regolarmente la quinta elementare, ma con uno scarso rendimento scolastico, per la presenza di cadute soprattutto nella capacità di rievocazione di racconti, di attenzione e concentrazione durante lo studio, nel ragionamento logico e nell’esecuzione dei problemi. Secondo genitori e insegnanti, il bambino ha sempre presentato difficoltà a portare avanti da solo i compiti assegnati e una tendenza a «non stare a sentire».

Esistono altri modi per distrarre i figli
Il 26% dei bambini americani ha una tv nella sua stanza, e il 36 per cento delle famiglie americane lascia la tv accesa quasi tutto il tempo, anche quando non c’è nessuno a guardarla. Eppure le buone notizie vengono dalla medicina: in realtà i bambini più piccoli non hanno nessun bisogno di una tv per distrarsi, come dimostra non solo la nostra storia visto che fino a 50 anni fa siamo riusciti a farne a meno. «Il tuo bambino può crescere benissimo imparando a vivere con se stesso o a giocare sotto la tua supervisione», scrive Jean Lotus nella sua inchiesta. Lasciare i bambini da soli con la tv non è proprio una bella idea, dice invece Nancy Hall della Yale University’s Bush Center in Child Development and Social Policy. «Ti sentiresti davvero di far passare il tempo di tuo figlio assieme a una baby sitter così speciale come il set di una televisione?».

Una malattia cresciuta insieme alla televisione
Conclusioni. Questa malattia colpisce il 12% dei bambini americani in età scolastica ed è cresciuta drammaticamente negli ultimi cinquant’anni. Altre ricerche avevano già dimostrato che l’ADHD era aumentata di pari passo con l’avvento della tv nelle nostre case, a partire dagli Anni 50, e che si era impennata ancora di più a partire dagli Anni 80, quando sono arrivati di moda i registratori e i video per bambini. Sappiamo che la malattia è anche genetica, ma gli scienziati hanno notato che è trasversale a tutte le classi sociali, che colpisce indifferentemente senza distinzioni di reddito e cultura, e che potrebbe esserci forse una causa unica legata al suo espandersi. Quest’ultima ricerca potrebbe aver risposto a questa domanda: guardar la tv per i bambini sarebbe un pericolo.


Perla

Inviato: gio mar 31, 2005 2:20 pm
da Neeta
Faccio una premessa: a me la TV non piace.. specie quella che c'è in giro ora ;-) Premesso quindi che non sono per niente una fan del tubo catodico, che la vedo pochissimo, che Sara non ci passa e non ci passerà le giornate davanti, anche questo articolo di disinformazione.it però a me non piace. Perché distorce e travisa la ricerca del prof.Christakis, per esempio, facendogli dire cose che non dice affatto o tacendone parecchie altre perché evidentemente "scomode" per chi scrive l'articolo. Io la ricerca di Christakis ce l'ho, e potrei tradurla o comunque metterla online se qualcuno la volesse leggere. Va bene che il sito si chiama "disinformazione", ma insomma un po' di correttezza in più nel riferire fonti ed argomentazioni non guasterebbe. Preferisco l'informazione e la controinformazione il più possibile obbiettiva.

A proposito, ma perché a volte l'AAP viene considerata una sentina di collusione con le case farmaceutiche, ed altre invece utilizzata come fonte attendibile (ancorché stravolta)? Perché il modo di valutare i problemi di attenzione (nemmeno l'ADHD) a questionari una volta non va bene ed una volta invece si, visto che lo studio dell'AAP è fatto su questionari?

Non voglio commentare più di tanto su affermazioni come "Lo sviluppo cerebrale rischia di fermarsi" e paragrafetto seguente. Lo sviluppo cerebrale non si ferma, è un concetto semplicemente ridicolo. Anche un'affermazione come "Gli scienziati, però, ci spiegano pure che il cervello sviluppa un sistema unico dalla nascita ai tre anni. E se un bambino siede come ipnotizzato davanti a qualcosa, quelle vie neurali non si creano." è assurda. A parte che non ci sono studi a dimostrarlo e nemmeno ad ipotizzarlo: quello di Christakis e co è il primo del genere, e di certo non si è lanciato nella dissezione di cervelli di bimbi per vedere se mancanvano connessioni... Dire che "le vie neurali non si creano" è puro allarmismo privo di fondamento scientifico. Provateci, a fermare lo sviluppo delle connessioni neurali: manco le Lecciso che ballano il tango in Tv con Emilio Fede riuscirebbero a fermare il cervello di mia figlia ;-)))) Boh... ma chi sarebbero 'sti fantomatici scienziati?? Scusate ma queste affermazioni apposta per spaventare i genitori non mi piacciono: non mi servono per sapere che la tv è meglio che Sara ne guardi il meno possibile, basta il buonsenso, e sinceramente mi sento insultata nella mia intelligenza da questi mezzucci di terrorismo psicologico :-////

Ecco qualcosa di quello che effettivamente dicono Christakis e colleghi (e a proposito: Christakis non ha mai "detto" le cose riportate nell'articolo tra virgolette come se le avesse dette lui a viva voce: sono estrapolazioni da un articolo che ha firmato assieme ad altri tre ricercatori "PEDIATRICS Vol. 113 No. 4 April 2004, pp. 708-713 Early Television Exposure and Subsequent Attentional Problems in Children Dimitri A. Christakis, MD, MPH*, Frederick J. Zimmerman, PhD, David L. DiGiuseppe, MS Carolyn A. McCarty, PhD
... anzi, alcune di quelle affermazioni sono in realtà non di Christakis e co ma citazioni fatte da loro nel loro articolo di altre ricerche, ad esempio quella sulla teoria (*teoria*) che la televisione porti all'ADHD. Letteralmente Christakis e co scrivono: "In contrasto con il passo a cui la vita reale si svolge e viene sperimentata da bimbi piccoli, la televisione può ritrarre immagini, scenari ed eventi in rapido cambiamento. Può essere iperstimolante e tuttavia estremamente interessante. Questo ha condotto alcuni a teorizzare che la televisione possa restringere la capacità di attenzione dei bambini. Altri hanno speculato che possa portare all'ADHD. Koolstra e Van der Voort hanno trovato che guardare la televisione riduce la lettura più avanti nella crescita e [venivano riferiti] livelli di attenzione più bassi durante gli annis scolastici. Tuttavia la maggior parte degli studi si sono concentreti sul guardare la televisione durante gli anni scolastici:

Inoltre:
- i bambini considerati erano 1278 (non 2000 come dice l'articolo di disinformazione.it)
- "noi ipotizziamo che una esposizione molto precoce alla televisione durante il periodo critico di sviluppo sinaptico sarebbe associato con successivi problemi di attenzione. Lo studio ha testato tale ipotesi usando dati osservazionali da un set di dati longitudinali nazionali rappresentativo " in pratica: hanno preso dei dati preesistenti (e non "L’American Academy of Pediatrics ha preso in esame duemila bambini da uno a tre anni, li ha spiati, seguiti e analizzati e il risultato dello studio è stato inequivocabile: tutta colpa della tv." come sostiene pittorescamente disinformazione.it. I dati non li ha raccolti affatto l'AAP, ma lo US Department of Labor, l'AAP li ha presi in prestito per così dire, ed i risultati non sono affatto inequivocabili, lo dicono gli autori stessi... ma che cazz.. di giornalismo è questo????? N.d.N.), raccolti da studi condotti mediante interviste ogni anno o ogni due anni alle madri/figura femminile di riferimento, il NLSY-Child e seguenti, e li hanno analizzati retrospettivamente. Per ogni bimbo considerato hanno visto, all'età di sette anni, quale era stato il "risultato"dell'elaborazione (semplificata) di un questionario, il BPI (Behavioral Problems Index o indice di problemi comportamentali) che consiste in 5 domande che chiedono se il bimbo ha difficoltà a concentrarsi, se si confonde facilmente, se è impulsivo, se ha problemi con ossessioni o se è irrequieto... ogni domanda ha come possibili risposte : spesso, a volte, mai ( vi ricorda qualcosa? ;-). I risultati venivano poi espressi in punteggio ulteriormente semplificato, ed è questo che è stato considerato dalla ricerca. Poi sono andati a vedere nelle interviste fatti ai bambini che a 7 anni risultavano oltre un certo punteggio del BPI quante ore di televisione guardavano a 1 e 3 anni, desumendolo dai questionari compilati all'epoca dalle madri, e confrontando con quelli invece che secondo loro non avevano problemi di attenzione.. altro che seguire e spiare.. tutto a tavolino, hanno fatto, anzi al pc ;-))
A proposito, non è come dice l'articolo che "hanno quasi il dieci per cento in più di probabilità di sviluppare problemi di attenzione che possono essere diagnosticati all’età di 7 anni come ADHD".. è che lo studio di Christakis ha considerato bambini di 7 anni (poteva considerarli di 5, di 6, di 10...), ha rilevato problemi di attenzione nel 10% di questi e soprattutto non è affatto vero che hanno studiato la relazione tra ADHD e televisione. Lo dicono chiaro e tondo nello studio: "Tuttavia, noi non abbiamo in effeti studiato o trovato una associazione tra televisione e ADHD diagnosticato clinicamente". Infatti specificano che "Prima di tutto, la misura che abbiamo usato per i problemi di attenzione non è necessariamente indicativa di ADHD clinicamente diagnosticato."

La parte secondo me interessante è la discussione della ricerca, cioè dove espongono il loro pensiero:

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" Abbiamo trovato che una esposizione precoce alla televisione era associata con successivi problemi di attenzione. Questi risultati erano presenti anche quando si controllavano un certo numero di potenziali fattori di confondimento, inclusi uso di sostanze in età prenatale ed età gestazionale, valutazione di psicopatologie materne e status socioeconomico. La dimensione del rischio associato con il guardare la televisione, espresso nella nostra analisi in termini di numero di ore al giorno di tv, è clinicamente significativo quando si consideri l'intero range di ore di televisione viste nel nostro campio (da 0 a 16 al giorno). Un aumento di 1 deviazione standard nel numero di ore di televisione guardate all'età di 1 anno è associato con un aumento del 28% nella probabilità di avere problemi di attenzione all'età di 7 anni. Questo risultato è consistente e stabile nel tempo, un effetto simile viene ottenuto per il numero di ore di televisione guardate all'età di 3 anni. A nostra conoscenza, il nostro è il primo studio che testi l'ipotesi che esposizione molto precoce [influisca] sulla successiva inattenzione usando un campione rappresentativo nazionale longitudinale.

Parecchie limitazioni a questo studio meritano di essere considerate.
Primo, la misura che abbiamo usato per i problemi di attenzione non è necessariamente indicativa di ADHD clinicamente diagnosticato. Tuttavia, è stata derivata dalla subscala del Child Behavior Checklist (questionario del comportamento infantile), che si è trovato avere una sensibilità del 75% ed una specificità del 99% comparata con i criteri del DSM III (cioè la terza edizione, oggi si usa la IV, i criteri di diagnosi del DSM IV li ho postati prima N.d.N.) su un campione ampio di popolazione. In una popolazione statistica che faceva riferimento ad una clinica neuropsichiatrica, l'accuratezza generale (cioè la capacità di predire in maniera accurata se quel soggetto aveva effettivamente un problema o no N.d.N.) del Child Behavior Checklist in relazione alle interviste strutturate per l'ADHD usando i criteri del DSM IV era del 69%. Inoltre, la percentuale di bambini che incontravano il nostro criterio per "problemi di attenzione" era del 10%, che corrisponde più o meno alla prevalenza stimata dell'ADHD stimata sulla popolazione generale. Tuttavia, noi non abbiamo in effeti studiato o trovato una associazione tra televisione e ADHD diagnosticato clinicamente

Secondo:abbiamo fatto riferimento al resoconto dei genitori per quanto riguarda la televisione vista. Anche se questo può non essere una misura completamente acurata del vero ammontare di ore, non ci sono ragioni a priori per credere che questa imprecisione possa deviare i nostri risultati in una direzione o nell'altra. Dal momento che è inaccurato in maniera casuale, dovrebbe annullare la "deviazione" (bias, in inglese)

Terzo: non possiamo trarre inferenze causali da queste associazioni. oPotrebbe essere che i problemi di attenzione portino a guardare più televisione e non viceversa. Tuttavia, per cercare di limitare questa limitazione, abbiamo sfruttato la longitudinalità del set di dati e ci siamo focalizzati sul numero di ore di tv a 1 e 3 anni, ben prima dell'età in cui la maggior parte degli esperti ritiene che i sintomi di ADHD siano manifesti.
E' anche possibile che ci siano caratteristiche associate con i genitori che permettono ai figli di guardare troppa tv che rendono conto della relazione tra guardare la tv ed avere problemi di attenzione. Per esempio genitori che sono distratti, negligenti, o in altri modi occupati possono aver permesso ai figli di guardare troppa tv oltre al fatto di aver creato un ambiente familiare che promuove lo sviluppo di problemi di attenzione.
Anche se abbiamo corrett i dati per un certo numero di potenziali fattori di confondimento, inclusi ambiente domestico, depressione materna, stimolazione cognitiva, e supporto emotivo, le nostre correzioni possono essere imperfette.
Infine, non abbiamo dati sul contenuto delle ore di televisione. Alcune ricerche indicano che la televisione educativa (tipo Sesame Street, o da noi proprio quei Teletubbies che l'articolo cita... N.d.N.) può in effetti promuovere l'attenzione e la lettura tra i bimbi in età scolare. Altri sono in disaccordo e sostengono che anche tali programmi sarebbero dannosi. Se l'esposizione a certi tipi di programmi è di beneficio, anche ad un età così giovane, allora i nostri risultati rappresentano una stima conservativa del rischio della televisione come media in generale, perché una parte dei programmi potrebbe aver moderato gli aspetti dannosi di altri e la deviazione quindi risultare nulla. Tuttavia, sono necessarie altre ricerche sugli effetti dei vari contenuti della tv, specialmente per bambini in età prescolare.

Nonostante le limitazioni, i nostri risultati avrebbero alcune implicazioni importanti se dovessero essere verificati anche in studi futuri.
Primo, abbiamo aggiunto l'inattenzione alle conseguenze già studiate della visione eccessiva di tv, che include comportamento violento ed obesità
Secondo, i nostri risultati suggeriscono che un'azione preventiva sia possibile rispetto ai problemi di inattenzione dei bambini
Limitare l'esposizione dei vostri bambini alla televisione in media durante gli anni formativi dello sviluppo cerebrale, in linea con le raccomandazioni della AAP potrebbe ridurre il rischio successivo di sviluppare ADHD.

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Non sto più a rileggerlo o ad aggiungere altro perché ci ho già passato tutto il dopopranzo e mo' c'ho da fare con Sara, mica posso chionzarla davanti alla TV ;-))) . Se a qualcuno interessa l'articolo integrale me lo faccia sapere

Neeta

Inviato: gio mar 31, 2005 2:27 pm
da GattaMatta
Bella ricerca Perla...concordo pienamente sulla soggettivita`delle risposte e della valutazione,molto dipende da noi piu`che da loro stessi...Inoltre credo che i danni che fa la tv siano ENORMI...Io la tengo chiusa in un armadietto ed Eugenio non la vede mai...Forse sbagliero`,forse sara`un alieno da grande,ma preferisco che giochi all`aria aperta e che guardi libri,che sciocchezze fuorvianti in tv...Poi a contatto con gli altri bimbi si vede come si comporta,il suo istinto di imitazione lo porta a fare delle cose assolutamente normali....A volte vedo bimbi della sua eta`con le mitragliette che inseguono i cigni del parco e mi domando:mio dio,dove finisce il gioco e dove la realta`per loro?Lui li guarda esterrefatto,poi va dai cigni e gli da`i baci...Secondo voi e`un alieno?Io mi faccio parecchie paranoie... (Scusate l`OT)

Per Neeta:mettila on line se puoi la ricerca di Christhakis ,e`sempre interessante sentire tutte le campane!Grazie.

Claudia